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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 16:22
che sia un dovere etico e sociale che nessuno ai nostri tempi dovrebbe campare con la fotografia? Forse, e comunque in un mondo perfetto non ci sarebbero persone che ricevono cahet stellari per fare foto in angoli di natura bellissimi. Avrebbero uno stipendio normale simile a un impiegato postale. |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 18:00
“ Mario ma tu non ci campi con la fotografia, quindi dire che trovi fuoriluogo chieder soldi è una mancanza di rispetto. „ Non ho detto che chiedere soldi in ogni occasione è fuori luogo ma ho scritto "penso ad esempio ad enti di beneficienza e assistenza centrati sul volontariato, dove chiedere di essere pagati è quantomeno fuori luogo." e prima di affermare che "Non esiste una sola associazione dove nessuno paghi qualcosa." ti prego di informarti, esistono, e io ne conosco, associazioni basate sul volontariato, poi che si trovino nella condizione di dover pagare qualcuno è vero ma se davvero un fotografo professionista fosse ridotto a chiedere di essere pagato ad associazioni di volontariato o ad enti di beneficienza (veri) allora forse sarebbe meglio che cercasse un altro lavoro perché davvero sarebbe alla frutta. Ti prego dimmi che differenza trovi dall'essere presente e attivo alla distribuzione di cibo ai senzatetto e a fornire immagini alle stesse associazioni. |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 18:15
vediamo... Quindi, il panettiere dovrebbe fornire il pane alle mense gratis. Il macellaio pure. Il riscaldamento e l'elettricita' di queste sedi dovrebbero essere gratis?. Il tuo discorso non fila neppure nel momento in cui tu, hobbista, decidi di regalare le tue [negozio 24] una onlus solo perche' fa beneficenza. Non capisco bene cioe' il senso dello spendere per acquistare attrezzatura professionale, per poi fare del bene regalando le foto. Fai maggiormente del bene non comprando la fotocamera e dando direttamente il denaro. Sono assolutamente d'accordo invece sul fatto che un fotografo professionista debba offrire un servizio che un privato non puo' offrire. Sia come attrezzatura che come capacita'. Evidentemente, chiunque abbia bisogno di una foto ed abbia tempo, attrezzatura e capacita' puo' farsela da solo. Non vedo perche' debba ricorrere ad un terzo... Sconfina invece nell'abuso quando uno qualsiasi compra attrezzatura e "regala" le foto. Spesso in cambio di "rimborsi spese" che in sostanza sono un vendere lavoro nero sottocosto, mascherandolo da hobby. |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 18:33
Signor Mario il tuo discorso non funziona. E' fuori luogo se io firmassi un contratto dove divento volontario e poi per fare volontariato chiedo soldi, perchè sarei anche scorretto. Hai fatto esempi di cui, evidentemente, non conosci le dinamiche. Le parrocchie le fotocopiatrici e i materiali di consumo le pagano, mentre secondo te è fuori luogo che una società di noleggio/vendita di fotocopiatrici chieda i soldi. E' fuori luogo che un panettiere chieda i soldi del pane alle mense dei poveri ? “ ma se davvero un fotografo professionista fosse ridotto a chiedere di essere pagato ad associazioni di volontariato o ad enti di beneficienza (veri) allora forse sarebbe meglio che cercasse un altro lavoro perché davvero sarebbe alla frutta. „ Non giudicare in questo modo un professionista, perchè non deve rendere conto all'amatore di cosa vuole regalare o non regalare. “ Ti prego dimmi che differenza trovi dall'essere presente e attivo alla distribuzione di cibo ai senzatetto e a fornire immagini alle stesse associazioni. „ Perchè quelli che prende la minestra dal pentolone e la consegna al povero che non ha da mangiare sta prendendo un bene PAGATO dalla mensa per regalarla. Faccio volontariato a 360° anche in protezione civile, dove sono iscritto, e se mi chiedono una foto è chiaro che non la faccio pagare, ma non è scontato che la regali. Secondo te la manutenzione dei mezzi e il gasolio non lo pagano ? Non si capisce bene per quale motivo il fotografo invece debba regalare il proprio lavoro. E' chiaro che oramai la fotografia sia sputt@nat@, lo ammetto io stesso ( che con la fotografia ci campo ! ), ma questo non vuol dire che si debba finire nel circolo del "devi regalare le foto perchè è inaccettabile vendere immagini a chi fa volontariato". Anni fa mi contattò la presidentessa della sezione locale AVIS chiedendomi un PREVENTIVO per una festa di compleanno dell'associazione. 