user86925
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 17:20
“ permettimi „ permettiti pure, hai ragione, neanche i rullini a pellicola negativa sapevo usare perchè le fotocamere mi costringevano ad invertire l' emulsione per realizzare una pellicola Redscale |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 18:01
Nove ma se anziché fare tutte quelle manovre per invertire la pellicola per fare una redscale, ci metti un filtro rosso o arancione scuro davanti l'obiettivo non ottieni lo stesso risultato |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 19:00
Ma se la pellicola la usi per l'uso per cui è stara progettata non è meglio? |
user86925
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 19:04
“ ci metti un filtro rosso o arancione scuro davanti l'obiettivo non ottieni lo stesso risultato „ non saprei, troppo difficile, bisognerebbe provare... “ Ma se la pellicola la usi per l'uso per cui è stara progettata non è meglio? „ e il divertimento dove va a finire ? |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 19:31
Il problema della pellicola è che risulta molto difficile "parlarne". I video possono anche essere interessanti, ma effettivamente con l'analogico c'è una serie di variabili talmente grande, che discutere di risultati attraverso qualcosa che non sia la condivisione di una camera oscura o quantomeno l'avere le stampe sotto mano (e cognizione di causa), è veramente complicatissimo... Di sicuro comunque è meglio vedere una comparazione secca di risultati, sperando che proprio queste tante variabili siano mantenute, per quanto possibile, ai minimi termini, piuttosto che leggere di Tizio o Caio estasiati dalla Tri-X "per la sua resa", "resa" valutata da una scansione approssimativa di qualcosa che è stato sviluppato male e scattato peggio. Internet e social purtroppo non vanno d'accordo con l'analogico. Certo, si può parlare di macchine, di supporti, di processi, ma non di risultati, se non in modo estremamente personale. |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 19:47
Beh certo Nove, se si parla di divertimento il discorso cambia. Del resto c'ê gente che la Velvia la espone come fosse un'Agfachrome, quindi da questo punto di vista non si discute. |
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 22:49
Effettivamente le variabili sono tante. Utilizzare lo stesso sistema per cercare di fare un confronto diretto tra due pellicole può aver senso ma c'è il rischio che magari la procedura sia più “congeniale” ad una delle due e ciò di fatto rende meno attendibile il test. Però meglio di niente e serve comunque anche solo come curiosità |
user86925
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inviato il 03 Giugno 2021 ore 23:23
“ Utilizzare lo stesso sistema per cercare di fare un confronto diretto tra due pellicole può aver senso ma c'è il rischio che magari la procedura sia più “congeniale” ad una delle due e ciò di fatto rende meno attendibile il test. „ si è vero però almeno confrontando le stesse foto ci si può fare un idea del risultato ottenibile... |
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inviato il 04 Giugno 2021 ore 0:01
Si infatti. A me piace sempre guardare questi confronti pur sapendo che poi la realtà può essere anche molto diversa. |
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inviato il 04 Giugno 2021 ore 0:05
Premesso che la percezione del colore è soggetta alle valutazioni ed ai gusti personali , (come tanti altri oggetti che si impongono alla nostra attenzione..), ai tempi dell'analogico la Velvia 50 è la pellicola invertibile che ho usato quasi esclusivamente nella fotografia di paesaggio. Certamente non la si può definire "realistica", in quanto aveva un "carattere" decisamente personale e particolare..., ma la resa di una dia scattata e proiettata con questa pellicola, non aveva confronti... ed era in grado di suscitare emozioni uniche. Ovviamente una pellicola di sensibilità così bassa (che peraltro molti preferivano settare a 40 ISO), richiedeva precisione di esposizione ed ovvie precauzioni in ripresa, considerando che gli obiettivi stabilizzati sono arrivati sul mercato molto più tardi. Come afferma giustamente Paolo, un confronto di pellicole negative lascia un pò il tempo che trova, soprattutto affidandone sviluppo e stampa ai laboratori. La stessa pellicola, affidata al medesimo laboratorio in tempi diversi poteva dare risultati diversi... per tutte le variabili che conosciamo... L'unica pellicola negativa che non mi ha mai deluso è stata la Fuji Reala 100 , che ho utilizzato soprattutto in servizi professionali di cerimonie, sia in formato 135, sia in medio formato. Premetto che ho sempre affidato sviluppo e stampa a laboratori professionali di mia fiducia e che mia garantivano una sufficiente costanza nei risultati. La Reala 100 effettivamente aveva (non è più in produzione), una resa diversa da altre pellicole, ed una nitidezza apparente molto elevata. La sua resa piaceva molto anche ai miei clienti... e ciò era già un valido motivo per farne uso. Forse questo post non è particolarmente in tema con quello iniziale... ma ho colto l'occasione per ... tornare un pò indietro nel tempo. |
