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inviato il 14 Luglio 2023 ore 9:49
“ Un otturatore a tendina non consente di esporre tutto il sensore se non per tempi pari o più lunghi di quello di syncro flash, a prescindere che dietro ci sia un ccd, un c-mos oppure una tri-x 400. „ Giusto! |
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inviato il 14 Luglio 2023 ore 9:54
www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3759583&l=it Questo scatto lo avevo fatto con una Canon ixus 500 con sensore CCD la trovo meravigliosa, peccato non averla più era più piccola di un pacchetto di sigarette. |
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inviato il 14 Luglio 2023 ore 13:50
I ccd, come i cmos possono essere global shutter, in entrambi i casi la qualità di immagine fa schifo (blooming e banding in abbondanza). Motivo pzr cui si usano in inspezione industriale e molto raramente in altri ambiti. Sia nei ccd che nei cmos la prima tendina può essere elettronica per entrambi (dipende dalla tecnologia) ma la velocità dell'otturatore spesso è limitata dalla seconda tendina (elettronica o meccanica). |
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inviato il 14 Luglio 2023 ore 14:15
Grazie Pie quindi in ogni caso non c'è un vantaggio per l'uso del flash con il CCD, dicevo perché avevo letto che la vecchia Nikon D70 ha un tempo di Sync di 1/500 che mi pare ora non si trovi nemmeno nelle ammiraglie. |
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inviato il 14 Luglio 2023 ore 14:19
La d70 si portava dietro un'otturatore meccanico molto veloce. Credo fossero partiti da un'otturatore per film, ed avevano ridotto la corsa, essendo così più veloce. Poi hanno ridotto la velocità delle tendine dell'otturatore, penso per ridurre i costi o aumentare l'affidabilità, che nel caso dell'otturatore della d70 non era fenomenale. In digitale si scatta molto di più che su film, gli otturatori necessitano di ben altre affidabilità. |
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inviato il 14 Luglio 2023 ore 19:48
La Canon 1d (2001), dotata di un sensore ccd aps-h da 4 megapixel, aveva una x-sync di 1/500s e il tempo minimo di scatto era di 1/16000s. Tali valori sono rimasti ineguagliati dai modelli che l'hanno sostituita, con sensore aps-h cmos: si fermavano a una x-sync di 1/300s e il tempo minimo di scatto era di 1/8000s. Sui modelli di eos 1 con sensore full-frame, invece, la x-sync saliva a 1/250s, per via delle maggiori dimensioni del sensore. Nel caso di Canon, l'abbandono della tecnologia ccd - per le reflex - era legata all'assorbimento energetico (cosa che diventava tanto più critica quanto più il sensore era grande), alle difficoltà tecniche nell'ottenere una velocità di lettura elevata, nonché ai costi, come avevano spiegato in un white paper. Sulle compatte, invece, la tecnologia ccd venne utilizzata ancora per diversi anni, almeno su alcuni modelli: la powershot s95 (2010), ad esempio, è dotata di un sensore ccd. D'altro canto le compatte dell'epoca avevano sensori molto piccoli e una velocità di scatto modesta: inoltre, le funzioni video erano assenti o molto meno avanzate di quelle delle fotocamere odierne. |
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