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inviato il 15 Aprile 2013 ore 21:49
Morso più volte da serpenti velenosi, tra cui un crotalo atrox, una vipera del Gabon e una vipera amodytes e sono qua ancora a raccontarla. |
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inviato il 15 Aprile 2013 ore 22:09
Un paio di considerazioni, da medico. Non posso naturalmente escludere niente ma dico per esperienza che questi resoconti di stampa spesso esagerano; ritengo, spero che per lo sfortunato escursionista non si vada oltre lo spavento. Sembra di capire che la sintomatologia sia in buona parte da attribuire a quella che grossolanamente potremmo definire ipersensibilità immunologica. Poi mi piacerebbe sapere, ma sicuramente non è dato, di quale vipera si trattava. Escludiamo l'Ursinii, appenninica e praticamente velenosa solo di nome; restano le due più pericolose, Berus e Ammodytes, molto improbabili a Caorle direi, e l'Aspis, ipotesi più plausibile. L'evento mortale, in Italia, è realmente difficile comunque, sempre che paziente e soccorritori mantengano la calma e si attengano alle note regole in parte sopra ricordate. |
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inviato il 15 Aprile 2013 ore 22:34
“ ps.. il modo più sicuro per andare in montagna è.. non andarci „ caspita che perla di saggezza |
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 4:58
io ho la casa da quelle parti... un paio di estati fa mi sono ritrovato un serpentello sotto la veranda grigiastro del diametro di un mignolo. stava per fare una brutta fine sotto le grinfie di una gattina della dirimpettaia di villetta, che viene a trovarmi spesso - la gatta non la vicina :) - la mia ex lo ha preso lo abbiamo infilato in un sacchetto e lo abbiamo liberato in un prato. ma secondo me non era una vipera ma un orbello, che non è neanche un serpente. un'altra volta in croazia invece abbiamo salvato un cucciolo di vipera probabilmente, anche questo preda di un gatto, sanguinava. non era grigino aveva dei segni neri sulla schiena più marcati dell'altro, per questo suppongo fosse una vipera. era stordito dalla ferita e dalla paura probabilmente. si è lasciato salvare tranquillamente. il momento peggiore è quando apri il sacchetto secondo me: ben lontano dal copro. ma questo poveretto è uscito e si è allontanato piano. comunque buono a sapersi che ci sono le vipere anche da quelle parti :P |
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 6:42
“ Un paio di considerazioni, da medico „ Ciao Francesco, vista la tua competenza volevo chiederti un info, perché leggo quasi sempre frasi del tipo "somministrare il siero antivipera solo in caso di necessità : si stima che in Europa muoiano più persone per la scorretta somministrazione del siero che per il morso di vipera!". E' perchè non si conoscono i dosaggi o cosa? Grazie mille |
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 8:58
@emmeemme le perle mi vengono in mente in queste serate solitarie www.juzaphoto.com/galleria.php?t=424848&l=it&pag_com=last#1554 ho più tempo per riflettere Scherzi a parte, siccome può capitare al di là di tutte le precauzioni di essere morsi, io non ho ancora avuto una risposta alla mia domanda sopra, e non è qui l'unico posto dove l'ho fatta. Perchè la risposta è facile quando si può chiamare il soccorso, ma dove non si può e si è distanti ore dalla civiltà? E mi collego alla domanda di maxiezzi... è conveniente portarsi dietro il siero antivipera in questi casi? (ps.. nei rifugi non lo tengono più...) Ciao Max |
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 10:59
si le indicazioni di Maxiessi sono quelle che avevo letto anch'io tempo fa in un manuale di pronto soccorso che lessi |
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 11:11
Sicuramente Fancesco, da medico è bene in grado di smentirmi ma, da quello che anni fa mi dissero (mi ero informato in merito al siero antivipera) e cioè che era preferibile, per non dire caldamente consigliato di non iniettare il siero, perchè il dosaggio varia in proporzione al peso dell'individuo e alla grossezza del serpente che i medici valutano dalla distanza dei segni tra i due denti e dalla profondità del morso... oltre al fatto che il siero deve essere conservato sempre a temperatura di frigo (ma questo non sarebbe probabilmente un problema). Non vorrei che mi avessero detto qualche..."frescaccia"...ma tanto mi dissero... |
user12181
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 11:45
