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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 7:36
Un "problema" delle auto elettriche, pare sia dato dal freddo intenso. Giusto la settimana scorsa (passata tutta a-30) ho visto un servizio al tg (Yle uutiset) in cui si spiegava il perche' le macchine elettriche, alle basse temperature, riducano drasticamente l'autonomia dichiarata , da poco piu' di un terzo ad un massimo della meta' (basti pensare al consumo per riscaldare l'abitacolo) e si raccomandava, per questo, di programmare adeguatamente soste e tempi di ricarica. Personalmente, da roulottista, sarei curioso di sapere in che percentuale influisca una roulotte a traino, sull'autonomia di un mezzo elettrico. |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 8:03
Personalmente , non sono affatto convinto , opinione mia personalissima come sempre , dell'equivalenza : auto elettrica = progresso e questo per l'eccessivo numero di variabili in gioco e per le caratteristiche oggettive del sistema e mi spiego . A mio modesto parere , un "progresso" di qualsiasi tipo deve soddisfare due requisiti , necessari e sufficienti , per essere tale e cioè migliorare e semplificarci (in senso il più lato possibile) la vita ed essere economicamente vantaggioso. Restando nell'àmbito che ci compete , non è stato necessario imporre per legge la fotografia digitale : con tutta l'ammirazione e il rispetto per chi utilizza ancora la pellicola , il digitale si è imposto per aver rispettato le due condizioni di cui sopra e ha proposto , con successo , un sistema di cui è inutile ricordare i vantaggi . Nell'àmbito dell'automotive , la mobilità elettrica non risponde ad alcuna delle condizioni citate ne' tantomeno ad una esigenza del consumatore : le auto costano ancora troppo per essere appetibili , l'autonomia , a meno di spendere cifre realmente importanti , è ancora insufficiente e , per contro , i tempi di ricarica sono eccessivi e le ricariche stesse (se non "autogestite" ma qui subentrano altre problematiche) non particolarmente economiche e , nel nostro Paese almeno , le infrastrutture necessarie sono assolutamente insufficienti , e al momento (e chissà per quanto) la produzione di energia elettrica è parimenti insufficiente per il rifornimento di un parco circolante totalmente o quasi totalmente elettrico ; non si dimentichino poi i casi di autocombustione delle batterie per auto a trazione elettrica , oltretutto difficilissime da estinguere . Al contrario , il motore endotermico è affidabile , soprattutto in condizioni ambientali difficili (si pensi ai mezzi che devono operare in zone alluvionate, disastrate , terremotate , dove è semplice far arrivare qualche tanica di gasolio ma ben più difficile garantire un adeguato rifornimento di energia elettrica) relativamente economico e rapido nel rifornimento e , con l'utilizzo di gpl , metano e la ricerca su carburanti via via più ecosostenibili , sempre meno inquinante . Può darsi che in futuro la situazione per quanto riguarda la trazione elettrica possa migliorare ma temo , sempre opinione mia naturalmente , che vi siano limiti tecnologici e meramente fisici oltre che economici , che più di tanto non potranno essere superati . Ciò che contesto e che mi insospettisce è l'imposizione in tal senso : in buona sostanza , se la mobilità elettrica riuscirà ad imporsi , benissimo , ma dovrà farlo per i suoi meriti e non per legge . |
user198779
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 9:40
Hai detto bene " imposizione" può essere anche un " vantaggio" la mobilità elettrica sono i modi che non mi stanno bene. |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 13:09
nel 2023 solo il 4,2% delle auto acquistate in Italia sono state elettriche, non capisco dove stia l'imposizione (aggiungo: magari le avessero imposte) visto che continuiamo, per il 95,8%, a vendere una tecnologia vecchia di 170 anni, il motore a scoppio aggiungo anche che il paese europeo (la Norvegia) dove si vendono più auto elettriche (oltre il 79% delle immatricolazioni nel 2022) non aderisce alla ue e all'euro. e lì fa pure un freddo boia. dite che glie le ha “imposte” l'Europa? o semplicemente è un paese senza la presenza di un'oligarchia industriale automobilistica, compromessa con nazismi o fascismi (gli Agnelli sfilavano in camicia nera) e che poi ha vissuto di sussidi pubblici dal dopoguerra ad oggi? chiedo per un amico |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 13:27
