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Intolleranza alle ombre


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avatarsenior
inviato il 27 Ottobre 2020 ore 22:04    

Quindi se non è bello per te... Non lo è per nessuno? MrGreen

Guardacaso la bellezza è... Soggettiva per definizione


Infatti questa è la mia discussione ed è ciò che piace a me. Non ho mai espresso un'opinione assoluta. Inoltre di "Assoluto" ce n'è uno solo, ed io sono solo Edobette.

Se ora il "trollaggio" è terminato, vorrei continuare a parlare di ombre, cortesemente.
Grazie.

avatarsenior
inviato il 27 Ottobre 2020 ore 22:20    

Nel mondo reale, le ombre non sono mai nere, mai chiuse e tappate, e duqnue io scatto prima e faccio il fotoritocco poi, salvo casi eccezionali, per avere grande estensione tonale ed effetto 3D, ovviamente con bianco e nero profondi, ma non voglio le ombre tappate, sono un errore serio in immagine, nelle mie stampe c'è il nero profondo, nero vero, e c'è il bianco in immagine, e questo rispecchia molto quello che vedo, aggiustato sul soggetto.


In realtà è proprio quello che vorrei. Mi piacerebbe vedere in una foto tutti i toni ben rappresentati. Invece vedo, soprattutto nei paesaggi, ma anche in alcuni ritratti, una prevalenza di ombre aperte, molto innaturali, neri attenuati e luci abbassate. E' un' errore. E'un orrore. E spesso in molte mie foto ho sviluppato il raw in questo modo, perchè inevitabilmente "contagiato" dall'andazzo generale. Potrebbe essere una scelta espressiva, come nel caso opposto dei contrasti estremi. Invece mi sembra una modalità standard, assoluta, come dice l'amico troll, di elaborazione del Raw.

avatarsenior
inviato il 27 Ottobre 2020 ore 22:48    

Questa è una situazione di alto contrasto, ma la foto ha le ombre aperte, ma c'è il nero ed il bianco, non è strinato nulla, in immagine c'è tutto: se fai le ombre chiuse sotto la capanna, a mio avviso, ammazzi la fotografia




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Questa ha un'estensioni di grigi molto ampia, con bianco e nero, se fai le ombre cupe, la rovini



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Questa è stata curata moltissimo in scatto e fotoritocco, per catturare la massima estensione dei grigi, ma c'è anche il nero ed il bianco vero.



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La foto deve essere plastica, deva dare effetto presenza, e questo richiede grande cura in scatto ed in fotoritocco, prima per catturare la massima estensione tonale, e dopo per trasferire in immagine finita tutta quella grande estensione tonale catturata in scatto, non va tagliata.

Sanno fare tutti a fare immagini forti, contrastate, con ombre belle scure o nere, si fanno in modo semplicissimo ed alla svelta, non ci vogliono grandi conoscenze tecniche, una minima infarinatura di fotoritocco, e via, basta quella, ed è per quello che oggi vanno di moda, perchè oggi i micci imperversano in fotografia, e moltissimi si sono abituati al brutto.

Ma immagini senza grande estensione tonale e con forti contrasti sono immagini piatte, sono vilissime come qualità

avatarsenior
inviato il 27 Ottobre 2020 ore 22:55    

Pollastrini la foto "riflessi" è veramente un bell'esempio dell'estensione tonale



avatarsenior
inviato il 27 Ottobre 2020 ore 23:24    

@Alessandro. Molto belle le foto postate. Complimenti veramente. Mi permetto di fare qualche istintivo commento da profano per continuare la discussione:

"Luci e Ombre" e "riflessi" mi piacciono moltissimo.

"Desolazione" a me sarebbe piaciuta anche con le ombre sotto al capanno un po' più chiuse e con cielo e tetto meno contrastati

"Officina di alabastro" è quella che mi convince meno: se la luce entrava solo dalla finestra, come si suppone dalle ombre a terra, avrei immaginato le pietre sulla destra più scure. In generale la trovo poco contrastata questa.

