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Esiste in vendita per qualche euro in più la cella con dissipatore e ventola
Meglio ancora, comunque era per chiarire che c'è una confusione di fondo tra le grandezze, come spesso purtroppo accade quando si parla di fenomeni fisici. Basta fare un semplice bilancio energetico per rendersi conto che una fotocamera non converte dal dominio elettrico neanche lontanamente i 60W che quella cella può drenare dal suo giunto freddo. Quindi se si ragiona con le grandezze istantanee occorre farlo nella maniera corretta, pena compiere errori piuttosto banali.
mah fabio, hai ragione.. ma io ho visto con i miei occhi un collega scattare sotto al sole con uno straccio bagnato sulla mirrorless (canon) perche la fotocamera scottava e si piantava. la reflex invece ustionava in mano ma non si e' fermata.
Io non so se hai mai provato a mettere una scheda elettronica in funzione in un congelatore acceso.
Ne fai una stufa, il congelatore non ce la fa.
Comunque servirebbe raffreddare il sensore, non tutta la fotocamera. Anche se e' difficile da ottenere
“ Comunque servirebbe raffreddare il sensore, non tutta la fotocamera. „
Concordo. Conosco Central DS che modificave le reflex/ML in tal senso ma i compromessi erano tanti ed il prezzo era di poco inferiore a quello di una fotocamera astronomica FF mono con ruota filtri.
Hai ragione ma da persona esperta e competente come sei, hai un po' rimescolato le carte. Infatti nel caso citato da te al bilancio energetico devi aggiungere la quota parte di calore proveniente dall'irraggiamento solare che esula dalle specifiche in oggetto, uso astro. E tale quota parte non è affatto insignificante, soprattutto quando i progettisti, per risparmiare denaro in produzione di milioni di pezzi, non calcolano bene le condizioni d'uso.
Detto questo sai benissimo che anche piccolissime potenze possono produrre alte temperature e le protezioni intervengono per preservare le giunzioni dei milioni di semiconduttori che compongono microprocessori e altri IC. Come sai è normale per una giunzione tollerare anche 150 C ben diversa ne risulta la temperatura del corpo di un dispositivo (transistor, IC, processore) a seconda del meccanismo di drenaggio del calore usato. Non mi dilungo ma una banale prova con batteria e un paio di resistenze di ugual valore ma differente portata termica nominale dimostra in modo pratico e senza caloli come si possa convertire elettricità in calore a ben diversa temperatura. In altri termini se è diverso il valore delle resistenze termiche tra corpo e ambiente a a parità di energia in ingresso la temperatura che ne deriva è profondamente differente. Cioè non deve trarre in inganno però perché in entrambi casi l'energia per effetto Joule è la medesima, così come l'effetto utile nell'ambiente circostante.
Le camere per astroimaging fanno ampio uso di queste celle e lo scopo non è sottrarre il calore generato durante il funzionamento che è di pochi W al max ma di portare il sensore a temperature tali da minimizzare la quota parte di rumore termico. Una cosa del tutto diversa se si deve invece scegliere qualcosa per raffreddare il processore di un pc da 100W TDP. Penso sia più chiaro quello che intendo dire al riguardo.
La piastra di Peltier, nonostante gli accorgimenti aggiuntivi descritti, non ha una buona efficienza, a parte il dover dissipare il gran calore sul lato opposto, ha un consumo eccessivo di energia elettrica rispetto alla resa, quindi potrebbe funzionare come starter per poi passare a un sistema di raffreddamento più consolidato e meno energivoro, secondo me
Fabio.. concordo in tutto. Non mi sembra pero' di aver rimescolato le carte.
Una cosa e' portare ad una certa temperatura il sensore (che scalda poco) con una peltier a stretto contattoed un buon isolamento nella parte fredda. Un'altra e' agira sul corpo esterno della fotocamera nel tentativo di asportare il calore prodotto dall'elettronica.
Se tenti di portare il sensore a 10 gradi stabili, con es. 25 gradi ambiente e fotocamera accesa, solo agendo sulla fotocamera completa. Devi portare tutta la fotocamera a temperature attorno ai 10 gradi ed asportare tutto il calore prodotto dalla fotocamera.
In questo caso la potenza necessaria e' molto maggiore.
Ovviamente un sensore raffreeddato singolarmente necessita di una peltier molto piu' piccola. Ma chi andrebbe a toccare la meccanica, modificando la fotocamera per raffreddare il sensore?
Comunque scherzi a parte, credo che opterò per una soluzione di raffreddamento già pronta, in quanto il guadagno teorico che dovrebbe darmi è superiore
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