Superfluo ricordare che l "imposizione" parte dal 2035 ... sempreché nel frattempo , non cambi qualcosa , come immagino e mi auguro . Secondariamente , va da sé che ognuno e in ogni Paese può comprare ciò che vuole se ritiene che un determinato articolo risponde alle proprie esigenze (sarebbe interessante sapere anche quanto costa la ricarica di un'auto nelle colonnine pubbliche in Norvegia , quanto incida sullo stipendio medio l'acquisto di un'auto elettrica , quale sia la presenza di colonnine di ricarica e soprattutto la percentuale delle macchine ricoverate in box , una delle condizioni principe per poter ricaricare l'auto nottetempo , tutti dati essenziali e non forniti ) l'importante è che sia una libera scelta . EDIT : leggo ora il link postato da Giordano da cui si evince chiaramente la monumentale differenza di reddito tra il cittadino norvegese e quello italiano , dato significativo per determinare la disponibilità di denaro da destinare all'acquisto di un'auto elettrica , al netto di eventuali agevolazioni da parte dello stato. |
user198779
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 13:32
Prendere ad esempio i soliti paesi non ha senso Norvegia, Svizzera e Company quella non è la realtà. Si ce lo stanno imponendo oppure forse meglio dire ti costringono. Le oligarchie sono cambiate ogni epoca a le sue . |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 13:49
ma "ti costringono" chi? (io ho un'auto del 2000, ad avere i soldi comprerei un'elettrica di corsa, ora stanno calando i prezzi) le auto con motore a scoppio (teconologia de4l 1853) costano oggi come oggi una follia e non posso permettermele (neppure usate) |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 13:51
C'è qualche ripensamento “ Hertz prevede di vendere un terzo della sua flotta di auto elettriche e tornare a investire nelle vetture tradizionali in seguito alla domanda debole e agli alti costi di riparazione per le batterie. La vendita di 20 mila è iniziata lo scorso mese e continuerà nel corso del 2024. Il cambio di rotta di Hertz, che nel 2021 aveva annunciato di voler acquistare 100 mila Tesla, riflette il rallentamento della domanda di auto elettriche negli Stati Uniti. „ www.corriere.it/economia/aziende/24_gennaio_11/hertz-vende-20-mila-aut |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 14:01
Dop il cop28 che si è tenuto nel golfo, le petrotirannie hanno messo uno stop chiaro all'elettrico, il ripensamento ci sarà eccome. |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 14:31
“ ma "ti costringono" chi? „ Ad esempio Sala, il padrone di Milano. |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 14:33
Va bè dai, solito delirio, ciao |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 14:56
“ le petrotirannie hanno messo uno stop chiaro all'elettrico „ Quello che limita oggi la diffusione di auto elettriche sono solo ed esclusivamente le limitazioni e i costi di questo tipo di tecnologia. In italia vendono solo il 4% di auto elettriche semplicemente perchè il restante 96% non le vuole o non può prenderle. in norvegia, paese ricchissimo dallo sfruttamento di giacimenti di prodotti fossili, hanno dato incentivi molto pesanti per il passaggio all'elettrico e oggi arriva ad avere il 20% di auto elettriche circolanti. Come dire che 4 su 5 sono comunque ancora a combustione. Tra l'altro, www.theguardian.com/environment/2022/jun/03/car-tyres-produce-more-par ossia, le auto elettriche producono particolato 1000 (mille) volte superiore a quello emesso da un'auto a combustione, per il maggior consumo di pneumatici. Infatti, nonostante il continuo associare motori a PM10, da ANNI si sa che il particolato presente nell'aria deriva solo in parte dal traffico veicolare e di questa parte quella derivante dalla combustione è solo una piccola frazione. E a quanto pare da questo articolo, con solo un misero e ridicolo 20% di auto elettriche, in norvegia hanno già rilevato aumenti delle PM nelle città. www.ilpost.it/2023/05/10/auto-elettriche-norvegia/ Notare la formulazione della frase "Una maggiore diffusione di veicoli elettrici ha quindi migliorato la qualità dell'aria della capitale, ma con un effetto collaterale: presenta livelli sopra la norma di microparticelle generate in parte dall'abrasione tra pneumatici e asfalto, che è più forte nel caso dei veicoli elettrici perché più pesanti." Cioè, l'aumento di uno degli inquinanti più pericolosi per la salute umana è un "effetto collaterale", ma in generale viene considerata "migliore" la qualità dell'aria. Ma questa fa parte di quelle verità che è bene non evidenziare troppo... |
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inviato il 16 Gennaio 2024 ore 16:15
Scusa, non riesco a trovare questa affermazione nell'articolo. Dove e' esattamente? |
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