Infine, ghiaccio è stupenda, bianco e grigio si fondono alla perfezione, e i tronchi d'albero neri danno corpo alla foto ...

avatarsenior
inviato il 27 Ottobre 2020 ore 23:28    

@Alessandro Pollastrini. Luci ed ombre la trovo straordinaria

user177356
avatar
inviato il 28 Ottobre 2020 ore 7:57    

Alessandro, ribadisco il mio apprezzamento per le tue competenze tecniche, ma non puoi liquidare chi ha un approccio estetico e comunicativo diverso dal tuo come incompetente.

Nella foto "Luci e ombre", ad esempio, avrei reso la figura umana più "iconica", riducendola ad una silhouette. Questo avrebbe comportato un maggior contrasto complessivo. Insomma, io e te avremmo fatto due foto diverse nella stessa situazione, e nessuno dei due avrebbe potuto sostenere di aver "ragione", ma solo di aver fatto una scelta coerente con ciò che voleva dire.

"Officina di alabastro" è, per quanto mi riguarda, una foto che rappresenta perfettamente quella intolleranza alle ombre di cui si parla. Già di partenza fatico a capire il senso dell'immagine: troppi elementi, una composizione che fa convergere lo sguardo vero in punto (l'arco dal quale si intravede l'altra stanza) dove però non c'è nulla, il mio sguardo gira per l'immagine senza trovare un ancoraggio. L'assenza di ombre non fa che accentuare un senso di smarrimento, perché è tutto troppo visibile.

Questo non vuole essere un giudizio sulle tue capacità di fotografo, post-produttore o stampatore, tutt'altro. Ma credo che alcune tue granitiche certezze non abbiano la valenza universale che tu attribuisci loro.

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2020 ore 8:14    

@Sandro 80

Per te che, molto giustamente, fai delle osservazioni perfezioniste, sei, come me, io lo sono da sempre, alla ricerca della Perfezione

Esperienza personale che ho verificato un paio di volte.

Io stampo con la Epson 3880 una foto in A3, la lascio asciugare, in modo che tutti gli inchiostri si stabilizzino (appena stampate le foto hanno una leggerissima, quasi impercettibile, intonazione rossastra, che dopo circa 2 ore è sparita).

Dopo un paio di ore o meno, riguardo quella stampa, e mi accorgo che se cambiavo qualcosa, tipo il contrasto, un capello più o meno, ma visibile, oppure, che ne so, una leggera modifica ai grigi, o a qualche ombra, la foto sicuramente verrebbe meglio.

Ne ho ristampato allora subito un'altra con quelle modifiche, la seconda, ma non l'ho marcata come seconda.

Dopo la stampa vedo che anche quella, se gli cambiavo qualcosa, la potevo migliorare.

Ne ho ristampato subito un'altra, e siamo a tre, anche questa senza marcarla.

L'ho fatto su due fotografie, 6 stampe.

Ho poi lasciato le 3 stampe in un contenitore e dopo un paio di giorni le ho riprese ed osservate una accanto all'altra:
non mi è riuscito di decidere quale delle tre fosse la migliore, nemmeno sulle altre tre fatte, sulla seconda foto anche quella ristampata tre volte con piccole modifiche, vista a mente fredda l'una valeva l'altra.

Morale della favola: siamo soggetti ad impressioni del momento, e su quelle decidiamo, ma non è detto che le nostre impressioni del momento, osservate oggettivamente a posteriori, poi portino a dei risultati, a dei miglioramenti apprezzabili.

Le modifiche che suggerisci potrebbero essere giustissime, ma andrebbero verificate in stampa, ed il giudizio andrebbe poi espresso a mente fredda.

Quello che ci ho imparato io da quelle sei stampe è che il sottoscritto non stampa più una foto dopo aver fatto qualche ora di fotoritocco su di una foto, perchè le impressioni del momento, dopo un lungo lavoro su di una immagine, possono portare se non fuoristrada, ad una stampa imperfetta.

