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Riflessioni costruttive su questa frase


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user111807
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inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:02    

Questa corsa alle prestazioni è voluta e inculcata dalle strategie di mercato che vogliono farci credere che ad un mezzo più performante corrisponda ad una migliore riuscita, questo potrebbe anche valere quasi per tutto ciò dove non conta il pensiero, la fantasia o l'estro.
Posso suonare con il migliore strumento esistente e magari fare un esecuzione perfetta ma probabilmente avrebbe lo stesso effetto di certe immagini pubblicitarie di donne bellissime con la sensualità di un sedano, dove invece avrebbero voluto comunicare tutt'altro.

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:04    

Non credo sia questo il punto. La nitidezza si può avere anche con attrezzatura di 40 anni fa e dal costo irrisorio.

user192351
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inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:16    

Basta un banco ottico di qualità, costa meno di una fullframe moderna ma sapendolo usare (ed ecco che la chiave di lettura della frase di apertura trova il suo senso in maniera compiuta) garantisce risultati di primissimo ordine.

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:27    

Non credo sia questo il punto. La nitidezza si può avere anche con attrezzatura di 40 anni fa e dal costo irrisorio.


Ma infatti Mirko, il punto non credo sia tanto la "nitidezza", che in fotografia un senso ce l'ha sempre avuto, quanto invece la ricerca di una ipernitidezza smodata.
Concordo con Old sul fatto che questa tendenza fa PIL (e non è poco), ma è anche vero che la fotografia è in larga misura influenzata dal cinema, e in tutto quel comparto ci si sta sempre di più abituando a una visione di quel tipo lì...
C'è poco da fare: certe cose non sono belle di per loro (penso anche al bokeh per esempio), ma quando ti abitui diventano un po' una droga.

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:31    

già, nel cinema oramai con la computer grafica è tutto un hdr, come nei videogames

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:46    

L'ho sempre detto: foto perfettamente esposte, supernitide e dai colori accattivanti non hanno mai vinto un concorso fotografico se non trasmettono anche emozioni.


A me sembra che la tendenza sia l'esatto opposto.
I concorsi pullulano di foto stereotipate, nitide, sature e decisamente prive di emozioni.
E spesso vincono pure, a parte rare...molto rare eccezioni.


Detto questo: se una foto veicola a noi stessi e al pubblico che la osserva un messaggio/racconto, come era nelle nostre intenzioni (qualunque sia il genere fotografico) tutto il resto conta poco.

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:49    

io concordo con PicassoCool

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:50    

io concordo con Picasso


Sei un volpone come lo era lui! MrGreen

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:52    

concorsi pullulano di foto stereotipate, nitide, sature e decisamente prive di emozioni.
E spesso vincono pure, a parte rare...molto rare eccezioni.


in alcuni concorsi a cui ho partecipato hanno premiato foto sgranate, rumorose, stra contrastate (in b/N ) poco leggibili, e, nonostante questa forzata rottura di schemi, ugualmente banali, che io di solito cestinoEeeek!!! Ma c'è anche da dire che la vincitrice apparteneva al club fotografico che aveva indetto il concorso ed era allieva di uno dei giudici;-)

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 17:52    

Grazie Mirkopetrovic, Angus, Francesco Merenda, J.Pedro.

Andrò a vedere le foto di Frank su Gli Americani.

La mia richiesta nasce dal fatto che mi sembra che ogni foto efficace le regole base della comunicazione per immagini (fotografica nello specifico) le rispetti sempre, ovviamente non tutte, ma quelle che servono a veicolare il messaggio.

Mirko, la regola dei terzi serve per rompere un equilibrio e dare dinamicità, se non serve al contesto, potrebbe essere controproducente applicarla, ma sempre regola rimane.

Angus, la regola di fotografare col sole alle spalle non mi sembra sia una regola ma piuttosto un consiglio per facilitare il risultato a chi inizia. Sarebbe come voler insegnare a camminare a un bambino: non lo porterei sulla neve fresca con le ciaspole ma in soggiorno a manina.

