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inviato il 19 Marzo 2026 ore 21:39
“ Chi è che esprime concetti straordinari? Trovo che anche chi "esprime concetti" con la fotografia, esprima concetti tutto sommato ordinari, può essere straordinario il modo con cui li esprime. „ Su questo posso essere d'accordo “ Non mi sembra così ovvio ciò che trovi ovvio. La maggior parte delle immagini che tu definisci leggere, se capisco cosa intendi, non le trovo affatto né coinvolgenti né tantomeno più personali (fosse anche solo per il fatto di averle viste milioni di volte). Oneste poi non saprei proprio. Onestà non trovo si addica molto alla fotografia. „ Forse non le vuoi guardare e comunque sicuramente sono molto più oneste di quelle che lasciano a chi le guarda una libera interpretazione, così si può "vendere qualcosa a qualcuno" “ MI sembra un azzardo definire cultura quella che può uscire dagli "scambi" su internet che, al 99% io, invece, ritengo spazzatura. La cultura è studio e dedizione e non può prescindere da una fase di valutazione post apprendimento. „ Lo scambio di informazioni è sempre cultura, che volendo porta ad altra cultura e se uno è interessato ad altra ancora. Tu mi stai regalando le tue opinioni via internet e scommetto che se ti chiedo qualcosa di più specifico mi risponderai, anche solo per gentilezza. Adesso chiedo scusa ma vi devo salutare, sarò nuovamente presente domani, grazie a tutti per le risposte |
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inviato il 19 Marzo 2026 ore 22:59
Tante mezze verità o banalità. Che il condividere immagini equivalga sempre a "socializzare" è discutibile. Spesso è più ricerca di approvazione che autentico scambio. Il successo delle immagini "leggere" non dipende dalla loro onestà, ma dal fatto che richiedono meno sforzo e si consumano rapidamente. Non sempre ciò che coinvolge di più esprime di più. La fotografia può essere uno strumento di espressione personale, ma non lo è automaticamente. I social amplificano tanto l’espressione quanto la banalizzazione. |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 7:38
“ Tante mezze verità o banalità. „ Forse non così banali se tu e altri mi rispondete “ Che il condividere immagini equivalga sempre a "socializzare" è discutibile. Spesso è più ricerca di approvazione che autentico scambio. „ Quando socializzi lo fai per cercare disapprovazione? Non credo... Se qualcuno non è d'accordo e non ti approva non ti chiedi se hai sbagliato qualcosa?...E non è possibile che tu riveda le tue decisioni?...E questo non si chiama scambio? “ Il successo delle immagini "leggere" non dipende dalla loro onestà, ma dal fatto che richiedono meno sforzo e si consumano rapidamente. Non sempre ciò che coinvolge di più esprime di più. „ Invece secondo me l'onestà è un buon punto di partenza, la gente non è stupida. Se l'immagine non richiede alcuno sforzo per essere letta vuol dire che è molto efficace, una buona immagine si rivolge a tutti, non solo all'addetto ai lavori, altrimenti è come parlare a tuo fratello. Se poi coinvolge molto è difficile che non esprima nulla. E' più facile che chi la guarda si sente così superiore da non voler vedere ciò che esprime. “ La fotografia può essere uno strumento di espressione personale, ma non lo è automaticamente. I social amplificano tanto l’espressione quanto la banalizzazione. „ La fotografia E' uno strumento di espressione personale, come il disegno, la poesia ecc. e come ogni linguaggio più lo si conosce e meglio ci si può esprimere. I "social" non amplificano nulla, rendono solo evidente quello che già esiste. Danno voce a chi tempo fa non ne aveva ed era costretto a subire, mentre ora può parlare, condividere, scambiare informazioni, ampliare le sue conoscenze...evolversi. (Ed essere meno "banale"?)... Ma non siamo su un "social"? |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 8:01
Se il metro è “mi rispondono = non è banale”, allora metà di internet è profondissima Il fatto che qualcuno ti risponda o ti contraddica, non rende il contenuto più profondo, al massimo lo rende discutibile che è diverso. E sulle immagini stai dando per scontato che “facile da leggere = efficace = significativa”. Ripeto, in realtà può essere anche solo “facile da consumare”. L’immediatezza è una qualità, ma non è una garanzia di contenuto. Altrimenti qualsiasi cosa che scorre veloce sarebbe automaticamente valida. Seguendo il tuo ragionamento, i libri migliori sono quelli con i disegnini e poco testo? |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 8:54