6 ore di lavoro preventivate Gli comunicai la cifra che era di 150€ fatturate in virtù del fatto che erano un'associazione benefica ecc ecc Morale della favola polemizzò dicendomi anche "urca, che prezzo, pensavo meno"...."sai, chi si affaccia alla nostra associazione sono tutti volontari, e poi poteva essere un trampolino di lancio per la tua attività in quanto ci sarà il prefetto" 1) se chiedi un preventivo non stai chiedendo di venire a fare volontariato 2) polemizzare sul fatto che io ti abbia chiesto dei soldi quando sei tu ad avermi chiesto un preventivo è quanto di più scorretto si possa fare 3) alla fine la gente di tutte queste "onlus" si stufa ... ed è per questo che il cittadino diventa diffidente. |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 18:38
“ Avrebbero uno stipendio normale simile a un impiegato postale. „ ma che paragone è ? Ci mancherebbe che il mio utile fosse pari a quello di un postino |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 19:07
"poteva essere un trampolino di lancio per la tua attività in quanto ci sarà il prefetto" il famoso pagamento in visibilità, immaginando al prefetto (noto figuro organizzatore di feste ed eventi mondani) quanto potesse f*****e del fotografo |
user198779
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 19:10
FotoCaldani (ma che paragone è ? Confuso Ci mancherebbe che il mio utile fosse pari a quello di un postino) Infatti questa non l'ho capita neppure io . Il rischio di impresa e tutto il resto come lo conteggiamo. |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 19:33
Io ho parlato di determinati fotografi da cachet stellari e... solo quelli. |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 19:34
Ma qui nessuno sta dicendo che un fotografo professionista debba necessariamente fornire foto gratis ad enti di beneficenza o a chicchessia... Si sta dicendo solo che se qualcuno, invece, amatore o professionista che sia, si sente in coscienza di farlo, può legittimamente regalare le sue foto (i suoi soldi, il suo tempo, ecc.), senza sorbirsi ramanzine o filippiche dai professionisti, perché è scorretto o perché "ruba" il lavoro. Sembra un concetto semplice da capire, eppure... |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 20:09
Bergat chi è famoso e prende tanti soldi deve far nascere una sana invidia in quei fotografi che non riescono... |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 20:36
“ E' fuori luogo che un panettiere chieda i soldi del pane alle mense dei poveri ? „ Difatti molti panettieri il pane, che fra l'altro a differenza delle foto ha un costo di produzione, lo regalano alle mense dei poveri “ Non giudicare in questo modo un professionista, perchè non deve rendere conto all'amatore di cosa vuole regalare o non regalare. „ Non ho detto un professionista ma un fotografo, direi che se parliamo di un'associazione di volontariato vera io, sottolineo io, trovo imbarazzante farmi pagare e lo trovo imbarazzante anche per un professionista difatti molto commercianti che conosco al massimo si fanno pagare solo le spese vive e non il loro"guadagno" “ Anni fa mi contattò la presidentessa della sezione locale AVIS chiedendomi un PREVENTIVO per una festa di compleanno dell'associazione. 6 ore di lavoro preventivate Gli comunicai la cifra che era di 150€ fatturate in virtù del fatto che erano un'associazione benefica ecc ecc „ Sorvolando che l'AVIS sia quanto di più lontano, a mio avviso, dal concetto di volontariato o beneficienza gratuiti considerato quanti soldi gli girano intorno trovo imbarazzante, da parte di un professionista affermato, presentare per un lavoro di 6 ore di ripresa, il che vuol dire considerato tutto (spostamenti e post produzione) almeno 10 ore di lavoro, 150€ lorde che tolte tasse balzelli diventano circa la metà a quel punto, se si crede nell'associazione lo si regala o si chiede la cifra simbolica di un euro e se non si crede nell'associazione, si fa un preventivo vero. “ alla fine la gente di tutte queste "onlus" si stufa ... ed è per questo che il cittadino diventa diffidente. „ Purtroppo dipende dal fatto che molte di queste ONLUS non siano davvero ONLUS ma macchine da soldi, un po' come le fondazioni dei vari politicanti di turno |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 20:41
