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inviato il 21 Febbraio 2026 ore 20:02
A questo proposito , così pour parler , mi viene spontanea una considerazione del tutto personale (manco a dirlo!) . Credo che il modo di "trasportare" e gestire l'attrezzatura debba essere adeguato al contesto , si direbbe un'ovvietà ma a volte non sembra essere così . Mi sono reso conto che in determinati contesti (generalmente urbani , comprendenti appunto musei o comunque con ingresso in luoghi chiusi) o in situazioni che comunque richiedano una più o meno rapida/agevole estrazione/gestione del materiale fotografico , la borsa rimane la soluzione più pratica . Lo zaino (si tenga conto che mi riferisco a quelli con cinghia ventrale e rotazione sul davanti , chè quelli tradizionali non li ho mai neanche presi in considerazione per la necessità di avere un punto di appoggio per la gestione del materiale oppure doverli appoggiare a terra!) rimane indicato per spostamenti medio lunghi (trekking in primis , naturalmente!) mentre in situazioni di minore spostamento, come nella fattispecie , rischiano di creare più problemi di quanti ne risolvano . Poi , chiaramente , ognuno avrà le proprie esperienze e preferenze . |
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inviato il 21 Febbraio 2026 ore 21:06
Mi chiedo cosa fotografate nei musei se vi servono un 70/200 f2,8 e uno maxi zaino pieno d'attrezzatura. Io fotografo da anni nei musei e già un 24-70 è più che sufficiente a fotografare di tutto. Si parla dei Vaticani, lì, soprattutto alla Sistina, c'è sempre la ressa, continua, costante è difficile anche fotografare con lo smartphone; alla galleria Borghese le sale non sono immense; la Doria Pamphili non la conosco ma suppongo che anche lì un 24-70 basti e avanzi; al Colosseo non dovrebbero esserci problemi a portare lo zaino ma lì preferirei un grandangolo quindi un 24-70 più un zoom grandangolo strabastano. PS In valigia metterei una borsa a tracolla per poter alternarla, a seconda delle situazioni, allo zaino. |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 4:17
Vabbè dentro un qualsiasi palazzo contenente opere d'arte zoom normale e grandangolo (nel mio caso avevo 16-35 e 24-105, adesso con altro marchio 17-28 e 28-200) credo si riesca ad utilizzarli con profitto... |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 9:24
Per le ottiche dipende da cosa fotografi, se tutta la sala oppure un'opera singola, se quadro oppure scultura o statua o gioielli. Ma con in 16/35 in tasca e un 24/70 montato si fa un po di tutto, ma direi di portare un polarizzatore che in alcuni casi è indispensabile. Oltre il 70 lo si potrebbe usare solo nei giardini esterni. l'importante è che siano ottime ottiche sia dal punto di vista della definizione che dal punto di vista dei toni colore. Poi si deve vedere se le luci non hanno Flicker se no poi si hanno bande sull'immagine finale. A seconda della fotocamera si usano tecniche diverse con otturatore meccanico oppure elettronico. E il tipo di luce è un dato da tener presente anche prima del tipo di ottiche. |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 9:53
Ieri alla mostra nel tempietto del Bramante mi hanno fatto entrare con zaino da 16 litri e mirrorless al collo. C’erano installazioni delicate con addetti che controllavano che nessuno si avvicinasse troppo o le danneggiasse accidentalmente. |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 10:02
Normalmente all'ingresso dei musei, indipendentemente dalle dimensioni fanno lasciare tutti gli zaini. Però si può entrare con una fotocamera purché senza custodia. |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 10:30
Alla cappella sistina non si può fotografare neanche con lo smartphone. Un 70-200 2.8 mi sembra troppo voluminoso in qualche museo ti posso fare storie. Io alla mostra dei faraoni mi sono presentato con la minuscola borsa (16*14*12) e mi guardavano male. Io con la mia OM-5 e il 12-60 non ho mai avuto problemi al massimo qualche brutta occhiata |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 15:11
