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I ragazzi non leggono più... e si vede


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avatarsenior
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 23:21    

ok boomers

avatarsenior
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 23:32    

Aggiungo una cosa, ovvero la scrittura tramite smartphone che ormai è molto facilitata, praticamente automaticamente ci corregge doppie, apostrofi, accenti ecc.. Questo poi si ripercuote quando andiamo a scrivere, in modo classico, senza ausili, io stesso ogni tanto ho dei dubbi su come si scrive una determinata parola


Per fortuna ci sono questi strumenti. Quando frequentavo la scuola, ricordo interminabili enciclopedie sugli scaffali, imponenti dizionari, scomodità a reperire libri in biblioteca ed altre cose che con l'apprendimento hanno poco a che fare.

Ora è possibile reperire informazioni agevolmente, in pochi istanti, togliersi dubbi, apprendere nuovi concetti, confrontarli con altri, interagire comodamente con persone che condividono gli stessi interessi.

Il problema non è certo la tecnologia: i nuovi strumenti non sono altro che catalizzatori che rendono esponenziali le possibilità, nel bene o nel male.

avatarsenior
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 23:43    

Non sarei però del tutto pessimista, in fondo c'è ancora un numero considerevole di ragazzi che studiano, si laureano e affrontano esperienze formative, spesso all'estero.


Concordo. Ho spesso a che fare con ragazzi e ragazze, da poco diplomati o laureati. Molti di loro riesco ad assimiliarli più alla famiglia degli ominidi che al genere homo. Tuttavia molti altri hanno un livello culturale di tutto rispetto, spesso superiore al mio. Quindi non è giusto, a mio avviso, generalizzare.

avatarsenior
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 23:45    

Per fortuna ci sono questi strumenti. Quando frequentavo la scuola, ricordo interminabili enciclopedie sugli scaffali, imponenti dizionari, scomodità a reperire libri in biblioteca ed altre cose che con l'apprendimento hanno poco a che fare.


vero, ma quando le cose te le devi sudare ti rimangono più impresse

Ora è possibile reperire informazioni agevolmente, in pochi istanti, togliersi dubbi, apprendere nuovi concetti, confrontarli con altri, interagire comodamente con persone che condividono gli stessi interessi.


anche questo è vero, ma molte persone oggi non hanno gli strumenti intellettuali minimi per discernere le informazioni buone dalla spazzatura.

avatarjunior
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 23:50    

Simone 74, mi permetto di farle notare che lei ha studiato in quel modo tanto arcaico e per quel motivo oggi riesce a vedere negli strumenti moderni delle possibilità strabilianti di interazione tra gli elementi del sapere, ma i ragazzi che li usano oggi come mezzi della didattica e dell'apprendimento non li utilizzano con altrettanto senso critico e con altrettanto entusiasmo tanto che (sono dati oggettivi) la maggior parte di loro NON RIESCE A COMPRENDERE UN TESTO DI MEDIA DIFFICOLTA' e cosa ancora più grave NON RIESCE A DECIFRARE NEL CONTENUTO DI UN TESTO GLI ELEMENTI CHE COSTITUISCONO INFORMAZIONE OGGETTIVA DA QUELLI CHE CONTENGONO SEMPLICI MESSAGGI PUBBLICITARI. Scusi il maiuscolo, utilizzato solo al posto del virgolettato OCSE.

avatarjunior
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 23:54    

Stile 70 , concordo in pieno. Quando mi sono laureato in ingegneria, mi sono studiato a memoria le 4 pagine del teorema di Saint Venant. Oggi, ricordo ancora nei dettagli la teoria della statica delle travi. Oggi... semplicemente non si fa più Saint Venant, le travi di risolvono con programmi informatizzati e se chiedi a un tecnico come si deforma una trave fa spallucce e va a cercare il computer.

avatarsenior
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 23:54    

Peda, il mio terrore è quello , che si finisca per consegnare alle macchine il compito di toglierci anche il piacere, oltre la responsabilità di gestire prima la nostra vita pratica, poi anche la nostra parte fantastica e spirituale.


Certe cose riusciamo spesso a togliercele da sole, le macchine non servono. Sicuramente molte persone saranno soppiantate da nuove forme di intelligenza, in tutti gli ambiti: lavorativo, ricreativo, creativo. E non mi riferisco alle sole persone con una cultura limitata.

avatarsenior
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 23:56    

è difficile prevedere come possa, darwinianamente parlando, evolvere una specie.
Noi siamo null'altro che una delle tante specie, anche se dal nostro punto di vista siamo i grandi sapienti rispetto alle altre.
Sappiamo comunque con certezza che le evoluzioni non sono quasi mai lineari ma procedono a scalini.
Chi credeva che l'uomo del 2020 dovesse essere necessariamente più intelligente e più colto di quello del 1980 ha sbagliato.