Avete presente Freud quando disse "a volte un sigaro è solo un sigaro"? Ecco, a volte, anzi mi sento di dire spesso se non quasi sempre, "una fotografia è solo una fotografia" dietro cui non c'è assolutamente nulla di nulla, non parla di noi, di altri, della società, non ha contenuto, ecc. ma è banalmente un' immagine. E per la stragrande maggioranza non è nemmeno un linguaggio, né un modo di esprimersi ma è... una fotografia. Così come quando scrivono qualcosa su un social quasi sempre non è un racconto, un libro, una poesia, un messaggio, ecc. L'errore è pensare che la maggioranza della gente voglia esprimere dei concetti attraverso una fotografia: non è così. Le fotografie "pensate" e dietro cui c'è qualcosa (perchè di fotografie pensate ma dietro cui non c'è nulla ce ne sono una marea, pensiamo ad avifauna, paesaggistica, still life, sport, reportage e via discorrendo) sono una piccola minoranza, molto piccola, di tutto quello che c'è nei social. Questo vale particolamente per i Rombri di turno per cui la fotografia ha senso di esistere solo se concettuale o giù di lì: io dico lasciate che i poveri cristi facciano click click come meglio credano. |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 9:01
Hai citato Freud perché fumava i sigari o perché ha dato al mondo la psicanalisi? Io dico ai Rcristi di turno, prima sii Sigmund e poi difendi l'industria manifatturiera del Tabacco. Elaboro perché sembro aggressivo, e invece la cornice è quella di un dialogo pacato. Riconosco la indubbia possibilità di non analizzare ogni aspetto del comportamento individuale, anche se, qui, pubblicando, ci si espone. Ma, ancora più dannosa è l'indifferenza al danno prolungato dell'esposizione al fumo passivo, metaforicamente scrivendo. |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 9:15
“ “ Tante mezze verità o banalità. „ Forse non così banali se tu e altri mi rispondete „ rispondere ad una banalità non la rende meno banale, soprattutto se è per dirti che è una banalità “ Invece secondo me l'onestà è un buon punto di partenza, la gente non è stupida. Se l'immagine non richiede alcuno sforzo per essere letta vuol dire che è molto efficace, una buona immagine si rivolge a tutti, non solo all'addetto ai lavori, altrimenti è come parlare a tuo fratello. Se poi coinvolge molto è difficile che non esprima nulla. E' più facile che chi la guarda si sente così superiore da non voler vedere ciò che esprime. „ Vacanze di Natale è un film onesto perché non richiede alcuno sforzo per essere capito, è quindi molto efficace perché si rivolge a tutti, non solo all'addetto ai lavori mentre "Il cileo sopra Berlino" parla solo a suo fratello. Mi pare che le banalità aumentino. Evidentemente non hai né i mezzi né la voglia di comprendere linguaggi un pochino più complessi di cuore-amore. E continuo a non capire il concetto di onestà applicato alle foto, sarebbe interessante vedere due esempi, uno di una foto che tu ritieni onesta ed uno di una foto che ritieni disonesta, giusto per capire cos intendi in modo da poter dare un senso a queste parole che altrimenti rimangono piuttosto fumose. Perché l'impressione che ho è tu voglia parlare per sottointesi, quindi ti invito a non lanciare il sasso e ritirare la mano ma ad andare più a fondo nei concetti espressi, se hai voglia di rendere più costruttiva questa discussione, ovviamente. “ La fotografia E' uno strumento di espressione personale, come il disegno, la poesia ecc. e come ogni linguaggio più lo si conosce e meglio ci si può esprimere. „ Questo mi trova d'asccordo ma trovo anche che ti contraddica. Più conosci un linguaggio, più che questo sarà raffinato ed elaborato, più che sarà poco comprensibile a chi non lo conosce e, a questi, apparirà "disonesto" (?). “ Il fatto che qualcuno ti risponda o ti contraddica, non rende il contenuto più profondo, al massimo lo rende discutibile che è diverso. „ “ E sulle immagini stai dando per scontato che “facile da leggere = efficace = significativa”. Ripeto, in realtà può essere anche solo “facile da consumare”. L’immediatezza è una qualità, ma non è una garanzia di contenuto. Altrimenti qualsiasi cosa che scorre veloce sarebbe automaticamente valida. Seguendo il tuo ragionamento, i libri migliori sono quelli con i disegnini e poco testo? „ sottoscrivo |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 9:21
