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inviato il 28 Maggio 2026 ore 19:55
L’autofocus in campo video è ottimo dalla S5II in poi. Quelle lenti le avevo recensite utilizzando le camere con AF a contrasto (S5 e S1). |
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inviato il 28 Maggio 2026 ore 20:28
Avere lo stesso schema ottico non significa minimamente che i due obiettivi siano uguali, neppure se prodotti in virtù di una join venture commerciale come hanno Leica e Panasonic dagli anni '90. Qualità dei vetri, asferici molati invece che stampati, tolleranze di superficie, levigatura, qualità della centratura sono parametri che sono parte integrante dello schema ottico, non accessori. Senza considerare che raffinare questi parametri porta a molto e oneroso scarto industriale e una necessaria manodopera che fanno schizzare i costi di produzione. E questo è il caso di Leica, mentre Panasonic industrializza il processo, facendo scala, con vetri meno selezionati, asferici stampati, tolleranze meno restrittive, manodopera ridotta al minimo e centratura in serie a macchina. Giusto per sfatare strani complottismi. Detto ciò, non è detto che la differenza di resa tra queste diverse lavorazioni sia tale da far correre un professionista a tirare su dal portafogli 2000 euro in più e qui ognuno valuta i costi opportunità. |
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inviato il 28 Maggio 2026 ore 21:23
Nel caso di un prodotto industriale, come queste ottiche o ottiche coprodotte con Sigma, è pura illusione credere che ci siano differenze di processo come molatura a mano di vetri asferici: si sta parlando di lavorazioni anni 80 che forse sono ancora usate solo per le ottiche M che costano molto di più. Le differenze sono ascrivibili al trattamento antirifresso, allo chassy metallico, al controllo di qualità. Il prodotto "industriale" in campo ottico ha migliorato molto la sua qualità, potendo correggere poi certi parametri via software, aspetti che definivano un ottica valda sulla pellicola quali la distorsione, la vignettatuta e l'aberrazione cromatica non sono ottimizzati ma risolti dal software. Se si potesse foyografare su pellicola con le ottiche attuali alcune sarebbero "cestinate" in maniera netta. |
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inviato il 28 Maggio 2026 ore 22:04
Quello che dici è una semplificazione eccessiva. La produzione di elementi asferici di alta precisione si divide in due filiere che coesistono ancora oggi: 1) Glass Moulding Process: usata per la stragrande maggioranza degli asferici. Economica ma limitata nei materiali e nella precisione superficiale. 2) Lappatura/polishing CNC su vetro ottico: usata per asferici di alta precisione o per vetri speciali (simil fluorite, dispersione anomala, alto indice di rifrazione) che resistono male allo stampaggio. Non è “molatura a mano” nel senso artigianale, ma è una lavorazione CNC complessa, costosa e con controllo interferometrico dello shape error. La differenza c'è eccome, altrimenti gli strumenti ottici da laboratorio scientifico, che non devono fare posizionamento nel lusso, avrebbero lenti pressate per ridurre i costi e lo scarto con le stesse prestazioni e non è così. Inoltre pure Zeiss, Voigtlander e Cano,n su alcuni obiettivi particolarmente premium, usano sia asferiche moulded che ground, specificando dove. Non su tutto lo schema ottico come Leica, ma se c'è un asferico che ha bisogno di tolleranze micrometriche (generalmente il primo frontale) per evitare che si propaghino aberrazioni, viene molato. Se non ci fosse differenza reale tra le lavorazioni, questi marchi si risparmierebbero molto volentieri tali costi di produzione aggiuntivi. Poi se andiamo su schemi ottici che devono correggere problemi molto vincolati nello spazio dei parametri, come gli APO (veri), allora il matching degli elementi non è neppure un'opzione qualitativa, ma una necessità strutturale. Ogni singolo elemento, per quanto rientrante nelle tolleranze, porta con sé un errore che deve essere neutralizzato in un accoppiamento con un'altra lente, quindi si deve fare misura interferometrica di ogni elemento e calcolare la combinazione ottimale che porta il gruppo dentro il range di tolleranza. Poi accoppiare e fare il clocking con precisione qui nanometrica e poi c'è la centratura dei gruppi che deve seguire lo stesso protocollo. Non so quanto si possa meccanizzare una cosa del genere, su piccoli volumi (APO M o SL, Zeiss Otus) costa meno la manodopera. |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 0:16
