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inviato il 24 Marzo 2026 ore 15:37
Credo che il punto non sia dire che il mezzo "crea" automaticamente il messaggio, né che la tecnica sia irrilevante. Da una mia prospettiva è che certi strumenti modificano il nostro approccio mentale, dal ritmo all'attenzione, dal modo di inquadrare al rapporto della scelta e del limite. Per questo non parlerei solo del gusto personale ma di relazione concreta tra mezzo e sguardo. Poi certo: se una foto non dice nulla non sarà una lente a salvarla. Ma non per questo tutti i mezzi creativi restano neutri allo stesso modo. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 15:53
“ se una foto non dice nulla non sarà una lente a salvarla „ dipende: se la foto non nasce con l'idea di dire qualcosa, se non il piacere di guardarla, la lente può fare la differenza. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 16:00
Non sono sicuro di aver capito il senso di questo thread... Stai dicendo che la sicurezza dello strumento (focus perfetto, lenti nitide, coating antiriflesso, tropicalizzazione...?) si stanno sostituendo allo sguardo artistico? Che è tutto troppo perfetto? |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 16:17
Era così anche trent'anni or sono. Forse pure peggio. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 17:40
@ Gkorg: Sì, è questo è il punto. Però non lo generalizzo, ma vedo sempre più spesso la perfezione dello strumento che rischia di diventare una zona di comfort che si sostituisce allo sguardo. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 18:42
Forse però è l’inverso: è l’occhio che va a cercare la perfezione. Nel senso: se tu hai una idea buona, non importa molto se la lente è perfetta o meno. Nessuno credo direbbe “oh che bella foto, peccato sia troppo nitida”. Poi se cerchi un certo stile come tipo di linguaggio è diverso. Però un pochino credo sia vero che la possibilità enorme di scelte renda pigri. Solo non so quanto questo sia collegato direttamente alla perfezione tecnica della macchina/obbiettivo. Si può sempre provare ad usare macchine vecchie e lenti vintage. A me non hanno portato alcuna miglioria ma solo nervoso. Per altri sarà diverso, sennò non ci sarebbero le Leica (frecciatina ) |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 18:45
Io non la vedo così...quindi a mio parere Se esci con una Sony A1II , non ti si preclude nessun tipo di fotografia, con una Phaseone ,medio formato da studio ,da decine di migliaia di euro si. Ma nessuno ci vieta di usare la A1 come fosse una Phaseone o qualsiasi altro bradipo di macchina, facendo foto in studio o paesaggi sul cavalletto . È una questione di testa non di macchina. Concordo solo che una sporca lente vintage può creare atmosfere precluse alle moderne perfettine. |
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inviato il 24 Marzo 2026 ore 21:10
“ È una questione di testa non di macchina. „ Sono d'accordo, la testa conta più del mezzo. Però lavorare con certe lenti vintage o non nativi mi sta facendo ritrovare il feeling che con molte lenti moderne fatico a sentire. Premetto che uso sony e quindi non è un rifiuto moderno è una ricerca di un rapporto diverso con lo scatto |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 2:48
@Just_Peppe_Proto86 La tua risposta sta nella tua domanda. Se sei tu a essere il regista della situazione e non il mezzo, allora non devi avere un solo mezzo, ma quelli che ti servono per esprimere il tuo stile, sempre che tu poi abbia già un tuo stile, altrimenti inizia ad essere troppo generalista la cosa, ed allora si torna nell'uso generale del mezzo e ti avviti in un loop che rischia di portarti da nessuna parte. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 8:08
ripensandoci, un po' forse il senso riesco a capirlo...anche perchè ho fatto mentalmente un paragone con un altro ambito, ossia le auto. A volte esco a fare un giro con la m3 (340cv), a volte con la bianchina (21cv). E' vero che potrei uscire sempre con la m3 e andare come se fossi con la bianchina, ma non lo faccio. Non avrebbe senso. idem forse con le attrezzature fotografiche. Bene o male, parte della soddisfazione è anche nel riuscire a sfruttare lo strumento, a tirarne fuori tutte le potenzialità. Riuscire a portare a casa delle foto fatte con una lente manuale, non è lo stesso, credo, che usare un obiettivo af messo in manuale. Nel primo caso il risultato è dato dalla mia abilità nello sfruttare uno strumento, nel secondo ho lavorato in una situazione "farlocca". Sicuramente questa è nuovamente solo una mia lettura, ma almeno è un'altra chiave di lettura. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 8:54