Probabilmente è avvenuto già 1000 ed altre 1000 volte da altre parti dell'universo. Potrebbe essere un passaggio noto, come potrebbe essere nota come passaggio la prima rivoluzione industriale, in tanti pianeti diversi ma simili al nostro, sparpagliati nell'universo. E allo stesso modo potrebbe essere un passaggio l'età del ferro o il dominio del fuoco.
Ma noti a chi?
ovviamente a chi ci è già passato.

può essere che ad un certo livello evolutivo e tecnologico sia naturale una temporanea forma di abbruttimento culturale. Potrebbe essere figlio della manipolazione del nucleare, del limite delle strutture al silicio come supporto per l'informatica, limite che ormai abbiamo raggiunto.

Nella storia si annoverano imperi che nascono, crescono, arrivao ad un apogeo, poi decadono, scompaiono o vengono riassorbiti in qualcos'altro.

Alcune etnie o civiltà primeggiano, per poi lasciare spazio ad altre in una sorta di corsa a sorpassi continui.

L'umanità ha anche una sua forza nel numero notevole da cui è composta.
Con 7 miliardi in aumento sembra improbabile l'estinzione, e le carenze di qualcuno vengono compensate dai progressi di qualche altro che è in grado di prendere il posto di leader.

Capisco che come italiani sia inevitabile farne un discorso prossimale, ma a livello terrestre le maestranze si spostano da un popolo all'altro secondo le variabili in cui l'uomo continua a giocare con le regole della natura, dal quale spesso si sente illusoriamente svincolato ma al quale invece continua a sottostare.

Sempre parlando di specie, noi siamo quella che ha le protesi al titanio ed in ceramica, nello scheletro ed in bocca.
Non sappiamo quanto integreremo il nostro corpo con la meccanica e l'informatica.
Non sappiamo se tra qualche secolo molti di noi saranno cyborg.
è già avvenuto qualcosa del genere miliardi di anni fa.
circa 2 miliardi di anni fa un mitocondrio e una cellula procariota hanno fatto uno strano connubio, una mescolanza tra cose molto diverse.
Noi oggi abbiamo quei microcondi innestati nel nostro corpo, si riproducono in noi rendendo difficile la possibilità di fare un distinguo tra un noi e un loro.
Forse tra non molto tempo tutto cambierà come cambiò due miliardi di aa fa.
Cominceremo ad avere dei vani di memoria accessoria sotto forma di slot organici, nei quali possiamo caricare delle applicazioni per avere un'abilità che prima richiedeva tutto un percorso temporale e di apprendimento che potrebbe risultare stupefacentemente superfluo.

user177356
avatar
inviato il 16 Gennaio 2020 ore 0:08    

La povertà lessicale, e i problemi cognitivi e culturali dei quali essa è sintomo, non sono certo appannaggio dei giovani (ovunque si voglia porre la soglia di età per rientrare in questa categoria).

D'altra parte, è chiaro che la tecnologia ci sta portando verso una società neo-medievale, con un ristretto numero di soggetti in possesso dei mezzi di produzione (corrispondente alla nobiltà di un tempo), un vasto strato di popolazione con cultura e reddito bassi (la plebe) e un'élite di tecnici ben retribuita ma dalla posizione instabile (i soldati e gli artigiani al servizio delle corti).

Si tratta peraltro di una società molto stabile, almeno fin quando alla plebe viene garantito uno stile di vita accettabile. Non buono, accettabile.

avatarjunior
inviato il 16 Gennaio 2020 ore 0:10    

Ooo, mi permetto di contestare bonariamente la sua teoria. Innanzitutto la teoria di Darwin è applicabile solo a un'evoluzione biologica ossia eminentemente fisiologica per la quale occorrono tempi lunghissimi ed un radicamento delle mutazioni a livello di dna. L'evoluzione sociale è altra cosa e ha ragione quando dice che si tratta di una trasformazione non lineare, ma possiamo pensare, una volta tanto (o adesso o mai più) di essere arrivati ad un livello di autocoscienza tale da poter dominare l'evoluzione sociale stessa senza subirla come fattore inevitabile ed antropologico involontario o dobbiamo dire di essere rimasti al livello di consapevolezza di un uomo del medioevo?
Abbiamo, per esempio il coraggio e l'orgoglio di dire che finalmente siamo in grado di togliere miseria e guerre dalla Terra e di non pensare che siano gangli evolutivi attraverso i quali dobbiamo passare?
"Oggi, chi non ha un telefonino? Chi può permettersi di non usare un cellulare e averlo tutto il giorno in tasca o in mano? E' inevitabile..." dirà qualcuno. No. Io non ho un cellulare e non l'avrò mai. Scelta evitabile, dunque. E sopravvivo benissimo.