Finisco il fotoritocco, e nonostante la voglia bruciante di stamparla, non la stampo, e lascio riposare le mie emozioni un giorno.

Il giorno dopo riapro la foto da stampare, la guardo in modo oggettivo, e spesso ci vedo qualcosa che veramente va cambiato, lo cambio e stampo.

E poi stop, altrimenti si innesca una sequele di modifiche e di stampe che soddisfa solo la voglia di perfezione ma non porta a foto migliori.


avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2020 ore 8:41    

E questione solo di gusti a me le foto piacciono ma ( per me ) sono troppo contrastate .... ma poi giustamente come dici bisognerebbe vedere le stampe.

Certo che ormai il mondo sta abbandonando la carta a favore dei monitor .....

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2020 ore 8:48    

" Certo che ormai il mondo sta abbandonando la carta a favore dei monitor ....."

La stampa richide tempo, conoscenza tecnica non indifferente, ed attrezzatura, ossia soldi, e non pochi, per fare stampe buone.

Questi sono i motivi per i quali non stampa praticamente più nessuno, sulla massa di gente che fa foto la percentuale di chi stampa seriamente è del tutto irrisoria, è praticamente nulla.

Occhio però che, a mio avviso personalissimo, solo le foto stampate saranno ritrovabili nel tempo, su tempi lunghi, tutto quello non stampato andrà perso col trascorrere degli anni.

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2020 ore 8:58    

È indubbio lo studio approfondito che hai condotto sul Sistema Zonale Alessandro, ma anche io sono dell'avviso che alla fine tu ti sia lasciato prendere (un poco troppo) la mano nell'aprire le ombre.

Concordo teco che a un certo punto bisogna pur fermarsi, perché se stampi troppe varianti, leggermente diverse l'una dall'altra chiaramente, di una stessa scena poi non sai più deciderti su quale sia la migliore... anche se poi quella migliore, almeno in teoria, dovrebbe essere quella che riporta in stampa le stesse differenze di esposizione che hai rilevato in fase di ripresa.
Ma in fondo è proprio questo il motivo per il quale continuo a fotografare in diapositiva: ossia perché una volta presa una decisione non si torna più indietro!

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2020 ore 9:02    

Sono d'accordo sara' un fatto solo psicologico che ci portiamo dietro " noi" analogici..... ma la stampa mi da la sensazione di foto finita.... e comunque esistente presente occupa uno spazio fisico...... il file c'e' ma non lo vedi e come un fantasma ...... boh sara' la vecchiaia MrGreen

user177356
avatar
inviato il 28 Ottobre 2020 ore 9:18    

anche se poi quella migliore, almeno in teoria, dovrebbe essere quella che riporta in stampa le stesse differenze di esposizione che hai rilevato in fase di ripresa


Ecco, io su questo non sono affatto d'accordo.

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2020 ore 10:17    

Come dice bene Alessandro Pollastrin, in natura, (cioè quello che vede l'occhio umano) non esistono ombre completamente chiuse, nè se per questo high key ( salvo forse ai poli)
A mio modo di vedere dovremmo distinguere:
1) Se la foto deve documentare il più fedelmente possibile la realtà così come la conosciamo allora non si scappa, bisogna lavorare di luci, ombre, e calcolare il sistema zonale.. e cercare di avvicinarci a quello che vediamo;
2) Se stiamo raccontando, a modo nostro, non solo la realtà ma il nostro modo di intendere alcune situazioni, le emozioni che proviamo, quelle che vogliamo comunicare, allora ci sta tutto.... ombre chiuse, alte luci, mezzi toni.. tutto purchè si sia consapevoli che lo strumento serve ad un fine e si sia padroni delle tecniche...
D'altra parte qualche saggio ha detto che la macchina fotografica mente sempre....Sorriso

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2020 ore 10:32    

@Damiana Rusconi ... "la macchina fotografica mente sempre" +1

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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