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inviato il 06 Aprile 2021 ore 17:00
Sull'inglese da migliorare certo che si, e non solo da noi, anche in Germania, ad esempio, visto che sanno, si e no, tre parole e quasi sempre solo i giovani. Sul servizio clienti, se pago, e pure tanto, pretendo l'italiano e la competenza sulla risposta, altrimenti, mollo e vado di altro fornitore, visto che sono io a pagare. |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 17:11
Ovviamente é sempre una questione di scelta. A tendere però credo che troverai sempre maggiore difficoltà a trovare l'italiano. La competenza indubbiamente é fondamentale, non sempre é così, ma pagheremo per quella. Da un lato può essere vantaggioso nel senso che ora per ogni paese devono trovare qualcuno che sa la lingua, se tutto é in inglese serve solo qualcuno competente e le probabilità aumentano. Ovviamente vale anche per altre lingue |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 17:31
E' solo una questione di crisi e di restrizione delle saccocce. Guarda Canon, sulle macchine ITA ti da un set di manuali in più lingue, italiano compreso, tutte in brossura, che ti ritrovi una biblioteca in miniatura per ogni macchina, io non so nemmeno dove li ho infilati, perché ho un eBook con tutti i pdf ITA nello zaino. Poi, che discorsi, se parliamo di prodotti stranieri economici, mi sta pure bene il service ENG, se fatto bene, ovviamente, non come la Iomega, ad esempio, dove una mia unità Firewire non andava e quelli del support mi dissero di andare di service, quando, sul loro sito del support, c'era il fix per quel problema, disponibile per il download, e mi hanno pure ringraziato di averglielo detto, beh, queste so' figuracce eh, e belle grosse. Ma tornando al discorso lingua, se io mi compro una reflex da 8 mila euro, un'ottica da 6 mila e qualcosa non va, il supporto in italiano corretto e farcito da debita competenza, lo esigo, altrimenti, per quanto mi riguarda, possono tranquillamente andare per prati. |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 17:35
@MatteoGroppi Ok conoscere l'inglese, ma non vedo perché mai questa lingua debba sostituirsi all'italiano. Non è una questione di padronanza della lingua, ma di attenzione alla clientela. La lingua madre sarà sempre più naturale è comprensibile. Pensare che sia l'acquirente a dover adattarsi alle politiche della ditta è per me assurdo. Capisco in mercati di nicchia la necessità a ridurre i costi, dove il servizio clienti è gioco forza legato ad un'unica sede, e per praticità si parli inglese. Assolutamente incomprensibile e controproducente avere una grossa ditta, con sede anche in Italia, che non dia il supporto in lingua italiana. Sono scelte dell'azienda, possono farlo benissimo senza problemi. Aggiungo anche un'ulteriore opzione: in caso di prodotti importati da una ditta terza (come Fowa o rinowa per intenderci), può appunto l'importatore stesso fare da “tramite” tra cliente ed azienda (come già dovrebbe essere), salvando capra e cavoli |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 17:37
Certamente che é una questione economica. Cosa non lo é? Banalmente é più semplice per loro e più economico e forse anche più sensato alla fine. Se poi questo non ti convince come dici tu nessuno ti obbliga ad acquistare o acquistare quel marchio. Solo che quasi tutti i colossi si stanno orientando verso un assistenza non legata a un luogo, chiamando assistenza Microsoft con un contratto legato a azienda partner ci é capitato di parlare con un tecnico turco o americano |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 18:34
che poi se dovessimo proprio dire, le lingue piu' diffuse dovrebbero essere spagnolo e francese... E' vero pero' che l'inglese e' diventato lingua universale (sopratutto perche' tutti gli sviluppi tecnologici partono da li). Io penso che, invece di ostinarci a parlare questa lingua divenuta oramai poco piu che un dialetto. Effettivamente dovremmo dichiarare il mondo una colonia anglofona e rassegnarci ad imparare, finalmente, le lingue straniere. Del resto, se dobbiamo diventare i camerieri/cuochi del mondo, almeno dovremmo capire gli ordini dei signori. |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 18:43
