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Fan Ho. Non lo conoscevo..


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avatarsenior
inviato il 23 Gennaio 2021 ore 13:48    

Ottimo

user86925
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inviato il 23 Gennaio 2021 ore 15:49    

Anche James Whitlow usa tecniche particolari, sfocature, vignettature, mosso intenzionale..., nelle sue rappresentazioni fotografiche, perché questi ti conquistano e quelli usati da Fan Ho, molto meno "estremi", invece no?
Non è una domanda provocatoria, mi piace(rebbe) veramente capire perché certi artifici delle immagini ci colpiscano, mentre altri no.


non saprei esattamente, come dicevo digerisco poco la mancanza di uniformità tra i formati orizzontali/verticali nelle foto di Fan Ho (che poi parte sempre da uno negativo quadrato, se non sbaglio usava una rolleiflex) e anche la manipolazione in certe foto nella camera oscura mi fa storcere il naso come Approaching Shadow dove ha aggiunto l' ombra triangolare fino ai piedi della ragazza...le sue foto mi sembrano che puntino molto sul risultato estetico cercando nei soggetti ripresi pose emblematiche quasi posate, come in un linguaggio publicitario dove si cerca un perfezionismo tecnico che supera un dato oggettivo di realtà lasciandomi l' impressione che il suo sguardo abbia poco da raccontare perchè controlla luci ed ombre come fosse in una sala posa, mi sembrano finte troppo costruite ed artificiose e non mi appassionano, le trovo a volte stucchevoli, da questo punto di vista sono molto attuali...


mentre le foto di James Whitlow Delano usa certi artifici come una spezia ben dosata in qualcosa di consistente, le sue foto mi parlano, le trovo vere, realistiche, hanno un anima e scalda la mia, riesco ad entrare nel suo mondo visivo e accende connessioni con mondi e realtà mai viste prima...

Fan Ho invece mi lascia freddo, distaccato, come se osservassi le sue foto attraverso una vetrina, so che non potrò mai entrarci, gli occhi ringraziano ma la mia mente non ha spazio per vagare...
ma non voglio criticare nessuno, anche perchè non ne ho le competenze, mi limito a parlare di mie sensazioni...
è sicuramente questione di gusti, quando l' aspetto estetico di una foto supera quello narrativo, descrive con la luce giusta, la posa giusta senza lasciare spazio ad interpretazioni, collegamenti, fantasie, illusioni...so che alla foto successiva l' avrò già dimenticata...


user215205
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inviato il 23 Gennaio 2021 ore 16:55    

Comprendo quanto da te scritto riguardo Fan Ho, è vero che usava, prevalentemente, se non esclusivamente, il formato quadrato in ripresa, ma non ci trovo nulla da criticare nel fatto che poi ritagliasse l'inquadratura, e nemmeno l'aggiunta a posteriori di elementi, anche gli artifici usati da JWD sono elementi aggiunti, prima o dopo, poco conta.
Io sono dell'idea che nella fotografia non ci sia nulla di reale, e nemmeno di verosimile, cominciamo a manipolare il reale nel momento stesso in cui scegliamo la focale, il punto di ripresa, il tempo ed il diaframma, lo rappresentiamo, interpretiamo è meglio, secondo il nostro sentire, tali interpretazioni, tradotte in immagini, vengono a loro volta interpretate dall'osservatore, a seconda del suo sentire. Questo ritengo sia valido non solo per il reportage, per me il più grande "falsario" nella storia della fotografia, è Ansel Adams, i luoghi rappresentati nelle sue foto non esistono, ci sono fisicamente, li visiti, ma hanno poco, o nulla, della bellezza che presentano nelle immagini, sono dei semplici spunti, elaborati da Adams fino a divenire quelle magnifiche vedute che tutti conosciamo, sono delle interpretazioni, arbitrarie ma non illegittime, del reale.
Fan Ho e JWD, fanno la stessa cosa, solo che il primo usa un sentire che è condizionato da una cultura molto diversa da quella occidentale.

avatarsenior
inviato il 23 Gennaio 2021 ore 17:47    

Fotografo che personalmente apprezzo moltissimo

avatarsenior
inviato il 23 Gennaio 2021 ore 18:15    

Io sono dell'idea che nella fotografia non ci sia nulla di reale, e nemmeno di verosimile, cominciamo a manipolare il reale nel momento stesso in cui scegliamo la focale, il punto di ripresa, il tempo ed il diaframma, lo rappresentiamo, interpretiamo è meglio, secondo il nostro sentire, tali interpretazioni, tradotte in immagini, vengono a loro volta interpretate dall'osservatore, a seconda del suo sentire.


Personalmente credo sia questa la magia della fotografia. Rappresentare quello che il nostro occhio non coglie. Fermare il tempo, gestire ombre e luci, il panning, le focali aperte o quelle strettissime, i punti di ripresa improbabili.

