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Vi sono obbiettive difficoltá economiche per tutti nel voler oggi intraprendere gli studi universitari. Il costo della vita, e quelli di iscrizione e frequentazione universitarie sono aumentati moltissimo, il potere d'acquisto dei salari è molto basso e cosa altrettanto obbiettiva è un sentimento diffuso di mancanza di fiducia nell'Istituzione universitaria... gli stessi laureati da trent'anni ad oggi fuggono all'estero, per motivi economici ed anche per un non riconoscimento sociale, dignitoso, del proprio status. La baronia universitaria è disinteressata, ... scandalosamente impreparata, e nella maggior parte dei casi "impegnata" in ambiti che esulano completamente dall'attivitá didattica e di ricerca.
Ma qui si parla di cittá ... di violenza e di aggressivitá ...
la scuola universitaria oggi é molto piu selettiva e severa, non per far polemica, me li ricordo quelli di filosofia, lettere e psicologia a Padova che passavano esami con il 18 politico, senza mai aver aperto un libro, perche avevano la rivoluzione da fare, poi li trovavi tutte le sere nelle bettole a bere amarone fino alle 4
poi sono finiti a fare i prof alle medie, ignorati che sfornano ignoranti, del resto solo lo stato poteva farli lavorare
Eh... nel '68... e a seguire sino alla fine degli anni settanta. Dagli anni ottanta al duemila c'è stato impegno. Da vent'anni ad oggi lassismo totale, laboratori "ovile",programmi ridotti, corsi tutti "semestrali" ("effettivi quadrimestri"), teatrale farsa delle lauree brevi... florilegio di pubblicazioni letteralmente inutili se non al formale punteggio per passaggi da associato ad ordinario... etc. etc. ... e da Milano a Palermo... anzi lo scalpore è stato tanto piú sostenuto per i centri universitari piú "blasonati"...
Lasciamo perdere ...
Anche perché qui si vorrebbe parlare di cittá ... di violenza e di aggressivitá ...
Ho letto stamane il viaggio di Cazzullo. (*) Non solo di notte, lo stesso viaggio lo si vive anche al mattino e di giorno, salire sui mezzi pubblici (per mia fortuna sempre più di rado) è un altro vagabondare nella variegata rabbiosa umanità. Le periferie disegnano il degrado del nostro tempo, qualcosa è stato fatto ad esempio alla Bicocca o Porta Nuova ma non sono esempi del vivere, sono "punto" di incontro dei diversi Interessi che governano le città. Lo studio urbanistico del territorio come proposta/risposta e di equilibrio al vivere comporta risorse e tempi che le pubbliche amministrazioni ignorano e non sanno attuare. Vero, la città di Venezia non è più definibile tale, anche la mia città e la nostra Capitale hanno preso un percorso ormai irreversibile.
Ottime cose
(*) sono trascorsi alcuni anni, ricordo altri simili report sul Corriere
Non entro nel merito delle differenze tra l'università di oggi e quella degli anni sessanta/settanta perché quello che mi interessava far notare è invece che oggi le statistiche dicono che a laurearsi sono quasi soltanto I figli dei laureati e comunque il numero quelli che arrivano alla laurea in italia è oggi esiguo, in rapporto alla popolazione, inferiore perfino a quello che si riscontra in Turchia. Brutti segnali, secondo me. Cosa c'entra con la violenza? C'entra, se alla gente togliamo la cultura e le prospettive serie di gestire la propria vita che altro credete che possa succedere?
“ oggi a presentarTi con un mazzo di fiori ... Ti guardano come uno scemo. „
Sono io quello scemo. Ma va bene cosi'. Perche' il bello e' dentro di noi, anche se ci "imponiamo" di non vederlo. Certo non bisogna essere naif, ne abbiamo discusso qui: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=4046869 www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=4007231 Eppure, sono convinto che si raggiunga meglio l'obiettivo chiedendo garbatamente le cose che non a grugniti.
