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Paul Fusco


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avatarjunior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 1:04    

Paolo la forza del suo racconto, vincente rispetto alla massa dei fotoreporter, è stato quello di spostare il soggetto da Kennedy alla gente comune, quella vera.

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 9:21    

Paolo la forza del suo racconto, vincente rispetto alla massa dei fotoreporter, è stato quello di spostare il soggetto da Kennedy alla gente comune, quella vera.



Salvo questo l'ho compreso benissimo, non per nulla, riguardo alla sua opera, ho tracciato un preciso asse umano e artistico con i fotografi della FSA, quello che mi rincresce è che un lavoro siffatto sia stato ispirato dalla figura di un... come dire... losco figuro come Robert Francis Kennedy Eeeek!!!
Tutto qui, non discuto affatto il valore della sua opera... semmai è il contrario, nel senso che è uno spreco totale, assoluto anzi visto lo squallore morale e umano del personaggio che tale opera ha ispirato!

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 9:49    

Puoi suggerire qualche lettura su questo lato fosco di RFK? Io ero a conoscenza di qualche magagna risaltente a quando fu nominato Attorney General sotto la presidenza di JFK; quando si parlò di intercettazioni telefoniche non autorizzate da parte della FBI a Martin Luther King e a molti mafiosi, e quindi fu criticato per condotta illiberale, la sua storia seguente fu un po' diversa sul tema dei diritti civili mi pare.

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 10:40    

Grazie Gianni23, tanti spunti di approfondimento dal lavoro di questo fotografo.

Funeral train è il più famoso (pubblicazione solo 30 anni dopo), circa 2000 scatti in 8h di viaggio attraverso l'america di quegli anni, che, con i Kennedy, si vedeva portare via per sempre le speranze di un sistema politico e sociale diverso.

Un altro reportage dell'autore è quello sulle conseguenze del disastro di chernobyl. Anche qui una fotografia molto diretta, senza filtri. In questo caso con l'uso del b&n e un approccio più riflessivo e compositivo, mentre funeral train il colore, un kodachrome, quasi dei veri e propri snapshots (del resto ha fotografato quasi sempre dallo stesso finestrino, sotto controllo del servizio d'ordine).
In entrambi i reportage si vedono la profondità e la sensibilità dell'autore


user207512
avatar
inviato il 19 Luglio 2020 ore 11:41    

Io credo che il lavoro di funeral train sia in certi sensi indipendente dal personaggio morto, anche secondo me discutibile come tutta la sua famiglia. Il fatto centrale è che un Paese fino ad allora molto diviso cominciò a sentire di avere qualcosa in comune nonostante le differenze razziali ed economiche. È questo che racconta quel lavoro, cosa che non fu possibile fare, almeno a quanto ne so, dopo la morte di Martin Luther King che sconvolse l'America in modo molto più violento e per certi versi unilaterale. L'importanza dei Kennedy, benché ripeto la storia ci abbia poi raccontato una realtà meno nobile di quanto sembrava all'epoca, fu quella di unire sotto un unico tetto gente che fino ad allora sentiva di avere ben poco in comune, anche se a ben vedere l'unica differenza era il colore della pelle. Condividevano la povertà, le difficoltà quotidiane, e questo emerge da quel libro.

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 11:52    


Concordo, al di là di Kennedy è un lavoro sulle speranze infrante di un popolo.


...... anche se a ben vedere l'unica differenza era il colore della pelle. .


E non è poco visto che da questo punto di vista non si sono evoluti un granchè.



user207512
avatar
inviato il 19 Luglio 2020 ore 12:03    

Purtroppo no, ma questo è un problema ancora globale.

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 13:49    

Ma quale colore della pelle Gianni... in America, allora come ora, l'unica discriminante è il censo, altro che il colore della pelle!
Mai sentito parlare della "white trash"... la spazzatura bianca?
Nooo?
Andatevi a scorrere le pagine di: Let Us Now Praise Famous Men (Sia lode ora a uomini di fama, nella versione italiana) di James Agee e Walker Evans e poi ne riparliamo.