“ Se il metro è “mi rispondono = non è banale”, allora metà di internet è profondissima „ Sarò originale io ma quando trovo banale qualcosa non perdo tempo a rispondere, di solito passo oltre “ Il fatto che qualcuno ti risponda o ti contraddica, non rende il contenuto più profondo, al massimo lo rende discutibile che è diverso. „ Ma perchè il contenuto dovrebbe sempre essere così "profondo"? Quando chiacchieri con i tuoi amici parli solo di argomenti filosofici con espressioni accigliate o a volte parli anche delle tue giornate, del tempo che fa e di tutte quelle cose considerate futili ma indispensabili a tutti perchè rendono la vita gradevole e senza le quali nessuno riesce a vivere?...Sono discutibili?...Perchè scusa tu, mentre dai lezioni a me, di che cosa vivi? (Lezioni che comunque sono le benvenute e ti ringrazio per avermi risposto ) “ E sulle immagini stai dando per scontato che “facile da leggere = efficace = significativa”. In realtà può essere anche solo “facile da consumare”. L’immediatezza è una qualità, ma non è una garanzia di contenuto. Altrimenti qualsiasi cosa che scorre veloce sarebbe automaticamente valida. Seguendo il tuo ragionamento, i libri migliori sono quelli con i disegnini e poco testo? „ Queste tue affermazioni mi riportano alla mente sempre il solito atteggiamento di chi si pone come insegnante, in modo completamente distaccato, come se parlasse alla sua classe di allievi, ma qui non siamo a scuola, siamo in un ambiente dove ognuno partecipa come vuole, quanto vuole e sviluppa ciò che vuole in misura differente, quando io scatto una foto e la condivido qui, non l'ho sottoposta ad un critico d'arte ma l'ho condivisa con persone che hanno la mia stessa passione...e quello che condivido non vuole avere un valore artistico a livello mondiale ma semplicemente chiedo a chi come me sta sviluppando la fotografia: "vi piace questa foto?" Voi "insegnanti" pretendete di andare in uno spazio dove si accoglie chiunque (anche chi si iscrive semplicemente per fare amicizia con qualcuno e trovarsi la domenica al lago a fotografare le papere) e pretendete che chiunque riconosca la vostra autorialità e che l'unica fotografia che ha un valore qui come altrove sia quella "concettuale" che praticate voi...ma non vi sembra un po' strano andarlo a predicare in un "social"?... (Tra l'altro non tu ma qualcuno lo fa anche in modo molto maledu.cato, quindi non so come possa sentirsi così colto...l'educazione e la capacità di rapportarsi s'impara molto prima della fotografia e di qualsiasi altra cosa). Se questa fosse un'aula dove si tiene un corso specifico e dove le persone vanno a spendere fior di quattrini per avere lezioni da un determinato luminare il vostro atteggiamento sarebbe giustificato ma la vostra pretesa di istruire il "popolo" di un social con le vostre lezioni, espresse in modo così "autorevole" (per usare un eufemismo) è assolutamente fuori luogo, utopistico, poco sincero e rivela tutto un altro genere di intenzioni, come potete pretendere che la gente vi ascolti? “ Seguendo il tuo ragionamento, i libri migliori sono quelli con i disegnini e poco testo? „ Ovviamente per il critico d'arte che avrà già visto ogni immagine esistente il libro migliore sarà quello con più testo, per gli abitanti della nazione Italia il libro migliore sarà quello con i disegnini, ma non perchè la popolazione è stupida ma semplicemente perchè è diversificata e se si vuole raggiungere un certo numero di persone bisogna usare un linguaggio che tutti possano comprendere. L'evoluzione di un pololo avviene spontaneamente non per la lezione di qualcuno. |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 9:58
