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sapendo che in natura non esistono due esseri perfettamente identici ho matematica certezza che tutte le percezioni saranno differenti in qualcosa, eppure l'oggetto non varia in funzione delle percezioni.
Quindi pur rimanendo invariato e reale l'oggetto, so per certo che esso non sarà mai totalmente conoscibile per l'ipossibilità dei mezzi che ci sono a disposizione per indagarlo.
Ne consegue che gli oggetti sono reali ma tutte le percezioni di tale oggetto sono solo approssimazioni, una differente dall'altra.
fortunatamente non sono così distanti l'una dall'altra, tanto che possiamo intenderci quando parliamo di qualcosa. tuttavia non bisogna dare nulla per scontato.
se diciamo "è salato" intendiamo il nostro modo di percepire il salato, e anche altri percepiranno il salato, e diranno "è salato", ma non possiamo sapere se lo sentono veramente come lo sentiamo noi.
“ Quindi con quali strumenti si riesce a percepire l' irreale ? „
Cosa intendi per irreale? se per irreale si intende una cosa fuori dal reale e che quindi non esiste, non si potrà percepire. Se per irreale s'intende qualcosa che non si può percepire con i nostri 5 sensi allora non la si potrà percepire tramite essi ma ci si arriverà ragionando sugli effetti che quella "cosa" ha sulla realtà: se c'è un effetto c'è una causa, anche se quest'ultima non visibile e non percepibile sensorialmente. Come detto non esiste una sola realtà.
L'oggettività è una sorta di "taratura" della percezione stabilita con l'esperienza condivisa (sulla base di esigenze e obiettivi altrettanto condivisi); in questo modo si vengono a creare, all'interno di un determinato gruppo sociale e culturale, delle fasce di "tolleranza" più o meno comuni, all'interno delle quali poter riconoscere un valore altrettanto comune alla realtà percepita e rappresentata. Più il campo d'indagine si fa specialistico, più le differenze percettive sono riconosciute in modo fine; prendiamo appunto la fotografia: per chi ne fa un utilizzo "social", le fasce di tolleranza per definire ciò che è "oggettivo" e "reale" saranno più estese che non per chi si occupa di naturalistica, e la cosa apparentemente assurda è che entrambi avranno pienamente ragione all'interno del proprio ambito. Ne consegue che anche il concetto di "irreale" non è poi così oggettivo in senso universale, ma è sempre valutato in base al livello culturale di chi utilizza l'immagine e alle esigenze condivise all'interno del suo gruppo di riferimento.
Dando al termine "irreale" il significato che ha nella lingua italiana faccio fatica a capire come possa essere oggettivo... forse qualcosa mi sfugge...
Vocabolario Treccani
Irreale agg. [comp. di in-2 e reale2] . – Privo di realtà, di esistenza effettiva, che è fuori della realtà o la supera (spesso sinon. di fantastico, immaginario): ipotesi, sogni i.; vivere in un mondo i.; dipingere, rappresentare un paesaggio i.; creare un'atmosfera i.; descrivere fatti, situazioni i.; una creatura così bella da parere irreale.
“ mentre all opposto l' irrealtà è percepita da esseri oggettivi „
Chi sarebbero gli "esseri oggettivi"? Cosa si intende per irreale? Sarà un mio limite soggettivo ma continuo a non capire...è un ragionamento di qualche filosofo? scienziato?o di Felix?
La percezione è il processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di significato. Gli assunti allo studio della percezione variano a seconda delle teorie e dei momenti storici. Le principali discipline che si sono occupate di percezione sono la psicologia, la medicina e la filosofia.
un computer quindi non percepisce. forse potrebbe farlo un'intelligenza artificiale, non un computer. tuttavia essendo intelligente, quindi avendo affinato la coscenza e la consapevolezza sulla base dell'esperire, ogni intelligenza artificiale sarà differente da ogni altra, quindi anche in questo caso non ci sarà un'unica decodifica dell'oggetto, reale o irreale che sia.
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