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Sei almeno coerente con il nome che porti; ma il Ved?nta si fonda proprio sulla Conoscenza, sulla Conoscenza diretta intendo, e non su una conoscenza indiretta (parokśa). Puoi chiamarlo tu stesso comunque, poiché in realtà la separazione che erroneamente inferisci è solo frutto della non-conoscenza. Se poi puoi/vuoi motivare ciò che ti rende ironico in relazione a quanto affermato nel commento precedente, sono disposto ad'ascoltare; una discussione può avere senso se avviene tra due cuori, ha senso se capisco il punto dove possiamo venirci incontro. Se è tra due egoicità illusorie non mi serve, sarebbe solo sfoggio di erudizione.
user225138
inviato il 10 Novembre 2021 ore 11:45
Guarda, nei confronti delle religioni (o delle soteriologie) ho grande curiosità. In particolare per quelle orientali.
Questa curiosità non mi allontana di un millimetro dal mio ateismo militante, però.
"Qualsiasi cosa venga affermata senza prova, può egualmente essere negata senza prova".
Vi prego, non portiamo la discussione su binari fuorvianti. Non stiamo parlando di Religione, Scienza, Filosofia.. ma della "matrice" dentro la quale ci troviamo.
user225138
inviato il 10 Novembre 2021 ore 13:17
Preferisco religione, scienza e filosofia alla fuffa.
user198779
inviato il 10 Novembre 2021 ore 13:17
Felix era meglio se andavi in discoteca la sera che sei andato al cinema a vedere "Matrix "
Ricominciamo e speriamo meglio. Da 1 a 100 quanto siamo consapevoli di essere dentro la matrice ?
user214553
inviato il 10 Novembre 2021 ore 16:51
No, alt un'attimo, matrix porta il messaggio del Darśana ortodosso del San?tanadharma (Sanaatanadharma=hinduismo)"Advaita Ved?nta"(Vedaanta), è talmente chiaro, e se non lo fosse è sufficiente prendere in esame la colonna sonora dell'ultimo capitolo, specialmente nello scontro finale tra neo e il smith; il testo è in Sanscrito, e cita testualmente il Pavam?na (pavamaana) Mantra, direttamente dalla Brhad?ranyaka (Brhadaaranyaka) Upanisad. Ma non solo, ci sono altre citazioni prese sempre dal Jnanakanda del Veda, la sezione sulla conoscenza, ovvero, le Upanisad, che costituiscono il Ved?nta in quanto fine ultimo dei Veda. Tra le altre, molto significativa la citazione a Isa Upanisad. Nel testo in questione vi sono poi riferimenti tratti direttamente dal Karmakanda del Veda, la sezione inerente all'azione rituale inserita nelle quattro grandi Samhita - Rg,Sama,Yajur,Atharva. Nel film sono presenti, in forma più o meno allegorica, i fondamentali della dottrina codificata da Śankara nei suoi Bhashya alla triplice fonte: Upanisad, Bhagavadg?t? (Bhagavadgiitaa) e Brhamas?tra(brahmasuutra),e precedentemente nelle k?rik? alla Mandukya Upanisad di Gaudap?da (gaudapadaa). Tali fondamentali sono comunque contenuti già nel Veda, così come il germoglio è contenuto nel seme; non solo, noi tutti siamo depositari della Conoscenza imperitura, poiché essa non ha inizio, non ha metà e non avrà certo fine. Le scritture sono la stessa esalazione del Brahman, il Sostrato sempre esistente ed immutabile quale noi siamo (Tat Tvam Asi, Aham Brahma Asmi, ecc.), al di là delle sovrapposizioni limitanti che crediamo di essere. Tale conoscenza non è esclusiva del San?tanadharma Indú, ma è presente - seppur con differenze formali, ma mai sostanziali - in tutti i rami della Tradizione metafisica Unica e Universale (es. Qabb?l?h (qabbaalaah) Sufismo, Orfismo, Alchimia, ecc.). Che poi i fratelli/sorelle che hanno scritto la sceneggiatura del film abbiano romanzato attenendosi al fluire dello spirito dei tempi di questo kaliyuga ed in particolare alla fine del millennio, su ciò non c'è dubbio. Ciò non toglie che l'intero film veicoli un messaggio di verità: siamo in una prigione, questa prigione non ha sbarre; a livello individuale si dice avidya, a livello universale è m?y? (Maayaa). Insieme generano il sams?ra(samsaara), e il sams?ra è per sua natura - seppur illusoria - sofferenza dal punto di vista individuato. La pura Consapevolezza+m?y? proietta ?