Negli Stati Uniti conta il portafogli... se è pieno a dovere puoi essere bianco, nero, giallo, rosso, perfino italiano o irlandese non glie ne frega niente a nessuno... avrai tutte le porte aperte, se no... sei nessuno!

Come disse quel tavolone di Larry Holmes, ex campione del mondo dei pesi massimi: è dura essere negri, anch'io lo sono stato... quando ero povero! Eeeek!!!

Chiaro il concetto adesso?

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 13:58    

Ovvietà più ovvietà meno.....

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 14:09    

A proposito Soloinpiano: le intercettazioni telefoniche l'FBI poteva farle a Martin Luther King oppure a Malcolm X... non certo alla Mafia!
Perché?
Semplice!
Perchè il fratello di RFK, JFK, era diventato Presidente grazie alla Mafia... e come disse al riguardo quell'angioletto di Sam Giancana: "quel figlio di putt.ana si è dimenticato che senza di noi non andava da nessuna parte?"

Inoltre poi quel "proboviro" di John Edgar Hoover, quello che distribuiva le patenti di Nemico Pubblico n° 1 ai poveracci come John Dillinger, Ma' Baker et similia per poi dimenticarsi di Al Capone, Meyer Lansky e tutto il resto della compagnia cantante, bene... questo altro personaggio quantomeno discutibile non poteva mica permettersi il lusso di rompore gli zebedei a certi "cumpari"... eh no... non poteva... perché quegli stimati "cumpari" avevano le prove, molto probabilmente anche fotografiche (eh... siamo in tema;-)) del suo vizietto... e quindi era bene che andasse a rompere le scatole altrove!

O no?

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 14:16    

Paolo, sarà come dici, senz'altro di fatto lo è.
Ma se posso aggiungere una personale opinione, il concetto che riporti rappresenta proprio la grande illusione dei disgraziati che per un motivo o per l'altro sono ai margini della società americana ma allo stesso tempo sono orgogliosi di farne parte, sicuri che un domani ne usciranno e potranno ostentare la loro personale affermazione.
Ci fu' un altro famoso pugile che, già divenuto campione del mondo, ebbe a dire: "perché dovrei andare a fare la guerra al Vietnam?..loro non mi hanno mai chiamato negro" ;-)

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 14:20    

O vogliamo parlare di come quella banda di incompetenti: JFK, RFK, Robert Strange McNamara, McGeorge Bundy ecc. ecc. gestirono il ginepraio vietnamita fino ad avallare l'omicidio di Ngo Dih Diem?
Dopo no... perché qualche giorno dopo di Diem fu assassinato anche JFK e quindi la patata bollente la ereditò quel poveretto di LBJ* Triste

*) hey, hey, LBJ, how many kids did you kill today?

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 14:24    

Simone... scusa... quell'altro famoso pugile non citarlo proprio... era solo un ciarlatano!

E fidati della mia parola... c'ho pure scritto un libro sull'argomento!

user207512
avatar
inviato il 19 Luglio 2020 ore 15:04    

Credo sia il caso di abbassare i toni. Tra l'altro dovresti leggere meglio, perché io ho scritto che condividevano tutto ma si fermavano all'unica differenza tangibile, il colore della pelle. I Kennedy servirono come collante, provvisorio, per fare emergere le similitudini che accomunavano la parte povera della popolazione, a prescindere dal colore della pelle.
Non so che libro tu abbia scritto, ma aver scritto un libro su un argomento non significa avere la verità, anzi da storico ti assicuro che è pieno di ciarlatani che hanno scritto libri faziosi, totalmente errati e inconcludenti.

avatarsenior
inviato il 19 Luglio 2020 ore 15:19    

Simone... scusa... quell'altro famoso pugile non citarlo proprio... era solo un ciarlatano!
E fidati della mia parola... c'ho pure scritto un libro sull'argomento!


ma datti una calmata.. ...mister so tutto io

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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