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inviato il 21 Aprile 2026 ore 12:45
Il panorama è desolante : il mio post vuole, vorrebbe più che altro evidenziare - oltre a parte della massa di fotografi di natura ma non naturalisti IMHO - l'incapacità esistenziale e comportamentale di buona parte dei frequentatori di montagna, mare, natura , pianeta Terra toh e mi allargo. Grazie a tutti gli intervenuti e...sempre forza, Cedrò ! |
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inviato il 21 Aprile 2026 ore 13:37
@Codromodro77 Ci siamo completamente disconnessi tutti dalla natura e il risultato è che quando ci andiamo facciamo più danni che altro. Fotografia naturalistica a parte, è sempre meno raro vedere gente che schiamazza, sporca, disturba in giro per boschi e montagne, senza alcun ritegno. Purtroppo c'è anche una buona fetta di fotografi che non è da meno ahimè |
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inviato il 21 Aprile 2026 ore 14:31
@Rino, quoto quanto dici : sono in questo caso autoreferenziale, mi ricordo ancora di quando apparentemente in buona fede ma con piena stupidità mi sono avvicinato tantissimo ad un nido dove c'erano dei piccoli di merli, in un cespuglio basso. La madre dopo qualche passaggio nei dintorni li abbandonò e morirono di fame, a spese loro purtroppo ho capito parecchie cose degli approcci insensati .Ma questo ripeto è un mio cruccio personale. |
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inviato il 21 Aprile 2026 ore 18:09
Dal canto mio "cerco" sempre di non essere invasivo e di non disturbare, magari non sempre ci riesco come ha appena raccontato Cromodoro, l'importante almeno è imparare da un errore ed essere in buona fede. Una considerazione mi viene da fare sempre più spesso: siamo sempre più frequentemente propensi a giustificare noi stessi accusando altri di comportamenti poco etici, maleducati e disturbanti. Forse se il dubbio e l'autocritica si diffondessero maggiormente sarebbe meglio per tutti |
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inviato il 21 Aprile 2026 ore 18:42
@Caco3, concordo. |
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inviato il 21 Aprile 2026 ore 21:07
Se posso permettermi, sarebbe meglio starsene tutti a casa e accontentarsi di vedere qualche documentario, ma per chi come me piace fotografare animali nel loro habitat, l'importante è disturbare il meno possibile. Ma in fotografia naturalistica si cerca di avvicinarsi il più possibile ad un soggetto e solo questo può creare disturbo. Basta anche pubblicare qualche foto che poi la voce gira, arrivano altri fotografi o curiosi e un luogo che prima era tranquillo, diventa un punto di interesse per molti. Ritornando al gallo cedrone, non ho mai avuto la fortuna di vederlo o fotografarlo. Dovesse capitarmi un incontro con un esemplare particolarmente aggressivo, la cosa più sensata da fare sarebbe allontanarsi. |
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inviato il 21 Aprile 2026 ore 21:26
Hai ragione, il rispetto e piuttosto la rinuncia allo scatto sono fondamentali; grazie del passaggio e buona Luce. |
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inviato il 21 Aprile 2026 ore 23:36
Come faccio a leggere l'articolo? Io vedo 11 righe, ma sono un riassunto con brevi citazioni. C'è qualcosa in più? |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 0:19
“ Ritornando al gallo cedrone, non ho mai avuto la fortuna di vederlo o fotografarlo. Dovesse capitarmi un incontro con un esemplare particolarmente aggressivo, la cosa più sensata da fare sarebbe allontanarsi. „ Serve però quantificare questa aggressività del cedrone, un cane, un lupo, un orso possono essere aggressivi a tal punto da creare timore, qualche ungulato alle volte "prova" a fare un attimo di presa di posizione ma il tutto resta sempre nell'innocuo, mi è capitato con qualche capriolo e anche qualche cervo che dimostrava di avere poco timore della mia presenza e cercava di farsi avanti ma sempre in forma da non destare nessuna preoccupazione. |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 8:36
@Maurese, mi dispiace, io riesco a leggerlo tutto ma forse per aver accettato una parte dei cookies relativi alla pagina mi sa. Prova a vedere direttamente sul sito d'origine... |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 8:41
Al telefono è riuscito solo a dire «Mi stanno inseguendo». E c’è voluto del tempo per capire che il potenziale aggressore era nientemeno che un gallo cedrone. La disavventura è capitata nel pomeriggio di oggi, sabato 18 aprile, attorno alle 13.30 a un turista in val di Fassa che stava percorrendo il «sentiero delle leggende» scendendo dal Gardeccia: un percorso adatto a tutta la famiglia e senza particolari difficoltà. All’improvviso, all’altezza di Pian Pecei, l’animale gli è apparso sulla strada e come accade spesso con la specie, fortemente territoriale, si è messo a corrergli dietro facendo il tipico verso e allargando le ali. C’è stato anche qualche contatto, con più di una beccata. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco volontari e un mezzo di soccorso. Al turista sono state fornite le prime cure mediche. Questo, dal sito www.iltquotidiano.it/articoli/val-di-fassa-incontra-un-gallo-cedrone-s Non ho mai avuto perigliose od eroiche avventure in wild, ma ricordo ancora la paura nell' aver incontrato dei maiali selvatici alla Giara di Gesturi che ci avevano inseguiti...il cedrone a confronto era un affabile pensionato ! |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 9:18
Dico solo: magari i nostri boschi tornassero ad ospitare grandi numeri di gallo cedrone, la gente del posto ritroverebbe la serenità persa nel tornare a passeggiare nei boschi in silenzio e in punta di piedi senza gridare o suonare campanelli. Chiamare i soccorsi per un cedrone che fa il bulletto anche no dai però |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 9:31
Eh ... tanti fanno o fingono di essere intrepidi avventurieri, poi basta 1 cedrone come cartina di tornasole. Non un T-rex. |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 9:48
Sicuramente il "problema" della fotografia naturalistica moderna è amplificato dai social. Sembra che la normalità siano animali enormi nel frame, a pochi metri, perfettamente isolati in luce perfetta. Volpi vicinissime, cervi “puliti”, rapaci che sembrano fatti in studio, punti luce perfetti e sempre uguali in ogni scatto. Chi è all’inizio spesso non ha gli strumenti per capire le dinamiche (e la post necessaria) e prende quel modello come riferimento con il tisultato che si convince che per ottenere certe foto bisogna semplicemente avvicinarsi sempre di più. E ovviamente ridurre le distanze senza competenza porta a disturbare gli animali. E tutto questo senza considerare la "corsa alle figurine" e la divulgazione di luoghi e contesti sensibili praticamente in tempo reale. |
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inviato il 22 Aprile 2026 ore 10:26
“ Sicuramente il "problema" della fotografia naturalistica moderna è amplificato dai social. Sembra che la normalità siano animali enormi nel frame, a pochi metri, perfettamente isolati in luce perfetta. Volpi vicinissime, cervi “puliti”, rapaci che sembrano fatti in studio, punti luce perfetti e sempre uguali in ogni scatto. Chi è all’inizio spesso non ha gli strumenti per capire le dinamiche (e la post necessaria) e prende quel modello come riferimento con il tisultato che si convince che per ottenere certe foto bisogna semplicemente avvicinarsi sempre di più. E ovviamente ridurre le distanze senza competenza porta a disturbare gli animali. E tutto questo senza considerare la "corsa alle figurine" e la divulgazione di luoghi e contesti sensibili praticamente in tempo reale. „ certamente é un continuo cercare di alzare l'asticella |
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