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inviato il 14 Novembre 2019 ore 18:40
E se bimbi e gabbiano sono messi in PP (prima non c'erano)? Rimane una fotografia o diventa una immagine? Non è più possibile fare nessuna differenza: sono tutte immagini e basta! |
user36220
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 18:50
Io la vedo così: immagine finché viene fruita digitalmente. Fotografia quando viene stampata. |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 18:57
@SemT: se viene stampata con la luce |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 19:06
Se viene stampata e basta |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 19:11
si possono stampare anche immagini...   Resto sempre della mia idea anche dopo aver consultato l'oracolo dei semplici: it.wikipedia.org/wiki/Immagine |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 19:11
".. o sparisce affogata nel mare delle "immagini"?" Per me, nella mia accezione del termine, una immagine non mi comunica nulla di rilevante a livello emotivo o estetico. Una Fotografia invece me lo comunica. Oggi ci sono miriadi di immagini, e molte meno Fotografie, ma c'è da dire che Fotografie belle come quelle che si vedono oggi, non si sono mai viste, e faccio Fotografia (..per me, magari per altri sono solo immagini) dal 1969. L'enorme massa dell'utenza digitale ha abbassato molto la qualità media, ma i picchi di qualità elevata si sono alzati e moltissimo, il mezzo tecnico molto progredito e l'elevatissimo numero di gente che approccia il mondo della Fotografia, fanno vedere alcune Fotografie veramente belle, straordinarie. In un tempo remoto a fare foto eravamo, nel mondo, quattro gatti, era un po' una passione d'elite, la media era molto più alta di oggi, ma di spunti straordinari, di fotografi straordinari, ce n'erano veramente pochissimi, mentre oggi, in assoluto, gli straordinari sono molti di più ed a mio avviso lavorano anche meglio di un tempo, le foto sono più belle: nell'orgia digitale, oltre a una marea di pattume, ci sono, e nemmeno molto nascosti, dei veri diamanti, Fotografie straordinariamente belle, di tutti i tipi di Fotografia. |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 20:03
La foto é quella viene fatta, l'immagine é quella che viene vista. Sembra una cazzata, ma é la differenza esistente tra espressione e percezione. Per fare un esempio: quando dico qualcosa, il suono é ciò che emetto, la parola é ciò che viene sentita. Siccome l'immagine é frutto dell'interpretazione di chi osserva, per ogni foto esistono tante immagini quanti sono coloro che la osservano. Il fotografo nel produrre una foto, cerca di produrre un qualcosa che rappresenti l'immagine, ossia la sua percezione, di ciò che egli ha visto, per trasmetterla ad altri. Nessuna immagine può rappresentare la realtà, poiché la realtà non esiste in modo univoco e indipendente dall'osservatore, ma dipende sempre da chi la osserva. Cosí ogni fotografia é solo un mezzo per trasmettere un'immagine propria del fotografo, ma che sarà percepita diversamente da ogni osservatore e cui ogni osservatore attribuirá un diverso significato. La fotografia é un atto creativo espressivo che crea una realtà visiva che sarà oggetto di un atto percettivo da parte chi osserverà tale fotografia. L'atto percettivo, generando un'immagine unica in colui che osserva la fotografia, é parimenti un atto creativo, ma non comunicabile se non attraverso un ulteriore atto creativo espressivo (una foto della foto, un racconto o una poesia ispirati dalla foto, un dipinto della foto, una descrizione vrrbale della foto et cetera). |
user69293
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 20:14
"E se bimbi e gabbiano sono messi in PP (prima non c'erano)? Rimane una fotografia o diventa una immagine?" Diventa una porcheria, pure mio nonno noterebbe la photoshoppata. |
user1856
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 20:43
“ "E se bimbi e gabbiano sono messi in PP (prima non c'erano)? Rimane una fotografia o diventa una immagine?" „ Si potrebbe considerare un parallelo col cugino cinema: se i bimbi e i gabbiani li aggiungi in PP rimane un film o diventa un cartone animato? |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 21:03
+1 per Cos78. |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 21:04
Concordo pienamente con Nessunego, bella disamina... La fotografia secondo questo schema pero' mi pare non differisca da una rappresentazione pittorica o grafica e nella sostanza la cosa non mi scandalizza di certo. Diciamo che, tenuto buono il ragionamento di Nessunego si puo' aggiungere che la fotografia differisce dalle altre arti visive in quanto si e' ricorsi all'utilizzo di un apparecchio fotografico. Sara' banale... |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 21:11
Esattamente Alessandro. Poi esistono forme miste di espressione. Un esempio per tutti: i libri illustrati. |
user19933
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 21:30
Io penso che: ”La radicale opposizione tra gli uomini si svela nel fatto che, parlando del piacere, gli uni decollano verso la metafisica e gli altri scivolano verso la fisiologia.” (Nicolas Gomez Davila) e alla cosa non c'è soluzione. |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 21:35
Caro Francesco Altomare, io non sono bravo con PS, tutt'altro. Uso solo LR e TOPAZ nella varie suite, perchè amo (in linea di massima, ma non sempre) rimanere aderente alla realtà. Anche se molte volte l'immagine gradevole è molto diversa dalla realtà e, in questo caso, non ho nessuna remora dall'allontanarmi da essa. Però Ti garantisco che uno bravo con PS (e derivati), ma bravo proprio, Ti crea quello che vuoi! Hai presente i film di fantascienza o di avventura degli ultimi anni? Tutti fatti in chromakey con l'equivalente di PS. Non mi sembrano tanto irreali! Lo erano quelli degli anni 70', non quelli di oggi ... Rendetevi conto che oggi si può costruire qualsiasi immagine e, specie se tutta "falsa" nel senso che non è modificata ma costruita da zero, non si può neppure capire e provare che sia falsa ... Da qui si può con scienza e coscienza affermare che la distanza tra fotografia ed immagine non c'è più. |
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inviato il 14 Novembre 2019 ore 22:07
Da pochissimo sto cercando di usare una macchina fotografica. Ogni tanto, con minimi risultati, mi diletto anche a usare gli acquerelli. Rispetto all'uso dello smartphone nei primi due casi ciò che cambia, almeno per me, è la consapevolezza. L'uscita dall'automatismo di voler registrare una immagine senza riflettere sul perché proprio di quella scena desidero avere un ricordo. Utilizzare la macchina, ripeto con risultati scadenti ma poco importa, così come provare a dipongere, diventa una sorta di meditazione nella quale si prova piacere ad osservare prima ancora che a creare una rappresentazione di una immagine. |
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