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andate a lavorare


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avatarjunior
inviato il 12 Maggio 2020 ore 23:11    

“ Secondo me dovremmo lavorare meno invece è dedicarci di più al prossimo , agli affetti e ciò che ci fa stare bene. Invece no lavorare lavorare lavorare....? “

Concordo con te!

Solitamente si dovrebbe lavorare per vivere, non vivere per lavorare.

avatarsenior
inviato il 12 Maggio 2020 ore 23:53    

Ora dirò una cosa per la quale sarò criticato aspramente, nonostante le motivazioni che proverò a spiegare.
Sento sempre ripetere che "il lavoro è dignità", cazzate! Il lavoro è la perdita della dignità, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Che dignità c'è a spaccardi la schiena per un padrone che si arricchisce con le tue fatiche? Che dignità c'è a dover prendere ordini da un incompetente che sta in quella posizione non per meriti? Che dignità c'è nel fatto che qualcuno decida se e quando puoi andare in ferie? Che dignità c'è nel dover difendere le decisioni sbagliate del tuo capo e mascherare i suoi casini perché altrimenti rischiil posto? Che dignità c'è nel non poter ribellarsi a tutto questo perché lavoro in giro ce n'è poco e quindi meglio tenersi ciò che si ha? Che dignità ci sarà da ora in poi cge con la scusa della crisi ci spremeranno ancora di più con il sottile ricatto che "siamo fortunati ad avere un lavoro"? Che dignità c'è a essere obbligati a laborare fijo a quasi 70 anni e quindi sprecare una gita intera dietro a una scrivania, in cate ne di montaggio, nei campi?
No ragazzi, la storia della dignità è una grande fesseria, la vera dignità ce l'hai se non devi subure tutto quanto sopra elencato.
Non escludo che qualche fortunato si realizzi nel lavoro, ma spero che non sia perché apartiene a una delle sudette categorie (capi incompetenti, imprenditori sfruttatori, ecc.).
E ora linciatemi pure.

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2020 ore 0:15    

Facciamo un esempio per capire meglio cosa é il lavoro.
Prendi un elefante: passa la maggior parte del suo tempo a raccogliere cibo e acqua per mangiare e bere, sennò muore.
Facciamo finta che non esista il lavoro.
Domattina ti devi svegliare, devi trovare un posto dove attingere acqua (nessuno ha costruito per te un pozzo né tantomeno un acquedotto, non esiste il lavoro) per bere e lavarti, devi trovare del cibo (non c'é nessuno che abbia coltivato per te un campo, né tantomeno un supermercato perché non esiste il lavoro), devi cercare di non diventare tu cibo per altri (non c'é nessuno che abbia costruito città, strade, fabbriche, che abbia disboscato, che dia la caccia per lavoro agli animali selvatici, perché non esiste il lavoro, quindi presumibilmente é pieno di lupi e orsi qui da noi), devi fabbricarti qualcosa per coprirti (nessuno produce vestiti per te), devi raccogliere legna per scaldarti e cucinare (ovviamente non esiste gas né corrente elettrica), devi cercare e processare erbe medicinali per la salute e sperare di sapere ciò che fai (perché non esistono case farmaceutiche né medici né infermieri), devi riparare il tuo rifugio (perché non ci sono imprese edili)... Insomma, scopriresti che alla fine della giornata tutto il tuo tempo l'hai impiegato per riuscire FORSE a sopravvivere. Come l'elefante.
Scordati la musica, la lettura, il film su Netflix, lo sport, le vacanze... Se anche esistessero, non ne avresti il tempo.
Dove sta la dignità del peggior lavoro sulla faccia della terra?
Che non ti costringe a questo e che dá a te e agli altri la possibilità di sfuggire a tutto questo.
Poi sono d'accordo che bisogna cercare:
- di far sí che ogni lavoratore venga trattato dignitosamente (dal capo, dai colleghi, dallo Stato)
- di fare un lavoro che ti piaccia e ti faccia sentire realizzato
- di trovare piacere e realizzazione nel lavoro che fai (anche se non é quello dei tuoi sogni).

