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È giusto rimuovere l'opera d'arte di un assassino?


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avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2020 ore 17:16    

Giulio Cesare ai suoi tempi veniva giudicato un grande assassino per aver ucciso un milione di persone soltanto nella guerra gallica, tanto che i romani volevano catturarlo e processarlo per genocidio, ma oggi lo si ricorda "monumentalizzandolo" per aver protetto la civiltà impedendo alle tribù germaniche di assurgere a fulcro della storia.

Nel tempo è ovvio che il ricordo storico si focalizza nell'eredità positiva, anche per non rimanere imbrigliata nei suoi orridi.

Anch'io sono propenso a fidarmi degli esperti, ma per il giudizio "fine" vorrei vedere con i miei occhi... per questo quando si parla di cose che mi vengono celate "per il mio bene"... non mi sta bene...

Infatti il mio giudizio circa il tema in topic, è che è giusto rimuoverlo per adesso anche per impedire che il motivo di osservare l'opera in questione fosse "morboso" più che interesse all'arte. In seguito "a mente fredda" si può valutare meglio. Di artisti "maledetti" la nostra cultura è intrisa e se dovessimo evitare tutti quelli che hanno scritto bene ma dato un pessimo esempio esistenziale, di cultura nobile ne avremmo ben poca...



user177356
avatar
inviato il 10 Settembre 2020 ore 17:23    

come mai nessuno si preoccupa di rimuovere le opere dell'assassino Caravaggio?


Per la prospettiva storica, ovviamente.

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2020 ore 17:57    

Per la prospettiva storica, ovviamente.

O forse perché non lo fecero i suoi contemporanei; ho il sospetto che se all'epoca ci fosse stata la volontà di occultare le opere di Caravaggio perché eseguite da un omicida, nemmeno oggi potremmo osservarle, probabilmente sarebbero state in gran parte distrutte in ottemperanza a quella presa di posizione (all'epoca non si andava tanto per il sottile se si prendevano certe decisioni). In realtà c'è un aspetto dell'opera d'arte che non viene mai considerato abbastanza e che la differenzia radicalmente dal prodotto industriale o artigianale: una volta che un'opera venga definita "arte" o comunque entra in quell'ottica, assume una valenza che la fa diventare patrimonio culturale della collettività e non solamente di chi ne detiene la proprietà materiale o intellettuale.

user177356
avatar
inviato il 10 Settembre 2020 ore 18:54    

una volta che un'opera venga definita "arte" o comunque entra in quell'ottica, assume una valenza che la fa diventare patrimonio culturale della collettività e non solamente di chi ne detiene la proprietà materiale o intellettuale


In linea di principio sono assolutamente d'accordo, ma applicarlo può diventare difficile.

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2020 ore 22:00    

Non solo può diventare difficile applicare quel concetto, ma finisce per diventare il principale ostacolo all'idea di condannare un crimine occultando le opere d'arte: è giusto sminuire il patrimonio culturale di tutti per punire un solo uomo?
Mi ricorda quelle maestre che mettevano in castigo l'intera classe per le cavolate di un solo alunno.

avatarsenior
inviato il 10 Settembre 2020 ore 22:47    

Un'opera deve essere rimossa solo ae non ha mulla da dire. Legare l'arte alla morale vuol dire metterla al servizio della cultura dominante. L'arte deve essere espressione libera. Libera nei suoi contenuti e appannaggio di tutti, sia come fruitori che come creatori., siano essi santi o assassini.

avatarjunior
inviato il 10 Settembre 2020 ore 23:27    

"L'artista" Vargas ha catturato un cane malato, legato ad una corda e lasciato morire di fame davanti al pubblico, considerando tutto ciò una "performance artistica".
Si dice che l'Arte avvicini a Dio.
Ora, io non penso che lasciar morire di fame un cane legato ad una corda avvicini a Dio...
Bisognerebbe fare molta attenzione a non abusare della parola "Arte".