“ Quindi, il panettiere dovrebbe fornire il pane alle mense gratis. Il macellaio pure. Il riscaldamento e l'elettricita' di queste sedi dovrebbero essere gratis?. „ Come ho scritto sopra conosco panettieri che lo fanno e anche macellai e per loro il donare ha un costo a differenza del fotografo. “ Il tuo discorso non fila neppure nel momento in cui tu, hobbista, decidi di regalare le tue [negozio 24] una onlus solo perche' fa beneficenza. Non capisco bene cioe' il senso dello spendere per acquistare attrezzatura professionale, per poi fare del bene regalando le foto. Fai maggiormente del bene non comprando la fotocamera e dando direttamente il denaro. „ Fila invece perché io compro l'attrezzatura per diletto e se nel mio diletto posso offrire gratuitamente delle foto a chi le usa per fare del bene non ci trovo nulla di strano o di anormale “ Evidentemente, chiunque abbia bisogno di una foto ed abbia tempo, attrezzatura e capacita' puo' farsela da solo. Non vedo perche' debba ricorrere ad un terzo... „ Semplicemente perché io, come migliaia i altre persone, so fare le foto meglio di un qualunque altro cittadino e se ci pensi il discorso potrebbe anche essere "Perché pagare un fotografo professionista quando ormai tempo e attrezzatura sono a disposizioni di molti?" “ Sconfina invece nell'abuso quando uno qualsiasi compra attrezzatura e "regala" le foto. Spesso in cambio di "rimborsi spese" che in sostanza sono un vendere lavoro nero sottocosto, mascherandolo da hobby. „ Quello più che abuso è un reato di evasione fiscale e lo condanno aspramente |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 20:45
“ Ma qui nessuno sta dicendo che un fotografo professionista debba necessariamente fornire foto gratis ad enti di beneficenza o a chicchessia... Si sta dicendo solo che se qualcuno, invece, amatore o professionista che sia, si sente in coscienza di farlo, può legittimamente regalare le sue foto (i suoi soldi, il suo tempo, ecc.), senza sorbirsi ramanzine o filippiche dai professionisti, perché è scorretto o perché "ruba" il lavoro. Sembra un concetto semplice da capire, eppure... „ Esatto ma forse il periodo difficile di molti fotografi, e di moltissimi altri lavoratori autonomi, li porta a valutare tutto questo in maniera diversa. |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 20:53
"Semplicemente perché io, come migliaia i altre persone, so fare le foto meglio di un qualunque altro cittadino" Sicuro? |
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inviato il 06 Gennaio 2021 ore 21:06
scusate se mi intrometto, da non professionista in campo fotografico ma da professionista in altro campo. credo che le rendite di posizione siano sempre più in difficoltà e nel tempo destinate all'estinzione. l'unica leva su cui potrà essere possibile difendere il proprio reddito sarà quella delle competenze: fornire valore aggiunto e rendersi quindi unici se non indispensabili nel proprio settore. nel vostro campo questo significa che se il vostro prodotto non si differenzia da quello di un non professionista farete sempre più fatica. il mio consiglio è quindi quello di puntare sempre e comunque sulla qualità, sui servizi aggiuntivi, sull'assistenza continua. vi faccio un esempio molto banale ma a mio parere emblematico. mio figlio giocava a basket e immancabilmente ogni anno c'era il rito della foto di squadra. un fotografo professionista, chiamato dalla società, si presentava in palestra e scattava le foto sia ai singoli che alla squadra, dopodiché le foto potevano essere prenotate ed acquistate. negli anni la qualità delle foto si è degradata. le ultime volte ci sono state consegnate foto completamente bruciate, fatte con flash sparato dritto in faccia ai ragazzi, e con dominanti di colore improbabili. i genitori si sono pian piano stufati e le foto acquistate sono state sempre meno, finché la società ci ha contattato e ci ha detto che se i numeri erano quelli avrebbe smesso di chiamare il fotografo. bene, così è stato. ma quello, nel suo piccolo, è un lavoro perso dalla categoria. | |

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