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comunque, tanto per chiacchierare e capire come funziona il nostro cervello. la ballerina, se la guardaste dall'alto, girerebbe in senso orario o in senso antiorario?
se mi manipolano sono bravi e non me ne accorgo devo aver preso la pillola rossa
la ballerina gira in entrambi i sensi....se non ti fermi a guardare "orario" è la prima cosa che vedi....se ti fermi un attimo la vedi girare anche in senso antiorario....(basta guardarle il piede e la magia accade)
avrei scommesso avresti messo il ritratto di Freud, dove puoi vedere lui o una donna nuda
stavo riguardando la donnina che gira...è una figata perchè indipendentemente dalla rotazione che uno vede di primo acchitto, è sempre l'esterno della coscia a guidare il movimento.... Non so se mi spiego dubito
nel senso se la vedi girare in senso orario l'esterno della gamba sollevata guida la piroetta....quindi uno pensa "quando la vedrò girare in senso antiorario sarà l'interno della coscia a guidare"....e invece no...sempre l'esterno
in realtà volevo dimostrare, stando in tema, come sia sempre facile ingannare la mente, sulla percezione e sui nostri bisogni, anche a quelli che "a me non mi manipolano". e invece ti manipolano perchè non fanno presa sulla ragione ma sull'emozione.
“ a seconda di cosa vede uno si sa se è più razionale o istintivo? „
ingannare è molto facile se uno si ferma alla superficie... fossi stato superficiale ti avrei detto subito "orario e basta" senza sentire ragioni o guardare più attentamente
comunque è innegabile che ci siano continui condizionamenti...questo è certo
Che poco o tanto siamo tutti manipolati è palese, anche solo per il fatto che quando vai al negozio, non trovi più la marca che acquistavi di solito e ti senti dire che l'hanno ritirata perché non vendeva, mentre sai benissimo che era quella il cui scaffale si svuotava per primo, ci pensi un attimo e ti rendi conto che, semplicemente, DEVONO venderti anche le altre marche; se siamo obbligati a seguire il mercato in queste piccolezze, figuriamoci a livello di marketing vero e proprio. Il punto però è che un margine di libera scelta lo abbiamo ancora, altrimenti il mercato si sarebbe già ristretto ad un'unica marca di pasta, una sola di abbigliamento e così via, almeno per fasce di prezzo. Stessa cosa dicasi per i beni "superflui"; non tutti ci lasciamo prendere con la medesima leggerezza dalla sindrome da acquisti compulsivi. E non è una questione di disponibilità finanziaria, perché nel paese dove vivo conosco persone che si sono indebitate fino al collo per acquistare un inutile SUV perché "fa figo", mentre altre persone nella medesima fascia di reddito hanno ancora i risparmi in banca pur senza rinunciare all'automobile, o qualcuno, come il sottoscritto, ha lasciato scadere la patente da anni e si muove a piedi, in bicicletta a ll'occorrenza con i mezzi pubblici. C'è effettivamente chi non riesce a resistere alle "scimmie" indotte dal marketing, chi si fa i conti in tasca, e persino chi, prima di decidere se acquistare o meno, ancora si chiede se veramente sarebbe in grado di utilizzare il nuovo modello al meglio o se invece si limiterebbe a sfruttarlo come quello che già possiede. Anche se c'è sempre qualche settore in cui, poco o tanto, tutti siamo disposti a lasciarci tentare, non siamo (almeno non ancora) alla massificazione totale da film di fantascienza. Oltre tutto mi pare che, più ancora della ricchezza, sia il livello culturale delle persone a mantenere ancora in piedi qualche differenza comportamentale, anche se ammetto di essere tra quelli che percepiscono un pericoloso abbassamento della media in quest'ultimo trentennio.
L'educazione e i valori giusti, aiutano a non farsi infinocchiare... Se i 30enni o i 20enni di oggi sono dei rincoglioniti, c'è da guardare anche ai genitori che li hanno cresciuti
Io credo che il bisogno di acquistare, come pure il gioco d'azzardo, nasce da qualcosa di più profondo: il marketing forse lo indirizza, ma è solo una concausa.
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