Questo attira, proprio perché non lo vediamo. La macchina fotografica si.

avatarsenior
inviato il 23 Gennaio 2021 ore 19:10    

Io non sono stato a hong kong ma in altre città del sud est asiatico si e credo che abbia reso bene certe atmosfere e certi contrasti

avatarsenior
inviato il 24 Gennaio 2021 ore 0:40    

Molto bravo , un punto di rifermento.

Ha un unico difetto : libri introvabili ( centauro rosso , aspetta e spera su Amazon : sono due anni che ce l'ho in preordine ) se non usato a prezzi folli.

avatarsenior
inviato il 24 Gennaio 2021 ore 11:26    

@lastprince lo preordino anche io.


user86925
avatar
inviato il 24 Gennaio 2021 ore 12:22    

per me il più grande "falsario" nella storia della fotografia, è Ansel Adams, i luoghi rappresentati nelle sue foto non esistono, ci sono fisicamente, li visiti, ma hanno poco, o nulla, della bellezza che presentano nelle immagini, sono dei semplici spunti, elaborati da Adams fino a divenire quelle magnifiche vedute che tutti conosciamo, sono delle interpretazioni, arbitrarie ma non illegittime, del reale.
condivido questo punto di vista...

Io sono dell'idea che nella fotografia non ci sia nulla di reale
anch' io....
però penso che rifletta la realtà che il fruitore vuole vederci, condizionata a suo modo dalle proprie esperienze culturali e dalla sensibilità verso il linguaggio scelto dal fotografo nel rappresentare la sua visione...

Fan Ho e JWD, fanno la stessa cosa, solo che il primo usa un sentire che è condizionato da una cultura molto diversa da quella occidentale.
non saprei, forse sbaglio ma a me sembra che Fan Ho abbia una poetica molto occidentale, ci vedo rimandi simbolici e spettacolarizzazione dei soggetti, geometrie create da ombre e luci che portano ad una composizione razionale degli elementi, non percepisco nulla di spirituale o trascendentale, sono foto molto descrittive e concrete....
non che cambi il valore delle sue foto e probabilmente la mia è una lettura superficiale e povera di argomentazioni valide ma vorrei capire meglio cosa apprezzate dalle sue foto, non voglio di certo fare una crociata contro, ho cercato di esprimere su invito qualche motivazione sulle mie titubanze...


user215205
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 14:25    

, forse sbaglio ma a me sembra che Fan Ho abbia una poetica molto occidentale


La fotografia, pur non essendo linguaggio, è una forma di comunicazione, in quanto tale, il fruitore coglie in essa per primi i messaggi che più facilmente gli sono consueti, è normale pertanto che, anche ad un analisi approfondita, l'opera di Fan Ho, possa apparire molto occidentale, ma la sua base culturale è un'altra.
Prendiamo ad esempio una delle immagini più famose, coloredigitale.net/immagini/fotografi/fan-ho1.jpg

Qual'è il soggetto dell'immagine, la donna o la geometria data da luci ed ombre? Dal nostro punto di vista culturale, in cui l'individuo è al centro, è la figura femminile, però pensiamoci bene, quanti di noi le avrebbero riservato uno spazio così esiguo nell'immagine? HCB, tanto per citare uno sconosciuto qualsiasi, avrebbe potuto realizzare una tale foto? Nella cultura cinese, ed orientale in generale, l'individuo ha un ruolo fortemente marginale rispetto all'insieme, nel confucianesimo l'individuo può, e deve, esser sacrificato per il bene della comunità, cosa da noi inconcepibile.
Saputo questo, il soggetto dell'immagine è ancora la, piccola, figura femminile?
Analizziamo anche l'ambiente, è sicuramente un manufatto umano, ma, a parte questo, non ne sappiamo nulla, ancora una domanda, quanti di noi, nel fotografare, escludono qualsiasi riferimento che possa ricondurre alla funzione dello spazio rappresentato?
La mia è, senza dubbio alcuno, un'analisi limitata e limitante, probabilmente neanche sufficiente come spunto di partenza per una "rivalutazione" da parte tua dell'autore in oggetto.

user86925
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 15:18    

grazie del contributo interessante Nicevan...

a parte la foto che hai preso d' esempio trovo che la stessa analisi sia in dissonanza con la maggior parte della sua produzione, come le foto in questo link www.istantidigitali.com/fan-ho/

in parte vale per quella con l' intreccio di binari
www.istantidigitali.com/wp-content/uploads/2018/03/Fan-Ho-Photo_006.jp
dove la figura umana è molto piccola in quella moltitudine di percorsi da intraprendere, sa dove andare è molto acuta e mi ricorda questa foto di André Kertész
blogfinger.files.wordpress.com/2015/01/1954kertesz.jpg