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inviato il 04 Giugno 2021 ore 0:14
“ si è vero però almeno confrontando le stesse foto ci si può fare un idea del risultato ottenibile... „ Mica tanto purtroppo... L'impatto finale di una serie di variabili non è una somma, ma una moltiplicazione (ahimè). Questo significa che una piccola differenza nell'esposizione, una piccola differenza nei tempi di sviluppo, una piccola differenza nelle temperature, senza considerare altre 100 variabili, alla fine hanno un impatto mostruoso. Oltretutto utilizzare la stessa chimica di sviluppo sarebbe un errore già in partenza, perché ogni pellicola ha un suo "meglio" (per quanto relativo), con determinate chimiche. Usare sempre la stessa su film diversi non elimina una variabile, al contrario ne aggiunge un'altra. Per completare il tutto c'è poi il passaggio nello scanner e il successivo sviluppo digitale. Vale quanto detto per la chimica: mantenere 1:1 la stessa post-produzione non elimina la variabile, la inserisce. Il corretto modo di comparare, a mio avviso, deve prevedere il confronto tra i supporti utilizzati e trattati "al loro meglio". Quindi, per ogni pellicola, scegliere in modo consapevole l'esposizione giusta, la chimica giusta, i giusti parametri di sviluppo, la giusta carta, ecc... Il problema è che questo "meglio" è molto soggettivo, a meno che il test non si effettui in modo molto controllato, leggasi "sensitometria". |
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inviato il 04 Giugno 2021 ore 1:28
c'é un equivoco di fondo in alcuni interventi, lo scopo di questi confronti non ê trovare il meglio, o quella dai colori più piacevoli, lo scoopo é a parità di condizioni vedere le differenze tra pellicole, almeno c'é una base su cui cominciare a valutarle le differenze insomma già ci si può fare un'idea di una determinata pellicola, una tende più al ciano e l'altra al magenta, alcune chiudono più i neri, altre sono più morbide nei contrasti, la Kodak Gold ha per esempio toni caldi e qui vengono confermati in tutti i confronti, quindi tutte ste variabili non cambiano la natura di una pellicola se non metti una foto di fianco all'altra queste piccole sfumature di contrasti e colori ti ci vogliono 10 rullino per capirlo, almeno il cinese ti agevola il compito, può dare conferma a ciò che vedevi, e se vuoi provare qualche pellicola nuova ti da un'idea di cosa aspettarti una cosa che mi ha sorpreso, io che avrò scattato max 3 rullini in BN, e che alcune non appaiono proprio BN, cose fossero leggermente seppia, altre ciano, alcune invece coerentemente BN, me ne dono accorto vedendo le foto una di fianco all'altra, se non fosse stato così non ci avrei fatto caso, ma mi chiedo anche se sia normale |
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inviato il 04 Giugno 2021 ore 9:00
L'unica pellicola negativa che non mi ha mai deluso è stata la Fuji Reala 100 , che ho utilizzato soprattutto in servizi professionali di cerimonie, sia in formato 135, sia in medio formato. Perfetto Frank, non posso che quotare anche se, va detto, la Reala ha sempre dovuto pagare pegno nei confronti di alcune pellicole Kodak, la Portra 160 in particolare, ma non solo essa, a causa delle eccellente fama di queste ultime come pellicole da ritratto e cerimonia... nomea (in gran parte, va detto, meritata) che queste emulsioni Kodak si sono portare dietro sin dai tempi, archeologici ero ragazzo, delle Vericolor 100. Ma davvero la Reala aveva poco da invidiare alla Portra e, a mio modesto avviso, era anche preferibile rispetto a quella che la stessa Fuji indicava come pellicola di riferimento per quel genere fotografico, la NPL 160! |
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inviato il 04 Giugno 2021 ore 9:05
Personalmente penso che la cosa migliore per fare un confronto tra pellicole sia provarle in prima persona... Per Lomography e CesareCallisto: ho fatto un Ilford HP5+ e un Delta 400 con la mia Zorki 4 (presa da Fotodotti un mese fa e praticamente perfetta), ora devo sviluppare! Una fotocamera divertentissima! Ciao Angelo |
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inviato il 04 Giugno 2021 ore 9:05
Il corretto modo di comparare, a mio avviso, deve prevedere il confronto tra i supporti utilizzati e trattati "al loro meglio". Quindi, per ogni pellicola, scegliere in modo consapevole l'esposizione giusta, la chimica giusta, i giusti parametri di sviluppo, la giusta carta, ecc... Il problema è che questo "meglio" è molto soggettivo, a meno che il test non si effettui in modo molto controllato, leggasi "sensitometria". Tutto giusto Gibus, ovviamente, ma alla fine senza andare troppo a impelagarsi in prove che poi rischiano di diventare troppo scientifiche e troppo poco calate nella realtà operativa del momento, basta affidarsi a quelle che sono le direttive di sviluppo consigliate dalla casa perché che diamine... se quella pellicola l'hanno progettata loro chi meglio di loro può indicarci il modo migliore per trattarla? |
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