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2020 ore 0:48    

Dal punto di vista teorico hai perfettamente ragione. Se si lavorasse in maniera equa sarebbe come dici tu è tutti lavoreremmo e ne trarremmo vantaggio. Ma purtroppo la realtà non è questa e la maggior parte delle persone finisce nelle categorie che ho sopra descritto. Quìndi all'atto pratico per queste persone non c'è dignità ma non se ne rendono conto o soprassiedono perché devono pur sopravvivere (i meno fortunati) o perché tutto sommato scambiano la dignità con qualche piccolo lusso (la vacanza, l'auto nuova, ma fotocamera, ecc.), solo pochi possono permettersi di non lavorare e a mio parere hanno più dignità di noi lavoratori.

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2020 ore 1:01    

Rispetto a quanto sopra ogni lavoro é un vantaggio ed effettivamente la dignità che ti dá il lavoro é di poter essere un essere umano (ossia avere tempo di dedicarti ad arte, filosofia, storia, matematica, sociologia et cetera). Viceversa saremmo come animali, solo impegnati a sopravvivere. Anche il lavoratore più sfruttato del mondo ha tempo e modo di dedicarsi a qualcosa che lo rende un essere umano.

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2020 ore 1:17    

La tua visione è molto alta ma anche molto filosofica, la mia è molto di basso rango e considera tutte le volte che uno deve sottostare a ordini e decisioni altrui, motivo per cui è chiaramente in posizione di inferiorità e perciò di minore dignità, soprattutto se trattato in modo non giusto. Che poi ogni lavoro ti dia in misura piccola o grande la possibilità di dedicarti a qualcosa che ti rende un essere umano... allora anche il più sfruttato lavoratore in nero a 3 euro l'ora che si spacca la schiena sotto il sole avrà a fine giornata due spiccioli per telefonare alla sua amata e ammirerà il tramonto sognando un futuro migliore, questo lo identifica certamente come essere umano ma da quì a dire che quel lavoro gli dà dignità ce ne corre.

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2020 ore 1:38    

Gli dá dignità rispetto a nessun lavoro.
In un mondo in cui non avesse lavoro perché non esiste il lavoro, ricadrebbe nella casistica sopra riportata.
Nel mondo attuale, se non avesse lavoro dovrebbe:
- elemosinare
- delinquere.
Non sarà bello essere sfruttati, ma é più dignitoso che dover dire ai tuoi figli che non mangiano perché non ci sono soldi o che mangiano grazie alla generosità di qualcun altro perché loro padre non sa portare cibo a tavola o che ciò che mangiano lo mangiano perché é stato tolto alle bocche di altri in modo delittuoso, perché loro padre non sa guadagnarsi onestamente il cibo.
Sono assolutamente d'accordo che bisogna lottare per un mondo del lavoro che garantisca la maggiore dignità possibile al lavoratore, ma qualsiasi lavoro ti dà più dignità che nessun lavoro.
Tutti dobbiamo obbedire a qualcuno o a qualcosa, non é certo il capo a lavoro che mi toglie dignità.
Devo obbedire al mio intestino che mi sveglia alle 6 del mattino per andare in bagno, altrimenti mi cago sotto nel letto e addio dignità, devo obbedire allo Stato che si prende il 63% di quello che guadagno, sennò mi pignorano la casa e finisco sotto un ponte e addio dignità...
Non é un mondo perfetto e non lo sarà mai.



user198779
avatar
inviato il 13 Maggio 2020 ore 5:43    

L'essere umano è l'unico animale che lavora per sopravvivere, forse perché è più intelligente Confuso

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2020 ore 9:09    

Non sarà bello essere sfruttati, ma é più dignitoso che dover dire ai tuoi figli che non mangiano perché non ci sono soldi o che mangiano grazie alla generosità di qualcun altro perché loro padre non sa portare cibo a tavola o che ciò che mangiano lo mangiano perché é stato tolto alle bocche di altri in modo delittuoso, perché loro padre non sa guadagnarsi onestamente il cibo.