Analizziamo anche l'ambiente, è sicuramente un manufatto umano, ma, a parte questo, non ne sappiamo nulla, ancora una domanda, quanti di noi, nel fotografare, escludono qualsiasi riferimento che possa ricondurre alla funzione dello spazio rappresentato?
questo aspetto penso non sia solo una prerogativa della cultura orientale ma dipende dalla sensibilità dell' autore e dal suo desiderio di voler esprimere sintesi e universalità nel linguaggio...






user215205
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 16:05    

Cominciamo dalla foto dell'omino e dei binari, è completamente differente da quella di Kertesz, in Fan Ho vi è un'unica figura, al vertice di un ambiente fortemente antropizzato, non vi è natura, tutti quei binari sono frutto di lavoro umano, e servono al lavoro umano, inoltre la figura non vive l'ambiente, lo subisce, c'è una chiara percezione di lavoro e di stanchezza, il soggetto tende ad andare verso l'osservatore, è un singolo al servizio del tutto. In quella di Kertesz natura e uomo sono in "comunione", non vi è la predominanza dell'uno sull'altro, le figure umane sono due, di sesso opposto, e vanno in direzioni opposte, nessuna delle due tende verso l'osservatore, ognuna di esse è un individuo a se stante, sono fruitori non servitori.
Per le altre, se le studi attentamente noterai che in, grande, prevalenza, vi sono rappresentate persone al lavoro, cioè persone che "servono" la società.
La terza, bellissima, delle persone in un un ambiente chiuso, tutte silhouettes, con una sola illuminata, potrebbe far pensare il contrario di quello da me affermato, cioè che vi è un'individualità anche nell'inseme, però "l'illuminato", chiamiamolo così, avvolto dalla polvere, di spalle, va nella stessa direzione delle altre persone, e la luce che lo colpisce non basta nemmeno ad attenuare l'ombra che proietta dietro di se, identica a quelli degli altri, non è "uno tra i tanti" è "uno dei tanti".

user86925
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 17:37    

grazie ancora Nicevan per le ulteriori riflessioni che mi stai portando a fare, diciamo che pur senza polvere sulle spalle mi hai abbastanza illuminato...
molto bella l' analisi che hai fatto sulla terza foto.
www.istantidigitali.com/wp-content/uploads/2018/03/Fan-Ho-Photo_012.jp

Cominciamo dalla foto dell'omino e dei binari, è completamente differente da quella di Kertesz
non volevo sicuramente paragonarle ma sono andato in cortocircuito cercando differenze tra le due culture: gli occidentali sono legati ai valori dell'affermazione individuale e dell'indipendenza, mentre gli orientali a quelli dell'armonia con l'ambiente e dell'interdipendenza con la collettività...ecco che nella foto di Fan Ho ci ho visto molto individualismo in quella figura che può scegliere un percorso tra i tanti tracciati nel suo cammino libero di scegliere le proprie aspirazioni in un cammino che ha un inizio ed una fine (foto che sento di cultura occidentale), mentre in quella di Kertesz questa fusione nella natura della piccola figura umana immersa nel paesaggio innevato fa pensare all' eterno ciclo delle stagioni ed al ruolo del proprio cammino in relazione a tutto quello che ci circonda, come parte di uno schema più grande in un percorso circolare (foto che sento di cultura orientale)

probabilmente sono interpretazioni sbagliate di concetti che non mi sono proprio familiari, questo per voler sottolineare che ogni fotografia lascia al fruitore un contenuto interpretativo in base al proprio bagaglio culturale e visivo, evidentemente se non riesco ad apprezzare l' autore è un mio limite dovuto ad una mancanza di elementi che non so cogliere correttamente...





user215205
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 18:34    

probabilmente sono interpretazioni sbagliate di concetti che non mi sono proprio familiari,


Le interpretazioni possono essere : diverse, coincidenti, opposte...mai sbagliate, il "pensiero unico" è sbagliato.
Le tue letture delle opere sopracitate, anche se diverse dalle mie, sono validissime, più delle mie, basate su un'analisi strettamente iconografica, quest'ultima retaggio della mia formazione.

molto bella l' analisi che hai fatto sulla terza foto.


Ti ringrazio, in quella foto l'illuminato non è colui che salva, o che si salva, come ad esempio nelle opere di Caravaggio, e della nostra tradizione culturale e religiosa, ma uno che segue la sorte del tutto.

grazie ancora Nicevan per le ulteriori riflessioni che mi stai portando a fare


La cosa è reciproca, abbiamo la fortuna non ritenerci "imparati" e di saper apprendere dal pensiero degli altri.

avatarsenior
inviato il 25 Gennaio 2021 ore 8:41    

Ottimo @nicevan. Concordo

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