JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

Etna, crateri sommitali: quale obiettivo


  1. Forum
  2. »
  3. Viaggi, Natura, Escursioni
  4. » Etna, crateri sommitali: quale obiettivo





avatarsenior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 8:04    

Troppo lungo i troppo corto è difficile da dirsi. Io da un po’ vado sempre in montagna con il 28 mm, ovvio che faccio solo le foto che mi permette quella lente. Dipende cosa vuoi fotografare, se vuoi fare un “reportage” dell’escursione o vuoi fare paesaggi o vuoi fotografare il Monviso. E dipende anche cosa vuoi farne delle foto. Una rx100 andrebbe benissimo per molto scopi.

avatarsenior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 10:02    

Uno sull'Etna non penso che ci vada tutti i giorni quindi io mi procurerei un grandangolare ampio. Con quello male che vada si croppa,con uno troppo stretto ci si attacca

avatarjunior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 11:40    

Strano, il 20 Nikon va meglio del 28.
Non sarebbe allora meglio il 20 Sigma Art?

avatarjunior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 11:44    

Salire l'Etna è un pendio senza problemi ( vulcano a parte)


I pendii ripidi non mi fanno paura, piuttosto i passaggi stretti ed esposti come le selle.

Per l'orlo delle bocche nessun problema, cercherò di non sporgermi troppo.

Le mie vertigini sono di grado medio-basso, diciamo così.

avatarsenior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 11:54    

Compra un drone e manda lui ;)

avatarsenior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 14:14    

MrGreen

la parte sommitale è off limits per i droni

avatarjunior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 16:33    

La farò a piedi, l'idea del 20 mm non è male.
Oppure potrei portare solo l'action cam, anche se poi rischio di portarle entrambe.

la parte sommitale è off limits per i droni


Che danno potranno mai fare?

avatarsenior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 17:04    

Il blocco dei droni dipende innanzitutto dalla sicurezza aerea: da quelle parti i casi di emergenza vengono gestiti in larga parte dagli elicotteri che in caso di soccorso volano a quote molto basse e la presenza di droni privati rappresenterebbe un pericolo concreto di collisione.

C’è però anche un risvolto economico. In molte località spettacolari le immagini dall'alto sono considerate una risorsa. Per girare video bisogna quindi richiedere un permesso e pagare una tassa. È un tema molto sentito in Italia, essendo il nostro territorio ricchissimo di aree protette, parchi e siti storici soggetti a vincoli.

avatarsenior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 17:36    

“Che danno potranno mai fare?”
********
Scherzi, sai quanti turisti in ciabatte si sono sciolti nella lava nel tentativo di recuperare il proprio drone?

avatarjunior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 18:17    

Comunque sento che sarà un'esperienza da fare, visto che più avanti l'età giocherà a sfavore.
La scelta è ancora sub iudice tra il 20 mm (da acquistare) e il 24-105.

Per la fotocamera mi sacrificherò e porterò la D850.

avatarsenior
inviato il 19 Febbraio 2026 ore 18:37    

Scherzi, sai quanti turisti in ciabatte si sono sciolti nella lava nel tentativo di recuperare il proprio drone?


E' solo perché hanno fatto un piccolo errore portando il drone ma dimenticandosi a casa il cervello.

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2026 ore 8:57    

Io ci sono stato qualche mese fa, esperienza stupenda. C’era neve e ghiaccio. Dal rifugio siamo saliti in quota con 4 × 4, perché la funivia era fuori uso, poi siamo saliti a piedi e poi di nuovo discesi a piedi per riprendere i 4 × 4 che ci hanno fatto tornare al rifugio di partenza. Il dislivello mi sembra che fosse di 500 m. ma non abbiamo potuto fare l’ulteriore salita sino alla bocca sommitale, perché per ragioni di sicurezza in quel periodo non era permesso. L’escursione durata circa cinque ore e per me è stata estremamente impegnativa ho 48 anni ed ero il più anziano del gruppo l’allenamento fa tutto: la Guida saltava come uno stambecco ed era fresco, mentre io ero davvero in affanno e ogni tanto rimanevo indietro. avevo con me la Gf X cento S con il quarantacinque millimetri e un cento ottanta millimetri molto compatto e leggero. Sono fissato con le foto ma ti consiglio di risparmiare ogni grammo nello zaino. La discesa è stata estremamente impegnativa perché per evitare le aree ghiacciate abbiamo praticamente fatto snowboard con gli scarponcini sul pendio molto ripido del vulcano coperto di sabbia lavica e sassolini, un dislivello di 200 m senza tregua e senza sosta salvo quando si cadeva per terra.Tutti cadevano più volte e per fortuna non ci siamo fatti male. Preparati facendo attività aerobica come la corsa nei mesi che precedono la salita. Se sei sedentario e sovrappeso hai l’occasione e lo stimolo di rimetterti in forma, ma se non ti prepari può essere il caso di valutare percorsi alternativi meno impegnativi.

