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inviato il 12 Agosto 2020 ore 7:49
Diciamo che più che inutile è limitante, perché il target a cui ti rivolgi è spesso diluito. Comunque è ben possibile individuare un target ampio seppure definito da determinate caratteristiche da te rilevate,quindi non vorrei che il messaggio che passa è che la fotografia debba essere elitaria ossia rivolta ad un target ristretto. Molti messaggi potenti fanno leva su caratteristiche comuni e fondamentali dell'essere umano e molti messaggi potenti sono messaggi universali. Bisogna però che l'autore abbia in mente quali caratteristiche dell'essere umano siano chiamate a recepire il suo messaggio: compassione? Senso di caducità della vita? Paura della morte? Complicità? Nostalgia? Rimpianto? Lussuria? Sarà difficile che un forum popolato da adolescenti recepisca in modo corretto un messaggio basato sulla caducità della vita,perché in quella fascia di età ci si sente immortali e il senso di caducità della vita è ben poco percepito. |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 7:51
Il mio non era un discorso di target. Siamo tutti d'accordo che juza o Instagram sono come essere in mezzo allo stadio e non in un piccolo teatro. Non credo che sia inutile pubblicare, anzi solo che il pubblico é generalista Se fosse vero é come se fosse inutile esporre al moma perché non sai chi può entrare. Il mio discorso é più legato al fatto che non é vero che molti parlano a un interlocutore predefinito, ma parlano a stessi e di se stessi. Quanti anche qui rispondono io fotografo per me? Ci sta come scelta, ma al momento della condivisione non puoi dare quella risposta. Da qui nasce il mio ragionamento, inizio un lavoro su qualcosa che penso o voglio mostrare, frega a qualcuno? É un lavoro in cui altri possono rivedersi o possono dare la loro visione? Questo é monte del target di pubblico écun ragionamento più basilare, poi ovvio un lavoro poi può essere pensato per una mostra o per un libro o per Instagram Prima di tutto però deve essere un lavoro con un target, qualcosa che non sia solo la mia visione di qualcosa che risuona solo per me |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 7:57
io non mi pongo nemmeno il problema, per quel che faccio non mi aspetto like, vedo però troppo voto di scambio e questo a mio parere fa perdere credibilità alla piattaforma per esempio incuriosito dalla panasonic Lx100ii sono rimasto sorpreso di vedere le prime due pagine di foto mediocri monopolizzate da un utente che ha una quantità pazzesca di like è commenti mi è capitato spesso di vedere questo e oltretutto sono utenti che vivono il sito in modo privato, mai un commento in un topic, solo patetici commenti a foto insulse che poi schizzano in vetta, alla fine chi fa foto buone viene scoraggiato il più delle volte ecco credo intanto che sia ora di porre un freno se Juza vuole mantenere un primato di autorevolezza, inseguire Instagram o Facebook non giova, bisognerebbe eliminare il nome di chi mette il like, e chiudere la possibilità di avere amici, in modo che se l'amichetto pubblica un peto non devo subito correre a mettere il commento |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 8:01
La fotografia può ben essere, invece che un messaggio per altri,un messaggio per se stessi e un atto di scoperta di se stessi e della propria percezione del mondo. Ossia un atto intimista. A quel punto la condivisione con un pubblico esterno ha anche secondo me poco senso se effettuata con una qualche genere di aspettativa. Giustamente la domanda che il fotografo si pone è:"Ma a chi interessa?" E dato il fatto che in quel tipo di fotografia c'è tanto del fotografo stesso, la domanda diviene "Ma a chi interesso, io?". E la risposta secondo me dovrebbe essere:"Forse a nessuno, ma se a qualcuno interessa/o, ecco io sono qui". Quando si esprime un messaggio intimista, la popolarità di esso, una volta rivelato al pubblico, dipende da quanto in quel messaggio riecheggia di riflessioni/tormenti/speranze/inquietudini proprie dell'essere umano in generale e da quanto la visione particolare del fotografo ispira relativamente a queste tematiche. |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 8:01
Lomography perché questo commento OT sul sito juza? Cosa c'entrano i like qui o il voto di scambio? Non sto parlando di juza e non mi interessa farlo non usciamo dal seminato creando una polemica inutile lontana dal mio pensiero che porterebbe solo alla chiusura |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 8:06
Nessunnego mi é capitato di leggere un discorso legato agli artisti italiani in genere e di perché hanno meno fama di alcuni esteri malgrado le capacitá Si faceva un esempio stupido ma efficace, l'artista americano ossessionato dal muro di camera sua alla fine non potendoselo togliere dalla testa ne costruisce uno che però può essere quello di chiunque e tanti rivedono lo stesso muro di casa. Quello italiano ossessionato crea un muro perfetto, uguale al suo in ogni segno o crepa, ma... Resta solo l'esposizione del suo muro e gli altri ci vedono questo. Ecco credo che il mio ragionamento sia un po' più simile a questo Quindi hai ragione quando dici che dipende da quanto quel messaggio riecheggi o possa essere fatto proprio anche da altri |
user177356
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 9:28
