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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 12:32
per rispondere a Mtdbo so che lei si ispira a Tim Walker, ma che chi l'ha più influenzata per sua ammissione è Saudek. Non ho notizie dell'appartenenza a un gruppo credo che in Italia molti lavorano per conto loro. Parlando di collettivo fotografico io conosco synapsee, fanno lavori molto validi su base annuale, i singoli autori hanno pubblicato libri legati al progetto a tema collettivo, ultimamente sono seguiti da Steve Bisson per una lettura finale del progetto condiviso e seguono tendenzialmente tematiche ambientalistiche www.synapsee.it/ Trovo interessante il lavoro comune e coordinato, ma con ogni autore libero all'interno del progetto. Tra l'altro buzzichelli è stato ospite del mio gruppo fotografico e si è discusso anche dell'importanza dell'esposizione, per esempio diceva che ha spesso usato anche formati molto diversi tra loro usando macchine fotografiche diverse, ma con ben chiara idea di presentazione del tutto |
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 13:20
“ ...importanza dell'esposizione... „ pericolosissimo! Rischi di trovarti qui i fanatici degli esposimetri esterni Per il resto grazie di questa nuova segnalazione, adesso me la studio (mentre continuo a cercare un filo conduttore tra autori) |
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 14:33
@MatteoGroppi grazie per la segnalazione, non conoscevo la Montesano. Ho guardato velocemente il suo sito, e oltre ai due progetti che hai segnalato tu, ho trovato interessante "Connection". |
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 15:11
contento peppe di aver dato uno spunto interessante, cito una sua intervista: “ Amo molto la psicologia, e questa passione mi porta a cercare di rendere visibile in fotografia ciò che non lo è. Allo stesso modo mi capita spesso di fotografare e creare un progetto in risposta a qualcosa che mi ha infastidita, ad esempio i progetti “Principessa” e “Ultracorpi” sono nati da questo, sono la mia risposta a un mondo sessista che vuole omettere l'intimità della donna e contemporaneamente le impone dei canoni di bellezza, che tendono a destabilizzarne la percezione di sé. „ credo sia interessante il modo che ha di approcciarsi alla fotografia |
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 15:29
@MatteoGroppi Conoscere il pensiero del fotografo, il suo trascorso, il suo modo di "usare" la fotografia rendono più interessante e arricchiscono ciò che si può percepire dalla sola visione delle immagini. Dovrebbe essere un esercizio da fare sempre quando ci si approccia a qualcosa di nuovo e che non si conosce, inserirla in un contesto, in un quadro che ne identifichi anche per sommi capi le caratteristiche principali. Io cerco sempre di fare così, di cercare informazioni su ciò che mi interessa anche per altri miei interessi, la musica ad esempio, quando ascolto un autore che non conosco cerco di sapere i suoi trascorsi, a chi si ispira, cosa ha già realizzato, cosa vorrebbe realizzare, etc.. Credo che tutto questo, si inserisca perfettamente nel titolo della discussione, la domanda Perché, e a questa domanda risponde per esempio lo stralcio di intervista della Montesano che hai riportato. |
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 17:39
Spesso leggo che la diffusione delle fotografia ha abbassato il livello, io sono convinto del contrario, ci sono una marea di giovani fotografi che fanno progetti davvero interessanti e davvero belli. Le idee circolano e c'è anche tanta voglia di raccontare, non ci sono solo i selfie delle chiappe o i ritrattini del maggicco sfocato fyodortelkov.ru/projects/right-on-trust/ janmaschinski.com/ |
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 18:07
Per parlare di fotografia penso sia necessario anche avere un minimo di cultura fotografica. Quindi un minimo di propensione a studiare qualcosina, che poi miscelato alle nostre esperienze di vita ci permette di avere un occhio più attento e critico verso ciò che osserviamo, Stimolando una ricerca di nuove espressioni, nuovi fotografi, nuove idee, anche per noi stessi. Il mondo, anche quello fotografico, si evolve con il pensiero. È tutto sommato un concetto semplice che però attecchisce poco nel mondo dei "fotoamatori". Lasciando stare i social o i forum, basta frequentare qualche circolo fotografico e ci si trova immersi in un livello culturale fotografico imbarazzante. Mentre dovrebbe, al contrario, essere un volano per la diffusione della cultura fotografica. |
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 18:12
Quello che posso dirti è che il gruppo a cui partecipo ( ri-flex.com/blog/ ) è sempre abbastanza attivo e abiamo creato anche eventi interessanti dando spazio a autori diversi dalla solita serata fotografica stile il mio viaggio in bolivia. Niente contro quell'approccio, ma non tutti i gruppi fotografici sono messi così male |
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 18:27
Mashinski è molto pop, vortex è il più interessante |
user177356
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 18:40
“ non ci sono solo i selfie delle chiappe „ Sicuramente, questa foto è molto più intrigante (e sexy) rispetto al 99,99% delle foto di nudo artistico su Juza.
 Epperò, pur apprezzandola, mi mette in difficoltà perché mi chiedo quale sia il significato che l'autore vuole trasmettere, se io l'abbia compreso, se si tratti invece di un mero divertissement . Mentre in altre forme di espressione (per non usare il termine arte ) contemporanea mi muovo con maggiore disinvoltura, forse perché riesco a connettere la nuova opera in un contesto formato dal complesso delle opere precedenti, nella fotografia fatico molto. Perché credo che contenga una tale pluralità di linguaggi che sia difficile capire se abbiamo colto non dico il significato, ma la stessa lingua nella quale il fotografo sta parlando. PS: segnalatemi se la foto costituisca una violazione del regolamento, provvedo a sostituirla con il link. |
user177356
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 20:16
“ Usa indubbio uno stile pubblicitario e pop „ Eh, ma anche questo è un come , non credi? Rimane la domanda: perché quella foto? |
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inviato il 27 Febbraio 2020 ore 20:40
Esatto, mi manca il perché |
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inviato il 28 Febbraio 2020 ore 7:46
Le foto secondo me sono sempre una sorta di racconto a metà, il titolo della serie è devianza, domina il rosso, ci sono forbici, forchette. Io ci leggo il classico rapporto distruttivo dove lo stare insieme è un usarsi e farsi del male |
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inviato il 28 Febbraio 2020 ore 9:00
Ieri sera comunque ci siamo trovati nello studio di un amico visto che con la storia del coronavirus fino a domani tutto è ancora chiuso e abbiamo approfittato per vedere e chiaccherare su alcuni suoi libri fotografici Uno in particolare mi ha colpito, certe foto mi piacevano e anche la loro progressione è interessante, ma non sono riuscito a capirlo davvero, cioè non ho capito il filo logico di quel lavoro. Il libro si intitola Construire un feu, una piccola parte è visibile qui: www.damiencaumiant.eu/Works/Construire-un-feu-part-1/ cosa nè pensate? Questo libro a portato a una discussione, si diceva che alcuni fotografi scattano molto senza un'idea precisa, poi con calma e magari con l'aiuto di un photo editor provano a comporre un lavoro sensato. Ecco io non riesco proprio ad approcciarmi in questo modo, voi cosa nè pensate? |
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