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L'allergia dei fotografi alla parola arte


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avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:08    

"Per fornire ulteriore spunto.
Queste sono le fotografie più pagate nella storia:
www.rivistastudio.com/fotografie-record-asta/

Il fatto che abbiano raggiunto tali valori non è ovviamente indice assoluto della loro "grandiosità".
Tuttavia il fatto che abbiano raggiunto certe cifre implica giocoforza che siano state battute all'asta e riconosciute più o meno direttamente come opere d'arte."

La professione del gallerista dovrebbe essere parificata a quella del t*fatore, approfittatore dell'altrui dabbenaggine, e perseguita legalmente. Immaginate di aver acquistato una fotografia pagandola migliaia di euro ed il giorno dopo riportatela al venditore dicendo di aver cambiato idea e statelo a sentire...

La fotografia è riproducibile all'infinito, a costo infimo.


user33434
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inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:22    

Non so se addentrarci nell'etimologia della parola "arte" ci possa aiutare, non per mancanza di voglia di affrontare il tema ma se partiamo dall'Estetica non ne usciamo più. Si è fatto accenno al complesso di inferiorità con cui la fotografia è nata: è molto più semplice tecnicamente rispetto alla pittura, manca " l'aura" che renda le opere uniche in quanto riproducibile per sua stessa natura etc.
Forse il nodo è qui, nessuno esita a definire artista un pittore, scultore, musicista o attore che conosciamo una sera e ci dice di essere tale, non gli chiediamo quali siano le quotazioni delle sue opere o quanto costa andare a vedere un suo spettacolo. Il solo fatto che dipingere, scolpire, suonare o recitare richiedano una qualche competenza non ottenibile in modo rapido ci fa accettare l'idea che siamo di fronte ad un artista di qualche tipo.
Forse è arrivato il momento che la fotografia si scrolli questo complesso da dosso e, per citare l'esempio fatto in precedenza, ponga il ragazzino che si fa il selfie alla stessa stregua del suo coetaneo che picchia sui tamburi a caso o scarabocchi con gli acquerelli.

La professione del gallerista dovrebbe essere parificata a quella del t*fatore, approfittatore dell'altrui dabbenaggine, e perseguita legalmente

A volte è così, nella maggior parte dei casi invece no. Non è così semplice come la stai mettendo tu.

user33434
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inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:47    

l'uomo della strada dovrebbe poter vedere un valore eccezionale in ognuna di esse.

Sembra un bel principio democratico ma è un'arma a doppio taglio. Se così fosse il valore delle opere e degli artisti sarebbe direttamente proporzionale al successo e ci perderemmo tante cose straordinarie.

user225138
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inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:48    

Usare la parola "arte" implica che se ne conosca il significato, questo implica una qualche riflessione filosofica.


Riflessione peraltro non banale, che prende le mosse da Wittgeinstein e finisce (per il momento) con la cosiddetta estetica analitica.

Si tratta di una branca della filosofia contemporanea i cui esponenti sono tutti anglosassoni, purtroppo. Una buona raccolta antologica è quella di Simona Chiodo, docente di estetica al Politecnico di Milano: https://www.amazon.it/cosa-arte-filosofia-analitica-lestetica/dp/88600

In estrema sintesi, ho notato che gli juzzini più attrezzati culturalmente si dividono - spesso inconsapevolmente - tra le posizioni di Weitz (che si ricollega a Wittgenstein) e quelle di Dickie. Per i primi il termine "arte" non può essere definita in modo rigido, ma riusciamo comunque a distinguere ciò che lo è da ciò che non lo è (così come Wittgenstein sosteneva l'impossibilità di definire in modo rigido il termine "gioco", pur essendone la nozione perfettamente chiara a tutti). Per i secondi, invece, ciò che conta è l'intento dell'artista e il riconoscimento da parte dell' artworld (secondo la definizione di Danto).

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:49    

Forse è arrivato il momento che la fotografia si scrolli questo complesso da dosso e, per citare l'esempio fatto in precedenza, ponga il ragazzino che si fa il selfie alla stessa stregua del suo coetaneo che picchia sui tamburi a caso o scarabocchi con gli acquerelli.


Pienamente d'accordo, sono tutti modi di esprimersi, di comunicare.


user225138
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inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:50    

La fotografia è riproducibile all'infinito, a costo infimo.


La questione è stata affrontata già negli anni '30 del novecento da Benjamin, arrivi tardi.

Il resto del tuo intervento, in effetti, trasuda una certa ignoranza sull'argomento.

user225138
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inviato il 13 Ottobre 2021 ore 17:52    

Il solo fatto che dipingere, scolpire, suonare o recitare richiedano una qualche competenza non ottenibile in modo rapido ci fa accettare l'idea che siamo di fronte ad un artista di qualche tipo.