“ in situazioni che comunque richiedano una più o meno rapida/agevole estrazione/gestione del materiale fotografico , la borsa rimane la soluzione più pratica . „ Condivido pienamente. L'interesse di portare lo zaino era dettato principalmente da una questione di praticità: nella borsa ci riesco mettere dentro solo 2 obiettivi + corpo, mentre nello zaino ben altro, poiché nello stesso giorno non visiterei solo musei e anche per non lasciare obiettivi costosi nella camera dell'albergo (sai con i tempi che corrono... ). Però visti i limiti imposti, dovrò organizzarmi in modo da avere solo giorni da dedicare esclusivamente alla visita di musei. In passato (20-15 anni fa) ho visitato diversi musei in Italia e all'estero, ma ho mai avuto problemi con lo zaino 40x30x25, ma evidentemente i tempi sono cambiati. “ Mi chiedo cosa fotografate nei musei se vi servono un 70/200 f2,8 „ Principalmente faccio ritratti di statue e opere scultoree e isolamento di dettagli architettonici nei soffitti, difficilmente visibili da terra. Inoltre, in certe situazione, è possibile sfruttare la compressione della prospettiva per realizzare scatti interessanti. “ PS In valigia metterei una borsa a tracolla per poter alternarla, a seconda delle situazioni, allo zaino. „ Infatti é quello che faró. “ Alla cappella sistina non si può fotografare neanche con lo smartphone. „ Sì, quello lo so bene, a causa dei diritti detenuti da chi ha finanziato il restauro. “ Un 70-200 2.8 mi sembra troppo voluminoso in qualche museo ti posso fare storie. „ E' quello che mi chiedevo: io userei il 70-200 2.8 GM2 con coat nero e senza paraluce (in modo da renderlo meno appariscente). Ovviamente non lo terrei sempre montato ma lo tiro fuori a bisogno. “ Io alla mostra dei faraoni mi sono presentato con la minuscola borsa (16*14*12) e mi guardavano male. „ Addirittura?! Neanche fosse un zainone da trekking. |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 15:49
“ E' quello che mi chiedevo: io userei il 70-200 2.8 GM2 con coat nero e senza paraluce „ Perdona la curiosità ma cosa fai con il 70-200 al museo? |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 16:03
Parlo con cognizione, visto che a Roma ci vivo a vado spesso per musei. In genere fotografare è permesso, ci può essere qualche limitazione, come mi è capitato giorni fa alla mostra sulla Grecia ai Capitolini, dove c'erano 4 opere in prestito su cui non avevano i diritti. La cosa era segnalata da cartellini e il personale addetto ci ha informati. Per le collezioni dei musei in genere non c'è problema. Gli zaini, specie se sono grandi, non li fanno entrare, perché essendo sulle spalle, può capitare che inavvertitamente si faccia un passo indietro e si danneggi qualche opera. La borsa fotografica, specie se non è enorme, e tenuta davanti, in genere è tollerata. I Musei Vaticani sono un'altra faccenda, ma si tratta di un museo di uno stato estero. |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 16:35
@Fileo “ In genere fotografare è permesso, ci può essere qualche limitazione, come mi è capitato giorni fa alla mostra sulla Grecia ai Capitolini, dove c'erano 4 opere in prestito su cui non avevano i diritti. „ Fotografare nei musei sempre permesso salvo le situazioni che giustamente sottolinei. |
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inviato il 22 Febbraio 2026 ore 19:19
“ Perdona la curiosità ma cosa fai con il 70-200 al museo? „ Il 70-200 mi serve per superare il limite della distanza fisica. Molti dettagli dei soffitti o statue poste in alto sono invisibili a 70mm. Inoltre, l'estetica di un ritratto a una statua fatto a 200mm f/2.8 ha un impatto plastico che non è minimamente paragonabile a uno scatto grandangolare. Tutto qui, una semplice questione di gusti e finalità diverse. |
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inviato il 23 Febbraio 2026 ore 10:58
Io ho trovato assurde le limitazioni al Palazzo Roverella di Rovigo. Mi sono presentato con un tasca portadocumenti mono spalla. Capienza: occhiali, cellulare, chiavi e, praticamente, spazio finito. Rientrava abbondantemente all'interno della loro "dima" ma non me l'hanno lasciato passare in quanto loro lo classificano come zaino. All'interno, poi, non vi dico quante donne ho visto con borse ben più grandi della mia "tasca" ma quelle erano, appunto, borse. |
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inviato il 23 Febbraio 2026 ore 12:50
@Lele67 “ Rientrava abbondantemente all'interno della loro "dima" ma non me l'hanno lasciato passare in quanto loro lo classificano come zaino. „ E secondo me hanno fatto anche bene, tutto ciò che sta sulla schiena rischia di urtare e danneggiare le opere, ora certamente tu sei una persona attenta ma non tutti sono così, ci sono visitatori che sono animali, e loro non possono sapere chi lo è e chi nn lo è. |
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inviato il 23 Febbraio 2026 ore 13:01
La tasca che utilizzo, per come è fatta, è posizionata sempre e solo davanti, mentre sulla schiena passa solo ed esclusivamente la cinghia. Quindi girandomi non ho proprio la possibilità di urtare nulla. Quindi, ribadisco: per mio conto è una sciocchezza, soprattutto quando all'interno si vedono certe borse portate sulla spalla |
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