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inviato il 12 Luglio 2022 ore 7:18
“ Io credo che non esista niente che non sia stato fotografato.... quindi bisognerebbe appendere le macchine al chiodo? „ Assolutamente no,non si parla della possibilità o meno di fotografare un tal soggetto (ci mancherebbe),bensì della reale utilità nel portare all'attenzione del mondo quello che ho scattato nel caso quest'ultimo risultasse futile,inutile,scontato ,pregno di nulla; le stesse foto che una volta venivano conservate negli album in soffitta ora vengono sbandierate ai quattro venti,senza un motivo tangibile se non quello di poterlo fare. So che è un fenomeno sociale e non ci si può far nulla ,ma discuterne in un forum di fotografia non mi pare brutto e/o senza senso. |
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inviato il 12 Luglio 2022 ore 8:06
trovare ridondanza su internet è ridondante: l'accesso a piattaforme condivise da milioni(miliardi) di utenti porta inevitabilmente ad una sovrabbondanza di strutture archetipiche. Il topos regna sovrano proprio per la natura umana. Cercare di smontare un concetto del genere (anche ridicolizzandolo) porta semplicemente al rafforzo dell'archetipo stesso. |
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inviato il 12 Luglio 2022 ore 8:58
MC Reeny "le stesse foto che una volta venivano conservate negli album in soffitta ora vengono sbandierate ai quattro venti,senza un motivo tangibile se non quello di poterlo fare." In realtà vengono messe sempre in soffitta (i social sono la nuova soffitta). La foto del pargolo che facevi vedere ai nonni ora la fai sempre vedere ai nonni ma mandandola su whatsapp o pubblicandola su fb. La fotografia, o anzi meglio il fare delle foto è diventato, grazie agli smartphone e ai social, un modo per comunicare velocemente cosa si sta facendo, per cui mentre prima si scriveva un messaggio o si faceva una telefonata ora si pubblica una foto. Solo chi mastica fotografia si può fare delle "paturnie" sul valore della foto che andrà a pubblicare e se ha senso farlo, tutti gli altri pubblicano senza remore perché per loro la foto ha lo stesso valore di un messaggio scritto ad un amico, solo che la foto è più immediata. Diciamo che potrebbe aver senso lamentarci di questa bulimia di foto "uguali" in spazi specifici dedicati alla fotografia, come ad esempio questo forum, ma ha davvero poco senso farlo sui social dove la foto è solo un modo per comunicare velocemente. |
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inviato il 12 Luglio 2022 ore 9:11
Facendo riferimento al libro non parla ai fotoamatori o a chi condivide fotografia per amici e parenti. Viene fatta un analisi sul fatto che siamo costantemente bombardati di immagini e ragiona parlando a chi vuole creare un lavoro consistente a livello fotografico. Porta ad esempio persone che hanno iniziato a ragionare sul fenomeno e che hanno avuto vari approcci, ricordo anche che parla di quell'artista che aveva invaso il museo con una moltitudine di foto stampate che rappresentavano come numero quelle condivise nel mondo in un giorno e i corridoi erano letteralmente pieni di stampe su cui i visitatori camminavano Quindi l'autore parlando a chi ha idea di fare un lavoro fotografico/ libro / mostra ecc.. mette l'accento su questo fattore per aggiungere uno spunto di riflessione |
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inviato il 12 Luglio 2022 ore 18:19
“ Cercare di smontare un concetto del genere (anche ridicolizzandolo) porta semplicemente al rafforzo dell'archetipo stesso. „ Non penso che il fine ultimo di Penelope Umbrico fosse smontare il concetto ; magari ridicolizzarlo sì ma in maniera sottile, portando a spunti di riflessione neanche tanto "leggeri". |
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inviato il 12 Luglio 2022 ore 18:22
“ Diciamo che potrebbe aver senso lamentarci di questa bulimia di foto "uguali" in spazi specifici dedicati alla fotografia, come ad esempio questo forum, ma ha davvero poco senso farlo sui social dove la foto è solo un modo per comunicare velocemente. „ Ma infatti ne stiamo parlando qui , discuterne su fb avrebbe senso come cercare di spegnere il sole con un bicchier d'acqua. |
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inviato il 12 Luglio 2022 ore 22:38
Si, ne stiamo parlando qui ma, se non ho capito male, la bulimia di foto tutte uguali o comunque insignificanti era riferita al mondo social dove tutti pubblicano. Se qua Pincopallino pubblicasse 100 foto simili del suo gatto mentre dorme sul divano ci potrebbe stare una reprimenda, nel senso che sarebbe giusto fargli notare che un forum di fotografia andrebbe usato in maniera diversa e non come cloud di foto personali. Ma allo stesso Pincopallino se pubblicasse le stesse foto su fb non gli si potrebbe dire proprio nulla poiché la Fotografia su fb non è di casa ma solo un mezzo vome un altro di comunicare. @MatteoGroppi se il libro è rivolto ai professionisti allora non capisco bene perché se la prenda con le foto su Flickr, anche perché un professionista ha altri "canali" per esporre i suoi lavori e il pubblico che si interessa di fotografia andrà appunto a visitare mostre e non a fare la ricerca con # sui social. Comunque io il libro non l'ho letto quindi è probabile che mi scappi la ragione di fondo. |