Quest'idea è palesemente contraddetta da gran parte dell'arte moderna, da Jackson Pollock in qua.

user33434
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inviato il 13 Ottobre 2021 ore 18:07    

Simona Chiodo, docente di estetica al Politecnico di Milano: https://www.amazon.it/cosa-arte-filosofia-analitica-lestetica/dp/88600

Grazie, i riferimenti ad autori e testi mi fanno sempre molto piacere!

Quest'idea è palesemente contraddetta da gran parte dell'arte moderna, da Jackson Pollock in qua.

Quale idea? Quella che nel senso comune nessuno faccia fatica a definire artista un qualunque pittore, scultore etc. aldilà della sua quotazione?

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 18:11    

Il luogo comune che la fotografia rappresentasse la realtà era già stato smontato alla fine dell'ottocento.

Non è un luogo comune; si può anche accettare il fatto che una parte della fotografia abbia valore documentale, e chi la pratica voglia essere considerato fotografo e non artista.
Ciascuno la interpreti come creda, ma rispettiamo anche le scelte dei mestieri altrui. MrGreen

user33434
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inviato il 13 Ottobre 2021 ore 18:26    

si può anche accettare il fatto che una parte della fotografia abbia valore documentale, e chi la pratica voglia essere considerato fotografo e non artista.
Ciascuno la interpreti come creda, ma rispettiamo anche le scelte dei mestieri altrui.

Figuriamoci se non ho rispetto per Scianna, se potessi passarci cinque minuti a chiacchierare lo chiamerei come vuole lui Sorriso.
Scianna però non è tutti i fotografi, non credo che Moriyama o lo stesso Gursky se la prenderebbero se li definissimo artisti.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 18:38    

Sembra un bel principio democratico ma è un'arma a doppio taglio. Se così fosse il valore delle opere e degli artisti sarebbe direttamente proporzionale al successo e ci perderemmo tante cose straordinarie.
ma se ci pensiamo bene è proprio così. Van Gogh ai suoi tempi non era apprezzato e vendette solo un suo quadro a un amico. Oggi per noi Van Gogh unanimamente è riconosciuto uno dei migliori pittori che siano mai esistiti. La domanda che mi faccio spesso.... ma ai suoi tempi l'umanità era diversamente intelligente?

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 19:11    

Da questi discorsi scaturisce il fatto che arte e artigianato, da alcuni secoli, non siano più sinonimi, oltre al fatto che l'artigianato rimanga sempre tale, mentre l'arte risente di fattori che cambiano col tempo (cultura, simbologie, implicazioni filosofiche ecc.).
Ma tornando al tema fotografia, questa è nata in un'epoca in cui il concetto di arte non era già più sinonimo di artigianato, dunque la fotografia è arte? No.
Se prendere in mano una macchina fotografica e scattare, anche per professione, fosse arte, lo sarebbe anche prendere in mano un pennello e colorare un supporto; ma chi definirebbe artista un imbianchino che per tutta la vita dipinge di bianco o giallino pastello le pareti delle stanze dei suoi clienti?
Ma allora cos'è la fotografia? Fondamentalmente un linguaggio, che dispone di strumenti propri, come qualunque altro linguaggio, e con cui si può raggiungere il livello della poesia o limitarsi a riferire di aver visto un amico per strada (che è uno degli usi più frequenti sui social).
Vista così, non si può parlare di allergia dei fotografi alla parola arte più di quanto non si possa parlare della medesima allergia da parte degli imbianchini, dei giornalisti (sono forse tutti poeti?), degli scalpellini che squadrano conci per murature ecc.
Il vero problema è che al giorno d'oggi si fatica a definire cosa sia arte, con qualunque strumento o linguaggio venga realizzata, ma questo è un problema di crisi culturale molto più ampio.

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 19:23    

Ma allora cos'è la fotografia? Fondamentalmente un linguaggio,


+++++1 ;-)

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 19:23    

Non è un luogo comune; si può anche accettare il fatto che una parte della fotografia abbia valore documentale, e chi la pratica voglia essere considerato fotografo e non artista.


È un luogo comune nel senso che era la prima cosa che tutti credevano e pensavano e che andava per la maggiore tra la gente.
Ma già molti fotografi a fine ottocento avevano ampiamente dimostrato che la fotografia andava oltre alla rappresentazione della realtà, modificandola e negandola.
Anche a una parte della pittura dell'ottocento veniva riconosciuto un valore documentale.
Fotografo e artista sono la stessa cosa: non ha senso separarli.
È come voler separare un articolo di giornale "romanzato" e un racconto scritto. Il primo ha un valore documentale ma non può essere separato dall'arte del racconto

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 19:30    

BERGAT: "Oggi per noi Van Gogh unanimamente è riconosciuto uno dei migliori pittori che siano mai esistiti. La domanda che mi faccio spesso.... ma ai suoi tempi l'umanità era diversamente intelligente?"

No...come per molti altri, è morto ed è arrivato un mercante d'arte "sveglio".

Qualcuno ricorda il fenomeno promediatico dei quadri naif ? Qualcuno osservò che i veri naif erano gli acquirenti.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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