@ Salt In Germania, e i giovani eh, sanno solo dire, a little bit. Prova a parlare inglese con uno coi capelli bianchi, sai le risate. Una vola, in un Rasthof, sulla via per Garmisch Partenkirchen, dove facevo il pieno praticamente tutti i giorni, per indicare al titolare anziano una confezione di 4 mini stilo Varta, perché non capiva l'inglese, mi ci presi pure una parolaccia, intervenne la figlia, con un sorriso sgargiante, e te credo, 90 euro di gasolio a botta, ahivoja a soride. Per non parlare di Monaco, quando, in una birreria top in centro/Tal, chiedo il menù in italiano e me lo sbattono sul tavolo dicendomi "italienish" con un tono dispregiativo. Me lo so' guardato e, in romano doc, j'ho fatto " Ahò, datte na' calmata perchè io Te pago eh", e l'ha capito il romanaccio, hai da vede come l'ha capito. “ Del resto, se dobbiamo diventare i camerieri/cuochi del mondo, almeno dovremmo capire gli ordini dei signori. „ Dovresti essere insignito del Collare Della Santissima Annunziata per questa frase. E sei stato pure molto educato, io avrei detto i pulisci ces*i del mondo ue. |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 20:21
Boh, io tutta questa idiosincrasia per l'inglese non la capisco e mi chiedo se il "vendi in Italia, devi usare l'italiano!" sia una vera convinzione o piuttosto sia dettata dall'ignoranza della lingua. Ho avuto parecchio a che fare con il supporto di Oracle e Red Hat: se avessi preteso di usare sempre l'italiano sarei ancora alle prese con metà delle segnalazioni e vi assicuro che, soprattutto per Oracle, il costo del supporto non è esattamente economico... |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 20:51
Non è idiosincrasia Cris. Io non lo parlo da madre lingua, ma ne ho piena padronanza sullo scritto, diciamo inglese commerciale, senza il quale, con tutti gli acquirenti esteri, starei fresco. Molti dei miei clienti, a volte, pretendono anche la traduzione nella loro lingua e sai perché, perché vendo worldwwide e, per taluni, la cosa, è quasi vista come un obbligo, ...., quindi, non siamo solo noi italiani, per fortuna ci sono l'inglese e Google Translate e si riesce ad andargli incontro in qualche modo. Mi ricordo di una telefonata al support di US Robotics, per un loro prodotto, all'epoca, non solo top di gamma ma, direi, in monopolio, il modem Courier iModem ISDN & V34, poi divenuto V everything. Mi richiamò un signore, che parlava un perfetto italiano, col suo accento, mi pare dal Portogallo, ne rimasi stupito. Comunque, ci sono anche persone, che non si sono aggiornate con le lingue, che, magari, hanno anche una discreta età e poca voglia di farlo, che ti spendono migliaia di euro in prodotti, lì che fai, gli rispondi in inglese, magari su un problema tecnico di una reflex, come si fa. |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 21:31
“ mi chiedo se il "vendi in Italia, devi usare l'italiano!" sia una vera convinzione o piuttosto sia dettata dall'ignoranza della lingua „ Nel mio caso è entrambe: da un lato so cosa significa parlare BENE una lingua (l'italiano) e parlare BENE una lingua straniera (il greco moderno, purtroppo, non l'inglese), e so che il mio livello di inglese è lontano dalla perfezione, dall'altro, scusa eh, ma dovrei essere io che PAGO ad adeguarmi a colui a cui do i miei soldi? E' lui che prende i soldi, è lui che si DEVE adeguare. Altrimenti quei soldi li do ad un altro, dato che sono MIEI. |
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inviato il 06 Aprile 2021 ore 21:47
“ Altrimenti quei soldi li do ad un altro, dato che sono MIEI. „ E' ciò che penso anch'io Alvar. Il fatto è che, un po' la moria di soldi e il conseguente risparmio, un po' chi si comporta da monopolista, alla fine, ci scappa di tutto. Non mi sono stupito di quanto ha detto Rcris su Oracle ma, del resto, sono loro, e sono lassù. E, qualcuno che è lassù, a volte, fa il bello e il cattivo tempo. |
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inviato il 07 Aprile 2021 ore 8:07
