user213691
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 21:52
@ Volfschanz Io sono fermamente convinto che quando ci si mette insieme da fidanzati o altro e vola il primo schiaffo , ecco quello e' il momento di dire ti saluto . Se perdoni e' finita . Ci saranno altre volte e cosi via. Il mio motto di vita e' questo: Rispetta e fatti Rispettare. Il perdono in questi casi e' indice di mancanza di personalita'. Per quanto riguarda i casi molto gravi e' opportuno intervenire personalmente da qualche componente della stessa famiglia per mettere le cose a posto e velocemente senza neanche rivolgerti alla legge perche' come detto vengono condannati con super sconti da farli uscire dopo poco . Invece nella maniera cui ho accennato neanche li fai entrare in carcere. |
user177356
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 21:55
Costringere le famiglie ad agire direttamente "al di là" della legge è una grave sconfitta per la società. |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 22:13
La violenza si esprime in tanti modi, spesso subdoli e ipocriti. Come quelli che pubblicamente sui social si dicono rispettosi e solidali contro la violenza sulle donne e poi le licenziano perché sono rimaste incinte. La violenza è spesso nascosta nel linguaggio volgare, nel tentare approcci non graditi, nel non cogliere le differenze fisiche e culturali. La violenza è nel non condividere fatiche, sofferenze e difficoltà con chi ti sta accanto. La violenza è il pregiudizio verso le donne, la pretesa di vederle fare le stesse cose degli uomini senza riconoscerne i meriti. Se solo riuscissimo a cambiare il nostro modo di pensare, frantumando il nostro egocentrismo, non avremmo alcun bisogno di giornate mondiali per questa o quella ragione. Saremmo solamente esseri adatti a vivere su questa terra, insieme ed in pace. |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 22:20
Infatti, Michele, quello intendevo quando parlavo di "segnali inequivocabili" sulla pericolosità potenziale del proprio partner! Sulla "dissuasione" forzosa del violento da parte della famiglia della vittima o similari, non mi pronuncio: ho le mie idee al riguardo ma non attengono al post e le tengo per me. Piuttosto, interessante e attinente il racconto di RealB, a proposito della donna diciamo "emancipata" che si colpevolizza: è per l'appunto l'altra faccia del problema e a quello mi riferivo quando scrivevo di presa di coscienza della donna su quella che è la propria "posizione" all'interno della coppia: paritetica e non masochisticamente subordinata e questa visione temo che sarà non meno difficile da modificare di quella prevaricante dell'uomo! Infine, Fabrizio, ciò che gradirei moltissimo anch'io: l'intervento cioè della "parte in causa", quindi di una (o più!) amiche juzzine! |
user213691
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 23:32
@ TheRealB Non ho costretto le famiglie ad agire al di fuori della legge. Ho espresso il mio modo di essere. Ho 3 sorelle e non hanno mai subito nessun tipo di violenza. Se fosse avvenuto il contrario alla parte maschile avrei soltanto rotto qualche " OSSO" . Tanto per capirci sono un tipo che la pensa all'antica. Io non "perdono". |
user177356
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 23:35
Michele, è inutile che con me ti atteggi a giustiziere. Se rileggi con calma quello che ho scritto, ti rendi conto che hai preso una cantonata. |
user213691
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 10:35
@ TheRealB La penso sempre alla maniera di cui sopra. Se dovesse succedere qualcosa ad una delle mie donne in famiglia sono padrone di agire alla mia maniera e poi me la vedrei io con la giustizia, ma dopo aver sistemato il × di OMIGNOLO che alza le mani ad una donna. Poi non c'e' niente da leggere bene nella tua risposta , vi e' la parola costringere. Aggiungo anche che molte donne non sanno gestire bene il rapporto con gli uomini. Fatto ne sia il perdono continuo che elargiscono a chi gli sta accanto, e poi vedi come le cose degerenano. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 11:19
Amiche juzzine, dove siete? Penso di interpretare il pensiero di tutti dicendo che ci farebbe piacere un intervento anche (soprattutto!) vostro! Vi aspettiamo!  |
user213691
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 12:11
Secondo me si fara' viva la "PRIMADONNA" di questo forum che si esprimera' a nome di tutte le DONNE. |
user177356
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 12:14
