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Il ritorno della pellicola nella comunicazione sportiva


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avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 14:24    

Che è anche il bello dell’analogico, che raggiunge il suo apice con la diapositiva non essendo manipolabile una volta scattato.
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Vero.
E dopo anni di BW abbastanza saltuario mi sono ormai deciso a dedicarmici con un po' più di cura... il che significa che mi toccherà pure fare qualche piccolo, però oculato, investimento.

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 15:14    

Ai tempi facevo un po’ di BW ma non ho mai sviluppato e stampato, dipendevo da alcuni amici ai quali davo istruzioni su come doveva essere il risultato e quali carte usare, alla fine risultati discreti ma avrebbero potuto essere migliori, oggi solo BW digitale

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 15:38    

Una meraviglia la foto sportiva su pellicola. Mentre i vari fessi con le digitali scattano e immediatamente trasmettono le loro foto ai loro editori, l'artista con la pellicola termina il rullino, poi corre a svilupparlo poi porta le foto all'editore e gli dicono che le foto erano per l'altroieri e comunque l'ufficio è chiuso. Allora l'artista propone a se stesso. " la prossima volta scansionerò le foto e le spedirò via mail all'editore"...l'arte richiede qualche sacrificio, anche alimentare.

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 15:50    

@Kwlit, cos’è che non è chiaro:

Questo approccio si inserisce perfettamente nell’evoluzione dell’estetica urban running e dello streetwear, dove la corsa diventa esplorazione quotidiana. Scegliere la grana invece dei pixel significa dare valore al tempo, alla pazienza e alla memoria, trasformando lo sforzo fisico in un pezzo di storia visiva duratura.

Bisogna leggere e comprendere, poi si può commentare!

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 16:02    

E' un'ideologia che esprime il suo pensiero già nell'incipit:

La rinascita della fotografia analogica racconta lo sport attraverso la grana e l’imperfezione della pellicola, restituendo la verità della fatica e dell’asfalto.


Secondo me vale quello che vale e cioè: se si ritiene che la fotografia sportiva possa raggiungere i massimi livelli solo grazie al supporto... forse... forse... abbiamo sbagliato tutto, sarebbe come dire che la pittura raggiunga il suo massimo solo con colori ad olio oppure acrilici, oppure acquarello, oppure, come sintetizza bene Luca Lapo:
di quelli che pensano che scrivere a mano crei letteratura o poesia, usare un editor di testo no


Se... si intende che la pellicola possa esprimere una forma interpretativa differente alla foto sportiva, allora posso essere d'accordo

Ma... qui c'è il trucchetto... il 'ragazzo' non ha mai provato a scattare con macchine come la Nikon D200 che con i suoi limiti, la sua resa colore e la grana (molto evidente ed analogica), replica sul digitale né più e né meno quello che fa la pellicola, perfino con difficoltà simili.

non per nulla, quella fotocamera (sensore) per me consente un'interpretazione molto particolare nel ritratto.

provare per credere

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 16:20    

Perdona @Gsabbio, secondo me c’è un errore di fondo da parte di tutti quanti stanno commentando, altro estratto dell’articolo:

Quando osservi una campagna pubblicitaria attuale o una rivista indipendente di cultura urban, noti subito la controtendenza: un ritorno netto alla pellicola

Non si sta parlando di fotografia sportiva intesa come testimonianza di un evento agonistico!

Per il resto condivido il tuo intervento e le tue osservazioni e sì, conosco tutti i capitoli dedicati alla Nikon D200.

Come ho già commentato in precedenza in merito a questo articolo, ci vedo molto snobismo, molta volontà di essere alternativi e differenziarsi in un mondo che è sempre più omologato.

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 16:53    

Quando osservi una campagna pubblicitaria attuale o una rivista indipendente di cultura urban, noti subito la controtendenza: un ritorno netto alla pellicola


MrGreenMrGreenMrGreen

come direbbero in Emilia: lo dice la parola stessa: 'cultura urban'

converrai che, per vendere, qualche 'balla' devono pur inventarsela

Amalizziamo un momento l'ambito 'fotografia sportiva': siamo giusti, non è che ci sia molto 'grasso che cola', se, proponendo lo stesso servizio su pellicola riesco ad allargare la mia clientela (alla cultura urban)... allora è un attimo anche asserire che la pellicola sappia replicare meglio 'la fatica'.

da sganasciarsi dalle risate

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 16:59    

Una meraviglia la foto sportiva su pellicola. Mentre i vari fessi con le digitali scattano e immediatamente trasmettono le loro foto ai loro editori, l'artista con la pellicola termina il rullino, poi corre a svilupparlo poi porta le foto all'editore e gli dicono che le foto erano per l'altroieri e comunque l'ufficio è chiuso.
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Nell'articolo però mi pare di capire che ci si riferisca a una fotografia di Sport più calma, sulla falsariga dello Sport in pubblicità per intenderci, non certo a un contesto altamente dinamico come può essere una Olimpiade... o un Mondiale di Calcio.

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 17:12    

converrai che, per vendere, qualche 'balla' devono pur inventarsela


Come i millemila Mpx, l’AF da cecchino che inquadra l’occhio del moscerino e gli rimane incollato nelle sue evoluzioni, i 40 FPS, il prescatto e tutte le super×le che il mercato dell’attrezzatura fotografica ci propina, si chiama marketing, qui lo stanno applicando al supporto dove si registra l’immagine, bravi secondo me, che poi i più navigati non ci caschino è un altro paio di maniche, i clienti non sono né i fotografi professionisti né gli amatori evoluti MrGreen

Amalizziamo un momento l'ambito 'fotografia sportiva': siamo giusti, non è che ci sia molto 'grasso che cola', se, proponendo lo stesso servizio su pellicola riesco ad allargare la mia clientela (alla cultura urban)... allora è un attimo anche asserire che la pellicola sappia replicare meglio 'la fatica'.

da sganasciarsi dalle risate


A te fa ridere ma di creduloni che abboccano troppi ce ne sono, vedi sopra: marketing!

Se ancora non c’è chi lo fa, ma dubito, lo stesso concetto si può applicare ai fotografi matrimonialisti MrGreen

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 17:21    

Se ancora non c’è chi lo fa, ma dubito, lo stesso concetto si può applicare ai fotografi matrimonialisti


beh... la foto di matrimonio, a mio parere si presta anche meglio, non dico di vendere tutto il servizio su pellicola (non so chi oggi lo comprerebbe, vista la 'necessità' inderogabile di condividere immediatamente tutto in rete) ma proporre alcune foto significative su pellicola, quello ci sta anche bene.

avatarsenior
inviato il 26 Giugno 2026 ore 17:42    

beh... la foto di matrimonio, a mio parere si presta anche meglio, non dico di vendere tutto il servizio su pellicola (non so chi oggi lo comprerebbe, vista la 'necessità' inderogabile di condividere immediatamente tutto in rete) ma proporre alcune foto significative su pellicola, quello ci sta anche bene.


Secondo me è la stessa cosa, com’è valida la foto analogica in ambito matrimoniale, lo è in ambito di comunicazione sportiva, e per comunicazione sportiva non intendo “evento sportivo” a nessun livello ma una campagna pubblicitaria di un brand di abbigliamento/attrezzatura come la comunicazione dell’immagine di un atleta non impegnato in una competizione, io la vedo così ma non sono nessuno per stabilire se sia corretto o meno, valido ed efficace o meno.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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