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inviato il 18 Aprile 2022 ore 17:55
Ciao Federico,una digressione interessante la tua.Frequentando altri forum, pensavo che fosse un fenomeno culturale, tipico del nostro paese, invece vedo che è ampiamente diffuso anche altrove.Adesso vorrei farti l'esempio dei fotografi mediocri con foto normalissime che vincono i concorsi e quando lasciano tracce delle loro presenza è soltanto per sciorinare la solita sequela di ovvietà e politically correct. La meritocrazia è una bandiera da sventolare solo ogni tanto a parole,come se gli ideali avessero ancora un certo richiamo.L'istituzione scolastica ha le sue colpe in questo. Anche qui ci sono gli utenti osannati ,che raccolgono fan ogni tre per due e stupiscono con la loro pseudocultura e una serie di qualunquismi che ormai fanno parte del nuovo tessuto sociale. Fra il sogno o son desto, è gia' scattato il blocco. Un utente aveva menzionato tempo fa uno dei finalisti del premio strega, il quale analizzando simpaticamente,in anticipo il modus operandi dei giurati (per qualche valutazione mal digerita), si era gia' tirato avanti,ricordando un certo conformismo di vecchia data(forse materialismo),che non dovrebbe far parte idealmente di quella vena tipicamente artistica,per così dire. |
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inviato il 18 Aprile 2022 ore 18:45
Concordo, Caputo. È assolutamente un problema culturale e come tale si diffonde e pervade ogni ambito sociale. Una specie di virus (per rimanere in tema di attualità) che si autoalimenta. Leggevo recentemente su un blog di letteratura che oggi la maggior parte dei lettori non riesce neppure più a cogliere banali errori lessicali, dunque anche il Totti di turno può permettersi qualsiasi sfondone, senza neppure bisogno di un correttore di bozze. In questo senso, non è un caso che siano sorte come funghi presunte scuole di scrittura creativa (quanto di più antitetico ad una scuola intesa come attività di miglioramento personale) che promettono di trasformare ogni volenteroso aspirante in un novello Scerbanenco. Perfino la scuola nazionale, che tu citi, è stata invasa da queste operazioni di pura vendita commerciale e spende a piene mani finanziamenti europei PON per vendere illusioni ai ragazzi. Ne ho scritto qui: granfoffo.wordpress.com/2021/06/22/laffare-del-secolo/ |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 14:11
Un'attenta lettrice, segnala nelle prime 13 righe del romanzo in questione queste altre "perle" prime 13 righe, badate! "Intanto c'è un bel “tra pochi minuti sarebbe entrato in stazione”, anche qui da penna rossa, laddove sarebbe opportuno “entro pochi minuti” in quanto “tra” indica chiaramente una situazione presente, imminente e non passata. Poi rileviamo un elegante “prefetto” minuscolo (ma si tratta del Prefetto di Milano, dunque è come se lo indicassi con nome e cognome) e poco dopo, brilla un ispettore Mezzanotte anche lui minuscolo, quando tutti sanno che titoli di studio, gradi dell'esercito eccetera se seguiti dal nome vanno rigorosamente maiuscoli. Poco prima, segnaliamo una magnifica “domenica di rientro dal weekend”, come se la domenica potesse essere, magari, l'inizio della settimana." Che dire? Nell'era dei raccomandati 13 righe possono cambiare la vita. granfoffo.wordpress.com/2022/04/24/ancora-sul-libro-del-secolo/ |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 15:40
“ 50 anni fa le Case editrici andavano a scovare il meglio „ Io credo che non sia così, purtroppo anche 50 anni fa si pubblicava molta robaccia che finiva nel giro dei remainder o direttamente al macero |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 16:15
Il Signor Mario Forse, mi sono espresso male. Non dico che nell'editoria di 50 anni fa venissero pubblicati tutti capolavori, ma che non c'erano porcherie alle quali si garantiva un successo commerciale spropositato e immeritato. Per esempio: qual è un titolo di quegli anni che abbia avuto un successo clamoroso e poi si sia rivelato un "bidone"? Oggi, le c.e. hanno capito (come pure nel cinema) che non vale la pena di cercare il meglio, quando il pubblico si accontenta di mediocrità sostenute dal marketing. |
user198779
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 17:21
Per il teatro è la stessa cosa se non ci fossero gli incentivi per la cultura chiuderebbero tutti . |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 17:40