“ Quanti anche qui rispondono io fotografo per me? Ci sta come scelta, ma al momento della condivisione non puoi dare quella risposta. „ Matteo, non so che dirti se non "infatti, io fotografo per me stesso e non condivido". O meglio, condivido con la mia famiglia e con chi visita la mia casa, perché le mie foto sono appese alle pareti. Non ho mai concepito la mia fotografia come comunicazione verso un pubblico, per quanto selezionato. |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 11:01
Io (da fotoamatore) sono arrivato alla conclusione (da un pò...) che fotografo per me, quindi chi se ne frega! Ogni tanto, a sensazione, butto lì o là qualche foto per soddisfare l'EGO. Soddisfatto questo, richiudo tutto e saluto. |
user177356
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 11:44
Quando leggo che si pubblica per soddisfare il proprio ego mi viene sempre in mente quei due versi di "Nessun dolore" di Lucio Battisti: “ L'applauso per sentirsi importante Senza domandarsi per quale gente „ |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 12:03
Fare finta che non esista L'ego in ognuno di noi è semplicemente non volerlo ammettere. Comunque, partendo dal presupposto che "non me ne frega niente" , val bene "per qualunque gente". |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 12:10
E' questo il punto del discorso, no non va bene per chiunque, vado allo stadio prendo il microfono e racconto a tutti cosa ho mangiato per colazione perchè mi ha soddisfatto molto...ecco è questo il punto del tutto. Con la fotografia è uguale, ma io pensavo più che altro ai progetti fotografici che alla foto singola |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 12:17
Da qui lo sforzo artistico ed espressivo per trasformare una esperienza soggettiva particolare (la colazione che mi ha soddisfatto) di cui non frega niente a nessuno in un messaggio più universale (chessò la sensazione di sentirsi vivi e in armonia col mondo attraverso i sapori, i profumi, i colori sperimentati al risveglio). |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 13:06
Se non racconti la tua colazione, non puoi nemmeno elencare le colazioni di ogni singolo spettatore. Il mio pensiero è che ogni foto ti rappresenti, o quantomeno rappresenti la tua visione delle cose. Il difficile è trovare cose, che possano interessare i più. Se quello è il tuo scopo. |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 16:37
gentile Matteo Groppi et alii, credo che quel carattere, quasi istintivo , d'autoreferenzialitá, o di assoluto personalismo della visione del mondo e conseguente proposizione intimista dei temi, possa rinvenire una valenza di "contributo" -- al processo di costruzione del tema -- allorché superando l' assolutismo d'un "dictat" ammetta il dubbio quale palese momento d'incertezza formale, di "modulata incoerenza"; al punto di non costituire, metodologicamente o per matura posizione/schieramento culturale, soluzioni a questioni, temi ciclici della storia dello scibile umano. Credo che alla ricorrente taccia di relativismo si possa opporre, qualora per difesa se ne avverta l'esigenza, quella di cieco dogmatismo frequentemente confuso, nel migliore dei casi, nelle vesti d'un apparente "affezione al clichè", nel peggiore in quelle d'un artato ( e finalizzato ) figurativismo populista. Questa consapevole modulazione dell'incertezza formale costituisce un atto la cui stessa essenza critica è di fondamento ad un processo sostanzialmente dinamico, continuo, sempre in fieri, di percezione ed espressione. L' opera, nel caso il progetto fotografico [tanto piú ed auspicabilmente in seno ad un 'collettivo'] , è lo stadio d'una Questione sempieterna ed indefinita, espressione formale, pur provvisoria, se non fugace; la stessa documentarietá del tema puó esserne affetta nel caso culmine della "riesumazione", [si pensi ad una ... "archeologia del tema"... ] . Il progetto costituisce in tal senso un' azione programmatica e partecipativa sempre di volta in volta possibile ... e tuttavia non si creda alla "morte dell'autorialitá", di Barthiana memoria, né del resto alla sua piena vitalitá. Il fotografo è piuttosto un tenace moribondo che offre e riceve la pietá del mondo ... Nella pietá e nel dolore alberga l'autentica e mutevole bellezza del mondo. E ad essa, laicamente, ciascuno ed ognuno perviene soltanto nella molteplicitá delle interpretazioni. Per dirla "alla Eco", la Fotografia nella propria contingenza ed autentica ( e drammatica ) attualitá è sempre ... Opera Aperta. ( ... ) Un gentile saluto, Ben-G |
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inviato il 12 Agosto 2020 ore 19:45
Parto da qui:“ Il mio discorso é più legato al fatto che non é vero che molti parlano a un interlocutore predefinito, ma parlano a stessi e di se stessi. Quanti anche qui rispondono io fotografo per me? Ci sta come scelta, ma al momento della condivisione non puoi dare quella risposta. Da qui nasce il mio ragionamento, inizio un lavoro su qualcosa che penso o voglio mostrare, frega a qualcuno? É un lavoro in cui altri possono rivedersi o possono dare la loro visione? „ In effetti io non ho un committente, succede molto raramente. Quindi si può dire che fotografo per me, cioè per rispondere ad una mia esigenza profonda. In questo processo però è anche incluso lo scambio con altri, cioè il mostrare reciprocamente il proprio lavoro fa parte del gioco che mi gratifica. Potrei dire che sono alla costante ricerca di "miei simili". Qui sul forum non ho trovato molto. Su Flickr ad esempio molto di più. Ma è una ricerca difficile. Però quando riesce credo che in effetti scatti un meccanismo in cui reciprocamente si riconosce nel lavoro dell'altro qualcosa di familiare, che ci appartiene. Da un social non chiedo di più. |
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