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Il "Segreto" delle Piramidi parte 2


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avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2026 ore 11:28    

Uno dei tanti Indiani meritevoli direi....;-)

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2026 ore 12:12    

C'è anche il grande fisico KitastramuortiCool

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 13:33    

www.facebook.com/photo?fbid=1283838727254447&set=a.403392468632415

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 14:07    

Quindi? Tua deduzione?....Questo argomento è più attuale che mai.....Cool

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 14:48    

Eran 40 giovani e forti e si son riprodotti;-)

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2026 ore 12:05    

Attorno alle piramidi sono state costruite talmente tante teorie, alcune delle quali a dire il vero fantasiose, che oggi anche i semplici fatti, tra l'altro riportati da importanti figure dell'archeologia, finiscono per esser oggetto di ironia.
Naturalmente quando ci si pone di fronte a tali monumentali opere dell'ingegno umano ognuno di noi si propone delle domande e lo fa in base alla propria base culturale, percorso formativo, passione. Come è logico supporre un archeologo, legato per processo formativo più alle materie del ramo umanistico che tecnico-scientifico, avrà dubbi diversi da un ingegnere o da un matematico e le stesse questioni verranno affrontate con spirito di ricerca e verifica assolutamente differenti. Un archeologo non si chiederà la potenza necessaria per raggiungere una certa profondità di taglio o la velocità con cui si deteriora il tagliente di uno strumento, pur rudimentale, conducendo a risultati insoddisfacenti, o la conoscenza che occorre avere per realizzare uno strumento per lavorare una superficie piana. In sostanza un archeologo non studia la tecnologia meccanica o la meccanica applicata alle macchine. Per sua convinzione quindi proporrà sempre delle indicazioni compatibili col profilo storico che egli accetta come vero.

Alcune questioni sollevate qui da Alessandro furono oggetto di osservazione già di eminenti egittologi. Precisamente:

"La copertura era costituita da 22 acri di blocchi, ciascuno dello spessore medio di 2,4 metri e del peso di 16 tonnellate circa. Quando nel 1881 sir Flinders Petrie studiò alcune sezioni di questi blocchi rimanenti alla base del monumento notò con stupore che lo spessore medio delle giunture cementate era inferiore a 0,5 mm, con una lavorazione media del taglio di 0,25 mm su una lunghezza di 190 metri di lato; il che equivale ad un'accuratezza più rifinita dei moderni regoli ottici".

Tale osservazione per un ingegnere significa che i costruttori furono in grado di lavorare e posare immensi blocchi, non solo con grande accuratezza ma anche grande precisione. I due termini, per chi non conoscesse il significato metrologico, sono diversi. Si può esser precisi e non accurati, accurati e non precisi, non accurati e non precisi. Quando si riscontrano contemporaneamente precisione e accuratezza (nella misura descritta da Petrie) significa che i costruttori erano dotati di raffinati sistemi di lavorazione e messa in opera (e naturalmente di conoscenze).

Negli ultimi decenni una delle discipline che ha dato maggiori risultati nello svlelare alcuni misteri, almeno per la ragione di tanta meticolosità delle antiche popolazioni nell'orientare i propri monumenti rituali, è l'archeoastronomia. Tale materia si è fatta strada anche nei dipartimenti universitari, quindi non si è autorizzati ad elencarla come pseudoscienza. Al contrario è basata sulla precisione di calcolo e sta ponendo importanti domande sulle conoscenze di civiltà che noi abbiamo sempre dato per scontato.

A metà anni '90 Bauval propose il suo volume mistero di orione in cui per la prima volta veniva osservata la correlazione delle piramidi della piana di Giza con la cintura di Orione. In essa le 3 piramidi rappresentano non solo come posizione e distanze relative ma anche come dimensioni (magnitudo), una precisa mappa delle 3 stelle. Inoltre in base alla posizione rispetto al meridiano di Giza notò come gli 'architetti' avessero orientato le 3 piramidi esattamente come la cintura di Orione appare alla culminazione*, non alla data di costruzione, ma in un periodo remoto chiamato zep tepi, primo tempo.

*La culminazione è il momento in cui qualunque oggetto celeste transita al meridiano locale: in tale momento si concretizza la massima altezza nel cielo durante il moto apparente.
Per effetto della precessione degli equinozi l'elevazione alla culminazione di un astro varia in un ciclo periodico di 26000 anni circa.

La correlazione cielo-terra a Giza nel passato si è realizzata nel 10500 a.c. circa e lo farà ad inizio di ogni ciclo precessionale. Infatti l'effetto della precessione è una lentissima rotazione rigida ed una lentissima traslazione del cielo che quindi non è sempre uguale a come ci appare in un determinato momento. Uno degli effetti è proprio il variare dell'altezza di una qualsiasi stella durante il transito al meridiano; tale elevazione pertanto oscillerà periodicamente tra un valore massimo e uno minimo, crescendo e diminuendo ad ogni semiciclo di precessione.
Un altro effetto del lento moto di precessione è che il sole si proietta durante l'equinozio di primavera su una posizione diversa del cielo, precisamente un gruppo stellare (costellazione) diverso ogni 2000 anni circa (per convenzione in base a come sono stati concepiti i confini delle costellazioni), da cui precessione degli equinozi.

