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inviato il 21 Marzo 2026 ore 16:21
“ ma una cosa così era davvero bella non per me,ma z il bene della fotografia e del settore che sappiamo tutti decaduto,io penso sinceramente e lo dico sincero he la fotografia abbia perso una grande occasione oggi rara di dialogo confronto e comunicazione,ancora grazie a tutti „ Mi sembra un’affermazione un po’ forte… |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 16:35
Il mio commento probailmente sarà off topic, però qui dove vivo, in Olanda, è riaperto il museo nazionale della fotografia, ecco il link nederlandsfotomuseum.nl/en/. Piani e piani di fotografie, una collezione di oltre 6 milioni di fotografie. Insomma, la fotografia non è morta del tutto, qualcuno evidentemente ancora ci crede! |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 16:51
“ vernissage sulla fotografia a 360 gradi trattando tutte le argomentazioni possibili,toccando i principali temi di oggi e di domani,problemi,incertezze,l'enorme crisi del settore,dell'ambiente,e delle persone della fotografia „ Perdonami ma sta roba è meno che interessante. Gente che si masturba sulla fotografia, ma anche no. La prossima volta trova qualche autore interessante e organizza una mostra. Vedrai che andrà molto...ma molto....meglio. |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 17:10
Guardate mostre sono cose,dibattiti altre... sicuramente qualcuno anche se meno rispetto a prima frequenta mostre diciamo importanti a livello di notorietà,ma il dibattito la fotografia,le cose che fanno parte di questo mondo,io penso che con questa grossa crisi di settore, sarebbe ancora più importante partecipare a discussioni e incontri seri,dove si trattano davvero tutti gli argomenti,a me dispiace che tanti parlano in fotografia ,e spesso vengono anche seguiti ed idolatrati,chi invece con umiltà,professionalità,passione dedizione ed impegno fà fatti,sembra un alieno w non viene considerato come dovrebbe,io ho dato nei tanti eventi passati parola a tutti,e anche esporsi sul loro pensiero,ma vedo che tante parole poi il nulla,secondo me si sta vivendo davvero una situazione molto vicina al fine del tutto forse per la fotografia,ma ricordo che sono le persone a fare fotografia e fare l'ambiente.... |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 17:30
Onestamente, un evento che sia solo il dibattito non credo possa attirare più di una manciata di persone. Un dibattito invece inserito dentro un evento più "grande" invece potrebbe essere interessante. In sostanza credo che ha quello che hai organizzato mancasse la "ciccia". |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 22:59
Giottodigitale, è una persona molto preparata, ama profondamente la fotografia, divulga generosamente le sue conoscenze. Assieme alla moglie, pittrice, organizza ottime mostre d'arte e di fotografia. Scrivo questo perché ho la fortuna di conoscerlo e di essere iscritto all'associazione Luci ed Ombre. Purtroppo ormai, come ha già scritto qualcuno sopra, si vive principalmente di "virtuale" e, forse a causa della scarsa qualità dei circoli fotografici, molta gente fotografa per proprio piacere ma sta distante da ciò che è amatoriale: mostre, convegni o altro. Ci si limita a postare le immagini sui social e molto pochi stampano in qualità alta, anche perché la buona stampa richiede somme importanti. Da un po' di tempo ho cominciato a fare riprodurre su carta, da uno stampatore professionista, le immagini che mi soddisfano di più, rendendomi conto che un monitor, se pur professionale, non riuscirà mai a competere con una buona stampa. Mi dispiace per l'amico che come sempre ha messo il massimo del suo impegno, ho paura che saremo sempre di più pochi ad apprezzare un confronto reale e fisico su una passione che ci coinvolge profondamente. |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 23:02
Complimenti Arco, hai scritto in un quasi buon dialetto piacentino. |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 23:28
