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Cambiare in meglio il proprio carattere


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avatarsenior
inviato il 23 Settembre 2023 ore 13:09    

Mah, se nel corso della vita non sei migliorato almeno un pochino come carattere, che sei stato al mondo a fare?


Mai detto di non essere migliorato. Comunque ci sono anche persone che peggiorano,te lo assicuro.

avatarsenior
inviato il 23 Settembre 2023 ore 13:39    

Sì, è possibile. Per me il cambiamento (spero in meglio) è stata questione di sopravvivenza. Da piccolo e da ragazzo non ero per niente una persona "people oriented", tutt'altro. Ero introverso e mi piaceva stare per conto mio a dedicarmi alle cose che mi piacevano (musica, lettura...). Poi com'è come non è mi sono ritrovato a fare l'insegnante, e sfortunatamente soffro di quella particolare forma di nevrosi che impedisce di rubare lo stipendio fregandosene di tutto il resto: se mi pagano per fare qualcosa devo, nei limiti del possibile, arrivare a qualche risultato. E siccome nell'insegnamento lavori con delle persone, devi per forza capire come si fa ad averci a che fare in modo costruttivo. E a quel punto o impari a nuotare o anneghi... non nuoto tutt'ora molto bene, ma almeno non vado a fondo.Penso di essere cambiato parecchio tra i 20 e i 50 anni. E ancora dovrò cambiare, perchè adesso devo prepararmi ed adattarmi a gestire i problemi della vecchiaia, se vorrò averne una.
Dal mio punto di vista i cambiamenti sono stati positivi: mi hanno permesso di sopravvivere. Dal punto di vista di quelli che devono aver a che fare con me... Boh? Che importa?

avatarjunior
inviato il 23 Settembre 2023 ore 14:00    

Quello che può apparire "peggio" dal tuo punto di vista può ,magari, essere "meglio" per il diretto interessato.
Tutto sta a valutare quanto di quel meglio o peggio puoi, o sei in grado , di sopportare.
Giustamente ti è stato consigliato di provare ad immaginarti nei panni dell'altro.
Ma ciò non significa necessariamente adeguarti per forza.
Valuta e decidi di conseguenza.

L'unico parere che posso esprimere è che "non vale mai la pena annientarsi per qualcun'altro".Chiunque esso sia. Equivale solo a morire prima del tempo. Otterrai solo delusione e tristezza. E tanta rabbia repressa.

Non sarà mai uno scambio equo.


avatarsenior
inviato il 23 Settembre 2023 ore 14:17    

In realtà capire meglio gli altri serve non solo per aiutarli, ma per aiutare anche sé stessi. Se i rapporti con una o più persone vanno via più tranquilli perchè hai capito il loro punto di vista e il loro modo di stare al mondo e cerchi di non pestare i calli a nessuno ovviamente poi stai meglio anche tu, se con queste persona devi averci per forza a che fare. Sempre rimanendo nei limiti detti da Astro: non puoi rovinarti per compiacere qualcuno, ma quelle piccole concessioni che non costano nulla, o costano poco, farle, una volta capite quali sono, certamente aiuta. E se la tua capacità di capire gli altri ti porta a concludere che con alcuni non potrai mai convivere serenamente, anche quella è una chiarezza benedetta: se non ci puoi convivere cambia aria, o riduci le frequentazioni al minimo. Insomma capire gli altri è sempre utile, basta che "capire" non diventi "subire".

avatarsupporter
inviato il 23 Settembre 2023 ore 14:19    

Io ho dovuto fare un lavoro su me stesso davvero forte perché ho, come dice giustamente qualcuno, un temperamento piuttosto forte ed impulsivo.

Con mio padre dai 14 anni è iniziata una vera guerra, tanto più dura in quanto era in assoluto la persona che stimavo di più in assoluto. E quando a darti addosso è uno che non stimi, te ne freghi, in caso contrario ci stai male.

Ho reagito cercando di rendermi totalmente indipendente fin da giovanissimo. Un giorno mia zia materna che è quasi coetanea mi disse una cosa illuminante: devi imparare a perdonarlo.

Ci ragionai sopra per settimane e cercai di *guardare* mio padre non con gli occhi del figlio che, comunque, guardava il padre con gli occhi del mito. Ma cercando di comprendere il perché di alcuni suoi comportamenti e alla fine ne ho trovato una sorta di giustificazione. Trovavo sempre che su certi giudizi sbagliasse, e alcune sue critiche mi facevano sempre male ... ma sapevo perdonarlo, specie prendendolo a piccole dosi.

Non cambiò mai fino all'ultimo, ma cambiai io.

Se posso mi permetto di consigliarti delle letture.
Per primo il testo della Sclavi Arte di ascoltare e mondi possibili (vado a memoria, se non lo trovi dimmelo che te lo cerco)
Poi ti consiglio di leggere Seneca, tutto, non sbagli mai.

Io fui avvantaggiato con le letture di filosofia perché ero al liceo quando cominciai questo percorso di crescita personale. Però la filosofia mi ha aiutato moltissimo. I socratici, i sofisti ed il loro relativismo. Seneca, ma soprattutto KANT ....