A completare il simbolismo quando si realizza il 'primo tempo' (e quando si realizzerà di nuovo) vi è la sfinge che guarderà il sole sorgere tra le stelle del leone. La sfinge è dunque un puntatore equinoziale, cioè mira l'est vero.
Va detto che chi è abituato ad osservare il cielo sa benissimo quali sono le stelle che dominano e spiccano nelle stagioni e il fatto che esse siano state raggruppate con fantasia in costellazioni non ha alcuna importanza per un osservatore presente o passato, perché esse appaiono e sono sempre apparse così come le vediamo, senza i confini e le linee di giunzione delle mappe.

La teoria di Bauval ha portato a credere che egli abbia indicato come data di costruzione il 10500a.c., ma non è così. Egli infatti in base alle direzione sulle stelle dei 4 pozzi della grande piramide ha identificato la data di costruzione come il 2500 a.c.

Va notato infine l'elemento che non viene accettato di tale teoria è che gli egizi sapessero calcolare o conoscessero il fenomeno della precessione. Storicamente la precessione è stata scoperta da Ipparco nel II sec. a.c.: dei suoi scritti quasi tutto è andato perduto e ne conosciamo qualcosa tramite Tolomeo nell'Almagesto. Ipparco aveva già intuito che qualcosa nella teoria geocentrica non tornava, ci vollero molti secoli perché si formalizzasse la teoria eliocentrica, è tuttavia non impossibile supporre che attenti e antichi scrutatori della volta celeste avessero già notato in epoche remote il lento movimento dell'asse terrestre. Conoscenza tramandata e perduta a fasi alterne nei millenni.

"Il cosmo in quanto tale era ciò che interessava ai nostri antenati. La loro vita, le loro credenze, i loro destini, tutto faceva parte di questa scenografia più grande. Proprio come l’ambiente del tempio era reso sacro da metafore dell’ordine cosmico, così anche intere città e i più importanti centri rituali erano allineati e organizzati in base alle osservazioni astronomiche. Ogni capitale sacra riaffermava il tema dell’ordine cosmico secondo la percezione dell’universo dei suoi costruttori. I principi che la società considerava propri, che ne ordinavano la vita e rappresentavano i suoi aspetti più peculiari, erano mutuati dal cielo e incorporati nella planimetria urbana.

E’ certamente possibile che le radici della religione egizia di epoca storica affondassero in un remoto passato e che le sue divinità risiedessero nel cielo; è anche possibile che a specifici membri di un gruppo sia stata attribuita la funzione di osservare e ricordare le posizioni e i movimenti del Sole, della Luna, delle stelle e dei pianeti. Gli Egizi conoscevano i vari movimenti apparenti dei corpi celesti causati dalla rotazione e dalla rivoluzione della Terra e gli effetti causati dalla precessione. Studiavano attentamente ciò che vedevano e organizzavano la propria conoscenza nel modo più utile, associandola ai miti e al sistema di culto"

Consiglio agli interessati anche la lettura del "mulino di Amleto" sull'origine del tempo.

saluti

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2026 ore 12:22    

Anche gli Egizi conoscevano bene le costellazioni, e le rappresetnano ovunque sui loro geroglifici, vedi quella Orione, Osiride per loro


La precessione so per certo che la conoscevano i Maya, il calendario Maya era basato proprio su quello

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2026 ore 12:24    

Infatti ho scritto:

"Conoscenza tramandata e perduta a fasi alterne nei millenni"MrGreen

Aggiungo che per far tornare i calcoli è stata proposto come metodo per trovare il nord vero quello del transito simultaneo che spiegherebbe lo scostamento dovuto alla precessione.

Bauval invece sostiene e volendo posso aggiungere perché gli allineamenti egizi erano voluti, compresi gli scostamenti

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2026 ore 12:29    

L'ipotesi di Bouval è molto suggestiva, specie per quanto riguarda l'allienamento delle tre stelle della cintura alle tre piramidi. Sulla sua datazione ovviamente sono scettici, ma mi è capitato di sentire diversi egittologi non scartare del tutto l'ipotesi dell'allineamento. In pratica la piana di Giza è la rappresentazione del cielo notturno dominato dalla costellazione di Orione (Osiride). E non ci vedo nulla di strano, anzi è perfettamente coerente e in linea con la religione e le credenze del tempo. Anche perchè ciò spiegherebbe perchè le tre piramidi non sono perfettamente allineate tra loro, come logica invece vorrebbbe

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2026 ore 12:40    

Fabio F77
Consiglio agli interessati anche la lettura del "mulino di Amleto" sull'origine del tempo.


