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Ma esiste qualcosa di nuovo nel mondo della fotografia ?


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avatarsenior
inviato il 15 Agosto 2021 ore 15:36    

Nuovo, inteso come assolutamente mai visto prima non credo sia possibile.
L'unica cosa che non avevo mai visto prima era questa foto (con un effetto che mi piacque moltissimo) scattata da Bruno Vitali:




Mi piacciono molto anche le foto di Teruhiko Tsuchida (ma non sono foto mai viste prima come tipologia):
1x.com/teruhiko77
Mi piacciono particolarmente quelle in cui i soggetti sono abbastanza sfocati.

Questa invece è una delle mie, ma non è qualcosa di mai visto prima.



avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2021 ore 0:38    

Penso che, quasi certamente, se qualcuno facesse foto mai viste prima nessuno se lo filerebbe. Compresi molti critici ed esperti vari.
Per soffermarsi su di un'immagine il nostro cervello deve decodificarne la struttura e cio' avviene anche in base al confronto con cio' che di simile abbiamo gia'visto.
Il troppo nuovo e' difficoltoso da interpretare, faticoso e poco gratificante per l'autostima di chi guarda.
Anche per questo motivo un tramonto o un gattino ricevono molti piu' like di un lavoro semiastratto.
PS, Teruhiko lo conosco e apprezzo da tempo, molto bravo.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2021 ore 1:41    

@Alessandro
Corretto a proposito del troppo nuovo, ma non è solo quello il motivo, a mio avviso ci mancherebbe, per cui si fa fatica ad identificare del nuovo: non basta che sia nuovo, ma anche avere una sorta di coerenza e una veste organica sensata; sono quasi sicuro che se in questo momento mi mettessi a fotografare quello che ho davanti agli occhi, cioè la testiera del mio letto, sarebbe qualcosa di nuovo: dubito però che possa essere di qualche interesse per chiunque, a parte la cerchia di antiquari.
Ora, se le foto (ma anche musica, pittura) che proponi interessa solo a quattro gatti, beh, forse il problema non è degli altri 7 miliardi di persone di questo mondo: un po' come la barzelletta dell'uomo in autostrada...

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2021 ore 4:49    

È un discorso complesso in cui entrano in ballo diversi fattori...però son quasi le 5, è meglio se vado a letto... MrGreen

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2021 ore 15:46    

Penso che, quasi certamente, se qualcuno facesse foto mai viste prima nessuno se lo filerebbe. Compresi molti critici ed esperti vari.

I critici e gli esperti non so, invece che nessuno, ma se lo filerebbe dubito. Credo dipenda molto dal soggetto in sé e da quanto sia raro o da quanto possa essere particolare la scena e/o il soggetto.
Pensa ai primi europei che videro l'ornitorinco. Chissà cosa avranno pensato.

Il troppo nuovo e' difficoltoso da interpretare, faticoso e poco gratificante per l'autostima di chi guarda.

Molto dipende dal fatto se questo nuovo ti stimola mentalmente ed attira moltissimo la tua attenzione e la riesce a mantenere abbastanza alta anche dopo poco tempo. Qualcosa può essere difficile da interpretare ed anche faticoso da farlo, ma se stimola la tua curiosità e la tua voglia di apprendere può diventare enormemente gratificante e, di conseguenza, la fatica percepita può essere minore. ;-)

Anche per questo motivo un tramonto o un gattino ricevono molti piu' like di un lavoro semiastratto.

Forse c'entrano anche le immagini e le associazioni mentali che un lavoro semiastratto può mandarti: se è qualcosa di piacevole ti attirerà di più, se è qualcosa di triste, disgustosto o pauroso probabilmente la persona percepirà un po' o molta repulsione nei confronti questo qualcosa di semiastratto.
Poi ci sono cose che si capiscono al volo (un gattino) ed altre che non le si capiscono o non le si condividono (ad esempio una scultura che viene definita arte, ma che molti non la considerano tale per vari motivi tra cui essere provocatoria e/o volgare).

