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Scusa Maila ma tu cosa puoi saperne di cosa faccia delle sue immagini?
user213929
inviato il 29 Settembre 2022 ore 23:02
in effetti Vincenzo ha pienamente ragione , mostre itineranti che servono a raccogliere dei fondi per le persone che ritraggo ,pochi o tanti quelle tre che ho fatto .. sono stati devoluti a Rambo , Ocen , e l bambini del st jude (orfanotrofio )di gulu e lacor hospital supportato da surgery for children per gli interventi gratuiti destinati ai bimbi del St Jude e dei villaggi di Gulu
Ombra c'è un libro di Berengo Gardin e Cerati che cambiò per sempre il concetto di psichiatria in Italia, "Morire di classe" io lo leggerei, soprattutto quando parla dei rapporti con pazienti. Certamente è un lavoro datato, molto datato, 1977 ma a mio avviso fa ancora scuola a chi vuole avvicinarsi a questo tema. Per quanto riguarda eventuali problemi legali ne parlerei più che su un forum con i direttori dei centri, ovviamente in Italia non esistono più "manicomi" neanche quelli criminali e con un, o più, legale.
Mi piacerebbe parlare con Berengo per chiedergli il significato del suo libro fotografico.
Il malessere dell'essere umano? La fatiscenza delle strutture? Gli sguardi assenti dei malati psichiatrici?
C'è morbosità nello sfogliare questo libro quasi una forma di sadismo, qualcuno sfogliandolo avrà anche sorriso vedendo quelle povere vittime assenti ma presenti nel loro immaginario.
Parliamo anche delle RSA dove, purtroppo, troppe volte anziani indifesi vengono picchiati e lasciati a loro stessi.
Vi rimando a questo articolo dove si può evincere la situazione dei ''manicomi'' fino al 1978 (legge Basaglia).
Ora, forse, con strutture e personale adeguato siamo usciti da questi centri dove vigeva la violenza e si terrorizzava con minacce il ''diverso''.
Riflettiamo su reportage fotografici in merito, vogliamo denunciare? Facciamolo scrivendo e per quanto riguarda la fotografia (come ho scritto all'inizio del post) lasciamoci trasportare dalla fantasia fotografica su altri luoghi pur rimanendo non indifferenti ai tanti problemi socio/sanitari.
Prima di tutto andrei a vedere i lavori già fatti, ponendomi la domanda: è ancora utile oggi una fotografia di questo tipo?
Gli esempi storici e già citati sono appunto Gardin-Cerati, Majoli, a cui aggiungerei Depardon e il più recente, meno conosciuto ma non per questo meno interessante Faceless di Cricca sugli ospedali psichiatrici giudiziari.
Le grandi strutture psichiatriche oggetto dei lavori di denuncia di questi fotografi oggi non esistono più almeno in Italia. Anche la fotografia deve andare oltre.
I manicomi non ci sono ma la sofferenza psichica esiste ancora. Ed esistono modi diversi per affrontarla, percorsi che sono anche di integrazione e di miglioramento delle condizioni di vita. Un fotografo può raccontare questa battaglia quotidiana. Mi pare un atteggiamento meno scontato e più "contemporaneo".
“ Mi piacerebbe parlare con Berengo per chiedergli il significato del suo libro fotografico.
Il malessere dell'essere umano? La fatiscenza delle strutture? Gli sguardi assenti dei malati psichiatrici?
C'è morbosità nello sfogliare questo libro quasi una forma di sadismo, qualcuno sfogliandolo avrà anche sorriso vedendo quelle povere vittime assenti ma presenti nel loro immaginario.
Parliamo anche delle RSA dove, purtroppo, troppe volte anziani indifesi vengono picchiati e lasciati a loro stessi.
Vi rimando a questo articolo dove si può evincere la situazione dei ''manicomi'' fino al 1978 (legge Basaglia).
Leggendo queste righe ho la sensazione che ti sfugga la fortissima interconnessione Berengo Gardin/Cerati/ Basaglia, i lavori dei fotografi e dello psichiatra, sarebbe meglio dire gruppo di psichiatri, erano interconnessi, senza "Morire di classe" la terrificante situazione dei manicomi italiani, simili a lager, non sarebbe mai stata conosciuta all'esterno, nei manicomi c'era un controllo spietato sulle informazioni e poco o nulla trapelava all'esterno, "Morire di classe" aprì uno squarcio enorme in questo mondo chiuso, nascosto, ignorato, squarcio che stimolò le coscienze, erano gli anni della contestazione e del movimento studentesco, creando le premesse alla legge Basaglia, legge peraltro mai applicata integralmente soprattutto nella parte riguardante le strutture e gli interventi alternativi al manicomio. Per questo mi sento di ringraziare il lavoro di Berengo Gardin e Cerati e per questo credo che il lavoro di Ombra Grigia, se realizzato, come credo, con coscienza sociale, possa essere una preziosa finestra sul mondo di abbandono sociale di chi ha sofferenze psichiche, abbandono che è solo un'altra faccia della repressione feroce verso chi è diverso, verso chi non risponde ai canoni spietati della società moderna.
Non esistono più manicomi ma esistono centri dove ci sono persone con seri problemi psichiatrici, non si chiamano manicomi ma ci sono. Ancora senso un reportage sull'argomento?...Si. Esistono dei centri che hanno grosse difficoltà di gestione per cui un reportage per portare alla luce i problemi della malasanità ben venga a patto che sia qualcosa di serio è soprattutto a chi è indirizzato il progetto.
Per fare foto di denuncia sulle condizioni dei malati psichiatrici oggi forse (sottolineo "forse") bisognerebbe andare nelle famiglie, se le hanno. Quelli più gravi ricoverati nelle unità operative di psichiatria degli ospedali ricevono sicuramente un'assistenza migliore, più attenta e molto più competente. Ovviamente ci sono sempre eccezioni, ma il termine generico e sommario "malasanità" dovrebbe essere usato con grande cautela, anzi dovrebbe proprio essere evitato per igiene intellettuale. Ovviamente tutti, ricoverati o non, possono essere un interessante soggetto fotografico, come possono esserlo anche i "sani", che peraltro, come è noto, non esistono con certezza "metafisica".
Murmunto gli operatori del settore fanno grossi sacrifici per diversi motivi spesso legati a mancanza di fondi è di strutture adeguate...come vogliamo definirla.
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