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avatarsenior
inviato il 28 Febbraio 2026 ore 17:27    

File aperto su Lightroom.

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 2:16    

...Seguo

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 6:08    

La vera domanda e'... perche' ambire al Kodachrome?
Probabilmente in parte l'hype deriva dalla ricerca che ormai e' consuetudine di cio' che e diventato leggenda, e K era leggenda. Hanno fatto film, gente come McCurry ha costruito una carriera parallela ai colori del suo K, e un po' tutti coloro che scattavano gia negli anni 70 e 80 hanno speso parecchi soldi per sviluppare le proprie slide... slide che una volta proiettate come Dio comandava facevano venire i brividi.
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Tutto molto bello però, una volta scevrata della leggenda, resta solo la pellicola... superata.
E soprattutto in proiezione, voglio ricordare che le Kodachrome NON erano state create per la proiezione e proprio per questo sono state le pellicole d'elezione del National Geographic Magazine, c'era di meglio, pure MOLTO meglio.
Questo da diapositivista.
Poi per un utente digitale una simulazione "di pregio" è certamente comoda, anche se, ripeto, eviterei questi toni trionfalististici riguardo alla pellicola in sé.

P.S. - hai dimenticato di citare la canzone, omonima, che le dedicarono Simon & Garfunkel ;-)

avatarjunior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 7:55    

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avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 8:11    

Seguo

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 11:49    

c'era di meglio, pure MOLTO meglio.


negli anni 60/70 non lo so...

chiaro che poi sono arrivati prodotti più performanti,
ma qui si parla di estetica che si cerca di ricreare in digitale non di meglio o peggio.

avatarjunior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 12:28    

che ricordi.. con le diapositive Kodachrome, se non ricordo male con il loro telaietto di carta/cartone ed il logo Kodak nell'angolo in basso a destra e la scritta KodaChrome in alto le usavo ed erano meravigliose ( i rossi ed i gialli erano unici) l'unico neo era lo sviluppo che non avveniva in Italia e dovevano andare all'estero e di conseguenza i tempi per avere le slide sviluppate erano lunghini.. e per quello spesso poi dirottavo sulla Ektrachrome (ma non era la stessa cosa colori più freddini tanti dicevano più naturali (io non ero d'accordo) grana finissima e sviluppo più semplice e molto più veloce effettuabile in qualsiasi lab.
mio padre ha lavorato in Kodak moltissimi anni e anche io ho lavorato in Kodak da ragazzo avevo 18/19 anni per un po di tempo e le diapo perse nei meandri dei viaggi tra andata e ritorno non erano poche.. spesso capitava (lettera di scuse e pellicole in omaggio) ma non vi dico l'incazzatura dei clienti...

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 12:34    

...negli anni '80 e sino a fine produzione scattavo esclusivamente diapo e principalmente k64, da cui effettivamente uscivano ottime stampe - provata Velvia (50 asa se non ricordo male)...con una gamma sui verdi impressionante, ma x i miei utilizzi continuavo a preferire la k64 ....e non ho trovato alternative in seguito - ad oggi le proposte di simulazione in digitale le ho trovate poco credibili e visto che scatto esclusivamente in RAW , la gestione della gamma cromatica la regolo sul singolo scatto - comunque ben vengano soluzioni credibili, che però non possono colmare le differenze tra una Dia-proiezione e un file a monitor

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 12:56    

Non ci sono mai stati prodotti più performanti purtroppo.
Il successo della Velvia è dovuto principalmente al fatto che si sviluppasse in un'ora, non a una superiorità reale.
Oltretutto Velvia (che secondo alcuni non era nemmeno una 50iso) non riuscì a superare mai 50 ISO, in quanto la 100 non era nemmeno lontanamente paragonabile alla 50. Ricordo quando ne acquistai diversi rulli 120 e la delusione poi, per cui non li utilizzai mai tutti (ancora devo averne).
Kodachrome invece aveva 25-64-200 iso.
Da dire che erano pellicole che andavano bene in luce piena, questo il vero limite, ma quando erano in condizioni ottimali non avevano paragoni.
Bellissima anche la 200, stranissima pellicola, per cui quanto detto prima era ancora più accentuato.
In presenza di poca luce (dove erroneamente si pensava di usarla) sparivano i colori, diventava quasi bn.
Con luce buona e intensa invece produceva una grana visibile ma molto bella e secca, con un effetto bordo marcato che donava una nitidezza inusitata anche per una 100iso. Ottimale per foto dinamiche con tempi di scatto rapidi. laddove con la 64 si stava sul 60esimo di secondo, con la 200 si sfiorava il 250esimo.
Riguardo allo sviluppo, ci fu la fase francese, quella svizzera, quella tedesca. Comunque il professional, dopo l'uscita della Velvia (almeno a Milano) lo garantivano in una settimana.
Ma questa era la fase finale, quella ne precedette la morte.
Negli anni ottanta ci fu un periodo in cui lo sviluppavano in 5 città d'Italia, tra cui perfino Palermo.
Facevo il militare in Sicilia, a quel tempo, e pensai chissà come lo svilupperanno male.
Invece fu il periodo migliore. Lo davano in 2 settimane, e la qualità era superlativa. Niente carta sbriciolata (o briciole di plastica quando si passò ai telaietti in palstica) o macchie random, ma sviluppo perfetto. Come mai? Ma perchè nell'isola era poco usato e quindi non avevano sovraccarichi di lavoro e le macchine lavoravano sempre al meglio.