Carissima Stefania, La mia intenzione è di raggiungerti nel tuo lago con adorabili papere, che trovo tra le attività più rilassanti, e dirti che, mentre viviamo, e il sole o le nuvole ci fanno da soffitto, e respiriamo, abbiamo il compito di essere consapevoli. Ciò che ci rende vivi è una piccolissima possibilità nelle realtà cosmiche. Tu scriverai, embè, e respirerai ancora come se, fosse scontato, ma non lo è. Scriverai qui, ma qui, nemmeno è scontato, c'è qualcuno che si è dato da fare per crearlo. E dopo un'altro respiro, anch'esso non pesante, ci trovi me, che ti sorrido, perché mi dimentico di sentire la leggerezza dell'anima e ti osservo come se ti vedessi ogni volta come la prima. E mi chiedo, lo senti il vento? Ti stimola la pelle? Le papere sono tutt'uno con l'ambiente, che non ci appartiene, eppure, non proteggendolo, le esponiamo alla nostra indifferenza ed ignoranza. Dove voglio arrivare? Al punto in cui posso incontrarti, ovunque, e parlare di cazzate, ridere, e poi non dimenticare che respirare è una serie di infiniti rinnovamenti cellulari che ci rendono completi, simili a papere, ma non così innocenti. L'educazione è sempre, e lo sarà, un punto di partenza. Non di arrivo, perché è omnicomprensivo, e migliorativo, non è salire sul pulpito, non giudica l'essere umano ma la sua traccia. L'impronta che lascia. Il percorso che attua. Se è fermo, se evolve, se abbraccia o se soffoca. Tu ed io, fidati, ci comprendiamo benissimo. Tu difendi la leggerezza e io il tuo diritto di esserlo. Ma non l'abitudine e l'adattarsi. Se devi vivere perché ti hanno dato la possibilità tanto vale scoprire come funziona il tuo parco giochi. |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 10:21
“ rispondere ad una banalità non la rende meno banale, soprattutto se è per dirti che è una banalità „ Se uno volesse essere costruttivo non andrebbe a dire ad una persona che pubblica cose banali ma proverebbe a specificare per esempio su una foto come poterla rendere meno banale, in modo rispettoso e considerando che quella persona sta pubblicando qualcosa di personale e che la sua attuale conoscenza della materia non è altissima...se tu volessi introdurre un bambino delle elementari alla lingua italiana lo faresti con una lezione universitaria o spiegandogli l'alfabeto? E lo faresti insultandolo o con un atteggiamento rispettoso della sua età e livello di istruzione? Magari quel bambino è un genio ma sta imparando adesso la lingua italiana. “ Evidentemente non hai né i mezzi né la voglia di comprendere linguaggi un pochino più complessi di cuore-amore. „ Questa è la differenza fra me e te...in questo spazio io non risponderei mai così a nessuno “ E continuo a non capire il concetto di onestà applicato alle foto, sarebbe interessante vedere due esempi, uno di una foto che tu ritieni onesta ed uno di una foto che ritieni disonesta, giusto per capire cos intendi in modo da poter dare un senso a queste parole che altrimenti rimangono piuttosto fumose. Perché l'impressione che ho è tu voglia parlare per sottointesi, quindi ti invito a non lanciare il sasso e ritirare la mano ma ad andare più a fondo nei concetti espressi, se hai voglia di rendere più costruttiva questa discussione, ovviamente. „ Io credo che invece il concetto sia chiarissimo a tutti (anche a te) e comunque non potrei mai prendere la foto di qualcuno, sbatterla qui e scrivere che è disonesta (questa è la prerogativa di personaggi che "insegnano" molto e rispettano poco). Comunque per andare più a fondo nei concetti espressi e non parlare per sottintesi: per "onestà" intendo un'immagine figurativa, che ritrae qualcosa di chiaro, visibile, leggibile, per te forse anche "banale" (non per me, c'è sempre un'intenzione dietro una foto), per esempio le mie e tutte quelle foto presenti in questo sito che non solo attirano l'attenzione, ma piacciono a tutti, sono immediate, non hanno la pretesa di esprimere alcun concetto ma semplicemente la bellezza di un paesaggio, di un fiore, la tenerezza di un gattino ecc. ecc. (che banalità!...Hai mai avuto un animale? Sono irresistili...Ah, però ho dato ora un'occhiata alle tue foto e ho visto che sono piene di cani e gatti, ma forse le hai condivise non per la loro bellezza, forse volevi dare a queste immagini un significato diverso...ma allora perchè proprio cani e gatti, che piacciono a tutti? Le tue foto sono oneste? ) “ Questo mi trova d'asccordo ma trovo anche che ti contraddica. Più conosci un linguaggio, più che questo sarà raffinato ed elaborato, più che sarà poco comprensibile a chi non lo conosce e, a questi, apparirà "disonesto" (?). „ Se apparirà disonesto e il mio intento è quello di aiutare a comprendere proverò a spiegare in un linguaggio adatto al livello culturale, altrimenti, se voglio solo mettermi in evidenza sfruttando la situazione risponderò con tono snob e offensivo... Se poi sono inarrivabile rispetto agli altri, di certo non pretendo di cambiare all'improvviso la mentalità di un popolo social, sono io che ho sbagliato ambiente. |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 10:33
