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inviato il 30 Novembre 2022 ore 17:53
Oh poi è chiaro che non è che sia tutto oro colato quello che ha fatto però è innegabile che aveva una sensibilità fuori dal comune, questo lo si può riscontrare pur non ritrovandosi direttamente nel suo stile estetico. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 18:41
Sicuramente il lavoro di ghirri va inquadrato in un periodo storico ben preciso, William Eggleston negli stessi anni introduceva il colore nella fotografia americana, osservando lo scorrere uguale delle giornate nei suburbs degli Stati Uniti, mentre la mostra New Topographics raccoglieva i lavori di un gruppo di fotografi che indagavano le trasformazioni prodotte dalla mano dell'uomo sul paesaggio americano dovuto alla costruzione di grandi autostrade. Ghirri conosceva bene entrambi e ha rielaborato il tutto. Aveva una visione molto chiara di quello che voleva rappresentare e raccontare qualcosa che in Italia fino a quel momento era in ombra e dimenticato |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 18:47
Conosco i N.T. e ne apprezzo il lavoro. Inizio a credere che, semplicemente, quell'archivio Ghirri pubblicato non sia rappresentativo del lavoro dell'artista. Cercando online trovo sue immagini molto più affascinanti |
user203495
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 19:01
“ È del tutto normale che ad uno sguardo superficiale risultino insignificanti le sue foto. „ Che si deve fare?Guardarle capovolte? “ Sui termini "banale" e (soprattutto) "inutile", potremmo dibatterne all'infinito :) „ E perché?Quindi se uno trova una donna"non bella" si dovrebbe dibatterne all'infinito? Se uno trova una foto banale significa che quella foto banale è per lui. Sono sensazioni personali.Punto e basta.La foto in oggetto la trovo insulsa.Arida.Inconcludente. Cosa facciamo ne discutiamo all'infinito? Va bene.Anche le tante foto qui pubblicate io,seguendo questo filo conduttore,sarebbero incomprese? E chi lo dice?Il critico prezzolato? Con tutto il rispetto per il fotografo ovviamente.E per gli opposti giudizi.Che non condivido. Federico,non farti irretire. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 19:11
Io preferisco non rispondere perché poi so già dove si va a finire. Del resto il thread è di Federico quindi l'importante è che gli interventi interessino (o stimolino) lui. Per il resto non siamo qui per convincere nessuno quindi, alla fine della fiera, ognuno pensi quel pene che crede. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 19:28
“ Conosco i N.T. e ne apprezzo il lavoro. Inizio a credere che, semplicemente, quell'archivio Ghirri pubblicato non sia rappresentativo del lavoro dell'artista. Cercando online trovo sue immagini molto più affascinanti „ Se può essere utile, in un'altra discussione è stato segnalato che sul sito della Biblioteca Panizzi sono liberamente consultabili numerose pubblicazioni: panizzi.comune.re.it/Sezione.jsp?idSezione=2619 Prova a dare un'occhiata a "Viaggio in Italia", tra gli altri. Per il resto, mi accodo a chi consiglia di leggere le sue "Lezioni di fotografia". |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 19:59
@Ironluke: seguirò il consiglio |
user203495
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 20:24
“ ognuno pensi quel pene che crede. „ Parole da condividere. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 20:26
Non c'è alternativa quando uno è così convinto della propria visione. Lo dicevo per non incappare in discussioni inutili, non certo perché sono un sostenitore del recintino "soggettivo". |
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inviato il 01 Dicembre 2022 ore 9:41