@Angor: vero, però allora parliamo di strumenti non adatti. Se esci per farti un giro e goderti la tua macchina, probabilmente la bianchina ti da la sensazione di usarla "nel modo giusto", che non è quella del BMW. Se però il tuo scopo è semplicemente andare a comprare il pane, non credo ti faccia molta differenza quale prendi. La lente manuale è più interessante da usare perché è fatta per essere usata manualmente. Ho avuto il 35mm 1.4 sony e quello voigtländer. Chiaramente il secondo è MOLTO meglio se si lavora in manuale, fosse anche per il semplice fatto che non ha il focus-by-wire. Sulla "soddisfazione" del riuscire a portare qualcosa a casa... beh non so. A me non ha mai reso particolarmente felice quanto mi ha fatto incavolare l'aver perso un sacco di scatti perché volevo scattare in manuale... Infatti se voigtländer facesse il 35/1.4 con AF e la stessa grandezza, resa, ecc lo prenderei immediatamente, invece il manuale l'ho già venduto... Come ha detto Ivo, lo strumento segue l'idea, non il contrario. Certo, poi possiamo parlare di ispirazione: allo stesso modo in cui comprare qualcosa può riaccendere una fiammella, allo stesso modo usare qualcosa di diverso dal solito può farci uscire di più. Questo però funziona anche al contrario: dopo un anno di fuoco manuale con una lente vintage, usare un AF super performante e una lente nitidissima può darci una nuova ispirazione. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 9:51
Succede che mi svegli alla mattina con una non meglio specificata voglia di fotografare , e non potendo portarmi dietro tutto l'armamentario, decido di uscire con la Zorki 4 piuttosto che con la K1ii e due zoom o la Mx e tre fissi. Deciso cosa, il dado è tratto, dal momento che ognuno di questi mezzi mi porterà a valutare in maniera diversa ciò che mi si parerà di fronte nel corso dello spazio e del tempo. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 9:55
Provo a spiegarmi meglio, perché non è solo tecnico. Non sto dicendo che una lente vintage sia “migliore” di una moderna, né che l’autofocus rovini la fotografia, né che la tecnica sia irrilevante. E neanche che il mezzo più limitato renda automaticamente più profondi. Il thread è che certi strumenti non cambiano solo il risultato, ma anche il nostro modo di stare dentro il gesto fotografico. Cambiano:il ritmo, l’attenzione, il rapporto col limite, il modo di scegliere e il tipo di presenza che mettiamo nello scatto. All’atto pratico faccio fatica a considerare il mezzo come del tutto neutro. Non perché “crei” il messaggio al posto nostro, ma perché può modificare concretamente il nostro approccio mentale e percettivo. Se una foto non dice nulla, certo, non sarà una lente a salvarla. Ma non per questo tutti i mezzi si equivalgono nella relazione che instaurano con chi li usa. Per me la domanda non è solo: AF o MF? vintage o moderno? fisso o zoom? La domanda più profonda è: che tipo di rapporto con il mondo mi chiede questo mezzo? Mi rende più rapido, più sicuro, più automatico? Oppure mi rallenta, mi costringe a scegliere, mi fa abitare di più il momento? È qui che entra in gioco, secondo me, anche una dimensione più filosofica della fotografia. Perché fotografare non è solo produrre immagini: è anche un modo di guardare, di sostare, di stare al mondo. Poi è ovvio che tutto questo cambia da persona a persona: c’è chi con il vintage trova solo nervoso e chi invece trova presenza; chi con un AF perfetto si sente libero e chi invece si sente troppo protetto. Non sto facendo una legge universale, sto cercando di ragionare su un’esperienza reale. Questo è quanto. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 10:30
Però così rimane sempre un discorso di preferenza personale, comprensibile ma non necessariamente condivisibile da tutti. Non può diventare un concetto universale. Questo al netto di una certa ossessione per l'aspetto tecnico, che caratterizza da sempre qualsiasi passione umana. In tutti, ma davvero tutti, i campi. |
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inviato il 25 Marzo 2026 ore 10:40
Non sto dicendo che debba diventare un concetto universale. Sto dicendo che è una chiave di lettura possibile, concreta, e per alcuni reale. Il fatto che non sia condivisa da tutti non la rende meno valida. E poi se la cosa fosse universale quanti lo applicherebbero in fotografia? |
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