Vero, certo.

Sono assolutamente d'accordo che bisogna lottare per un mondo del lavoro che garantisca la maggiore dignità possibile al lavoratore, ma qualsiasi lavoro ti dà più dignità che nessun lavoro.

Salvo che "nessun lavoro" significhi vivere onestamente senza laorare (rendita, ecc.).

Tutti dobbiamo obbedire a qualcuno o a qualcosa, non é certo il capo a lavoro che mi toglie dignità.

Secondo me dipende dal capo, dal tipo di obbedienza dovuta e del perché gli dobbiamo obbedire; se perché è più competente, è corretto e onesto allora OK, se invece è solo perché è un raccomandato incapace e incompetente allora no, non c'è dignità a essere sottomessi.

user90373
avatar
inviato il 13 Maggio 2020 ore 9:10    

@ Nessunego
Rispetto a quanto sopra ogni lavoro é un vantaggio ed effettivamente la dignità che ti dá il lavoro é di poter essere un essere umano (ossia avere tempo di dedicarti ad arte, filosofia, storia, matematica, sociologia et cetera). Viceversa saremmo come animali, solo impegnati a sopravvivere. Anche il lavoratore più sfruttato del mondo ha tempo e modo di dedicarsi a qualcosa che lo rende un essere umano.

Mi ricorda un pò questa storiella:

Io - Tu perchè lavori?
Lui - Per comprarmi l'auto nuova!
Io - A che ti serve un'auto nuova?
Lui - Per andar a lavorare!

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2020 ore 9:18    

Sui danni devastanti del consumismo possiamo scrivere 15 pagine di post ogni ora. Ma non confondiamo il lavoro con il consumismo.
Il consumismo ti convince appunto che il lavoro serva a permetterti di acquistare la qualunque. In realtà il lavoro ti serve per rispondere a bisogni reali e per sentirti utile agli altri mettendo loro a disposizione ciò che sai fare e che serve a rispondere ai loro bisogni.

user90373
avatar
inviato il 13 Maggio 2020 ore 9:21    

@ Nessunego
Sui danni devastanti del consumismo possiamo scrivere 15 pagine di post ogni ora. Ma non confondiamo il lavoro con il consumismo.
Il consumismo ti convince appunto che il lavoro serva a permetterti di acquistare la qualunque. In realtà il lavoro ti serve per rispondere a bisogni reali e per sentirti utile agli altri mettendo loro a disposizione ciò che sai fare e che serve a rispondere ai loro bisogni.

Allora sarebbe più corretto parlar di ruoli e di mestieri.

user28347
avatar
inviato il 13 Maggio 2020 ore 9:43    

grazie per i vostri commenti,io son sempre stato convinto che bisognerebbe lavorare per vivere,spero di incominciare ora e ancora sano o quasi;-)oggi ho ricevuto la pec del capo per ringraziarmi:-P sono uno dei fortunati ,l'ultimo dei moicani col posto fisso

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2020 ore 10:06    

Auguri a Sergio per avercela fatta, adesso goditela.
Io dal mio canto mi ritengo fortunato xche' alla soglia dei 40 ho già maturato più di 20anni di contributi, sempre lavori di fatica ma con molto tempo libero a disposizione (turni).
La prospettiva è la pensione a 72 anni.... ma se potrò mollero' prima, il lavoro NON nobilita L'UOMO, lo consuma.

user203495
avatar
inviato il 13 Maggio 2020 ore 10:17    

Sta di fatto che il capitalismo mostra quanto sia deleterio se legato al solo profitto.
La globalizzazione ne è l'esito manifesto e nella sua perversione estrema ha di fatto annichilito agni pretesa democratica.Il mercato crea l'offerta e veicola il bisogno,il quale si trasforma in un desiderio di possesso effimero.
Si è creata una massa di salariati che finirà come le anguille nel mar dei Sargassi.
Credo abbia a che fare con i corsi e i ricorsi della Storia.
Sergio.Godiamocela.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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