Esiste una banalitá del reale ( e del male in esso insita ... ) la cui invadenza formale distrae dall'esperienza autentica del mondo. Abitare autenticamente il mondo costituisce in Ghirri una tensione il cui portato, l'opera fotografica, rivela una partecipazione non meramente formale, bensí ( e per Sua stessa ammissione ) essenzialmente critica. Non si tratta dunque di pura e statica documentalitá quanto d'una azione di analisi che, svelando la banalitá, intende anzitutto recuperare, tra il Vero ed il Falso, l'esperienza del mondo; una oscillazione fra le pieghe del reale. Ed è propriamente in tale oscillazione, di risultanze non meramente "estetiche", che si compie la Vis poetica di Ghirri, e che la lettura e/o l'ascolto della Sua Opera possono essere felicemente condotti. [ ... ] Un sincero e gentile augurio di buona giornata a Voi tutti, Ben _____________________________________________ [ È bene accostare allo studio degli scritti di Luigi Ghirri, quello dell' opera omnia di Gianni Celati ... ] [ Sulla deriva politica del banale si veda: "La banalitá del male" di Hanna Arendt ... ] |
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inviato il 01 Dicembre 2022 ore 9:46
Ecco, Ben l'ha spiegato in maniera più dotta. Ben...non è che sei un critico prezzolato? |
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inviato il 01 Dicembre 2022 ore 10:27
Credo che l'intervento di Ben chiarisca cosa ci impedisce di dichiarare "banali" o "superficiali" le fotografie di Luigi Ghirri, o degli altri autori di "Viaggio in Italia" o più in generale dei New Topographer. Ma è proprio questo netto valore di sguardo critico sulla realtà che mi pare sia il punto debole di tanti autori che oggi operano ancora come "eredi" di quella scuola che ha rivoluzionato la fotografia in Italia. Oggi in molti autori mi pare di vedere come gli aspetti formali "ghirriani" abbiano in realtà preso completamente il sopravvento, con il risultato di produrre immagini che si autogiustificano solo come reiterazione di un paradigma estetico che ormai ha più di quarant'anni. Ma non dicono altro. Credo che invece sia importante ridare alla fotografia delle cose "così come sono" quel valore di osservazione critica sulla realtà che ci circonda, che proprio grazie all'approccio "straight" può essere così chiaro e forte. E motivi per dire la nostra opinione sul mondo ne abbiamo tanti… Scrivo queste cose fondamentalmente perché questa è una critica che faccio a me stesso. |
user203495
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inviato il 05 Dicembre 2022 ore 16:43
“ Esiste una banalitá del reale ( e del male in esso insita ... ) la cui invadenza formale distrae dall'esperienza autentica del mondo. Abitare autenticamente il mondo costituisce in Ghirri una tensione il cui portato, l'opera fotografica, rivela una partecipazione non meramente formale, bensí ( e per Sua stessa ammissione ) essenzialmente critica. Non si tratta dunque di pura e statica documentalitá quanto d'una azione di analisi che, svelando la banalitá, intende anzitutto recuperare, tra il Vero ed il Falso, l'esperienza del mondo; una oscillazione fra le pieghe del reale. Ed è propriamente in tale oscillazione, di risultanze non meramente "estetiche", che si compie la Vis poetica di Ghirri, e che la lettura e/o l'ascolto della Sua Opera possono essere felicemente condotti „ . per ch'io: «Maestro, il senso lor m'è duro». «Tutta la duplicità dell'arte contemporanea sta proprio in questo:rivendicare la nullità,l'insignificanza,il nonsenso,mirare alla nullità essendo già il nulla.Mirare al nonsenso essendo già insignificante.Aspirare alla superficialità in termini superficiali». Jean Baudrillard. “ non certo perché sono un sostenitore del recintino "soggettivo". „ Lo sei lo sei.Fattene una ragione. “ [ Sulla deriva politica del banale si veda: "La banalitá del male" di Hanna Arendt ... ] „ Di banale in quell'opera c'é solo il suo pensiero.Della Arendt. |
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inviato il 05 Dicembre 2022 ore 17:10
Baudrillard è (era) uno grosso, spero per te che tu l'abbia letto approfonditamente. Questa che riporti mi pare una frase usata impropriamente per screditare Ghirri. E lo dico pur non essendo particolare estimatore di quest'ultimo. “ Lo sei lo sei.Fattene una ragione. „ Se ne fossi così certo non alzerei più un dito per sfogliare un libro, ascoltare musica e fare qualunque altra cosa legata all'arte, che ha inevitabilmente a che fare con la critica delle nostre convinzioni. |
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inviato il 05 Dicembre 2022 ore 21:15
per comprendere Ghirri ti consiglio di leggere gli scritti di Gianni Celati |
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