Se ammettiamo che esistano sistemi diversi di misura, norme di condotta diverse, abitudini diverse... pensiamo solo al casino generato dall'avere pesi diversi, misure in pollici, o anche solo la guida a dx-sx. alla fine dovremmo ammettere che lingue diverse hanno un motivo di esistere. Questo senso di colpa (tutto italiano) e di esterofilia secondo cui se non parli almeno una lingua straniera sei uno zotico incolto , non so da dove derivi. Questo servilismo ad oltranza secondo cui dovremmo tutti conoscere le lingue estere per poter rispondere ad un inglese in visita che chiede informazioni. Perche' dovremmo, e sono il primo a cadere nel tranello, im×re una lingua come l'Italiano infarcendola di termini inglesi? L'altro giorno in dogana ho detto al doganiere che avevo con me un calcolatore. Questo, interdetto, ha preteso di vederlo. Salvo poi sbottare: " e poteva dirlo subito che era un computer!". Un francese non avrebbe mai accettato di definire computer..un ordinateur.. |
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inviato il 07 Aprile 2021 ore 8:37
Il linguaggio internazionale legato alla tecnologia é l'inglese. Questo permette una base comune e semplifica le cose. É inutile fare i fieri difensori della lingua italiana, é più utile capire che a volte dietro ci sono scelte logiche sia per una questione di business che di praticità Il nostro potere da compratori é banalmente quello di non acquistare, le case invece puntano a un business profittevole. Quindi se il nostro non comprare si traduce in una perdita sicuramente interverranno per cambiare le cose in caso contrario banalmente la nostra pretesa non era significativa |
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inviato il 07 Aprile 2021 ore 8:49
Sono d'accordo anche io nell'evitare quando possibile l'uso di termini inglesi (ed infatti, giusto per fare un esempio, di solito scrivo pieno formato e non fullframe o fotogramma invece di frame anche se qualche volta quando sono di fretta mi scappa la versione inglese). Però ormai l'inglese è diventato il linguaggio di comunicazione internazionale, quello che voleva essere l'esperanto quando è nato. Non confondiamo le lingue native più parlate al mondo (cinese, spagnolo), con la lingua più usata per comunicare internazionalmente (l'inglese). Visto che ormai dagli anni '70 lo si studia a scuola (perlomeno chi non è stato sfortunato da capitare in classi in cui si studiava il francese o il tedesco) io non capisco tutta questa avversione, ora poi lo si studia già alle elementari (potete approfittarne mentre aiutate i figli a studiare). In ambito fotografico basta una conoscenza di base, non dobbiamo leggere Shakespeare... Poco tempo fa c'è stata una discussione sul "dramma" di Nikon che non traduce più in italiano i manuali delle ultime fotocamere... boh, io non ho mai usato una fotocamera in italiano! Anche perché spesso le traduzioni non sono granché. Vi dico la verità, a volte faccio meno fatica a leggere un testo in inglese che la sua traduzione italiana fatta con google translator! |
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inviato il 07 Aprile 2021 ore 9:23
intendiamoci.. sono un "emigrato", Vivo in un paese che ha tre lingue nazionali.Per essere assunti, ma anche solo per viverci, e' necessario conoscerle tutte e tre. Lavoro in un settore in cui l'inglese e' d'obbligo. Non credo di essere prevenuto nei confronti delle lingue straniere. Ma credo che un produttore ABBIA L'OBBLIGO di redigere i suoi documenti informativi nella lingua del paese in cui VENDE. Altrimenti si chiama colonialismo. Non e' l'acquirente che DEVE RINUNCIARE all'acquisto. E' il PRODUTTORE che, come si adegua a tutte le norme necessarie per l'importazione, DEVE adeguarsi alla lingua. Esattamente come un Inglese, che per vendere in Italia ha l'obbligo di esprimere le misure in litri e kg invece che libbre e galloni. Per poter vendere in Italia devo apporre simboli e superare certificazioni specifiche? Certamente. Allora non vedo perche' non dovrei PRETENDERE che cio' che compro sia LEGGIBILE?. Anche il concetto di una lingua internazionale "tecnica" ha valore solo secondario...la maggior parte della manifattura e' cinese. I telefoni e le fotocamere son costruite in Cina.. su questo principio dovremmo usarle con gli ideogrammi.. La lingua internazionale tecnica dovrebbe essere infatti il Cinese. Alla fine, chi sostiene che e' l'utente a doversi preoccupare se non conosce la lingua, a mio avviso e' soggiogato da un falso senso di superiorita' verso chi invece non conosce l'inglese. |
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