avatarsenior
inviato il 16 Gennaio 2020 ore 0:12    

temo anch'io che il trend sia impossibile da invertire, proprio perché ( mi corregga Federico se sbaglio !! ) la rivoluzione culturale dovrebbe partire dalla spinta di coloro che determinano le linee guida ( programmi scolastici,e più in generale programmi di governo ) ... Loro che dovrebbero favorive questa rivoluzione, mi pare che invece non la contemplano proprio,anzi la bloccano in partenza


Lo stato, per come la vedo io, è un bambino viziato e privo di ogni cultura. Inutile pretendere che formi i nostri figli. Sta ai singoli individui (insegnanti, genitori, adulti in generale) formare le nuove generazioni.

avatarjunior
inviato il 16 Gennaio 2020 ore 0:14    

TheRealB, Ancora una volta, non mi rassegno all'idea che si debba subire una evoluzione sociale (come ci fosse un logos maledetto e insensibile che lì ci spinge) senza riuscire a preconizzare dopo secoli di filosofia, scienza e arte, un sistema finalmente compiuto, corretto, cosciente.

user177356
avatar
inviato il 16 Gennaio 2020 ore 0:17    

ma possiamo pensare, una volta tanto (o adesso o mai più) di essere arrivati ad un livello di autocoscienza tale da poter dominare l'evoluzione sociale stessa senza subirla come fattore inevitabile ed antropologico involontario o dobbiamo dire di essere rimasti al livello di consapevolezza di un uomo del medioevo?


Visto che siamo partiti parlando di lessico, credo che sia importante usare termini appropriati. Che un uomo di mille anni fa avesse una "consapevolezza" diversa (o inferiore, per quanto poi dovremmo chiarire quale scala stiamo adottando per misurarla) dalla nostra è una valutazione del tutto arbitraria.

L'uomo è cambiato pochissimo negli ultimi due millenni, lo dimostra il fatto che le opere letterarie e filosofiche di duemila anni fa sono tutt'ora validissime per capire, appunto, l'uomo stesso.

avatarsenior
inviato il 16 Gennaio 2020 ore 0:20    

la teoria di Darwin in realtà è applicabile in modo universale in linea di principio.
Non va presa alla lettera ma granu salis.
Per es.
un miope, stando alla mera teoria, è destinato a perire. Non può cacciare, morirà.
Ma l'uomo ha inventato gli occhiali, ed oggi non ènecessario che cacci.
La caratteristica genicamente trasmissibile della miopia non rappresenta + un problema e l'homo sapiens può essere serenamente miope.
Tutto questo in realtà è fortemente darwiniano.
Nella teoria di Darwin il singolo conta ben poco, contano le specie ed il phylum.
L'evoluzione è sempre e solo biologica, anche se ascolti Mozart.
Se lo apprezzi è perchè biologicamente sei in grado di farlo. La tua evoluzione psico-culturale è possibile solo se è supportata, se non c'è quel supporto non sei in grado di apprezzare Mozart, la conoscenza musicale è solo un una spezia della pietanza, nulla più.

Evoluzione non significa necessariamente essere buoni con il prossimo.

il telefonino no l'ho nemmeno io. Ma questo è irrilevante.

user177356
avatar
inviato il 16 Gennaio 2020 ore 0:25    

Scusa, ho scritto il mio intervento precedente prima di poter leggere il tuo.

senza riuscire a preconizzare dopo secoli di filosofia, scienza e arte, un sistema finalmente compiuto, corretto, cosciente


Immagino che per "sistema" tu intenda un "assetto sociale". Ebbene, credo sia impossibile pensare ad un sistema "compiuto", cioè ad un punto di arrivo. Ci sono miliardi di persone che vivono in una condizione di limitazione delle proprie libertà personali e politiche che per noi sarebbero inconcepibili, eppure quelle società in alcuni casi "funzionano" meglio delle nostre, in termini di soddisfazione dei bisogni della collettività.

Un errore che si compie spesso è quello di credere che l'evoluzione sociale, valutata peraltro secondo gli orientamenti della parte liberal e laica occidentale (orientamenti che personalmente condivido, sia ben chiaro) sia rettilinea o comunque "monotona non decrescente". Questa convinzione nasce da una miopia storica e geopolitica che mi stupisce sempre.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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