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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:09
Mauro spero che tu stia scherzando. |
user33434
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:15
No, ma dimmi perché tu pensi che stia scherzando. Perché ti pare impossibile o perché sarebbe lontano da qualunque concezione di intento fotografico? |
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:21
Perché e lontano dal concetto fotografico Una domanda ma tu faresti quel genere di foto? |
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:22
Ripeto per me il lato estetico è subalterno a un'idea, ci sta fare visual art ma deve avere un senso, da quello che ho letto ho trovato la cosa solo un po' superficiale, un po nerd diciamo Invece capisco poco il dover paragonare la cosa alla foto tradizionale e mettere le 2 cose in competizione |
user90373
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:37
Dunque, vediamo. Un informatico crea un mondo virtuale ed io creo un mio avatar che armato di fotocamera ne coglie vari aspetti e momenti poi, se sotto c'è un'idea forte, magari ci scappa pure una mostra .... la dentro. Juza, fammi uscire, certa gente non la reggo più. |
user33434
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:39
“ Una domanda ma tu faresti quel genere di foto? „ No, al momento trovo la realtà reale molto più interessante Concordo con te Matteo e credo che la visual art goda della stessa dignità creativa della pittura, entrambi sono processi che vanno ad aggiungere. In questo caso però parliamo di composizione per selezione, quindi a sottrarre, diventa quindi la fotografia di un'altrui opera di visual art. Al momento quindi è più o meno come fare una mostra fotografando particolari del giuramento degli orazi di david, non ha molto senso. Un ambiente invece gestito da un AI si affrancherebbe parzialmente dal suo creatore, generando eventi inattesi o imprevisti che potrebbero diventare interessanti. So che sembra fantascienza ma non lo è, in alcuni giochi il livello di complessità raggiunto è già sorprendente, se aggiungiamo che l'intelligenza artificiale è un settore in enorme espansione mi sembra uno scenario abbastanza verosimile. |
user90373
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:40
A leggere quanto sopra mi vien da dire:- "per fortuna c'è l'intelligenza artificiale, che la nostra ce la stiamo bevendo." |
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:42
Mauro il riutilizzo è un concetto usato da un po' in arte mi viene subito in mente Richard Prince con la sua foto del cowboy |
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:55
“ ...è sicuramente una forma artistica „ +1 |
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 21:56
"Virtual photography" è "grafica" stop. quando vogliamo dare importanza e rango alle caz.zate usiamo l'inglese........ Il bello è ne abusano anche i nostri amati politici per darci continue fregature. Chissà se perderemo questo vizio, che relega in serie B la nostra bella lingua, mille volte più evoluta dell'inglese, ora che quei signori se ne sono andati dall'Unione Europea, ma ho poche speranze. |
user33434
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 23:03
“ Mauro il riutilizzo è un concetto usato da un po' in arte mi viene subito in mente Richard Prince con la sua foto del cowboy „ Lì c'è un senso dato dalla reazione del fruitore e da una cultura condivisa, non so se attualmente quello che abbiamo visto della virtual photography possa essere elevato allo stesso punto, al momento ho dei dubbi. Quello che trovo più intrigante sono le implicazioni in un futuro più o meno immediato. @Gian Carlo A volte, come in questo caso, prendiamo le parole da altre lingue per pigrizia o per opportunità non saprei ma non me ne faccio un cruccio. In italiano credo che diverrebbe "fotografia virtuale" o "istantanea virtuale" ma il succo non cambia, "grafica" credo sia un insieme più grande. @ Ettore non so se hai notato ma la tua Lara in un'ora ha ricevuto più di 200 visualizzazioni, chissà perché |
user90373
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 23:08
“ Ettore non so se hai notato ma la tua Lara in un'ora ha ricevuto più di 200 visualizzazioni, chissà perché „ Devo proprio insegnare tutto? C'è un'idea forte, sotto. |
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inviato il 07 Febbraio 2020 ore 23:14
Francesco Bonami ha affermato che la tecnica come l'artigianato è una fissazione che ha bloccato lo sviluppo della nostra modernità e che le nuove generazioni devono liberasi dalla fotografia-scalpello o pellicola-marmo interessata più a mettere a fuoco la tradizione che il proprio ombelico. Ci si fissa sul mezzo e non su quello che si ha da dire, la mente chiusa è semplicemente uno sfoggio di mediocrità. Purtroppo ci si fissa sul come non su perché questo porta ovviamente a una stagnazione |
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