“ Carissima Stefania, La mia intenzione è di raggiungerti nel tuo lago con adorabili papere, che trovo tra le attività più rilassanti, e dirti che, mentre viviamo, e il sole o le nuvole ci fanno da soffitto, e respiriamo, abbiamo il compito di essere consapevoli. Ciò che ci rende vivi è una piccolissima possibilità nelle realtà cosmiche. Tu scriverai, embè, e respirerai ancora come se, fosse scontato, ma non lo è. Scriverai qui, ma qui, nemmeno è scontato, c'è qualcuno che si è dato da fare per crearlo. E dopo un'altro respiro, anch'esso non pesante, ci trovi me, che ti sorrido, perché mi dimentico di sentire la leggerezza dell'anima e ti osservo come se ti vedessi ogni volta come la prima. E mi chiedo, lo senti il vento? Ti stimola la pelle? Le papere sono tutt'uno con l'ambiente, che non ci appartiene, eppure, non proteggendolo, le esponiamo alla nostra indifferenza ed ignoranza. Dove voglio arrivare? Al punto in cui posso incontrarti, ovunque, e parlare di cazzate, ridere, e poi non dimenticare che respirare è una serie di infiniti rinnovamenti cellulari che ci rendono completi, simili a papere, ma non così innocenti. L'educazione è sempre, e lo sarà, un punto di partenza. Non di arrivo, perché è omnicomprensivo, e migliorativo, non è salire sul pulpito, non giudica l'essere umano ma la sua traccia. L'impronta che lascia. Il percorso che attua. Se è fermo, se evolve, se abbraccia o se soffoca. Tu ed io, fidati, ci comprendiamo benissimo. Tu difendi la leggerezza e io il tuo diritto di esserlo. Ma non l'abitudine e l'adattarsi. Se devi vivere perché ti hanno dato la possibilità tanto vale scoprire come funziona il tuo parco giochi. „ Ti ringrazio tanto perchè mi rendi partecipe dei tuoi pensieri in un linguaggio a me più familiare, mi sento rispettata da te e credo di capire cosa intendi...è tutto vero...ma io difendo la leggerezza perchè senza di questa la vita sarebbe insopportabile e concentrarmi sul bicchiere mezzo vuoto mi porterebbe alla morte. |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 10:41
“ Avete presente Freud quando disse "a volte un sigaro è solo un sigaro"? Ecco, a volte, anzi mi sento di dire spesso se non quasi sempre, "una fotografia è solo una fotografia" dietro cui non c'è assolutamente nulla di nulla, non parla di noi, di altri, della società, non ha contenuto, ecc. ma è banalmente un' immagine. E per la stragrande maggioranza non è nemmeno un linguaggio, né un modo di esprimersi ma è... una fotografia. Così come quando scrivono qualcosa su un social quasi sempre non è un racconto, un libro, una poesia, un messaggio, ecc. L'errore è pensare che la maggioranza della gente voglia esprimere dei concetti attraverso una fotografia: non è così. Le fotografie "pensate" e dietro cui c'è qualcosa (perchè di fotografie pensate ma dietro cui non c'è nulla ce ne sono una marea, pensiamo ad avifauna, paesaggistica, still life, sport, reportage e via discorrendo) sono una piccola minoranza, molto piccola, di tutto quello che c'è nei social. Questo vale particolamente per i Rombri di turno per cui la fotografia ha senso di esistere solo se concettuale o giù di lì: io dico lasciate che i poveri cristi facciano click click come meglio credano. „ Ho solo una domanda: "Ti sei accorto di dove sei?" |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 11:03
Ahhhhh siamo passati al “voi insegnanti”, la "vostra autorità".....seguono lancio di piatti, urla, e pianti. Meccanismo piuttosto infantile. Au revoir. |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 11:20
“ Ho solo una domanda: "Ti sei accorto di dove sei?" „ Assolutamente sì. Ma il mio era un discorso in generale e non sul forum in particolare (per quanto anche se in maniera ridotta pure qua vale tutto quanto detto, dovresti farti un giro nella sezione nudo, focalizzandoti non tanto sulle foto quanto sui commenti e poi ti accorgeresti del livello medio). |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 11:29
“Voi "insegnanti" pretendete“ ******* E qui mi sono fermato perché ho già capito dove si vuole andare a parare e che questa conversazione è stata solo una perdita di tempo. Buon proseguimento nella tua crescita culturale derivante da questi scambi interessanti. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
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