Giordano e Bruno Immagino. Però, credo francamente che non ci sia lo stesso problema di sponsorizzazione di emeriti incompetenti. Nel senso che una Compagnia o un Autore non credo (lo dico da assoluto incompetente in materia) possano tenere la scena se non hanno una buona professionalità. Anche perché, di questo sono certo, il pubblico del teatro è mediamente molto più competente del lettore medio. A proposito, Giordano e Bruno, li avete più letti i miei libri? Ahahahahah! Io scherzo, eh! |
user198779
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 17:46
Ciao Federico sto piano piano uscendo dalla crisi mistica Per fortuna sto riconcigliando a leggere abbastanza ho un sacco di arretrati Si è vero il pubblico teatrale è mediamente più preparato , poi se non vali nulla e non fai produzioni lo stato non ti sovvenziona. |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 17:46
Mah, ho l'abbonamento alla prosa a teatro e fra varie ottime compagnie ho visto anche schifezze come ale e Franz in romeo e Giulietta oppure orgoglio e pregiudizio ridicolizzato e tagliato tanto da fare perdere il senso alla storia |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 18:01
MatteoGroppi penso che G&B si riferisse a teatro un po' più "alto" di Ale e Franz, che però, immagino, riempiano più i teatri di una buona Compagnia. Mala tempora currunt. |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 18:25
Mi segnalano anche questa: "L'Intercity 586 avanzava piano, stagliandosi contro il cielo incendiato dai bagliori rosso cupo del tramonto..." A Milano Stazione centrale , visto da un osservatore che sta sulla banchina. Peccato che per vederlo stagliarsi contro il cielo si dovrebbe scendere con gli occhi fino a sdraiarsi, ma soprattutto, peccato perché i binari alla Stazione di Milano arrivano da Nord-Est. Dunque, trattasi di tramonto che ha perso la bussola. Come lo scrittore, mi pare. |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 18:25
Stagione della prosa era con spettacoli del calibro di vetri rotti di Miller e commedie di un certo livello di de Filippo e una bella rappresentazione delle troiane di Euripide. Quelli facevano parte della stagione con questi e si hanno fatto il pienone. Quindi se fossi in gestore di teatro probabilmente punterei sempre a inserire cose di questo tipo per avere dei ricavi e poter avere anche rappresentazioni più difficili o sperimentali Fotografia é la stessa cosa e credo pure l'editoria. Alla fine i conti devono tornare quindi quello che conta é quello che vende. La colpa non é solo dell'editore ma banalmente del pubblico che vuole quello |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 18:29
MatteoGroppi Sono pienamente d'accordo e l'ho già detto esplicitamente: "la colpa è più del lettore che del resto del sistema". Sempre, è il consumatore che fa il mercato. Quando sento parlare di crisi della letteratura per mancanza di Autori validi, mi viene da ridere (tristemente). Gli Autori validi ci sono, ma vendono i Moccia e i Volo. |
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 18:47
Per quello che ricordo i libri di fotografia suggeriti e consigliati dalle riviste, qualche decennio or sono erano pochini,i fotografi lavoravano direttamente per l'editore. Avevo sentito tempo fa, che ci sarebbero piu' scrittori che lettori, nel nostro paese. Leggendo la discussione, pensavo al cinema come un territorio neutrale(questo è il forum dei tifosi,pare) ,nei minuti in cui fotografo e scrittore fanno da spettatore davanti allo schermo,ma dove l'immagine e la trama non sono del tutto secondarie.Si fa presto a menzionare canali tematici e divertimento,assicurato ,ma lo stesso cinema non mi sembra vivere uno dei momenti puo' fulgidi.Le immagini come le parole sono associabili a qualcosa di fantastico,ma anche concreto. Qualche giorno fa presentavano sul tg locale l'autrice di un libro ambientato fra Roma e Venezia("così per sempre"),la quale sosteneva nel campo delle probabilità, che "i cervelli prima o poi ,faranno quello che devono fare i cervelli..." E rientrando nel campo delle statistiche, sarebbe curioso soffermarsi sui termini piu' usati o non a caso meno associabili anche semplice al commento di una fotografia o perchè no,nel corso della scrittura creativa,che sembra tratto direttamente dalla scena di qualche film. |
user198779
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inviato il 24 Aprile 2022 ore 18:47
Parole sante Matteo, come diceva qualcuno con la cultura non si mangia Con la qualità e produzioni di nicchia non si riempiono i teatri anche se di qualità. E ogni tanto si deve fare qualcosa di più commerciale, anche per farsi conoscere da una maggiore platea di potenziali clienti e questo vale quasi per tutti. |
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