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fino a che punto si può considerare fotografia?


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avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 10:21    

Comunque è una cosa troppo soggettiva per poter essere definita accuratamente ...

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 10:37    

Elaborazioni atte invece a rendere wow una scena "normale" sono "oltre" il mio personale limite e vanno a diventare "grafica computerizzata"


allora anche tutto il bianco e nero è un stravolgimento di qualsiasi scena...

ma come giustamente anche tu evidenzi è estremamente difficile definire in maniera oggettiva ed univoca cos'è una fotografia , anche perchè poi subentrano inevitabili considerazioni soggettive ed alla fine si entra in vortice seza fine... che non porta a nulla ;-)

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 10:47    

A me capita di vedere delle foto come dire strane, o piuttosto inverosimili, che vorrebbero essere concettuali o descrivere uno stato danimo particolare, di cui mi domando il senso,di tali elaborazioni o pastrocchi,che eludono diversi principi della fisica e della fantasia.
A volte qualcuno si domanda dei famosi nudi artistici,scandalizzandosi perfino per la dimostrazione di abilità,la stessa che in una certa misura si ritrova nel paesagggio,che comunque risulta leggermente piu' usuale ,per l'assuefazione per le foto in serie dei paesaggi ormai noti, come soggetti fotografici.
Dal punto di vista burocratico, andando a cercare qualche cavillo, le suddette immagini sarebbero da considerarsi fotografie, mentre dal lato tecnico la discussione si aprirebbe ulteriormente,considerando la funzione e le diverse peculiarità,con l'esempio singolare o l'eccezzione traslato in versione moderna e condivisa.
Nella circostanza o nelle circostanze sarebbe utile, sentire sempre il parere del fotoclub ,che fortunatamente potrebbe illuminare le tenebre,su quello che è sempre stato e sarà,adducendo pero' che non si tratta di lavoro, di arte o scienza,ma "importante" .
Negli anni addietro , veramente non ho il ricordo di grandi affollamenti, perfino nell'ora di punta ,quando c'era lo spauracchio del turismo di massa che sarebbe arrivato prima o poi, spazzando via un mondo, di cui si sarebbero perse le tracce.

avatarsupporter
inviato il 15 Luglio 2020 ore 11:19    

pieno di id.ioti spocchiosi che la menavano all'infinito con le loro inarrivabili Nikon


ricordo quando incontravo i nikonisti che guardavano schifati la mia Topcon


Sempre stati simpatici questi Nikonisti TristeTristeTristeTriste

comunque seguo ..... sai mai che riesca ad avere qualche minimo indizio su cosa ufficialmente sia questa benedetta fotografia, magari riesco a tirar fuori qualcosa di meno banale di ciò che ho fatto finora.

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 12:23    

Ci sono molti elementi che determinano una immagine fotografica, l'inquadratura, le scelta della focale, del diaframma e del tempo di posa, il punto di messa a fuoco, il punto in cui viene misurata l'esposizione.
A questi vanno aggiunti gli elementi di quella che oggi viene chiamata post produzione, atti a variare il bilanciamento cromatico, la densità, il contrasto ecc ...
Tutti questi elementi determinano l'immagine finale in base, possiamo dire, alla creatività del fotografo.
Sinceramente, andando oltre, credo si cominci a parlare di grafica e non più di fotografia. Alludo a tutte le tecniche che mettono insieme più immagini per ottenere delle macro impossibili con tutto a fuoco, cosa impossibile neanche a f 128, o degli HDR spinti, per non parlare delle nuvole finte, ma qui siamo nel vero e proprio fotomontaggio.

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 12:26    

" @Fileo" Non volevo dire che era meglio una volta, anzi, ora ci sono molte più possibilità, si lavora con più velocità (undo invece di buttare nel cestino un'ora di lavoro).





Qualche volta anch'io mi sono soffermato a chiedermelo...però devo confessare che le ore e ore notturne passate in C.O. non mi mancano più di tanto... concordo altresì con chi dice che certe elaborazione al PC (vedi HDR) sono innaturalI,i l'impatto lì per lì può essere piacevole, Ma la "coscienza"del fotografo "scafato" dice che la realtà è altra!Triste il fatto è che a volte chi è bravo in PP spesso si lascia andare con risultati come detto prima, che ai più scafati suscita effetti contrari...


"Hary"Sfondi una porta aperta: ricordo quando incontravo i nikonisti che guardavano schifati la mia Topcon e chiedevano "ma che è russa?".

MrGreenMrGreen E tu avevi Topcon!! Io che avevo Konica (magnifiche ottiche all'altezza, e alcune anche meglio di Nikon e Canon;-)) mi sentivo dire:"a me me sembra quadrata...." Anche ora, forse più di allora, ci sono i fans sfegatati dei marchi e si fanno sentire..e come!

