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inviato il 15 Aprile 2026 ore 19:10
... anche a delle vecchie 3M che... ******************************************** Onestamente non ho mai compreso quelli che, e dalle mie parti erano in tanti, al grido dell'uno vale uno continuavano imperterriti ad adoperare le 3M Chrome di gran lunga la peggiore diapositiva che abbia avuto modo di osservare (proiettata) in vita mia! |
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inviato il 15 Aprile 2026 ore 21:45
Da dilettante quasi mezzo secolo fa io ero fisso per le dia con kodak 25 - 64 - 200 iso e per scatti con tonalità diverse ci mettevo la Agfa prof 50, che non era male, le Fuji provate e mai piaciute in particolare la 400. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 6:29
Da dilettante, mezzo secolo fa ma anche oggi, ho adoperato Kodachrome 25/64 ed Ektachrome 64, come peraltro Agfachrome 50 RS/RS II, ma quando ho provato Fuji... |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 10:20
Dicci di più di queste Fuji, a me davano quella cosa che dopo tre rulli non le ho più prese, quelle ad alti iso poi le ho "aborrate" subito. Come fedeltà la Koda 25 era spettacolare però ricordo che serviva attenzione sulle scene con contrasto, sulle agfa 50 la storia era già più tranquilla. Quando mi serviva forzare un po' andavo di Ekta 200 tirata a 400 (ovviamente avvertendo lo sviluppatore), anche se alcuni non condividevano. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 10:27
A quali Fujichrome ti riferisci Saro? |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 10:38
Onestamente... la Ektachrome 200 produceva colori un po' 'terrosi' e contrasto basso. L'ho usata un po' ma poi basta, andavo con la 64 |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 10:48
“ A quali Fujichrome ti riferisci Saro? „ Pretendi troppo ne usai pochi e parliamo del 78/79, la memoria non ci arriva. “ Onestamente... la Ektachrome 200 produceva colori un po' 'terrosi' e contrasto basso. L'ho usata un po' ma poi basta, andavo con la 64 „ Con il tele a uccelli e caprioli con la 64 era una impresa disperata, già il fuoco era manuale, Vr lo avevano forse su Marte e l'unica salvezza erano i tempi di scatto. Il contrasto si pagava un po' con gli iso. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 11:07
Vita dura a quei tempi... Io, poi, che polarizzavo tutto... Però quasi solo foto in montagna, per il resto c'era il flash |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 11:14
Ho letto questo post. Parere personale, se mi imbarco nell'avventura dell'analogico per poi fotografare con una digitale il suo output, allora scatto direttamente in digitale. Così facendo mi porto dietro i problemi del digitale di cui la pellicola ne è esente. Parlo di interpolazione (ricordiamoci che la matrice bayer ricostruisce l'immagine con 1/3 dell'informazione luminosa), parlo di dominanti cromatiche che non si risolvono attivando un profilo neutro, parlo del fatto che le fotocamere non sono state concepite per questo utilizzo e l'illuminazione artificiale sulla dia o negativo, può espandere la latitudine di posa in modo da non consentire ai sensori digitali di catturare tutti in uno scatto. Morale, stesso problema sulle alte luci, classico del digitale. Inoltre, mandiamo in vacca quella che è l'impronta cromatica delle pellicole. Un semplice V850 con Silverfast (obbligatorio), darà risultati superiori, non in termini di risoluzione ma in termini di riproduzione fedele del negativo, perchè SF contiene i profili delle varie emulsioni e le applica al RAW in output della scansione. Ovvio che se si vuole il massimo, bisogna andare di Imacon, con routine apposite per l'alta gamma dinamica, dove su certe aree dell'immagine vengono fatti più passaggi a differenti esposizioni per estrarre il massimo della latitudine di posa del negativo. In quel caso mi ritrovo una scansione "pura" senza interpolazione, fatta con sensori CCD lineari (se ricordo bene), una fedele riproduzione dell'impronta cromatica dell'emulsione e l'effettiva latitudine di posa registrata dalla pellicola, soprattutto nelle alte luci. Quando apri un RAW uscito dall'Imacon, ti rendi conto di cosa vuol dire, la malleabilità delle alte luci è qualcosa che nessun sensore di fotocamera digitale sarà in grado di restituire, sembra la vecchia Fuji S5 all'ennesima potenza. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 11:48
Pretendi troppo ne usai pochi e parliamo del 78/79, la memoria non ci arriva. ******************************************** Ah, ok, quasi certamente si trattava delle Fujichrome 50D o 100D, se nella versione "professional", o 50/100 se amatoriale. Strano che ti ci sia trovato così male Saro, soprattutto in proiezione dove erano più equilibrate rispetto alle Kodak, però va anche detto che se lavoravi in ambito editoriale lì erano le Kodak che la facevano da padrone... diciamo che in quel settore le Kodak giocavano in casa ecco. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 13:27
“ Ah, ok, quasi certamente si trattava delle Fujichrome 50D o 100D, se nella versione "professional", o 50/100 se amatoriale. „ Era una 400 e poi a quei tempi girava anche una 1000 o giù di li, provata una volta ma orribile. “ Vita dura a quei tempi... Io, poi, che polarizzavo tutto... Però quasi solo foto in montagna, per il resto c'era il flash „ Col paesaggio andavano benissimo le basse, il problema era appunto con gli animali che non fossero le papere ai giardinetti. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 13:36
@Paco68 sì, senza dubbio: piuttosto che usare le dia per poi digitalizzare, conviene andare direttamente in digitale, ma la vera questione attuale è l'impiego delle DSLR-ML per digitalizzare le VECCHIE dia, ed i problemi sono quelli che hai rilevato anche tu. Non conosco la metedologia con la quale gli scanner digitali -professionali- risolvono la questione ma... tant'è che una scansione eseguita con scanner a rullo per arti grafiche è tutta un'altra cosa rispetto alla migliore delle DSLR-ML o... meglio: produce un risultato pronto all'uso senza bisogno di laboriose elaborazioni in pp (come tutte le dia che ho pubblicato nella mia galleria) |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 14:38
Era una 400... ******************************************** Beh vabbe'... le 400, all'epoca, si dovevano adoperare solo come extrema ratio... ma proprio EXTREMA! Le dia 400 ASA hanno fatto il balzo avanti prima con la Fujichrome 400F - RMS 13 - e subito dopo, tre/quattro anni dopo, con la 400X e il suo straordinario RMS 11, che per capirci era anche l'RMS della Ektachrome 64 |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 15:27
Sempre a titolo di paragone l'RMS della Kodachrome 200, pellicola spesso citata come esempio di grana "fine"... rapportata alla sensibilità chiaramente, era 16. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:16
“ Beh vabbe'... le 400, all'epoca, si dovevano adoperare solo come extrema ratio... ma proprio EXTREMA! „ Per contro anche se era epoca lontana il negativo bianco e nero era molto più largo di manica lasciandoti spaziare maggiormente, già il fatto che non usciva da intelaiare per ciucciarselo come da scatto contava tanto. |
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