È un viaggio che non finisce mai quello per il raggiungimento dell'illuminazione...

avatarsenior
inviato il 23 Settembre 2023 ore 14:27    

Piu che altro, nel corso di una negoziazione (preche' a quello si riduce il conflitto tra padre e figlio), il capire ed individuare obiettivi e necessita' dell'altro permette di trovare punti di comune interesse su cui fare leva per indirizzare o ostacolare la deriva dell'altro. Insomma, la vita non e' mai un pari e dispari. E' sempre un lungo lavoro di cesello in cui, a piccoli colpi, porti avanti le cose.

Non bisogna dimenticare comunque mai il detto africano: i figli si fanno i denti sulle ossa dei genitori.

E' meglio che imparino a gestire un eventuale conflitto con un genitore che con un estraneo.
Ed e' compito di un genitore gestire il conflitto (e qualche volta anche perderlo) dando pero' un esempio e una lezione di comportamento.

Voglio dire.. nel caso dei figli, il lavoro principale e' quello di renderli persone equilibrate ed in grado di affrontare correttamente la vita. Non importa se ogni tanto si perde una guerra.. o se la si vince. Importa il perche' e come lo si fa.

avatarsupporter
inviato il 23 Settembre 2023 ore 14:34    

Essere padre è un mestiere difficile, come ci insegna Lacan...

avatarsenior
inviato il 23 Settembre 2023 ore 15:51    

Io ho fatto un percorso inverso: da giovane ero disponibile, pronto a collaborare disinteressatamente, dando sempre fiducia agli altri fino a prova contraria. Poche volte sono stato ricambiato.
Oggi, sulla soglia della settantina, sono divenuto più distaccato e sospettoso verso gli altri e più attento a me stesso.

Proprio in questo periodo, dopo tanto tempo, sto riversando le vecchie cassette con i filmati dei miei figli da piccoli: mi commuovono certo, ma mi stupisco di quanta pazienza mostravo di avere a quel tempo...


avatarsenior
inviato il 23 Settembre 2023 ore 21:02    

Grazie per i vostri contributi

Per primo il testo della Sclavi Arte di ascoltare e mondi possibili (vado a memoria, se non lo trovi dimmelo che te lo cerco)
Poi ti consiglio di leggere Seneca, tutto, non sbagli mai.


Grazie,lo leggerò senz'altro

avatarsenior
inviato il 24 Settembre 2023 ore 7:04    

Credo di somigliare ad Hardi:

"Io ho fatto un percorso inverso: da giovane ero disponibile, pronto a collaborare disinteressatamente, dando sempre fiducia agli altri fino a prova contraria. Poche volte sono stato ricambiato.
Oggi, sulla soglia della settantina, sono divenuto più distaccato e sospettoso verso gli altri e più attento a me stesso"

Con i parenti ho pochi problemi. Stanno a debita distanza... ;-)
È l'unico modo.

avatarsupporter
inviato il 24 Settembre 2023 ore 8:38    

Però, a mio parere, non è un bel modo di invecchiare....

avatarsenior
inviato il 24 Settembre 2023 ore 8:39    

prova questo metodo che, io, uso fin da piccolo : di sempre "si" - "va bene" - "ok, lo farò".... poi, ovviamente, fai solo quel che azzo ti pare. MrGreen

è un buon sistema per togliersi dalle scatole la rottura del momento. si finisce subito di discutere.....

poi, ovviamente, ci sarà da parlare dopo ma basta buttarsi sul "cavolo, mi son dimenticato, ho impegni ma lo faccio appena posso..."...e dare sempre ragione al nostro dirimpettaio, sempre (poi farsi i cazzi propri, fondamentale per non avere pressioni interne).

dopo un po', la maggior parte delle persone, smette di rompere i maroni, anche i parenti più asfissianti.MrGreen

avatarsupporter
inviato il 24 Settembre 2023 ore 8:44    

Anche questo non mi sembra un consiglio che va nella direzione richiesta dall'autore.

Fottersene della relazione col prossimo non è un miglioramento. Si può fare ma ha conseguenze piuttosto rilevanti. Va bene fino a che si pensa che non si avrà mai bisogno degli altri. Ma quando quel momento arriverà sarà normale essere ripagati con la stessa moneta.

Vedo un alto tasso di misantropia, ed anche un po' di supponenza, negli ultimi commentiMrGreen

avatarsenior
inviato il 24 Settembre 2023 ore 9:20    

Alexbrown: effettivamente se tu facessi così con me finiresti sfanculato in tempo zero, e così non avresti più nessun problema dalla mia frequentazione. Però ti converrebbe non aver mai, in nessun modo, in nessuna forma, bisogno di me. E lì bisogna vedere: a volte portare a zero i rapporti con una persona può essere conveniente, altre volte no, e sulla valutazione che si fa di questo si possono avere delle spiacevoli sorprese... MrGreen

avatarsenior
inviato il 24 Settembre 2023 ore 11:11    

Il succo del topic è appunto migliorare il proprio carattere. Anche di fronte a persone che creano problemi il giusto approccio e anche la giusta maniera di vivere la cosa aiuta molto. Prendersela troppo e rodersi l'anima fa solo male. Invece dire di si e poi farsi i fatti propri è una presa per il culo, può andare bene in alcuni frangenti mentre in altri è solo controproducente oltre che essere inutile nella crescita personale, perché implica che quello che penso o che voglio io sia più importante di ogni altra cosa. Può funzionare con il vicino di casa che si lamenta di una cosa assurda ma con un famigliare stretto significa solo mettere le cose sotto al tappeto, prima o poi saltano fuori tutte

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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