Ogni volta che si legge di qualcuno in fini di vita per il morso di una vipera si legge poi che è fuori pericolo, finche uno non è fuori pericolo è sempre in fin di vita... che è poi la traduzione ×sca della prognosi riservata da parte degli addetti all'informazione. Oggi poi con il proliferare di bieche società a fini di lucro specializzate nel dare consulenza nelle cause contro i medici ai pazienti riottosi a defungere, o ai parenti dei defunti che non si rassegnano, le prognosi riservate si sprecano... Una volta ho letto che ne uccide più il siero che il veleno. Le mie vipere sono comunque ancora in letargo. Quasi quasi domenica con la neve più consolidata e l'abbassamento del pericolo valanghe vado a vedere come è la situazione alla baita. Ma forse il centro nivometeo terrà il pericolo valanghe alto per evitare che qualcuno gli faccia causa perché è andato a cacciarsi sotto una valanga con pericolo valanghe 2... |
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 12:49
Io dico solo che tra meno di un mese mi troverò per un certo periodo a piedi in mezzo alla savana e voi mi state facendo venire l'ansia da boomslang, puff adder, cobra sputacchianti e non, mamba verde e nero, vipera del Gabon, eccetera. |
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 12:52
ragazzi , relativamente alle informazioni che chiedete devo dire di aver fatto purtroppo il chirurgo e non l'immunologo . In termini generali comunque i sieri hanno hanno per definizione ipotetici problemi di anafilassi; ecco perché il paziente ai quali venivano somministrati in ambiente ospedaliero erano ( e sono ritengo) trattenuti in osservazione dell'eventuale evento. Altro discorso naturalmente per i vaccini, che non forniscono direttamente l'anticorpo ma ne stimolano la produzione. Le norme riguardanti l'introduzione in commercio di un qualsiasi presidio farmacologico sono giustamente diventate molto severe; si è saputo fortunatamente dopo ma negli anni '80 si arrivava alla produzione di sieri in maniera che oggi sarebbe giudicata quanto meno preoccupante. |
user12181
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 13:30
Off Off-topic (scusate eh...): A proposito di reazioni ai sieri, mi ricordo che dopo una delle mie infantili rovinose cadute in bicicletta sul brecciolino, con vasti lembi di pelle a penzoloni, sassi penetrati nella carne ecc, il medico mi prescrisse il siero antitetanico, ma non disse che andava fatto in tre rate.. mio padre me lo iniettò tutto in una volta: terrible reazione, la testa gonfia come una mongolfiera, corsa disperata con la seicento all'ospedale di Sanseverino Marche, (l'ultimo tratto a piedi in braccio a mio padre perché c'era il passaggio a livello chiuso) mi ricordo medici e infermieri affacendati sopra di me, con uno (probabilmente il primario cardiologo dott. Turchi, mezzo parente) che ordinava ogni tanto: "canfora", che mi facevano, credo, per sostenere il cuore ... Di tutto il gruppo partecipante all'evento (compresa la seicento) l'unico ancora vivente credo sia proprio io, ma non sarà per molto... |
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 18:57
Ma allora Murmunto siamo proprio conterranei  . Chissà, forse Antino lavorava già a San Severino |
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inviato il 16 Aprile 2013 ore 20:31
Da studente di ultimo anno di medicina vi spiego velocemente come è fatto un siero anti vipera. Si prende la molecola tossica prodotta dal serpente e la si inietta in un animale di grossa taglia, in genere un cavallo, questo sviluppa una reazione immunitaria contro la tossina, perciò dopo un po di tempo nel suo sangue si troveranno numerossisimi anticorpi in grado di neutralizzala. Allora si prende questo sangue e si isola la parte sierosa, cioè la parte liquida, nella quale sono presenti gli anticorpi antiveleno e siamo pronti per iniettarla in un povero disgraziato appena morso in cui gli anticorpi equini andranno immediatamenta a neutralizzare la tossina. Fin qui sembra tutto semplice, il problema è che nel siero del cavallo non ci sono solamente questi anticorpi ma tutta una serie di altre proteine equine che il nostro sistema immunitario non riconosce come proprie, tecnicamente come self, contro le quali può innescare una risposta abnorme, anafilattica dalle conseguenze ben peggiori di quelle del veleno. In genere l' esposizione ad una proteina non propria, non self, come quella equina non genera una risposta anafilattica alla prima esposizione, ma per motivi un pochino complessi, alla seconda, per cui chi ad esempio ha fatto già in passato un siero antitetanico è un soggetto fortemente a rischio (anche il siero atitetanico infatti si produce nel cavallo). Quindi, dato che in genere il morso della vipera è letale quasi solamente per reazioni anafilattiche, e il rischio di avere uno shock anafilattico è infinitamente più alto con la somministrazione del siero, il risultato è che iniettandolo si aumenta solo rischio di avere conseguenze ben peggiori. Per questo il siero non è più in vendita, è infatti vero che nel periodo in cui lo è stato i morti sono aumentati, proprio per le reazioni di shock al siero. Viene utilizzato solo in ospedale da mani esperte in caso di effettiva necessità. Spero di essermi spiegato in modo abbastanza semplice e chiaro. |
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