“ Occorre una catechesi del bello, perché ciascuno, anche a non ricercarlo necessariamente, pur "inciampandovi" lo riconosca. „
Corretto. Riguardo al resto, quando scatto, cerco di cogliere quel che per me e' il bello delle persone ovvero la corrispondenza fra il volto, l'espressione ed il sentimento provato. Nelle mie gallerie non troverai molti ritratti, sebbene io scatti per il 90% ritratti. Le foto che faccio sono in famiglia e li' rimangono. No social no faccialibro, no instantgrammo, nulla di nulla. Eppure, le persone che ritraggo si riconoscono e mi fanno i complimenti per lo scatto. Gli piace, sorridono ed io sono felice. Il resto, se e' realta' o una rappresentazione, conta poco: quel che conta e' donare felicita' ed essere felici di conseguenza.
@Miopia Con me sfondi una porta aperta. E' da oltre 3 anni (da quando mio figlio ha iniziato la scuola superiore) che sostengo che l'universita' debba essere (per i 5 anni di corso regolare) a carico dello stato. Una famiglia gia' si deve sobbarcare il figlio fuorisede (Milano = almeno 1.000-1.200 euro mese ed io sto mettendo da parte i soldi per l'universita' di mio figlio da un bel pezzo). Quella stessa famiglia non puo' sobbarcarsi anche i 2k e passa euro di tasse scolastiche + libri. Soluzione: universita' in DAD, appunti pdf gratis: i professori i soldi glieli da' gia' lo stato, non hanno bisogno di farli con i libri. Se ci sono laboratori, un mese per semestre e via. Poi 3 giorni per un mese per gli esami e tagli di botto le spese.
Da dove li prendiamo i soldi? Durante gli anni della magistrale (2) fai un corso di ricerca per anno in cui svolgi ricerca pura o applicata per un'azienda. L'azienda paga l'equivalente della retta di 5 anni nei 2 anni (70+70 ore 10keuro = meno di 75 euro ora, dove un ingegnere/medico etc. che ti deve fare un progetto te ne chiede 100-120 euro / ora pagando un neolaureato 20-25 euro/ora per farlo).
Per la scuola superiore: ciclo di studi obbligatorio fino ai 18 anni, 4 elementari + 3 medie inferiori + 5 medie superiori (un anno in meno rispetto ad oggi). Hai 18 anni ti prendi la patente (a spese dello stato la prima volta, tue se non passi) e decidi se studiare ancora o lavorare. Lo studiare ancora ti viene garantito dallo stato (come detto prima).
@Ben, 2o intervento: +1.
@Lomo: il sintomo e' arcinoto; cerchiamo di individuare cause e soluzioni.
@Miopia
“ Cosa c'entra con la violenza? C'entra, se alla gente togliamo la cultura e le prospettive serie di gestire la propria vita che altro credete che possa succedere? „
Corretto, vedi mio precedente intervento.
Aggiungo: stante quanto detto per i luoghi di aggregazione, 2 altri pilastri: salario minimo e coniugazione domanda ed offerta. I due pilastri devono essere controllati, se no siamo punto e daccapo.
Per i piu' scettici riguardo il "potere" delle parole: qui sul forum. Un utente ha commesso un errore di grammatica nel titolo. Gara a chi gli dava del c...ne. Intendo: errore grammaticale = sei un c...ne. Gli ho scritto in privato. "ah, non me ne ero accorto, grazie!" Titolo corretto.
Non mi risulta che la cultura renda le persone migliori e non credo che l'andare all'università o meno faccia la differenza riguardo l'argomento che stiamo affrontando.
Riguardo al potere delle parole credo che tutti lo conoscano bene( anche se inconsciamente) soprattutto chi le utilizza per denigrare e offendere gli altri, meno invece chi le usa per fare complimenti: forse è per questo che invece di utilizzare le parole i genitori premiano i figli con cose materiali e così i figli imparano ad utilizzare le parole in modo sbagliato dai social e dai compagni che frequentano quei social.