Zermelo, grazie per i tuoi interventi. GLi Youtuber che hanno fatto i confronti tra lenti Lumix e Leica, parlano di lievi differenze a favore dei Leica. La questione è che lo schema ottico è identico, il costo è almeno il triplo. |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 1:05
“ Zermelo, grazie per i tuoi interventi. GLi Youtuber che hanno fatto i confronti tra lenti Lumix e Leica, parlano di lievi differenze a favore dei Leica. La questione è che lo schema ottico è identico, il costo è almeno il triplo. „ Non era un'opera di convincimento, ma un argine al complottismo , anche perché il Panasonic non l'ho mai provato. |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 1:59
Zermelo condivido ogni tua parola, poi aggiungi composizione chimica doversa sui vetri, trattamento anti riflesso diverso e chi più ne ha più ne metta … per quanto riguarda i Panasonic (non sono un grande esperto di queste ottiche, ma qualcosa ho avuto ed ho ancora) distinguerei la serie S dalle S-Pro … della serie S ad esempio, come ho già scritto sopra, ho avuto due esemplari uno problematico e l’altro fa invidia al Leica (ed infatti me lo tengo stretto). Proprio come dicevi tu probabilmente la spinta automazione con un controllo qualità non eccezionale ne fanno non tutti gli esemplari riusciti… ls serie S-Pro è un altro pianeta (non a caso sono certificati Leica) ed hanno una costruzione ed una qualità completamente diversa, ma sono pochi io ho avuto (e sto ricomprando) il 16-35 f/4 ed ho avuto il 50 f/1,4 e sono due ottiche eccezionali a completamento della serie S-Pro il 70-200 f/4 e stessa focale ma f/2,8 ed infatti costano molto più della serie S. Ad esempio il 50 mm f/1,8 si trova usato a 200€ per il f/1,4 bisogna aggiungere almeno 1.000€ con un’altro peso e ingombro. Io alla fine ho tenuto il 50 f/1,8 perché mi ci danno 100€ ed il mio è un esemplare veramente ben riuscito, quando volevo il 35 ho scandagliato tutte le opzioni e dopo pensieri e contro pensieri alla fine ho fatto lo sforzo per l’Apo |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 10:31
“ Zermelo condivido ogni tua parola... „ Grazie. Poi aggiungerei che molto spesso la differenza di categoria si nota davvero solo quando vai a stampare in alta qualità (test che i recensori non fanno mai) e se non c'è questa necessità il divario, di solito, è davvero trascurabile. Dando una rapida occhiata alle foto prodotte dalle due ottiche in oggetto che sono presenti sul forum, se uno guarda le texture (acqua, roccia, tessuti, etc), il Leica ha una resa più naturale e con più varietà tonale, il Panasonic si comporta molto bene, gran bella scienza del colore (non l'avevo mai notato), ma con un po' meno ricchezza (quel leggero sapore digitale che anche le fotocamere che uso io, Z8 e ZR, danno e che è lo standard di questa fascia). Tuttavia vai a sapere quanto è merito del sensore oppure no e sono sicuro che in parte lo sia, ciononostante per poter catturare tali dati il sensore ha bisogno di un obiettivo che glieli porti. |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 11:30