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 13:05    

Kodachrome invece aveva 25-64-200 iso.
Da dire che erano pellicole che andavano bene in luce piena, questo il vero limite, ma quando erano in condizioni ottimali non avevano paragoni.
Bellissima anche la 200, stranissima pellicola, per cui quanto detto prima era ancora più accentuato.
In presenza di poca luce (dove erroneamente si pensava di usarla) sparivano i colori, diventava quasi bn


dissento...

La PKL (200 iso) era eccellente in condizioni di cielo nuvoloso/pioggia, con una gamma di colori molto ricca e tendente al pastello.

Un giorno, -già passato al digitale- mi trovai a fare da guida ad un fotografo della Magnum, lui usava un paio Leica a pellicola. Il cielo era nuvoloso, giornata bigia, e lui... aveva caricato la PKL

Per la cronaca la mia foto in galleria -asini nella nebbia- è fatta con la PKL 200 iso

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 13:57    

Il successo della Velvia è dovuto principalmente al fatto che si sviluppasse in un'ora


hai detto niente...

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 14:07    

Non ci sono mai stati prodotti più performanti purtroppo.
Il successo della Velvia è dovuto principalmente al fatto che si sviluppasse in un'ora, non a una superiorità reale.
Oltretutto Velvia (che secondo alcuni non era nemmeno una 50iso) non riuscì a superare mai 50 ISO, in quanto la 100 non era nemmeno lontanamente paragonabile alla 50.
*********************************************

La KM aveva RMS 9 e Potere Risolvente di 55/120 lp/mm alle mire a contrasto 1,6:1 e 1000:1.
La KR aveva RMS 10 e PR di 50 e 110 lp/mm alle mire a contrasto 1,6:1 e 1000:1.
La RVP ha RMS 9 e PR di 80 e 160 lp/mm alle mire a contrasto 1,6:1 e 1000:1.

La saturazione cromatica inoltre non è mininamente paragonabile, del resto le Kodachrone erano state realizzate per essere impiegate nell'editoria mentre la Velvia, e più in generale le Fujichrome, per la proiezione.

La sensibilità della Velvia 50 è 50 asa, la leggenda che la vuole 40 asa, o addirittura 32 asa, nasce dalla abitudine iniziale di sottoesporla sistematicamente, come si faceva con le Kodachrome, per avere una saturazione cromatica maggiore e più adatta alla proiezione, abitudine che con la Velvia è operazione non solo inutile ma addirittura dannosa, direi anzi deleteria, proprio perché essa aumenta in maniera eccessiva la saturazione, ed è questo che ha spinto molti a ritenere la sensibilità effettiva inferiore a quella dichiarata dalla casa

I colori poi non sono proprio paragonabili, le cromìe Kodachrome sono tutte loro, indubbiamente piacevoli, soprattutto i rossi e i gialli, ma non molto attinenti alla realtà; i colori della Velvia invece sono molto più precisi e puntuali: i rossi e i gialli sono eccellenti, anche se non artificiosamente spettacolari come nelle Kodachrome; i verdi sono decisamente migliori, in effetti i verdi di Fuji sono di ben altro livello, e lo stesso dicasi del blu.
Le KM inoltre soffrivano di dominante Cyan, mentre le KR avevano una certa tendenza al Magenta, il passaggio dallo sviluppo K-12 al K-14 fu fatto proprio per risolvere questo problema che tuttavia non mai fu del tutto risolto, ed è questo che porta alla maggiore differenza rispetto alla Velvia, ossia l'impossibilità di avere dei Neri non tanto profondi come nella Velvia... quanto altrettanto puri.

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 14:07    

Grande Peppe;-)

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 15:34    

Ma neanche per sogno Gsabbio, la mia esperienza è molto diversa, la si usava anche in condizioni di scarsa luce perchè comunque era molto più nitida di qualsiasi altra 200iso, ma se i colori non c'erano, non c'era niente da fare.
Era la Velvia invece a essere capace di tirar fuori il colore anche quando ce n'era poco.

Paolo, non so che esperienza di fotografia reale tu abbia, ma tutto quello che dici fa il paio con la storia che in proiezione il 35mm era meglio del 6x6 MrGreen

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2026 ore 15:41    

Paolo, non so che esperienza di fotografia reale tu abbia, ma tutto quello che dici fa il paio con la storia che in proiezione il 35mm era meglio del 6x6 
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Ti dirò: ne ho abbastanza per dirti che la tua esperienza con la proiezione è alquanto minimale.
Del resto sei tu che continui ad affermare, erroneamente, che i formati maggiori sono migliori quando invece, e lo sanno anche i sassi, sono solo più grandi.
E c'è una bella differenza fra PIÙ GRANDE e MIGLIORE... e te l'ho pure spiegato più di una volta.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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