Come risolvere il problema? Partendo dalla rivalutazione di alcuni valori tra i quali per primo la famiglia e l'educazione dei figli che si compie nelle case e non all'università.Purtroppo però le cose stanno andando in senso opposto
Frengod: se anche quell'utente di cui parli, avesse commesso l'errore per ignoranza non credo ci sarebbe stato qualcosa di male che avrebbe giustificato il venire offeso nel modo che racconti tu: se ci pensi è questo il punto. E questo ci porta a fare una considerazione: chi è più istruito da un punto di vista scolastico si sente superiore agli altri e se non beneducato in ambito familiare, può fare valere questa sua presunta superiorità in modo aggressivo.
Non prendere questa frase sul serio ma: togliamo le università e sostituiamole con "buone " famiglie e avremo persone educate e non agressive.
“ Non mi risulta che la cultura renda le persone migliori e non credo che l'andare all'università o meno faccia la differenza riguardo l'argomento che stiamo affrontando. „
La differenza la fa, per esempio, avere un lavoro o non avercelo. La cultura serve anche a quello: se non avessi studiato e ottenuto quel paio di pezzi di carta che mi servivano per fare il mio lavoro , e se non avessi imparato (studiando) come si fa, il mio lavoro, oggi sarei un disoccupato e magari pure un criminale.
“ ...togliamo le università e sostituiamole con "buone" famiglie e avremo persone educate e non agressive. „
Ci si potrebbe anche credere... devi solo spiegarci come si fa a convertire le famiglie reali, quelle che ci sono oggi, in "buone famiglie". A parte poi il fatto che se un ragazzo vuole fare nella vita, poniamo, l'ingegnere, se non ha accesso a una buona università il corso di Analisi Matematica o quello di Scienza delle Costruzioni chi glielo fa? Il papà o la mamma?
Personalmente conosco più persone laureate disoccupate che persone che hanno fatto scuole professionali. C'è una grande carenza di elettricisti , idraulici e anche di calzolai! Qui per trovare un calzolaio si devono fare 15km per arrivare in un paese di 30mila abitanti con un solo calzolaio. Ha talmente tanto lavoro che per rifarmi i tacchi delle scarpe al prezzo di 20€ , devo aspettare 1 mese. Dice che suo figlio ha fatto l'università giurisprudenza e ora lavora da un avvocato o a 1,100 € al mese ma preferisce così che "sporcarsi le mani".
Inoltre credo che il discorso verta non tanto sulla criminalità legata alla povertà ma all'aggressività delle persone che non dipende dal loro stato economico anzi ho notato persone abbienti e istruite molto più aggressive di persone semplici e umili.
Giustificare l'aggressività con la mancanza di istruzione universitaria mi sembra insensato, quanto giustificare la disoccupazione con lo stesso ragionamento: se fossimo tutti ingegneri e architetti e nessun muratore, chi costruirebbe le case? Forse ci sono tanti disoccupati però ci son troppi ingegneri...
devi solo spiegarci come si fa a convertire le famiglie reali, quelle che ci sono oggi, in "buone famiglie".
Tornando ai valori di una volta... Ma non credo che ne siamo capaci, ma questo è altro,nel senso che non è che perché non riesco ad arrivare a cogliere l'uva ( vedi storiella della volpe...) debba dire che l'uva non è buona.
Se per anni hanno riempito la tv di programmi spazzatura, se i social li hanno usati per dirottare l'odio verso qualcuno, se nei talk show si litiga e si urla soltanto facendo parlare persone che non sanno nulla dell'argomento non mi stupisco che la gente è arrogante e cattiva. Mettici pure la crisi e il gioco è fatto. La scuola arranca per vari motivi.
Non è che se uno non ha studiato automaticamente sarà più aggressivo, non è così facile, fare semplici le cose complesse non funziona mai... ma che lo scrivo a fare? Chi vuole capire capisce, chi non vuole pazienza...
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