Accetto gran parte dei giudizi negativi letti qui sopra. Li ascolto, li considero,ma fatico nel condividere il pensiero. Molti, senza offesa, dimostrano di non conoscere davvero il mio lavoro, né l’impegno concreto che ci metto ogni giorno da anni iniziando giovanissimo e studiando tanto e sopratutto quasi tutto del settore. Organizzare un evento come il vernissage del 14 marzo non significa avere sponsor o ritorni personali. Non c’è alcun tornaconto: c’è passione, dedizione e la volontà di creare qualcosa di significativo. Evidentemente non è stato compreso fino in fondo né il senso né l’obiettivo di ciò che ho cercato di costruire. Eppure mi sono informato, ho studiato, ho dato spazio a dibattiti seri di quelli che da tempo non si vedevano. Perché la fotografia è una cosa seria. Oggi, invece, viene spesso sdoganata e banalizzata dai social e da certi personaggi che ne svuotano il valore. Dire le cose come stanno, si sa, non piace a tutti. Fa parte di quel “mal comune” tipicamente italiano: criticare è facile, costruire molto meno. Ma ci sta. Quello che però mi chiedo è: chi critica, quanto fa davvero per la fotografia? Cosa porta di concreto? Perché una mente preparata, prima di giudicare, conosce. E soprattutto non ridicolizza un pensiero o un dibattito, tanto più su uno spazio importante come questo. Io sto cercando confronto vero, comunicazione seria. Ma leggendo certi commenti viene da pensare che oggi la fotografia sia in mano anche a chi si scandalizza e attacca senza comprendere. Rispetto ogni opinione, ma non le condivido tutte. Credo nella “politica del fare”: le parole, da sole, non costruiscono nulla. A chi sostiene che manchi la sostanza, dico questo: vi invito al prossimo evento. Poi ne riparliamo. |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 23:34
Comunque Giotto, avendo aperto tu il thread puoi escludere i personaggi fastidiosi. Intendo estrometterli dalla discussione. |
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inviato il 22 Marzo 2026 ore 8:57
“ Ci si limita a postare le immagini sui social e molto pochi stampano in qualità alta, anche perché la buona stampa richiede somme importanti. „ Al girono d’oggi si possono fare buonissime stampe anche tramite servizi online, e saranno sempre 1000 volte meglio che vedere le foto a monitor. Saranno le migliori stampe in assoluto? No, ma la qualità rispetto al passato è molto alta, e si eviteranno le solite scuse “eh ma io non stampo perché costa troppo”. @Giottodigitale, nel primo intervento scrivevi che il dibattito che hai organizzato verteva sul presente e sul futuro della fotografia. Ma perché (e sono serio), non parlare del passato, che nei fatti è una vera e propria miniera d’oro di conoscenza. Dal mio punto di vista, assolutamente opinabile, meglio parlare dei grandi autori del passato ed analizzare qualche loro scatto, che parlare dell’AI e l’impatto che avrà nella fotografia… |
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inviato il 22 Marzo 2026 ore 10:19
Dal mio punto di vista, assolutamente opinabile, meglio parlare dei grandi autori del passato ed analizzare qualche loro scatto, che parlare dell’AI e l’impatto che avrà nella fotografia… ********************************************* Concordo con Bruno e rilancio: perché non ripartire da quella che era l'stetica propria della fotografia chimica e confrontarla con quella - fin troppo spesso assurdamente irreale - tipica della fotografia digitale? Da questo punto di vista del resto già solo confrontando una copia del "portfolio" del Wildlife Photographer of the Year del 2006 con quella del 2025, giusto per portare un esempio pratico, questo cambio di "estetica" si paleserebbe in maniera anche troppo evidente. |
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inviato il 22 Marzo 2026 ore 10:41
