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inviato il 14 Novembre 2025 ore 8:12
“ per quanto noioso r scialbo „ continuo a trovare certe affermazione molto opinabili |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 8:31
“ il ritratto con il tele risulta quasi sempre gradevole, per quanto noioso r scialbo „ Non comprendo molto questa osservazione non capendo come può una cosa gradevole essere anche noiosa e scialba. Faccio un esempio, rimanendo su Juza (metto questo esempio perché a me questo ritratto è piaciuto molto):
 www.juzaphoto.com/galleria.php?t=5007151&l=it E' gradevole? E' noioso e scialbo? E' tutte e tre le cose? Sottolineo che tele e mediotele non devono necessariamente essere usati a tutta apertura. Lo sa bene chi scatta in studio dove raramente apre il diaframma. E, se non erro, l'autore del post era interessato maggiormente ai ritratti in studio. Per come la vedo io, al di là dell'effetto particolare legato al GA nel ritratto, il suo uso è, non solo consigliato, ma anche spesso necessario, quando l'autore vuole includere altri elementi nello scatto, oltre al soggetto. Per questo, l'uso in studio, lo vedo molto come una cifra stilistica. Certo è molto comunicativo, perché distrae l'osservatore e crea qualcosa di disturbante (vedi le manone di Clinton e Putin). Quelle mani hanno un senso? Non sono mani di un manovale, quindi trovarsele così impattanti e vedere quelle testine così sminuite è disturbante, data la carica dei due soggetti ripresi. Diversamente se essi fossero stati Jury Chechi e Manolo. |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 8:50
farei un attimo una distinzione, se mi allontano per avere un'ambientazione e uso un grandangolo è un conto, un ritratto più stretto con l'uso del grandangolo è un'altra cosa per me Un esempio di Jane Wenger anche se non è propriamente un ritratto www.moma.org/collection/works/51441?artist_id=6311&page=1&sov_ |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 10:38
Sì, quel ritratto lo trovo gradevole e noioso. Non riesce a raccontarmi nulla di interessante sul ragazzo, a meno che non acquisti un significato in quanto parte di una serie o di un progetto. Ma questo anche perché manca la relazione a monte con il soggetto ritratto, che invece esiste (o abbiamo l'illusione che esista) nel caso di ritratti di persone note. Oppure di ritratti dei quali conosciamo il contesto, come questo sempre di Platon
 che è una ragazza congolese che ha subito una violenza sessuale nell'ambito dei conflitti che funestano quel paese, e ha in braccio il figlio nato da quella violenza. “ Per questo, l'uso in studio, lo vedo molto come una cifra stilistica. Certo è molto comunicativo, perché distrae l'osservatore e crea qualcosa di disturbante „ Disturbante? Credo che la fotografia debba essere disturbante , almeno nel senso che sembri intendere qui. Deve mostrarmi la realtà in modo diverso da quello al quale sono abituato, e in questo modo raccontarmi una storia non ancora sentita o mostrarmi un punto di vista inedito. Pensa a ritrarre uno sportivo in modo che la testa sia sproprozionatamente grande rispetto al corpo, ad esempio. O un intellettuale con le proporzioni invertite, come per Kissinger
 Platon usa il grandangolo in studio e gli unici elementi sono parti del corpo della persona ritratta. Lo trovi un espediente? O piuttosto un modo diverso di raccontare quella persona? |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 10:48
sono tutti espedienti del fotografo per arrivare alla sua foto, lo è il tele come il grandangolo non c'è nessuna differenza concettuale, come lo sono la scelta dello sfondo neutro oppure no |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 11:20
La definizione di espediente secondo il vocabolario Treccani è "Qualsiasi atto e mezzo che torni utile, in determinati momenti, a togliere un ostacolo, a superare una situazione imbarazzante, a vincere una difficoltà." Io parlerei di strumenti e tecniche. Quello che volevo sostenere è che è più facile utilizzare il teleobiettivo per ottenere i risultati tipici e intenzionali di quello strumento (come l'assenza di 'distorsione' dei tratti del volto e la limitata profondità di campo) che utilizzare il grandangolo per ottenere risultati che per quello strumento sono normalmente considerati problematici, come il rapporto 'innaturale' tra oggetti vicini e lontani. |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 11:30
