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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 9:51
È un argomento molto discusso in passato, all'inizio della fotografia, da critici e fotografi (quindi non solo qui sul forum). La risposta consolidata è no, la fotografia non è la realtà, neppure il JPEG in camera, neppure la diapositiva. I motivi sono moltissimi e vanno dall'interpretazione umana a fattori tecnici (chimica delle pellicole, distorsioni, focali, ecc.). Photoshop non c'entra nulla |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 11:18
Photoshop può avere un ruolo nel momento in cui vi è l'intenzione di mostrare "qualcos'altro" e non solo di "sistemare" l'immagine. E' vero che la fotografia non è la realtà, ma è un mezzo per registrarla (ognuno a modo suo) e trasmetterla a qualcun altro. Gli scopi possono essere i più disparati. Ma se lo scopo è "documentaristico" allora ci vuole dell'onestà nell'elaborare l'immagine. |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 11:30
Il fotografo non è in una posizione diversa da quella dello scrittore o del giornalista. Il giornalista va in un luogo dove succedono cose che vuole descrivere e descrive "quel che ha vosto", ma tra le mille cose che avrà visto parlerà solo di alcune, e questa è già un'interpretazione, non la realtà. Poi basterà usare un aggettivo al posto di un altro per trasmettere un'idea diversa, intervistare Tizio invece di Caio, andare a vedere che succede nei quartieri alti piuttosto che in periferia, eccetera eccetera. Il fotografo crea le sue immagini a partire da scene reali, ma già il fatto di delimitare l'immagine con l'inquadratura è un'interpretazione. Poi può decidere di scattare da un punto piuttosto che da un altro, a una certa ora, con una certa luce, usando una certa focale piuttosto che un'altra. Tutte cose che fanno una bella differenza per chi vedrà la foto e lasceranno intendere cose anche molto diverse. E tutto ciò prima ancora di parlare di postproduzione o altri interventi sull'immagine. In entrambi i casi quella che si propone è un'interpretazione della realtà, e quindi, come già detto, la questione non è tanto di essere "realisti" quanto quella di essere onesti. |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 12:05
L'onestà non è un valore in fotografia, secondo me. L'onestà consiste nel essere chiaro che quello è il proprio punto di vista. Ciò non diminuisce il valore di una foto, il contrario, un bravo fotografo deve avere un punto di vista (idea) forte, significativa. Da Pirandello non voglio onestà ma la sua idea, che io non ho perché lui è più bravo di me. Un giornalista trasmette i fatti filtrati dalla sua idea, comunque. Un analisi economica attuale fatta da un giornalista neoliberista sarà sempre diversa da quella di un giornalista keynesiano. Un fotografo di guerra, socialista, farà foto diverse da un fotografo fascista, non c'è niente da fare. L'onestà sta nel dire che non si è oggettivi, mai |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 12:10
E' vero che per falsare la realtà a volte non è nemmeno necessario smanettare in PS... Si vuole presentare ai potenziali nuovo turisti una bella spiaggia deserta e non piena zeppa di gente? Beh, basta alzarsi presto la mattina (è più facile che cancellare la metà della gente in PS) |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 12:38
Io invece di onestà userei il termine oggettività. |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 14:09
Old, io intendevo dire che il fotografo "onesto" non ti mostra qualcosa facendoti credere che sia reale, mentre che è opera della sua "manomissione" oppure di una presentazione fuorviante. E' l'intenzionalità a fare la differenza. Tornando all'esempio di prima: sul prospetto turistico scrivo che le spiagge sono tranquille e c'è poca gente, poi le vado a fotografare alle 7.00 di mattina quando non c'è nessuno per far credere che le cose sono effettivamente così. L'esempio è un po' stupido, scusate... Questo non ha nulla a che vedere con l'interpretazione o l'oggettività (a meno che nella didascalia scrivo che la foto è stata scattata alle 7.00 di mattina). Se invece la stessa foto la pubblico su un calendario, allora va benissimo. |
user232211
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 14:14
Sky, il bugiardo è il fotografo che pubblica la foto della spiaggia alle 7 di mattina affermando che non c'è nessuno durante il giorno, qui si tratta di usare a proprio conto il mezzo per dire una falsità. Il punto è che la foto è vera, alle 7 di mattina siamo tutti a letto. |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 14:23
Nicola, di per sé l'onestà non ha nulla a che fare con la fotografia, né tanto meno con PS. E' una questione a parte che può riguardare qualsiasi campo. E' chiaro però che in certi casi PS può aiutare i "disonesti". Questo non significa che PS sia dannoso. Queste cose le facevano già nell''800... Il rapporto con la realtà sta al fotografo stabilirlo o rifiutarlo, e parallelamente sta all'osservatore avere un minimo di spirito critico per non credere a tutto. Fotografia non significa automaticamente realtà o verità. |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 14:27
Nel caso della foto della spiaggia usata per pubblicizzare un luogo tranquillo direi che è pubblicità ingannevole. La foto, in quel caso, è una parte del messaggio. |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 14:40
Sì certo. Una volta si pensava che se qualcosa era su una foto allora era vera, così come si pensava che una cosa detta alla radio o alla TV fosse vera. Tutti questi miti stanno cadendo... La verità, quindi la realtà delle cose è diventata "elastica". |
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inviato il 17 Febbraio 2022 ore 16:22
“ L'onestà non è un valore in fotografia, secondo me. L'onestà consiste nel essere chiaro che quello è il proprio punto di vista. Ciò non diminuisce il valore di una foto, il contrario, un bravo fotografo deve avere un punto di vista (idea) forte, significativa. Da Pirandello non voglio onestà ma la sua idea, che io non ho perché lui è più bravo di me. Un giornalista trasmette i fatti filtrati dalla sua idea, comunque. Un analisi economica attuale fatta da un giornalista neoliberista sarà sempre diversa da quella di un giornalista keynesiano. Un fotografo di guerra, socialista, farà foto diverse da un fotografo fascista, non c'è niente da fare. L'onestà sta nel dire che non si è oggettivi, mai „ Certo, ma essere onesti non vuol mica dire non essere di destra o di sinistra e non avere un proprio punto di vista. Vuol dire semplicemente non imbrogliare. Naturalmente ci potranno essere (e ci sono) bellissime foto ingannevoli, però qui non stiamo parlando della bravura del fotografo, ma del rapporto tra fotografia e realtà. E anche le foto ingannevoli non è detto che siano disoneste: se fotografo un bosco e lo rendo ingannevolmente molto più bello di quel che è realmente la cosa potrebbe essere ok se la foto va su una copertina di un romanzo fantasy, mentre se serve per promuovere la vendita di appartamenti situati in quel posto, che in realtà somiglia più a una discarica che al bosco incantato che si vede in foto, la foto è una tru.ffa. Come già detto l'onestà non è un valore strettamente "fotografico", ma c'entra molto nel rapporto tra fotografia e realtà, perché in realtà quel che conta davvero è il rapporto che il fotografo ha con la realtà, non tanto quello che potrebbe avere la sua fotocamera che, poverina, ha solo (per ora) modeste dosi di intelligenza artificiale, mentre il fotografo dovrebbe avere una testa pensante. |
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inviato il 18 Febbraio 2022 ore 10:49
Siamo tutti noi gli interpreti: - il fotografo interpreta la scena e produce la "sua" immagine. - l'osservatore interpreta la foto che sta guardando. Quindi: doppia interpretazione |
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inviato il 18 Febbraio 2022 ore 11:44
Esatto, e intanto la realtà va a farsi benedire |
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