śvara (iisvara), il Brahman saguna o qualificato, del quale la sfera empirico-fenomenica si dice sia un suo "sogno". La pura Consapevolezza+avidy? (m?y? è ignoranza a livello universale, avidy? a livello individuale) proietta il j?va (jiiva), letteralmente il vivente. Solamente uno stato di sovrapposizione genera l'illusione del serpente al posto della corda, il j?va è eternamente l'?tman (aatman), ovvero lo stesso Brahman nirguna o inqualificato, ma per effetto del duplice potere velante e proiettivo (avaranaśakti, vikśepaśakti) si crede ora questo ora quello, e trasmigra sospinto dalle azioni impulsate dai Guna (stati allotropici della Prakrti) le quali producono vas?na, samskara, e conducono nel sams?ra illusorio, dove il jiva una volta esaurito il prarabdhakarma, determinazione del sancitakarma data dall'agaminkarma, trasmigra da un veicolo di manifestazione all'altro. A ciò, pone simbolicamente fine - poiché in realtà, qualcosa che è frutto della sola ignoranza non può avere una fine in quanto realmente non è mai iniziato - la Mokśa, o Kaivalya, Apavarga, Nirvana, ecc., chiamatela come vi pare. Il riconoscimento consapevole della propria reale natura che è Essere-Coscienza-Beatitudine assoluta, la quale estingue istantaneamente il sancitakarma e l'agaminkarma, ma non il pr?rabdhakarma, che dovrà finire il suo scorrere. Il Jivanmuktha, ossia, il liberato in vita, una volta esaurito il karma residuo non fa più ritorno nel vortice illusorio del sams?ra. Il messaggio di matrix è nettamente liberatorio. La cosmogonia hindu, inoltre, suddivide la proiezione cosmica in cicli detti manvatara, suddivisi in quattro yuga o ere: satyayuga, l'età aurea della verità; dvaparayuga, tretrayuga, e l'attuale kaliyuga, dove kali (non k?li la devi) sta per "lancio di dadi perdente"; è l'era oscura dove ignoranza metafisica e degrado spirituale dominano. La fine di ogni era è sancita da un Avatar, letteralmente "discesa divina". La scorsa era è terminata con la morte di Krsna, Avatara di Visnu ed è quindi coincisa con l'inizio dell'oscura era attuale. Br?hma proietta la manifestazione (nascita a livello individuale, la prima misura "a" della sillaba Om, associata allo stato di veglia), Visnu è il principio conservatore del Dharma (crescita a livello individuale, la vita, la seconda misura "u" della sillaba Om, associata allo stato di sogno), Maheśvara, Śiva post Vedico/Upanisadico, è il principio dissolutore o distruttore della forma (morte a livello individuale, la terza misura "m" della sillaba Om, associata allo stato di sonno profondo senza sogni). Al di là di questi tre stati (a livello individuale),e principi (a livello universale) vi è Tur?ya (turiia), il Quarto. In realtà è il quarto solo in relazione alla "aum", poiché esso è l'Uno, ovvero il sostrato in cui veglia-sogno-sonno/proiezione-conservazione-dissoluzione appaiono; e tu sei Quello! Dopo il riassorbimento universale tutto si ritira nell'immanifesto, fino a quando, partendo dal seme-causa lasciato dal precedente dispiegamento cosmico, una nuova proiezione avverrà. Questo è il senso, voluto o meno, del film matrix.. Il sostrato assolutamente reale è uno ed uno soltanto, ma dalla prospettiva dell'ente individuato possiamo stratificare apparentemente il reale in tre differenti gradi, come già detto in precedenza:
-P?ram?rthika: letteralmente "relativo alla Realtà suprema". Aggettivo indicante la Realtà che non può essere qualificata, definita, limitata o contraddetta e che è di per sé assolutamente reale.
-Vy?vah?rika: "relativo al contingente". Aggettivo indicante la realtà empirico-fenomenica o relazionata.
-Pratibh?sika: "relativo a ciò che appare". Aggettivo indicante la realtà apparente-illusoria che qualifica l'esperienza dello stato di sogno e, per estensione l'intera esperienza del mondo di m?y?.
Siamo su un forum di fogografia.. quante sono le diverse dominati nella color grading del film? Tre: verde, blu e giallo! E a cosa corrispondono non ci hai mai pensato?
L'universo risiede nella sfera empirico-fenomenica, e quindi, in definitiva, non-reale.