Per me invece il ga è più “ruffianesco”, soprattutto quando spinto. Bene o male ottieni un effetto “wow” che può anche non piacere ma è immediato e che “vuole distinguersi “ dai soliti ritratti omologati con tele/mediotele. Più difficile invece ottenere risultati “naturali”, e questo però è l'uso che preferisco. |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 11:32
Espediente per me ci sta. Voglio arrivare a una rappresentazione devo scegliere qualcosa che mi ci permetta di arrivare. Se preferisci usare la parola tecnica va bene, non cambia il succo teleobiettivo, grandangolo, focale aperta o chiusa, sfondo neutro o no sono tutte scelte per arrivare a un'obiettivo E' indubbiamente più semplice il teleobiettivo su un ritratto stretto e da meno problemi, ma resta una scelta che a volte funzione altre resta un modo per fare una foto più di impatto. E ha senso perchè la parte estetica di una fotografia non si può non considerare, ma è una scelta come quella di mettere degli specifici colori di sfondo o scegliere il mosso come roversi:
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 11:34
“ Più difficile invece ottenere risultati “naturali”, e questo però è l'uso che preferisco. „ Io invece non riesco ad apprezzare le foto che riproducono la realtà in modo "naturale", se con questo intendi il modo con il quale usualmente la vedrei. |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 11:36
@Matteo Sì, sul concetto di fondo siamo d'accordo. |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 11:44
“Io invece non riesco ad apprezzare le foto che riproducono la realtà in modo "naturale", se con questo intendi il modo con il quale usualmente la vedrei.” ********** Le foto di schoeller che hai postato trovo siano naturalissime. |
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inviato il 14 Novembre 2025 ore 17:33
Seguo |
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inviato il 15 Novembre 2025 ore 13:08
“ Le trovo affermazioni molto molto opinabili „ @MatteoGroppi, se ti riferisci alle mie, te ne do atto, sono affermazioni piuttosto impulsive legate in parte ad un avversione incontrollata al teleobiettivo. Di ritratti in generale (foto con figura umana) ne capisco poco, è un genere fotografico che non mi attira per niente, ma sono molto colpito dall' uso del grandangolo nel grande schermo. In fotografia, andrebbe distinto sempre l' uso che se ne vuole fare, trovo innegabile da parte del fruitore il coinvolgimento con il soggetto che restituisce la focale più corta, trovo tutto più reale e coinvolgente.

 www.alessiomattei.it/2019/06/linfluenza-della-lunghezza-focale-nella.h “ In molti casi il grandangolo un espediente per fare la foto che colpisce ma solo un espediente tecnico. „ Per me no, ritengo un espediente tecnico la posa, la luce, lo sfondo, il fondale, la PDC, lo sfocato, il mosso e tutte le altre variabili che contribuiscono a personalizzare lo scatto con il mood del fotografo, ma la scelta della focale mi sembra più un aspetto legato al linguaggio comunicativo che si vuole presentare (come la scelta Colore/BN), è determinante nell' interazione con il soggetto e a quanto permette di avvicinarsi per ottenere quella complicità, intimità, fiducia spesso essenziale nella riuscita della foto se si vuole coinvolgere il fruitore. Se si vuole comunicare distanza, distacco oppure indifferenza (nel senso di meno familiare, reale), allora il teleobiettivo è forse più adatto allo scopo. |
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inviato il 15 Novembre 2025 ore 13:17
Anche le altre, isolare e sfocare o ambientare raccontano cose molto diverse, l'uso del colore e certi accostamenti portano a un certo tipo di reazione, scegliere il BN porta in un'altra direzione. Sono tutti modi di raccontare e sono tutte scelte e il teleobiettivo non comunica né distanza né distacco come il grandangolo non comunica vicinanza. Dipende dalla costruzione dello scatto, stai facendo un discorso molto semplicistico che per me evidenzia la tua poca conoscenza del genere |
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