Quanto alle diapositive me le sviluppavo da solo e, contrariamente alla quasi totalità del mercato erano Agfa professional 50 ISO con (nel rullino 120) la effettiva sensibilità (a volte era addirittura 2/3 di f. in meno). Ovvio che quando volevo il massimo della saturazione possibile andavo sul Kodacrome 25 ISO, ma soprattutto in quel caso dovevi conoscere a menadito le caratteristiche del tuo esposimetro e avere già in mente il risultato che volevi...altro che raffica. Oggi la mia 7d fa raffiche per me impensabili ed è giudicata, sempre oggi, un ferro vecchio!
Detto questo c'è da dire che allora chi comperava una macchina fotografica tendeva a conoscere di conseguenza le basi della fotografia e non solo le caratteristiche meccaniche delle macchine (di fatto moolto simili tra loro...).

Ora a leggere i topic ci sono fotografi che nel giro di pochissimo tempo giudicano una fotocamera (magari solo dopo pochi giorni) bocciandola o promovendola senza scampo, spesso però le fotografie che propongono non sono all'altezza delle attrezzature che vantano...Sorry Ovvero sono foto che, senza entrare nel merito della PP applicata, non sono molto diverse da quelle che si ottenevano, anni addietro, con fotocamere molto ma molto più rudimentali di quelle odierne...solo con maggior fatica... Giustamente è il progress, bellezzaMrGreen e meno male che c'è!

Detto questo anche oggi è fotografia, diversa ma fotografia, diversa nel mezzo usato ma eguale nei risultati.
Ricordo uno dei pochi fotografi naturalisti degli anni 60 /70 che per "catturare" che so un grifone (magari l'ultimo rimasto) doveva ricorrere ad accrocchi, nel senso di accoppiamento di obiettivi duplicatori etc.per raggiungere focali che oggi moltissimi del forum possiedono e usano (beati loro...) tranquillamente. Non ricordo il nome del fotografo ma pubblicava spesso su "Fotografare" mi pare si chiamasse Gandolfi? ma non ci giurerei...
Al sodo: Pur avendo un pochino di nostalgia per i tempi andati (sono alla soglia degli 80) non mi dispiace affatto quello che la tecnologia offre oggi; avercela avuta allora!!:-P

avatarjunior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 13:18    

@Fastgiaco... era Angelo Gandolfi

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 14:23    

Marmo adoperando le Kodachrome una sottoesposizione di 1/2 stop era il minimo sindacale per riaverne una diapositiva proiettabile.
Per cui, detto in tutta franchezza, 2/3 in sottoesposizione sono esagerati con la Velvia ma con Kodachrome, e ancora più con Agfachrome, era di fatto la norma.

Comunque un paio di mesi addietro aprii un thread proprio sull'argomento Velvia (et similia), e chiaramente sull'argomento esposizione avevamo lungamente discusso.

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 14:36    

Devo dire caro Fileo che l'argomento in sé è estremamente interessante ma difficilmente se ne potrà ricavare una soluzione pienamente condivisita, molto pilatescamente potremmo dire che visto e considerato che la post produzione esisteva anche con la pellicola il limite del tutto sarebbe il buon senso... ma poi ci toccherebbe cercare una definzione di "buon senso" che vada bene a tutti.

Insomma non se ne esce!

Comunque il mio punto di vista è palese... adopero solo diapositive Sorriso

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 14:40    

Confermo: era Angelo Gandolfi.

avatarjunior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 14:52    

Discussione che avrei voluto aprire io perchè argomento che mi ha sempre incuriosito. MrGreen
Credo sia impossibile definire un limite universale perchè è un qualcosa di troppo soggettivo ma, prima di parlare di quanto sia giusto spingersi con la PP, mi limito a chiederti: scattare con un filtro ND per ottenere il classico effetto seta dell'acqua è da considerarsi una pratica troppo spinta? Un effetto del genere ti può far diventare bella, una foto normale. Eppure è un artefatto. Nessun occhio umano vede l'acqua in quel modo.

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 16:22    

Scattare con un tempo lungo, ricorrendo a bassa sensibilità, diaframma chiuso o filtro ND, non mi sembra un artefatto ma una normale scelta tecnica.

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 16:26    

Con le diapositive, non solo con il Kodachrome 25, tendevo ad esporre sulle luci, cosa che comportava una sottoesposizione rispetto alla normale lettura fatta con pellicole negative.
Convengo con Paolo che il Kodachrome 25 era più critico di altre pellicole e sopportava molto meno esposizioni sballate.

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 17:11    

Ovviamente la diapositiva necessita di una esposizione molto accurata poi, è chiaro, ci sono pellicole e pellicole.
Con le Kodachrome, che non avevano una grande saturazione cromatica, necessitava una certa sottoesposizione mentre la sovraespisizione era un disasto, al contrario della Velvia dove anche una leggera sottoesposizione può provocare degli sfracelli.

avatarsenior
inviato il 15 Luglio 2020 ore 17:15    

Jigsaw... è interessante la tua nota sull'effetto acqua setosa che anch'essa è una classica esagerazione tanto quanto, al contrario, il ricorso a tempi di posa molto brevi che congelano le gocce d'acqua!

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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