Le differenze "sensibili" per me sono sulle ottiche solo Leica, per esempio il 24-90, li si vede che si tratta di un'ottica diversa, ma su quelle "derivate" sicuramente hanno modificato lo chassy, il trattamento antiriflesso ma non possono a parità di schema sostituite lenti, ne composizione dei vetri, altrimenti dovrebbero cambiare l'intero schema. È un discorso logico quello che faccio relativamente al processo di sviluppo industriale, non si compra esattamente lo stesso obiettivo Panasonic, ma non può essere un'ottica radicalmente diversa altrimenti avrebbe il prezzo delle altre ottiche che costano più o meno il doppio. Chi le compra lo sa, paga per il brand, per la maggiore finitura rispetto Panasonic, ma sa che se vuole il top non deve prendere il Leica Summicron-SL 50mm f/2 ASPH ma il Leica APO-Summicron-SL 50mm f/2 ASPH. Per questo ritengo i test abbastanza attendibili, io le ottiche le ho provate solo al Leica Store di Torino ai tempi dell'AF solo a contrasto sulla Panasonic SR1 ma non avevo acquistato. |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 11:41
Possono eccome: se chiedi una tolleranza più restrittiva (sia sulla forma che sulla politura) per la stessa identica lente (cioè per la stessa superficie geometrica) non cambia lo schema ottico che risponde allo stesso problema fisico, ma il costo di produzione si impenna per manifattura, tempi e scarti. Discorso identico per le tolleranze di centratura. Infine, non credo proprio che Leica dia i suoi vetri speciali ad altri marchi, quindi la composizione dei vetri speciali cambia e risponde a indici un pochino diversi. In particolare Leica utilizza spesso sostituti della fluorite, che certamente non trovi su obiettivi a 1000 euro. Poi ripeto: tutto questo vale 2000 euro di salto? Nel 95% dei casi direi di no. |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 12:23
La cosa più bella di avere un sistema L non sono i corpi macchina né le ottiche. È il fatto che le discussioni non siano inquinate da troll e fanboy esaltati, e anche quando ci sono punti di vista diversi il contributo è costruttivo e non si limita a contrapposizioni da asilo nido. Sono molto soddisfatto BTW io sono ancora alla ricerca di un 35 mm da portarmi in viaggio quest'estate e non riesco a capire se il lumix vale i soldi che costa Le recensioni online non mi convincono, sempre troppo elogiative e generiche, e qui non mi pare sia molto diffuso |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 15:12
“ BTW io sono ancora alla ricerca di un 35 mm da portarmi in viaggio quest'estate „ io suggerirei Sigma DG II Art |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 15:35
Io uso il Sigma 35 mm f 1.4 Art ovviamente adattato con MC-21 perdendo AF continuo oppure con adattatore cinese che lo conserva. Ora i miei Sigma sono vecchi ma concepiti per reflex e hanno il vantaggio che erano correti per la distorsione e cercano di contenere la vignettatura. Io lo consiglio ma deve piacere la fesa ben xefinita. |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 15:38
@Gaiannj possono eccome avere due vetri diversi con lo stesso schema ottico, viene solo ricalcolato per la diversa trasmissione della luce. Ti faccio un esempio pratico, il Summilux M35 mm Pre Asph è stato prodotto dal 1961 al 1994 ininterrottamente e poi riproposto nel catalogo Classic pochi anni fa … bene nel 1994 (o addirittura al 1996, dovrei controllare) non esistevano più i vetri del 1961 e tanto meno esistono oggi (banalmente per il problema del lantanio?), ma l’obiettivo ha mantenuto per ben oltre 30 anni ha mantenuto lo stesso identico schema ottico seppur più volte ricalcolato ed infatti se prendi uno degli ultimi esemplari ha una resa leggermente diversa da quello del 1961 e da quello moderno… come vedi stesso obiettivo, stesso schema ottico, vetri diversi e rese diverse |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 15:39
La cosa più bella di avere un sistema L non sono i corpi macchina né le ottiche. È il fatto che le discussioni non siano inquinate da troll e fanboy esaltati, e anche quando ci sono punti di vista diversi il contributo è costruttivo e non si limita a contrapposizioni da asilo nido. Sono molto soddisfatto MrGreen —————- Totalmente d’accordo |
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