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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:07
Matteo, a proposito di ambiguità e interpretazione, se hai voglia dai un'occhiata alla mia ultima foto e dimmi che ne pensi :) |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:08
Vediamo se capisco,lei vorrebbe fare una festa a bere con tanti invitati ma lei é sola e triste e aspetta e finge una sua scena? |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:13
Credo che puoi impegnarti di più |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:20
La fragilità dell'io , un percorso di vita tortuoso irto di situazioni delicate e poco controllabili, l'immobilità nell'affrontare questi frangenti che porta ad un blocco psicologico. Depressione , nichilismo, negatività. Almeno , così l'ho letta. |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:24
Ed é più o meno così che l'autore me l'ha raccontata, il bicchiere di vino non é scelto a caso, ma legato a questa sensazione di immobilità e depressione. La foto é fatta durante look down |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:41
Vedi Matteo?se io so che scattata durante il COVID é molto piú facile capire |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:42
Ma lui non te lo vuole dire devi leggerla e dare il tuo di significato Poi io lo so perché ci ho parlato |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:46
Ovvio che la foto dovrà contenere tutti gli elementi per essere guidati e é fatta con un idea molto chiara non fa cose strane e si aspetta che gli altri gli trovino il senso |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:53
Io fantasticando ho pensato che gli é morto il marito vecchio e ricco e brindava di nascosto con la mente |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 17:58
La disposizione dei bicchieri mi ha regalato la sensazione di un dipinto alla Magritte.. Non mi picchiate adesso per ciò che ho scritto.. |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 18:40
Ma perché bisogna indovinare?se il fotografo lo chiamava COVID sarebbe stata una bellissima rappresentazione .Picasso ha chiamato il suo quadro Guernica e se vai a vedere su internet si scopre che é un paese bombardato completamente e se guardi il quadro lo apprezzi di piú secondo me |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 18:45
Perché evidentemente non voleva restringere in modo semplicistico il range di lettura della foto. C'è troppa abitudine ad associare certe foto a generiche situazioni sociali che in realtà possono andare ben più in profondità, umanamente parlando. |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 18:57
c'è anche una drammatica realta'. Il linguaggio si è impoverito. qualsiasi tipo di linguaggio. Diciamola tutta : siamo stati bombardati da 40 anni dal piu' grande comunicatore del mondo ( la televisione ), con programmi, film , dibattiti che il primo scopo era che non ci facessero pensare, che ci facessero svagare. Il risultato drammatico è che, mentre prima la fotografia era divisa in due sezioni : foto da viaggio o ai famigliari, e foto dei cosiddetti "artisti", ora con la diffusione del mezzo tutti hanno la pretesa di essere fotografi e tutti hanno la pretesa di dire la loro. Questo ha ovviamente creato una societa' (fotografica) dove il pensiero non esiste, dove l'esibizionismo ha trionfato senza nessuna base culturale, dove la foto artistica viene giudicata senza nessun approfondimento. Come se io, che non ho nessuna conoscenza di musica classica, dessi dei giudizi negativi su un brano di Bach, perché lo sento su i-classic. Tutti adesso si sentono quasi in dovere di giudicare. Peccato che spesso, per non dire quasi sempre, manchino le basi. per fare un esempio concreto :
 Se uno è stato abituato per anni a giudicare belle le foto dei tramonti e dei gattini, come fa a piacergli questa foto, triste, desolante, malinconica? Se uno è abituato a paesaggi lussureggianti con colori sgargianti, come puo' capire questa foto se non ha le basi?
 Si chiama studio, cultura. Se non studi rimani ai tramonti. |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 19:00
Se lo chiamava COVID ti avrebbe portato fuori strada perché é una foto sulla depressione e i suoi effetti |
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inviato il 08 Novembre 2023 ore 19:10
Sì Last ma c'è anche una componente di tipo "caratteriale" che si incontra con la formazione culturale. Poi vai a sapere dove finisce la sensibilità ed inizia la "scansione" analitica del pensiero. Purtroppo non tutti hanno dei richiami che spingono a nutrirsi di qualcosa piuttosto che di qualcos'altro. Chiaramente ridurre tutto al semplice studio rischia di rimanere un vezzo enciclopedico basato solo sulla storia. Se uno certe cose non le "sente", si può informare quanto vuole ma difficilmente ci entrerà in risonanza. |
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