In ogni caso mi riferivo principalmente alle regole compositive.

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 18:02    

credo che tu Mirko cestini le foto ipercontrastate e poco leggibili perchè non fanno parte del tuo linguaggio fotografico e non ti rappresentano, ma in generale ci sono moltissimi autori che spingono su quelle interpretazioni,cercandole, perchè fanno parte del loro essere.

non lo farei un discorso di rompere le regole ma di consapevolezza.

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 18:02    

La mia richiesta nasce dal fatto che mi sembra che ogni foto efficace le regole base della comunicazione per immagini (fotografica nello specifico) le rispetti sempre, ovviamente non tutte, ma quelle che servono a veicolare il messaggio.


Io penso che il problema, in fotografia, sia prevalentemente semantico Cool
Sotto la voce "regole" ci finiscono a seconda dei casi alcuni principi formali, talune convenzioni culturali, questo o quel canone estetico di volta in volta... Si mescolano "ordinanze" tecniche e fattori la cui presumibile azione è a livello subconscio... Psicologia, geometria e marketing...

Io mi sono formato (come molti e di più generazioni) con Feininger, e ho la vaga sensazione che sul tema abbia già allora detto tutto quel che è in fondo essenziale.

Se che sarò antipatico a qualcuno, ma trovo che dichiarare di "infrangere le regole" esprima oggi soprattutto una compiaciuta autocelebrazione vagamente naif.

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 18:04    

Dopo aver attentamente riflettuto sul testo in italiano e in inglese, sono giunto alla conclusione che questa frase non significa niente.
La parte sull'onesta' poi e' la ciliegina sulla torta.
Forse se letta nel suo contesto originale, potrebbe dare qualche indicazione in piu', ma cosi' e' di una banalita' imbarazzante.

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 18:22    

Cmq, a me pare invece che ora ci sia più una moda dello sfocato e del mosso creativo che non del superdettagliato, o detta meglio, mi pare che in alcuni ambienti (concorsi e gallerie) sia considerata arte fotografica la prima corrente e mero iperrealismo la seconda. A me non piacciono gli estremi, e a seconda dei casi ci sta l'una e ci sta l'altra, può essere bella una foto sfumata come una precisa e nitida. Ma cercare spasmodicamente quel dato effetto mi pare una forzatura fatta al solo scopo di compiacere galleristi e spettatori babbani convincendoli di capirne di arte e convincedoli che quella è arte.
Foto mosse e sfocate alle mostre che ho visitato, la banalità del già visto.
La verità è che quando si adottano questi effetti fini a se stessi è perchè si ha ben poco da dire. La vera rottura oggi è esporre delle belle cartoline ben composte, "un po di pecore con un acquedotto, un ragazzetto mezzo nudo col ciufolo n'bocca, due bovi all'ora del tramonto", come diceva il marchese del Grillo Cool

dal min 2:00MrGreen

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 18:33    

Cmq, a me pare invece che ora ci sia più una moda dello sfocato e del mosso creativo che non del superdettagliato


Io la metterei così Mirko: una volta c'era "la moda", oggi ci sono "le mode".
Gruppi che sono più o meno coesi tra loro e in guerra con gli altri gruppi, in tutti i campi.
Nirvana di Salvatores era stato acuto in questo senso Cool

In fotografia i "nitidi" ce l'hanno con l'insulsaggine degli "sfocati", i "progettuali" con quelli che scattano a caso, i "puri" ovviamente con gli impuri...
E lo strittarolo non capisce sti uccelli impagliati, il naturista aborra il solito passante noioso, magari sulle strisce pedonali.

Insomma, c'è di tutto: poi la differenza la fa se sei nicchia o se sei ultrapopolare, ma la zuppa è quella.
Ed esserne terzi a me pare sia difficilissimo davvero, anche se tutti strillano "io penso a modo mio" Cool

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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