|
|
inviato il 13 Gennaio 2026 ore 9:21
la condensa si forma quando una superficie è più fredda del punto di rugiada dell’aria che la circonda. l’aria contiene sempre vapore acqueo. Se l’aria umida entra in contatto con una superficie fredda, si raffredda localmente; sotto una certa temperatura (punto di rugiada) il vapore non può più restare in forma gassosa e passa a liquido, depositandosi come micro-gocce sulla superficie (la lente). Scalco88, no, non serve che sigilli la busta il giorno prima, basta che la chiudi subito prima di uscire. |
|
|
inviato il 13 Gennaio 2026 ore 9:55
usavi per caso filtri sull'ottica? io in subacquea ho il problema d'appannamento cronico della maschera (esistono maschere con vetro trattato anti appannamento, provata con scettismo e MAI una singola goccia si è formata!), e anche dell'oblo dello scafandro, ma qua è facile ovviare. metto pacchetti di silica gel in giro nello scafandro, perche l'aria interna, umida e calda, scendendo in acqua si raffredda con ponte termico sul vetro (scafandro in PC, quindi "plastica") e li si forma la condensa. Pensavo ai filtri perché potrebbero magari ricreare le stesse condizioni "a scafandro", nel senso che si intrappola un filo di aria (umida) tra lente e filtro, e poi la fotocamera sarebbe più calda dell'aria esterna e perciò il ponte termico sul vetro ti farebbe condensare esattamente li l'umidità dell'aria (sia tra filtro e lente sia fuori dal filtro). |
|
|
inviato il 13 Gennaio 2026 ore 10:22
Come è già stato detto, la condensa si forma quando la temperatura di un oggetto, in questo caso l'obiettivo, è inferiore alla temperatura di rugiada. È il vapore acqueo presente nell'aria a condensare, e più l'aria è calda più alta può essere la percentuale di acqua sotto forma di vapore. Il passaggio da caldo a freddo è meno critico ma può comunque formarsi condensa in particolari condizioni, ovvero aria con umidità relativa molto alta (prossima a saturazione), e temperature basse. Il principio fisico però è sempre lo stesso, se la temperatura dell'obiettivo scende sotto il punto di rugiada si forma condensa. È un fenomeno che conoscono molto bene gli astrofotografi, i quali per ovviare a questa criticità usano delle resistenze elettriche, chiamate fasce anticondensa, in grado di creare un delta termico in corrispondenza della lente frontale, e dunque un moto convettivo che evita la formazione di condensa. Nel caso della fotografia tradizionale ovviamente non è possibile usare questi sistemi. Gli unici accorgimenti sono quelli di tenere l'obiettivo nello zaino finché non si sia acclimatato, ed usare il paraluce. |
|
|
inviato il 13 Gennaio 2026 ore 13:06
Quindi ricapitolando in breve: 1- il mattino stesso poco prima di uscire all'esterno metto il tutto in busta ermetica e quindi dentro lo zaino. 2- esco con lo zaino quei 20 minuti circa prima di iniziare ad usare l'attrezzatura (magari tengo la cerniera dello zaino anche un pò aperta, correggimi se sbaglio Francesco). 3- come capisco che la mia r5+ 200-800 (ovviamente già montati) sono rimasti sufficientemente dentro la busta ermetica e quindi posso estrarre e usare senza rischio condensa su lente frontale ? |
|
|
inviato il 13 Gennaio 2026 ore 16:16
Mettere la busta nello zaino serve principalmente a proteggere l’attrezzatura; il suo effetto sulla temperatura è marginale. L’obiettivo è far sì che la lente raggiunga la temperatura dell’ambiente esterno e si stabilizzi, in modo che l’eventuale condensa sia minima o assente. Questo diventa rilevante solo quando l’aria è quasi satura di umidità (HR 95–100%), situazione in cui bastano pochi decimi di grado sotto la temperatura ambiente per innescare la condensa. Vetro e metallo esposti all’aria — e soprattutto al cielo — si raffreddano rapidamente per irraggiamento, potendo arrivare anche 2–3 °C sotto la temperatura dell’aria. Se il punto di rugiada è praticamente coincidente con la temperatura ambiente, mezzo grado è sufficiente per produrre condensa. Se la lente attraversa il punto di rugiada restando a contatto con aria umida, la condensa risulta massima perché il processo è prolungato e instabile, con micro-cicli di condensa, evaporazione parziale e ricondensa: è questo regime dinamico che porta a “bagnare” realmente l’attrezzatura. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 257000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |