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inviato il 08 Settembre 2023 ore 16:55
@Goldrake “ Quoto tutto „ Quindi come dici tu, tutti i grandi fotografi ci hanno imbrogliato? dobbiamo riscrivere tutto sulla fotografia. |
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inviato il 08 Settembre 2023 ore 17:17
Saranno dei troll,dai |
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inviato il 08 Settembre 2023 ore 17:23
“ Quindi come dici tu, tutti i grandi fotografi ci hanno imbrogliato? dobbiamo riscrivere tutto sulla fotografia. „ No, dico solo che se a te piace la usi, punto tutte le tecniche sono legali, se a te il risultato finale ti gusta è ok, quello che pensano gli altri, pace, perchè uno deve sentirsi di imbrogliare. |
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inviato il 08 Settembre 2023 ore 17:45
@AleZ Grazie per il link. Intervista molto interessante. Cito solo due parti che mi hanno colpito. “ La luce del sole è rossa al tramonto, rispetto a ciò che lo standard industriale e fisico definisce, quindi aggiunge una dominante cromatica rossa agli oggetti rappresentati. Di conseguenza, un vestito bianco diventa rosso....Nel caso in cui decido di lasciare la dominante rossa, perché mi piace, ma faccio diventare il vestito bianco (numericamente bianco), sto alterando alcuni rapporti e quindi producendo un'immagine irreale, che nessun percezione visiva restituirebbe nella realtà...... Se sfoco l'intera foto è leale, se sfoco solo un elemento per farlo notare meno è pericoloso. „ Si parla di foto-giornalismo quindi una pratica che deve imporsi dei vincoli su cosa è "accettabile" venga fatto in post, vincoli che emergono chiaramente nell'intervista. Mi piace molto come approccio "etico" alla post-produzione però mi viene il dubbio che rimuovere le imperfezioni da un volto non sia proprio aderente a questo principio. Come modificare le luci/ombre in un paesaggio aggiungendo/togliendo alla bisogna. “ L'importante è non lasciarsi dominare dalle macchine. Esiste il giusto tempo per ogni cosa. Scattare le foto per mezza giornata e poi passare un mese a post-produrle non va bene. „ Su questo sono perfettamente d'accordo, anche se per me i tempi sono proprio quelli (anche per manifesta incapacità nell'essere più veloce). @Giulia73 “ Anche i centometristi ai allenano una vita per una prestazione da una decina di secondi. Non c'è una proporzione giusta di una o dell'altra fase, preparazione, scatto e post-produzione o sviluppo sono solo fasi dello stesso processo creativo. L'importante è il risultato e l'emozione che questo comunica „ Per rimanere nella metafora, a me sembra come se si debbano correre i 100m in meno di 10s (e quindi devi allenarti anni per arrivarci: studio composizione/luci/posa ecc. e scatto) poi però la gara non è finita finché non arrivi alla distanza della maratona (42,195 Km - che per arrivare a farli ci vuole un'altra vita di allenamento:post-produzione)  Poi sono pienamente d'accordo sul fatto che è il risultato che conta. Mi piacerebbe ci fosse un'AI a cui spiegare come si vogliono le foto (o la singola foto) che in autonomia produca un plugin per Photoshop per sviluppare i RAW in quel modo , chiedo troppo ? |
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inviato il 08 Settembre 2023 ore 18:21
“ Mi piacerebbe ci fosse un'AI a cui spiegare come si vogliono le foto (o la singola foto) che in autonomia produca un plugin per Photoshop per sviluppare i RAW in quel modo MrGreen, chiedo troppo ? „ No, affatto. Ci sono già dei software che imparano da come tu tratti la post. |
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inviato il 08 Settembre 2023 ore 23:34
seguo |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 0:25
E dire che Ansel Adams avrebbe fatto follie e svariati patti con il demonio per avere gli strumenti che abbiamo noi a disposizione adesso. Tutto il suo sistema zonale, di fatto, sarebbe quindi un imbroglio? Sicuramente no, perchè non esiste una foto che ritragga la realtà in quanto tale. Anche il file che otterresti liscio liscio dalla fotocamera sarebbe pur sempre un file elaborato con dei criteri, definiti non più da te, ma da altri. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 7:52
“ Tutto il suo sistema zonale, di fatto, sarebbe quindi un imbroglio? Sicuramente no, perchè non esiste una foto che ritragga la realtà in quanto tale. Anche il file che otterresti liscio liscio dalla fotocamera sarebbe pur sempre un file elaborato con dei criteri, definiti non più da te, ma da altri. „ Infatti, quello che non decidi tu lo decide un altro, almeno sii padrone di ciò che va bene a te. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 8:52
“ almeno sii padrone di ciò che va bene a te. „ E' la grande illusione della foto "non ritoccata". C'era persino nei post sui social la tendenza a scriverci l'hashtag indicante la mancata postproduzione, come se così la foto fosse veritiera. Invece è sempre frutto di un'elaborazione, solo che è automatica e standardizzata. Che è la cosa peggiore che ci sia! |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 9:39
Come detto da altri, la tecnica di bruciare e schermare è sempre esistita e sempre usata dai grandi fotografi e sviluppatori, nel digitale si fa lo stesso, dopotutto nel digitale si è cercato di portare le tecniche dell'analogico. Claudio Palmisano è uno dei migliori formatori italiani. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 11:40
No, piuttosto è corretto dire che quelle ombre e quelle luci sono ciò che ha catturato il proprio sistema di acquisizione di immagini, digitale o analogico che fosse. Un altro sistema impostato in altra maniera avrebbe forse catturato luci e ombre in modo diverso. In ogni caso la costante e l'assioma è che un sistema di acquisizione immagini - configurato con un suo stato di default - in un'elevata percentuale dei casi NON catturerà la rappresentazione "emozionale" (impressione, colpo d'occhio, spero di spiegarmi) che la nostra mente imprime nel cervello di quella data scena, e che noi soggettivamente percepiremmo come "corretta" ed atta alla trasmissione dell'emozione suddetta. Se uno non fa postproduzione, semplicemente decide (aggiungo a scanso di equivoci, anche legittimamente) che gli sta bene ciò che è andata a rappresentare la fotocamera con il suo supporto di acquisizione in quelle date condizioni. Se uno la fa, sta semplicemente cercando di correggere il tiro spostando la rappresentazione su ciò che la scena ha trasmesso al fotografo stesso in quel momento, in modo da trasmetterlo di riflesso a chi guarda. Se uno la fa male, trasmetterà solo un obbrobrio pacchiano, anche questo è identicamente vero. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 12:30
“ Se aggiungo luci dove non ce ne sono e ombre dove c'era luce sto alterando la realtà oggettiva. „ In realtà quello che si fa con il D&B più comunemente è il contrario. Cioè si alzano le luci (deboli) e si abbassano le ombre (deboli). Ma lo si fa in aree mirate e questo, se ben fatto, migliora il chiaroscuro dell'immagine. Come è già stato detto, se lo si fa male la foto diventa un'illustrazione ridicola degna di un fantasy. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 12:34
Un po' come dire che una donna che si fa la messa in piega utilizzando prodotti per volumizzare i capelli e renderli più lucenti, che si mette in filo di trucco ed il tacco 12 ... sta *imbrogliando*. Boh, oggi va così... ma mi sembra solo di leggere c@**ate sui thread aperti |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 12:43
“ Certamente il dodge and burn allontana la foto dalla rappresentazione fedele della scena fotografata. Cioè, si aggiungono luci e ombre dove non ce n'erano... „ “ La rappresentazione reale della scena è quella che vede l'occhio umano: questo è un dato oggettivo. „ Non c'è niente di più soggettivo della cosidetta "realtà". Quella che tu chiami "Rappresentazione fedele" non esiste, perchè è la TUA rappresentazione fedele. Se in 2 persone tentiamo di riportare la "realtà oggettiva", ti renderai conto che senza uno strumento tarato, sistemato, aggiustato, e con uno standard da entrambi riconosciuto, di oggettivo non avrai manco di niente. E anche con gli standard e gli strumenti, sarà sempre una approssimazione. Luci e ombre dove non c'erano... guarda che anche le pellicole cambiano questa rappresentazione in base alla loro curva di contrasto, e se poi in camera oscura cambi carta, usandone una con contrasto diverso, allora ciao e grazie alla credibilità della scena. Con i sensori è la stessa cosa: quando sviluppi un raw viene applicata una curva di contrasto di un determinato tipo, che pone il limite di cosa sia ombra o luce. Non per niente certi sensori riescono a recuperare informazioni anche da quello che oggettivamente ti sembra esser nero assoluto. Ti sembra, ma non lo è. Questo perchè un sensore non cattura TUTTA la luce, ma ne cattura una parte, e l'output che produce è tutt'altro che preciso e oggettivo, perchè frutto di determinate scelte progettuali. Ps: per farti un esempio pratico di come il tuo occhio sia oggettivo: entra di colpo in un ambiente buio dopo esser stato alla luce per un po' di tempo. Non vedrai nulla. Ma dopo un po' di tempo la "realtà oggettiva" cambierà. Idem quando deciderai di uscire. Il tuo occhio cattura una "realtà" fatta dalla sua percezione, mediata dal tuo cervello e dalle caratteristiche dei tuoi organi (acutezza visiva, per esempio), ma è una realtà di parte. La realtà, mi spiace, non esiste, non è dominio di nessuno. Fosse semplicemente per il fatto che una foto è un riquadro bidimensionale di una scena tridimensionale, anche quadrimensionale (non dimentichiamoci il tempo che passa), relegata ad un solo senso (la vista) di 5 che ne abbiamo. |
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inviato il 09 Settembre 2023 ore 12:54
“ La rappresentazione reale della scena è quella che vede l'occhio umano: questo è un dato oggettivo. „ Calorosissimo consiglio di lettura: Andreas Feininger, L'occhio del fotografo (titolo originale: Photographic Seeing ). È fuori catalogo, quindi da cercare nell'usato o prendere in prestito in biblioteca. In inglese è consultabile su archive.org/details/isbn_0500540187 . |
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