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La mia intenzione è non dimenticare la fotografia come l'ho conosciuta quando avevo 15 anni. Ora ne ho 52 e la fotografia digitale mi piace, ma ne vedo anche i limiti. Che sono dovuti a mio avviso, alla ricerca della perfezione attraverso anche una miriade di scatti che si possono fare perché sono "gratis". Voglio ogni tanto fare scatti imperfettoi con la vecchia Vito B nel nonno o la mia Pentax di quando ero in ragazzetto e avere l'emozione dell' attesa di vedere il risultato. Puro romanticismo (o rincoglionimento se volete)!
Se uno apre un thread contrapponendo la stampa fotografica alla scansione del negativo, ne deduco che si tratti di un argomento tecnico. In tal caso è evidente che il passaggio dalla pellicola al digitale a metà processo, provochi dei danni alla qualità del risultato finale, danni riducibili usando bene uno scanner costoso, ma comunque ineliminabili. Quindi, da un punto di vista strettamente tecnico, direi OK per la scansione dei vecchi archivi, mentre per il nuovo resterei nell'ambito dello stesso dominio: analogico (pellicola) o digitale (sensore), evitando passaggi dal primo al secondo. Se invece entriamo nel campo delle sensazioni, bisogna dire che al cuore non si comanda, ma non serve aprirci sopra discussioni. Resto comunque del parere che le "emozioni" più forti si provino vedendo l'immagine che si forma nella bacinella alla tenue luce della lampada giallo verde ... per poi vederla annerire completamente perché abbiamo toppato l'esposizione
“ La mia intenzione è non dimenticare la fotografia come l'ho conosciuta quando avevo 15 anni. „
E io ti capisco benissimo essendo anche meno giovane di te.
A me la contaminazione analogico/digitale piace, e mi sento di consigliartela visto che è questo il tema del thread; mi consente di avere il "meglio" dai due mondi: scattare con mezzi semplici, due ghiere e via, e personalizzarsi il risultato al computer. Senza questa possibilità non avrei ricomprato una reflex a pellicola. Ho ovviamente anche una macchina digitale e dovessi scegliere di tenerne una sola sceglierei quest'ultima. Ma siccome posso tenerle entrambe...
“ “ E aggiungo che anche a Hollywood girano su pellicola e poi scansionano" „
Ma pensa che invece in Italia esistono pochissime sale dove proiettano ancora in pellicola e anche 70mm. Ci vado sempre quando ci sono film di un certo spessore ed è anche un problema trovare i posti a volte.
Per il telecine era una cosa degli anni 80/90 adesso girano con tutto anche con gli iPhone e usano DaVinci Resolve. Oggi girare in pellicola e poi in telecine per andare nelle sale non trovi un produttore che butta soldi, oltre che costare girare in pellicola poi c' il telecine da fare e tutta la post produzione che ne consegue.
Oggi comanda il denaro e comunque è un'assurdità anche per i corto.
PS: Nolan gira spesso in 70mm e vado a Melzo a vedere i sui film tipo Tenet Interstellar Oppenheimer ma una mosca bianca e poi quello che si vede e si sente dopo la il telecine è una ciabatta rispetto a una scarpa di Musto.
Buon giorno Ho visto solo ora la discussione e mi sembra che ci si è dimenticati di un altro metodo di sviluppo. Il cibacrome da diapositive a stampa. Si usavano dei tamburi in plastica appositi per avere copie a colori che “suonavano “ non proprio una carta normale. Era molto più facile gestire le temperature di sviluppo e le dominanti. I bagni erano tre sviluppo sbianca e fissaggio. Qualcuno lo ricorda?
Pellicola e Digitale sono due cose diverse ed anche profondamente, oggi se si vuole avere un risultato che è pari a quello che era 40 anni fa si deve scattare solo in dia e poi proiettare, (oppure stampare da negativo direttamente su carta fotografica) il resto per i risultati è solo convinzione, ma la realtà è un'altra. ********************************************
Sottoscrivo ogni parola caro Ivano, e da diapositivista ultraquarantennale continuo a stupirmi del fatto che oggi, ancora più di ieri, la diapositiva non la conosca nessuno nonostante il fatto che, mille volte più di ieri, essa rappresenti l'unico modo per avere una fotografia, chimica, di qualità.
@PaoloMcmlx tu continui con la velvia50 io scattavo in Kodachrome, due visioni diverse io ero chiaramente nel mondo dell'editoria, tu nel mondo della fotografia più orientale nella ricerca dei verdi e dei rossi particolari cosa che in pochi sapevano fare, oggi forse sei l'unico.
Però la pelle abbronzata all'alba con il Kodachrome lo vedo ancora oggi e arrivarci in digitale manca la materia, anche nella densità più spinta.
Però la pelle abbronzata all'alba con il Kodachrome lo vedo ancora oggi e arrivarci in digitale manca la materia, anche nella densità più spinta. ********************************************
Verissimo Ivano, ma densità per densità il Nero della Velvia (50) non ha rivali
“ Desidero riprendere a fotografare su pellicola. A colori di solito si fa stampare il negativo su carta fotografica con processo fotografico o si fa scannnerizzare il negativo per post produrre su PC (e poi stampare... „
Secondo me fotografare con la pellicola e successivamente scannerizzare il negativo non ha alcun senso logico. Se torni a usare la pellicola per la stampa devi poi usare l'ingranditore altrimenti spendi soltanto di più per avere un risultato inferiore alla fotografia tutta in digitale.
Desidero riprendere a fotografare su pellicola. A colori di solito si fa stampare il negativo su carta fotografica con processo fotografico o si fa scannnerizzare il negativo per post produrre su PC (e poi stampare..)
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Da qualche mese ho ri-iniziato a scattare a pellicola con una 6x6, al 99% bn. Non mi sono ancora preoccupato per la stampa sotto a ingranditore, vedremo quando avrò mooolto più materiale. Inizialmente se vuoi il mio consiglio inizia e scatta, schedula a dovere e fotografa o scannerizza i negativi per avere un idea di cosa ha fatto, basta uno scanner economico o una fotocamera con un obiettivo macro.
Ecco qualche risultato di un negativo bn fotografato:
“ Verissimo Ivano, ma densità per densità il Nero della Velvia (50) non ha rivali „
@PaoloMcmlx verissimo quello che dici, poi in editoria i neri si riempivano già per fatti loro e in stampa avere un pastone di colori non andava bene non asciugava bene e si attaccavano i fogli causando controstampe si doveva esagerare con l'antiscartino e poi alla fine era un pastrocchio. Poi anche come supporto la velvia era più resistente per proiezione, Kodak era più da scansione per stampa in CYMK.
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