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inviato il 17 Giugno 2020 ore 22:55
Ho sempre odiato la musica dal vivo: volume assordante e medi che ti spaccano SEMPRE le orecchie; va bene solo se non e' amplificata, e comunque e' molto meglio ascoltata sul MIO bellissimo Stereo giapponese degli anni '70. E le foto si vedono da dio sul MIO bellissimo monitor: le stampe mica sono luminose ! |
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inviato il 17 Giugno 2020 ore 23:06
“Ho sempre odiato la musica dal vivo” dipende da chi sei andato ad ascoltare. |
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inviato il 17 Giugno 2020 ore 23:16
Meglio? Peggio? Dipende da tante cose ma soprattutto dai gusti. Io preferisco usare la pellicola è il digitale non mi piace, ma non credo esiste un meglio o un peggio, anche perché bisognerebbe prima decidere quali parametri definiscono che cosa sia meglio. |
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inviato il 17 Giugno 2020 ore 23:38
Uhm... fammi pensare .... sono andato in qualche sala prove con gruppi metal e jazz, ad un concerto degli ac/dc a monaco, a vedere DeGregori ed il Banco del Mutuo Soccorso, all'arena di verona per la Carmen, ad un paio di concerti sinfonici all'opera di Vienna e alcuni di solo organo alla chiesa di Santo Stefano sempre a Vienna, piu' concertini sparsi di musica classica in varie piazze italiane. Di tutti, i soli assolutamente godibili sono stati quelli d'organo, mentre, per esempio, i pieni orchestrali mi risultano assai fastidiosi per il volume elevato, soprattutto nei toni medi .... ... Ovviamente a monaco avevo le cuffie antirumore per cantieri edili, altrimenti non ne sarei uscito vivo .... |
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 0:14
Forse i più significativi riferimenti del mondo fotografico si trovano ancora su pellicola... |
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 0:27
Tolto il fatto che per avere la nitidezza e risoluzione del FF digitale, ci vuole almeno un 6 x6 ed ottiche zeiss, ho scattato per 40 anni con la pellicola con macchine 24 x 36, a confronto ad una FF digitale era patetico, è ora di guardare avanti il tempo è passato. saluti. saluti. |
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 0:42
“ le stampe mica sono luminose ! „ Non hai mai provata a stampare su carta cotone photo reg 380 |
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 0:55
Il punto è che il vinile, così come la pellicola, sono legati spesso ai ricordi, nei quali spesso ci troviamo più a nostro agio. Quindi ascoltare un vinile o scattare una foto con la pellicola possono avere un aspetto più emozionale che oggettivo. Leggo spesso di diatribe tra vinile e cd, ma anche il cd è un formato in via d'estinzione. Piaccia o meno il mondo oggi ascolta la musica liquida. E come dare torto a miliardi di persone? In tasca hai praticamente tutta la musica del mondo. Milioni di brani. La qualità non è quella del cd o del vinile? Sicuro. Ma un paio di cuffie come si deve o un buon impianto ottimizzato per questo tipo di musica non te la fanno rimpiangere a fronte di una praticità assurda. Nello stesso aggeggio oggi hai pure una fotocamera che oramai ha rimpiazzato quelle compatte, destinate a scomparire o a rimanere per una nicchia che vale quella di chi oggi usa il vinile. Probabilmente rimarranno le reflex per gli appassionati ed i professionisti. Io un tempo centellinavo gli scatti per costi di pellicole e successivi sviluppi. Perdendo probabilmente scatti buoni. Ora posso farne centinaia senza pensarci. Se dovevo fare una foto di giorno ed una di sera con la pellicola ero del gatto. Ora passo dai 100 iso ai 12800 e ho sempre foto usabili. Una buona reflex Ff oggi ha 24Mpixel, mentre una pellicola 35mm è stato calcolato, mi pare, intorno ai 15. Quindi qui c'è anche l'oggettività. Rimane l'emozione, tremendamente importante, ma solo quella. Che può rendere migliore per pochi, un qualcosa che non lo è per milioni. |
user201851
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 6:11
Si stava meglio quando si stava meglio |
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 8:05
... il vinile sul mio Thorens sara' anche piu' fico e si sente indubbiamente meglio - non ho dettto piu' definito, pulito, ed altre caratteristiche oggettive, ho detto meglio soggettivamente x le mie orecchie, ma vuoi mettere la comodita' del digitale ? Io sono di ampie vedute, ed un modestissimo mp3 da 128k, passato attraverso equalizzatore hardware ed un buon ampli + casse/cuffie mi va benissimo. E preferisco un buon monitor ad una buona stampa, ma tra un pessimo monitor ed una buona stampa, scelgo quest'ultima. |
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 8:22
“ Forse i più significativi riferimenti del mondo fotografico si trovano ancora su pellicola... „ ma si parla di fotografi, non della loro attrezzatura; inoltre sono i più significativi anche per altri motivi: ai tempi erano in pochi a fotografare e i migliori emergevano con più facilità; oggi siamo ad un livello tale di saturazione da immagini che spesso non siamo più nemmeno in grado di cogliere il meglio. Senza contare che negli ultimi decenni è l'intero mondo dell'arte che si è dovuto rimettere in discussione (e ancora non ne è uscito): logico che anche la fotografia non sia rimasta immune a questo processo, ma un Salgado è tale per l'occhio e lo stile e non viene certo sminuito dal fatto che ora non disdegna di fotografare in digitale. Poi sono perfettamente d'accordo con Michele Siciliano: 40 anni fa il nostro sogno era la resa impeccabile, senza un filo di grana e con una definizione mozzafiato, del banco ottico, ma siccome non ce lo potevamo permettere (e nemmeno l'Hasselblad 6x6), finivamo per esaltare quelli che in realtà erano i difetti del formato "francobollo" delle reflex a pellicola, ma se ci pensiamo bene era solo un atteggiamento da "la volpe e l'uva". Nei primi anni '80 ero persino giunto a sperimentare un'Agfa Ortho 25, esposta per soli 6 ASA e sviluppata in Rodinal 1 + 100 con un trattamento ad hoc; il risultato sembrava veramente ottenuto con un banco ottico, ma ragazzi... 18 secondi di esposizione per uno scatto in luce controllata: voglio vedervi a farci un ritratto!!! Se però si parla di scelte stilistiche e artistiche allora ci sta tutto: ci sono parecchi autori che hanno rispolverato tecniche e materiali ottocenteschi con ottimi risultati, ma non ho ancora sentito qualcuno affermare che la fotografia si apprezza meglio se è ottenuta in ferrotipia. |
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 8:26
Star Trek, non barare; non puoi paragonare la ragazza afgana col suo sbiadito e invecchiato ricordo; è come il ritratto di Dorian Gray. Scegliamo tutti la prima per una questione di fascino femminile, non di tecnologia |
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 8:37
Daniele Ferrari Vedendo come è cresciuta McCurry poteva evitarsela di fare questa foto rasenta il ridicolo Lo sguardo è cambiato ....però poteva scattarla almeno con la stessa pellicola |
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 8:54
Mi sa che il suo intento era proprio quello di riprodurre fotograficamente l'idea che sta alla base del romanzo di Oscar Wilde, solo che la donna non aveva più gli stessi vestiti, ma il resto dell'inquadratura rimane quello |
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