La discussione non è su binari fuorvianti, se parliamo di matrix stiamo parlando di metafisica, filosofia, religione, se vuoi mettici anche la scienza, ma non quella relegata alla sfera del rapporto soggetto-oggetto. Eppure nei vari capitoli ci sono riferimenti espliciti, oltre ad'essere permeati da significati impliciti:
Sat? ad'esempio, è una figura chiave della trilogia, e mi pare di vederla anche nel trailer del quarto (Tur?ya, letteralmente il Quarto, in relazione allo stato di veglia, sogno e sonno profondo). Sai chi è Sat? (satii)? "Sat?" significa sposa fedele, ed è il nome attribuito alla prima moglie di Śiva. È detta "colei che si immola sulla pira funeraria del marito"; in definitiva è uno dei nomi della śakti (potere) di Śiva. Sat? è la saggezza dell'?tman ( Aatman). Nei Pur?na (puraana, testi appartenenti alla Tradizionescritturale della Smrti), Sat? è unita a Śiva a significare che la saggezza è prerogativa della divinità.
Karma è un termine sanscrito, e significa "azione". Questa parola ha molteplici significati, ma in special modo designa la serie causale che ci fa raccogliere nel corso delle vite successive il risultato di ciò che abbiamo fatto e pensato, e che spiega la condizione di esistenza attuale in quanto determinata dall'operato trascorso. Il karma presuppone la distinzione tra soggetto, mezzo, oggetto, azione e frutto ed è perciò relegato nella sfera di m?y? (maayaa=matrix) o dell'avidy? (avidyaa=ignoranza metafisica a livello individuale). Nella misura in cui determina merito (dharma) o demerito (adharma) si distingue in positivo e negativo. A causa del karma l'essere che non prende coscienza di sé in quanto Atman permane costretto nel perenne ciclo del divenire (sams?ra, samsaara) passando da una condizione di coscienza-esistenza all'altra.
Chi è Rama, chi è Tamla, chi è l'uomo del treno, chi è il francese, chi è l'oracolo? Che te lo dico a fare? Tanto tu hai capito e gli altri invece non capiscono nulla e portano la discussione su binari fuorvianti... Non pretendo che tu capisca, tra l'altro mi toccherebbe fare un trattato; e non pretendo nemmeno che tu ascolti con la speranza di capire, sempre per usare le tua stessa espressione. Nessuno vuole fare proselitismo, o imporre la propria visione sul significato implicito di un dato. Non pretendo nulla da te, per me puoi continuare a credere che matrix sia un film d'azione/fantascienza, e continuare a negarne pure il significato esplicito.
user225138
inviato il 10 Novembre 2021 ore 19:03
Fatevi vedere entrambi, ma da uno strizzacervelli davvero bravo!
Adieu, vi lascio alle vostre immaginifiche elucubrazioni.
user214553
inviato il 10 Novembre 2021 ore 19:14
Mi ero dimenticato di te agnostico.
Cosa significa che sei un'ateo militante di preciso? Che vai in giro a fare proselitismo sulla non-esistenza del dio teista? Ma qui nessuno ha parlato del dio teista, né di religioni teiste, né di filosofie teiste.. sei sicuro di sapere di cosa stai parlando?
Poi dici che tutto ciò che non è accompagnato da prove può essere smentito senza prove; ancora credo tu ti stia riferendo al teismo, poiché c'è forse bisogno di prove per provare l'esistenza? La coscienza? La veglia, il sogno, il sonno profondo?
In definitiva, credo che tu abbia un'immaginifica elucubrazione su cosa sia la gnosi, l'agnosticismo e l'ateismo! Inoltre, dopo avertene dato la possibilità, hai dimostrato di non poter intrattenere un dibattito; hai solo detto: "io sono curioso ma sono un militante dell'ateismo", per giunta senza sapere esattamente cosa l'ateismo sia o a cosa si riferisce. Adieu
Ciò non toglie che l'intero film veicoli un messaggio di verità: siamo in una prigione, questa prigione non ha sbarre; ..... È proprio questo il punto. Di questo vorrei parlare.
..................................................... Quanto siete consapevoli di essere dentro una prigione ? .....................................................
Chiamate questa prigione la matrice.
Ci si nati dentro e ne uscirete solo dopo la morte.
Credete davvero che non sia una prigione solo perché non ha sbarre visibili ?
Pensate davvero di essere liberi ? E liberi di fare cosa.. a parte quello che è stato stabilito che possiate fare ?
Avete mai provato a fare qualcosa fuori dal "fattibile e concepibile" e scoprire mille impedimenti che vi hanno poi fatto rinunciare ?
Eppure è tutto così facile da capire.
Che cosa ne pensi di questo argomento?
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