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2026 ore 9:53    

La quota sicuramente si fa sentire e toglie fiato, ma ritengo che chiunque, in buona salute, possa fare 500 metri di dislivello. Ovviamente, col suo passo e non con il passo della guida. E ovviamente facendo più o meno fatica.

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2026 ore 10:01    

Preparati facendo attività aerobica come la corsa nei mesi che precedono la salita.


E un po' di squat e camminate in salita e relativa discesa

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2026 ore 16:33    

500m di dislivello non sono tutti uguali. Affrontare 500 metri di dislivello sull'Etna, specialmente verso i crateri sommitali, è un'esperienza molto più provante rispetto a una classica escursione boschiva o alpina a causa di tre fattori critici: il terreno, l'aria e l'ambiente vulcanico.

In una montagna normale cammini su sentieri battuti, terra o roccia stabile. Sull'Etna cammini su sabbie vulcaniche nere e fini, ceneri e lapilli. È come camminare su una duna di sabbia, ogni due passi avanti, scivoli indietro di mezzo. Questo raddoppia lo sforzo muscolare di polpacci e cosce. Poi c'è il fattore della quota. I 500 metri finali dell'Etna si svolgono tra i 2800 e i 3300m. A queste quote l'ossigeno è sensibilmente rarefatto. La frequenza cardiaca sale più velocemente e il recupero è più lento rispetto a un'escursione che finisce a 1500 o 2000m. Si cammina obbligatoriamente in gruppo con la guida e, anche se non è una gara e ci si aspetta, bisogna comunque cercare di tenere il passo per non finire troppo indietro e rallentare tutti. I coni vulcanici hanno spesso pendenze molto accentuate e uniformi, senza i "falsipiani" che si trovano solitamente nei sentieri montani tradizionali. Se in una montagna normale 500m di dislivello sono una "passeggiata impegnativa", sull'Etna equivalgono a circa 800-900m di sforzo percepito e richiedono una soglia di attenzione molto più alta. Al ritorno la discesa è in alcuni punti anche più impegnativa.

Essere in buona salute ed essere allenati non sono la stessa cosa. Puoi anche star bene, ma ciò non significa che tu abbia la capacità di sostenere uno sforzo fisico mai affrontato prima con efficienza e senza conseguenze. Con questo non voglio creare inutili allarmismi. Non dico che si debba essere Reinhold Messner ai tempi d’oro, ma solo di non sottovalutare i rischi. È importante andare sì sereni, ma preparati, soprattutto se si sono superati i 50 anni e non si è allenati. Non conoscendo l'età e la forma fisica di chi ha aperto la discussione, parlo in generale, sperando che queste riflessioni siano utili a tutti.

Consiglio anche un abbigliamento adeguato: un pile o un piumino leggero; una giacca a vento o un guscio impermeabile/antivento (da tenere nello zaino e usare all'occorrenza); pantaloni lunghi; scarponi da trekking alti con suola scolpita (sono obbligatori, altrimenti bisogna noleggiarli in loco) + calze spesse; almeno 1L d'acqua; qualcosa da mangiare. Cose accessorie ma utili: bastoncini da trekking; protezione solare; maglietta di ricambio.

Ovviamente per reflex e obiettivo meglio che lo zaino sia impermeabile o che abbia una protezione esterna. Durante l'escursione non ci sono punti coperti dove ripararsi, perciò non si sa mai.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!

Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto. Con oltre 258000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.





banner

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)


 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me