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2020 ore 1:05    

Personalmente riconosco che il tema possa esser alquanto spinoso e di non facile gestione...tuttavia mi accodo a chi pensa che la censura sia errata e propria solo dei regimi totalitari e assolutisti. Se un criminale ha fatto delle opere d'arte esposte al pubblico trovo sbagliato rimuoverle, così come alcuni monumenti di personaggi storici non propriamente positivi (che poi è difficile trovare personaggi interamente "santi" nella storia, sia per quanto concerne la vita privata che quella pubblica)...dipende molto anche dal significato dell'opera eseguita dal criminale o dell'opera che ritrae lo stesso...se andiamo avanti con la censura di tutto quello che non è stato "interamente positivo" cancelliamo tutta la storia e non avremmo più nulla alle nostre spalle e poi nessuna direzione da intraprendere per il nostro futuro...a furia di censure non avremo più personaggi storici, luoghi significativi in cui i fatti hanno lasciato profonde cicatrici e ingiustizie che non sono, ovviamente, da elogiare ma vanno preservati e ricordati oltre che per senso storico anche per capire le bassezze del genere umano e, per quanto possibile (si lo so, è utopia) evitare di fare nuovamente le stesse cose.

avatarjunior
inviato il 11 Settembre 2020 ore 4:23    

L'articolo dice già tutto. Cancel culture e timore di una shitstorm. Solo artisti omologati potranno in futuro trovare spazio pubblico, si pensi anche alle nuove norme per gli Oscar.


user12181
avatar
inviato il 11 Settembre 2020 ore 8:27    

Sono fra quelli che dicono: "Assolutamente no". Il problema però è l' impossibilità di determinare concettualmente l'opera d'arte, è dunque inevitabile che si finisca per giudicarla anche sulla base di criteri spuri, spesso morali, politici e addirittura legali. A questo punto, in certi casi, quando chi è chiamato a decidere è un funzionario di un'istituzione museale privata, che necessariamente non può ignorare i veri interessi particolari, per nulla artistici, del suo datore di lavoro "mecenate" molto peloso, una censura diventa inevitabile (come avviene con gli sponsor che si affrettano a rompere il contratto con un testimonial che anche soltanto rischi di cadere in disgrazia presso l'opinione pubblica). In sé resta però, a mio avviso, una decisione gravissima, vergognosa. È vero che sembrerebbe far poco danno, perché limitata a un episodio particolare, ma in linea di principio è una decisione gravissima, un segno evidente di degrado civile. Una volta c'era la chiesa a giudicare l'arte con criteri morali/scritturali, oggi il capitale, con i criteri morali definiti dal mercato (opinione pubblica), da non confondere con quelli con cui è giudicato l'assassino autore dell'opera.

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2020 ore 10:07    

"È giusto rimuovere l'opera d'arte di un assassino?"

No.

Sempre opere d'arte sono.

Michelangelo Merisi, detto"Il Caravaggio" era un delinquente, ha ammazzato anche una persona, fu un assassino, ma ha fatto quello che ha fatto e le sue opere, fortunatamente, non sono state distrutte.

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2020 ore 10:34    

La metto giù così.

Se scopriste che il cardiochirurgo che vi ha trapiantato il cuore è un assassino, vi fareste espiantare il cuore che lui vi aveva trapiantato?

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2020 ore 11:09    

É un esempio di cui non vedo molto il senso
Potrebbe essere più vicino alla vicenda di Bill Cosby

avatarjunior
inviato il 11 Settembre 2020 ore 11:12    

giusto o sbagliato? non credo che possa esserci una risposta oggettiva, ognuno ha risposto secondo la propria coscienza ed il proprio pensiero.

il paragone con caravaggio però non è corretto, stiamo parlando di epoche e soprattutto società distanti anni luce l'una dall'altra.. a posteriori probabilmente metà del patrimonio culturale mondiale andrebbe nascosto (la parola censura mi sembra fuori luogo).

nel contesto in cui viviamo probabilmente la decisione di rimuovere l'opera è la più corretta, o per lo meno la più saggia, sia perché si tratta di accadimenti (mostra e delitto) contemporanei sia per il delitto in sé (il femminicidio) tanto discusso al giorno d'oggi.. magari in un futuro le sue opere saranno anche rimesse al loro posto, ma non credo sia sbagliata la decisione presa in questo preciso momento

per quanto riguarda la "qualifica" (pedofilo, terrorista, razzista, etc..) non mi esprimo, ogni delitto ha le proprie cause scatenanti ma non credo siano discriminanti in un caso del genere..

Confuso

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2020 ore 11:15    

L'esempio del cardiochirurgo direi che è emblematico di cosa significhi dare un giudizio: va giudicata l'azione o va giudicata la persona in toto?
E se va giudicata la persona in toto, poi che facciamo: oltre a non esporre più le sue opere non gli diamo più un lavoro perché ha ucciso un'altra persona, non lo lasciamo più entrare in un bar o in un cinema e via così?
Il gallerista, il datore di lavoro e il barista di turno dispongono davvero di tutti gli elementi per poter giudicare "la persona" anziché solamente l'azione criminosa che ha commesso?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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