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2021 ore 16:22    

Molto dipende dal fatto se questo nuovo ti stimola mentalente ed attira moltissimo la tua attenzione e la riesce a mantenere abbastanza alta anche dopo poco tempo. Qualcosa può essere difficile da interpretare ed anche faticoso da farlo, ma se stimola la tua curiosità e la tua voglia di apprendere può diventare enormemente gratificante e, di conseguenza, la fatica percepita può essere minore.

Ma infatti è fondamentale l'approccio di chi si appresta ad esperire qualcosa di cui ignorava l'esistenza o a cui non è abituato perché (appunto) secondo la "sua" struttura mentale non ha abbastanza strumenti per ricavarne degli stimoli.
C'è sempre di mezzo una questione di linguaggio, anche laddove, nei lavori più ricercati, i più si trovano spiazzati e/o disinteressati perché ciò che ne risulta è per lo più incomprensibilità.
Quindi, a meno che non si tratti di tecniche oggettivamente mai usate prima, sul piano individuale ci deve sempre essere una qualche risonanza (magari anche acerba, inconscia) per interessarsi/approfondire qualcosa che non si conosce(va); altrimenti si passa oltre con indifferenza (e magari anche disgusto). Per questo dicevo che si può relativamente parlare di "nuovo".
Poi è innegabile che ci sia una mentalità dominante che fa preferire i tramonti e i gattini o i Maneskin invece di John Cage (giusto per fare due nomi grossi). La maggior parte delle persone preferisce l'ovvio, il facilmente identificabile, l'immediatezza del significato...anzi, direi soprattutto il significato stesso come fine del proprio verdetto. Perché guai se una foto, un film, una musica non raccontasse nulla...siamo quasi allergici a ciò che magari non ha un significato circoscrivibile ma che potrebbe benissimo stimolare sensi e pensiero.
La ricerca, la (auto)critica, il disagio, la cultura...sono cose che vanno coltivate e non sono certo distaccate dalla vita che conduciamo.
Ma lo sapete anche voi (mi auguro).

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2021 ore 16:57    

Concordo Rombro. Alle volte ci si approccia al nuovo con entusiasmo, altre volte con timore/paura, altre volte con disgusto... etc. etc. Perché anche perché siamo influenzati dalle nostre aspettative, dai nostri gusti e dalle nostre esperienze ci hanno fatto diventare quello che siamo e che ci faranno diventare quello che saremo.

...siamo quasi allergici a ciò che magari non ha un significato circoscrivibile ma che potrebbe benissimo stimolare sensi e pensiero.

Sì, forse le emozioni ci arrivano inconsciamente e prima rispetto al pensiero razionale. Sperimentiamo sensazioni molto velocemente e solo in seguito riusciamo magari a spiegarcele razionalmente, perché capiamo in un secondo momento quale dettaglio o elemento ci ha stimolati in tal senso. Ma per fare ciò bisogna andare a fondo e cercare di capire cosa ci ha emozionato in un senso o nell'altro. Chi, superficialmente, vive un'emozione senza comprenderla, difficilmente capirà a fondo sè stessa/o, gli altri e le loro opere (artistiche o meno).
Poi alle volte mancano anche le basi per capire un'opere e se l'artista non te la spiega puoi anche non cap-irla, visto che non conosci quell'altra persona né il suo modo di ragionare (indipendentemente dal fatto di condividerlo o meno).

P.S. Vorrei capire, perché mi viene censurata la parola "Cap-irla". MrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Agosto 2021 ore 13:10    

Sul fronte musicale le cose si fanno anche più interessanti. La contemporanea (per intenderci non la classica dei nomi secolari che normalmente vi si associano) è forse la sola realtà che offra cose "nuove", sebbene l'avanguardia non sia certo materia fresca, in musica. Non so a cosa ti riferisci, Madrano, ma se parli di opera forse intendi già qualcosa di ancora molto tradizionale. Comunque in ambito sperimentale, si muove per fortuna ancora un bel mondo che porta avanti l'interesse per la ricerca sonora. L'interesse e lo stimolo manca da parte nostra, che il più delle volte non sappiamo nemmeno che certe realtà esistono e nemmeno sentiamo la necessità di andarle a cercare.