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inviato il 12 Luglio 2022 ore 23:25
Oddio, non so come ora sia messo Flickr ma quando incominciai ad adoperarlo era la "vetrina" per fotoamatori più importante al mondo, di certo non una latrina come i vari social "generici". |
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inviato il 12 Luglio 2022 ore 23:38
Leggilo vale la pensa |
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inviato il 13 Luglio 2022 ore 0:36
A scanso di equivoci, questa è la sinossi del libro: "La seconda rivoluzione digitale, caratterizzata dalla preminenza di Internet, dei social network e della telefonia mobile, e la società ipermoderna, segnata dall'asfissia del consumo, ci hanno catapultati in un'epoca postfotografica, nella quale abitiamo l'immagine nella stessa misura in cui essa ci abita. La postfotografia ci mette di fronte alla sfida della gestione sociale e politica di questa nuova realtà frutto di un'onnipresente iconosfera. Le immagini circolano in rete a folle velocità, non sono più presenze inerti, e la loro incessante energia cinetica le rende attive, furiose, pericolose... La postfotografia diventa cosi un contesto di pensiero visivo che certifica la smaterializzazione delle immagini e dei loro autori, dissolvendo le nozioni di originalità e proprietà, di verità e memoria. Joan Fontcuberta, fotografo e studioso, attento osservatore della realtà contemporanea, scrive un saggio lucido e irriverente sui nuovi significati dell'immagine e sui modi con i quali essa ci riguarda e colpisce." Sono letture che farebbero bene a tutti, professionisti e non. Non mi sembra comunque che l'uso che si fa di siti come questo sia tanto diverso da quello dei social. Non facciamoci "ingannare" dal fatto che se si scattano foto con una macchina anziché col telefonino e le si posta su un forum di fotografia, allora il tenore contenutistico aumenta. L'inquinamento visivo, per usare i termini del libro, esiste anche qui, chiaramente. |
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inviato il 13 Luglio 2022 ore 16:06
Rombro, capisco l'intento ma è un peccato riportare giusto la sinossi, così lontana dal modo di esprimersi di Fontcuberta, che avendo maturato negli anni un'analisi talmente approfondita da poterla sintetizzare e divulgare, non necessita dei classici stilemi accademici da prefazione. Invece interessante il passaggio nel post di apertura [lo è tutto il libro] , c'è poco da aggiungere visto come è empirico e circostanziato. L'unica mia preoccupazione, minima, è che nasconda ancora una volta una critica agli utenti di questo sito, una provocazione, e che tu lo stia usando per continuare l'andazzo del thread su Panizza. Se così fosse il tuo sarebbe un torto sia ai qui presenti che soprattutto a Fontcuberta, di cui staresti travisando le intenzioni per accendere il solito flame, ormai stantio e archetipico, del contenuto che rifiuta il contenitore. Poi ci sta che mi sbagli. In tal caso me ne scuso. Io intanto continuo la lettura del bacio di Giuda di cui riporterò sul thread che avevo aperto. |
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inviato il 13 Luglio 2022 ore 16:19
Forse anche 20 anni fa c'erano 10-15 milioni di foto dei tramonti. Solo che non c'era il database di Flickr a contarle. Per cui ogni fotografo o appassionato era convinto di aver scattato una delle poche foto esistenti al mondo del tramonto. |
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inviato il 13 Luglio 2022 ore 16:21
La sinossi è sicuramente riduttiva ma dà un'idea generale di cosa tratta, l'ho voluto precisare perché mi pareva che Peda avesse capito che fosse un libro per soli "addetti ai lavori". È chiaro che poi chi volesse approfondire, ha solo da procurarsi il libro. Sul resto non dico niente, se vuoi vederci una provocazione nessuno te lo vieta. Certo è che prendere spunto da un libro come questo, che sia motivo di riflessione o discussione, non fa male a nessuno. Se la critica eventuale che ne scaturisce fa sentire offeso qualcuno, non so cosa farci. Spero non si debba (s)cadere nuovamente in polemiche "personali". |
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inviato il 13 Luglio 2022 ore 16:22
“ cosa ne pensate? „ Che non me ne frega niente se la stessa foto l'hanno fatta altri milioni di persone, io scatto per me, per il mio piacere personale e speso per vedere se riesco a fare la foto che vorrei. Sarebbe come dire: non faccio sesso con la bellissima donna con cui potrei farlo perché l'ho già fatto con altre, e perché lei l'ha già fatto con altri ... lo faccio lo stesso!! |
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inviato il 13 Luglio 2022 ore 16:23
.........grazie per il contributo, Alvar. |
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