Michele, il tuo approccio è di una rozzezza disarmante, su tutti i fronti. Se mia figlia, o mia sorella, fossero vittime di violenza e non trovassero aiuto nelle forze dell'ordine e nella magistratura, sicuramente avrei anche io la tentazione di agire direttamente per proteggerle. Forse riuscirei trattenermi, forse invece interverrei, ma in questo caso sarebbe sempre a malincuore, senza alcun orgoglio e conscio di essermi abbassato (sia pur a fin di bene) al livello dell'altro. Tu invece finisci per esprimerti come un camorrista di mezza tacca, al tempo stesso orgoglioso del tuo ruolo di "maschio protettore" e del tutto incapace di capire quali meccanismi scattino della psiche di una donna vittima di violenza, che le impediscono di agire coerentemente per difendersi. Le vittime hanno innanzitutto bisogno di comprensione, anche per i loro stessi errori, e di sentirsi protette e non giudicate. Ma mi sembra che tutto il tuo discorso abbia lo scopo di far sentire bene te stesso, non quelle che sostieni di voler aiutare. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 12:27
Volere o volare viviamo in un sistema "sociale"; è questo che deve dettare i termini d'intervento e definire i soggetti preposti ad intervenire. Quando il sistema non riesce più a definire regole sufficienti ad arginare i fenomeni violenti, finisce sicuramente per legittimare il giustizialismo fai da te, ma purtroppo legittima anche la violenza primaria (se la Legge non mi punisce severamente significa che non ho commesso qualcosa di grave) e si piomba fatalmente in un'escalation di faide infinite. Se ci rimane un minimo di spirito democratico dovremmo cercare di arginare il più possibile le spinte individualistiche, e invece fare maggiori pressioni affinché sia il legislatore a fare il proprio dovere in termini di giustizia autentica. |
user213691
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 12:39
Che posso farci , sono rozzo , ma le cose vanno trattate piu' velocemente possibile e non foglio su foglio. Ma poi non ti obbliga nessuno a pensarla come me. Nel contempo ti avverto che le prime due righe del tuo inizio non mi sono per niente piaciute. Inoltre da come ti sei espresso potrei anche intuire che tu sia uno di quelli che maltratta le DONNE. Se cosi fosse rincarerei la dose del mio principio . E poi potrei anche essere UN CAMORRISTA di SUPER TACCA, cosa ne penzi ? |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 12:39
"...Se dovesse succedere qualcosa ad una delle mie donne in famiglia..." Il senso di appartenenza è il peggior nemico delle donne ed è il motivo principale della violenza su di loro. La donna non è un oggetto,non appartiene a nessuno e questo concetto è stato fortemente ribadito ieri sui media. Se noi uomini non ci scrolliamo di dosso questa possessività animalesca non ci potrà mai essere nessuna emancipazione femminile |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 12:59
Non potrei essere più d'accordo, tuttavia il problema è sempre quello, la discrezionalità del giudice! Le leggi ci sono e credo anche adeguate ma vediamo tutti come si concludono certi processi e lo scontento da parte delle vittime (quelle che sono sopravvissute!), dei familiari e dell'opinione pubblica! È una costante! Abbiamo visto in questi giorni cosa sono riusciti a fare di molte giovani donne i loro aguzzini e che pena hanno ricevuto? In capo a pochi anni, tra condoni e sconti di pena saranno di nuovo fuori ma le loro vittime non saranno mai fuori dal loro incubo! Senza contare che credo non avranno neanche un risarcimento materiale, per quel che può valere! Perché questa incomprensibile clemenza da parte degli organismi giudicanti? È su costoro che aprirei dibattiti, a cui chiederei conto e punterei il dito: perché le donne in primis, le organizzazioni che si occupano della violenza su di loro, le numerose iniziative, non mettono al centro dell'attenzione, delle proteste, dei j'accuse quella che è la vera casta in Italia, intoccabile, non criticabile, non chiamata a rispondere dei propri errori, quella magistratura che troppe volte si è dimostrata eccessivamente clemente con la peggior risma di criminali e anche con se stessa, come gli ultimi accadimenti hanno dimostrato? Certo, gli esecutori materiali dei crimini contro le donne sono da accusare, condannare e ogni sforzo deve essere fatto per prevenire ed educare ma non dimentichiamo che anche coloro che devono condannare, reprimere e quindi educare devono essere richiamati alle loro responsabilità, diversamente ogni altra iniziativa sarà inutile. |
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inviato il 26 Novembre 2020 ore 14:59
Effettivamente la visione di Michele è piuttosto anacronistica ancorché pregna di un pregiudizio che di fatto sta alla base della violenza, anche se non fisica. Una donna, per quanto riguarda la mia esperienza di marito, padre e collega di tante donne, giovanissime, giovani e mature, chiede unicamente rispetto e pari dignità. Tutto il resto sono personali interpretazioni di un proprio sentimento che non può essere generalizzato. Se si trattano tutte le persone sulla base di questi due valori, rispetto e pari dignità, al mondo non dovremmo più avere bisogno di giornate celebrative. |
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