Il problema della musica contemporanea è, secondo me, questo: quante delle musiche che si possono ascoltare in prima esecuzione assoluta arrivano poi ad avere una seconda esecuzione?
Come mai?

avatarsenior
inviato il 17 Agosto 2021 ore 15:26    

Non mi risulta che ci sia questo problema. Certamente, parlando strettamente di contemporanea (cioè per lo più gli ensemble), si tende a dare più spazio alla classica accademica (da Bach alla dodeca*fonica) ma, appunto, ci sono realtà belle solide, per lo più tra Francia, Austria e Germania, che sono proiettate sulla contemporanea più slegata dai canoni accademici (inclusione dell'elettronica, processione del suono acustico, etc.) che di possibilità e finanziamenti ne hanno a sufficienza per continuare a realizzare lavori di composizione moderna.
Poi, per rimanere più larghi, mi riferivo anche a tutti quei musicisti e compositori (che non per forza hanno avuto una formazione accademica) e che sono spesso loro stessi gli esecutori. Quindi dalla musica concreta all'elettroacustica al field recordings etc. Sono veramente tanti ma sono circuiti che esistono e continuano a produrre e suonare (covid permettendo), per fortuna Sorriso

avatarsenior
inviato il 17 Agosto 2021 ore 17:48    

'nsomma... secondo me c'è una parte dei compositori moderni, quelli che scrivono musica di impronta più accademica, che si sono persi il pubblico... ok parlare di finanziamenti (soprattutto pubblici) che permettono di continuare l'attività, ma quando un genere musicale vive solo di quello e non di gente che paga il biglietto per ascoltare inizia a puzzare di cadavere...
(ovviamente covid a parte, quella è un'altra storia, per il settore musica e spettacolo quello è una vera emergenza)

avatarsenior
inviato il 17 Agosto 2021 ore 18:23    

Ma i finanziamenti servono per investire sui progetti, le performance, etc. Poi è chiaro che quando c'è un pubblico nei concerti ci sono spettatori paganti. La classica accademica più che mai poi...non direi proprio che ha perso pubblico. I vecchi che vogliono ancora sentire la roba classica non mancano mai, basta vedere gli auditorium o i teatri. Sono semmai i compositori moderni che sono più di "nicchia" però fuori dall'Italia non sono realtà che hanno tanta difficoltà ad essere seguite/supportate. In Italia, togliendo lo storico festival Angelica di Bologna, e le proposte più attente allo sperimentale nel milanese o qualche festival/concerto occasionale, non c'è quasi niente che offra certa musica. Comunque la fruizione penso sia molto più improntata sul digitale, vedi bandcamp, soundcloud, etc. È anche grazie a questi canali che la musica più underground riesce ad avere spazio.

avatarsenior
inviato il 18 Agosto 2021 ore 14:49    

Esiste sempre qualcosa di nuovo

Ogni mattina si sveglia un artista

Abbassa i suoi occhi sul mondo

A volte con fatica

Poi crea


avatarsenior
inviato il 18 Agosto 2021 ore 15:45    

Si esiste.
La Fotografia Mentale.
Te la scatti da solo nella tua mente.
Se la vuoi fare vedere agli altri,
gliela racconti a parole.
ATTENZIONE
Non va messa per immagini
altrimenti svanisce.

avatarsenior
inviato il 18 Agosto 2021 ore 16:52    

I.Felix tu forse ci scherzi ma in effetti l'immagine è la morte del pensiero.

avatarsenior
inviato il 18 Agosto 2021 ore 18:23    

Ma esiste qualcosa di nuovo nel mondo della fotografia ?


questo secondo me non l'avete mai vistoMrGreenCool
www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=3510548

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