“ Concordo con Bruno e rilancio: perché non ripartire da quella che era l'stetica propria della fotografia chimica e confrontarla con quella - fin troppo spesso assurdamente irreale - tipica della fotografia digitale? Da questo punto di vista del resto già solo confrontando una copia del "portfolio" del Wildlife Photographer of the Year del 2006 con quella del 2025, giusto per portare un esempio pratico, questo cambio di "estetica" si paleserebbe in maniera anche troppo evidente. „ Assolutamente Paolo, Anche guardare e analizzare foto dei grandi fotografi den NG dell’epoca pre digitale, per capire proprio quale fosse l’estetica e come questa sia cambiata rispetto ad oggi (parere personalissimo, in peggio). Il futuro per me è la riscoperta del passato, non parlare di AI, tema peraltro su cui ci sono tante idee e confuse. |
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inviato il 22 Marzo 2026 ore 11:13
Hai perfettamente ragione Bruno, anch'io ho notato... Oddio... in fondo non è affatto difficile da vedere, quanto la qualità, e per qualità si intende sì l'estetica ma ancor più il contenuto, delle fotografie del National Geographic Magazine sia progressivamente peggiorata nel corso degli ultini 15/20 anni. E stiamo parlando del NGM, non dell'ultina rivista rionale! |
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inviato il 22 Marzo 2026 ore 12:46
Buongiorno a tutti e buona Domenica. Negli ultimi giorni ho letto diversi interventi dedicati agli autori del passato e alla fotografia analogica. Temi importanti, affascinanti, che meritano rispetto. Ma fermarsi lì, oggi, significa guardare solo una parte della realtà. La fotografia è cambiata. Profondamente. Radicalmente. E soprattutto: sta cambiando a una velocità che non ha precedenti. Chi la fotografia la vive davvero chi la studia, la insegna, ci lavora ogni giorno questo lo sa bene. Non è una sensazione, è un dato di fatto. Non stanno cambiando solo gli strumenti, ma il linguaggio, il modo di vedere, il modo di pensare l’immagine. E ignorarlo significa restare indietro. Durante il mio vernissage ho voluto creare uno spazio aperto, reale, senza filtri. Un luogo dove fosse possibile confrontarsi a 360 gradi: passato, presente e futuro. Perché il passato è stato straordinario, e nessuno lo mette in discussione. Ma non possiamo usarlo come rifugio per evitare di guardare ciò che sta accadendo oggi. Io lavoro anche nella formazione, e il cambiamento lo vedo nelle persone, ogni giorno. È lì che la trasformazione diventa evidente. Sempre più spesso la tecnica non viene più insegnata, o peggio, viene considerata inutile. Si pensa che basti “scattare”. Che la macchina faccia tutto. Ma non è così. Sempre meno persone sanno davvero usare una macchina fotografica. Sempre meno conoscono luce, esposizione, linguaggio visivo. E questo non è progresso: è perdita di consapevolezza. Ho sollevato questa riflessione pensando di trovare un confronto tra persone che amano la fotografia. E il confronto, giustamente, c’è stato. Opinioni diverse, visioni differenti: tutto legittimo. Quello che trovo difficile accettare, però, è la negazione della realtà. Negare che il settore fotografico stia attraversando una crisi culturale, prima ancora che economica è, francamente, assurdo. E sì, uso volutamente un termine forte: è una follia. Dalle mie parti si dice che chi nega è complice. È una frase provocatoria, ma contiene una verità scomoda: ignorare un problema non lo risolve, lo alimenta. Quello che ho cercato di fare non è stato semplicemente “organizzare un evento”. Ho voluto creare un momento vero. Un’occasione in cui le persone potessero parlare, esporsi, confrontarsi pubblicamente. Oggi è raro. Sempre più raro. Perché il confronto richiede responsabilità. Richiede ascolto. Richiede anche il coraggio di mettere in discussione le proprie certezze. E invece spesso si preferisce restare nella propria posizione, difendere il proprio punto di vista senza aprirsi davvero al dialogo. È più facile, ma è anche sterile. Ognuno ha la propria visione, è vero. Ogni testa è un mondo. Ma non tutte le posizioni hanno lo stesso peso quando si tratta di leggere la realtà. Da parte mia ci sarà sempre rispetto. Ma il rispetto non significa rinunciare a dire le cose come stanno. La fotografia sta cambiando. Il settore sta attraversando una fase critica. E parlarne in modo serio, aperto e consapevole non è un’opzione: è una necessità. |
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