Sono totalmente d'accordo. " Il mulino di Amleto " di Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend è uno dei libri fondamentali e per me uno dei più "illuminanti", anche sulla religione dell'antico Egitto.
Semplificando molto: è uno studio sull'origine dei miti, individuata nell'osservazione da parte degli "antichi" del movimento apparente delle stelle e soprattutto della precessione degli equinozi .
L'ho letto e riletto e annotato... tanto che l'ho ricomprato nella edizione più recente e un po' ampliata, sempre pubblicato da Adelphi.
www.adelphi.it/libro/9788845917882

Graham Hancock lo ha letteralmente saccheggiato il " Lo specchio del cielo ", ma perlomeno lo ha fatto onestamente, citandolo.

Questo di De Santillana è molto più "smilzo" e tratta del mito di Sirio, la stella più importante per la religione degli antichi egizi.
www.adelphi.it/libro/9788845982156
ilmanifesto.it/cosmo-primordiale-il-mito-e-il-cardine-sirio

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2026 ore 13:21    

aggiungo per completezza grafica gli schizzi che ho fatto con kstar per comprendere più agevolmente la tco:



e la piana di Giza all'alba dell'equinozio vernale nel 'primo tempo'




notare i 2 momenti di culminazione della stella Alnilam all'epoca della costruzione e nel primo tempo, l'angolo della cintura di Orione con il meridiano. Quando si realizza il primo tempo Alnilam è al suo minimo di elevazione preannunciando l'inizio di un ciclo di precessione, la sfinge guarda il leone al sorgere del sole all'equinozio vernale, le piramidi formano col meridiano locale un angolo uguale a quello della cintura di orione con il meridiano celeste, la via lattea si specchia nel Nilo. Si nota inoltre la differenza di altezza sull'orizzonte quando Alnilam culmina a Giza nei 2 momenti.

Va inoltre notato che la grande piramide è orientata nel 2500 a.c. in direzione della stella kochab (spia all'epoca della costruzione del sorgere della costellazione di Orione a est) in modo da essere infinitamente legata, secondo il ciclo di precessione alla "rinascita" di Cheope (sorgere di Orione-Osiride).

Analogo discorso può esser esteso a Saqqara ove l'allineamento di una stella circumpolare veniva utilizzata come spia per la levata eliaca di Sirio (Iside la madre cosmica dell'Egitto), preannunciando la stagione della piena del Nilo.

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2026 ore 14:31    

A proposito del " Mulino di Amleto ", ricopio da una vecchia pagina di Paolo Colona, oggi non più online:

-------------
Uno dei pochissimi libri capaci di cambiare definitivamente la nostra carezzevole ma falsa concezione di un mondo arcaico “primitivo” e “sprovveduto”, Il Mulino di Amleto va letto, per scoprire finalmente quanto inaspettatamente vasta sia la nostra ignoranza nei confronti di un’antichità e una preistoria che di fatto possedeva una cultura che noi (e già i nostri predecessori dell’antichità classica) abbiamo tristemente perso.

Scopriremo che siamo stati abituati a liquidare le età arcaiche (dal tardo Paleolitico in poi) con pregiudizi e luoghi comuni che, dopo la lettura del “Mulino”, ci appariranno di irrecuperabile ingenuità e falsità e impareremo forse ad apprezzare gli sforzi di chi tenta di carpire dalle poche tracce rimaste ulteriori conoscenze sui predecessori delle civiltà storiche.

web.archive.org/web/20040221170051/http://guide.supereva.it/astronomia

avatarsenior
inviato il 06 Maggio 2026 ore 18:17    

@Trystero
A proposito del " Mulino di Amleto ", ricopio da una vecchia pagina di Paolo Colona, oggi non più online......


Per me un volume di rara bellezza che non dovrebbe mancare nella biblioteca personale. Gli autori sono stati due 'accademici' quindi al contrario di tanti outsiders (hancock, childress....) non possono facilmente esser bollati dai detrattori come pseudoricercatori. Forse proprio per tale ragione rimane un saggio di cui raramente si parla. Eppure per importanza....

p.s. Paolo lo conosco per le sue serate pubbliche e l'associazione astronomica che ogni tanto frequento, persona simpatica, buon divulgatore.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2026 ore 6:29    

"....con una lavorazione media del taglio di 0,25 mm su una lunghezza di 190 metri di lato; il che equivale ad un'accuratezza più rifinita dei moderni regoli ottici."

0,25 mm sono lo spessore di 2 capelli e mezzo umani, nemmeno 3 capelli, su quasi 200 metri di lunghezza del piano di lavoro.

Io a Giza ci ho fatto il viottolo, e per capire la precisione di costruzione oggi alle piramidi bisogna entraci dentro e darsi da fare con occhio attento , il normale giro esterno, alla base delle piramidi, dopo 5000 anni di erosione di venti sabbiosi, non ti permette di vedere nulla, tecnicamente, di serio e toccabile.

Fa piacere sapere che non sono stato l'unico, assieme a Musk, ad aver notato, e misurato, precisioni che per la nostra conoscenza "ufficiale" sono impossibili per l'epoca.

Il che significa semplicemente che, sempre ufficialmente, siamo dei micci.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2026 ore 7:56    

Significa che l'uomo deve liberarsi da orgoglio e presunzione per poter accedere alla vera conoscienza, invece di accettare tutto quello che dice Lilli Gruber---MrGreenMrGreen

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