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Vivi meno, la Pensione bugiarda


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avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2019 ore 19:20    

Ooo sono assolutamente d'accordo con te su quello che hai detto fino ad ora. Dico che se si valuta una media come quella si è portati a pensare che un trend anche in salita significhi maggiori aspettative di vita. Ma è un concetto assolutamente privo di scientificità. Nella generazione dei miei nonni la percentuale di persone che hanno superato il dato dell'età media è molto più alta di quella dei miei genitori. La salita è chiaramente dovuta ai fattori che hai detto tu. Per questo dico che il confronto va fatto tra generazioni perché se fai solo la media annuale una discesa si vede solo su tempi molto ma molto lunghi (devi attendere che cessino gli effetti positivi delle generazioni "fortunate"). Con una distribuzione di età media tra generazioni (separazione di 20 anni per esempio) già si potrebbe valutare tutto con maggiore attendibilità.

user126294
avatar
inviato il 29 Ottobre 2019 ore 19:42    

Si stava meglio quando si stava peggioCool

Giuliano

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2019 ore 20:27    

Chiarisco con un banale esempio. Se in un anno muoiono un ugual numero di 90enni e 60enni la media ci dice 75 ma il confronto tra generazioni comporta una perdita di aspettativa di 15 anni per la seconda. Purtroppo temo che sia quello che già accade. Altro che vita che si allunga.

user111807
avatar
inviato il 29 Ottobre 2019 ore 21:55    

In realtá non ho mai capito perché le donne possano andare in pensione prima, nonostante un' aspettativa di vita piú alta degli uomini...
Eeeek!!!

user192226
avatar
inviato il 29 Ottobre 2019 ore 21:57    

Presumo perché ci sono le pulizie da fare a casa, cosa che se fosse per gli uomini, potrebbe andare bene anche una caverna con un buco nel pavimento in un angolo.

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2019 ore 22:16    

più che dal sesso dovrebbe dipendere dal tipo di lavoro.
ci sono lavori che richiedono prestanza fisica,
altri mano ferma,
altri grande livello di attenzione e chi lavora di notte...
chidere ad una persona di 60 anni di fare un lavoro di fatica mi sembra poco morale, tipo scaricare sacchi di patate o scatole con le lattine.
Magari a chi come massimo sforzo fisico solleva una stilografica 75 anni vanno anche bene.
Reimpiegare un anziano in un lavoro + leggero è meno semplice di quel che può sembrare, magari aveva una bella cerchia di colleghi in un settore pesante e poi lo metti in un ufficio o in un magazzino dove si sente "rottamato".
Il sistema non guarda tanto all'età ma al grado di invalidità, però è indiscusso che dopo il mezzo secolo di vita qualche acciacco compare e la cosa andra sempre a peggiorare con l'avanzare dell'età.
Poi alcuni si accontenterebbero di andare con una pensione miserrima,
ma lasciali andare.
Come c'è quello che vuole andare a 58 (magari con 32 anni di lavoro) c'è quello che si sente di lavorare fino a 78. Uno compensa l'altro.
Poi ci sono settori speciali, come nella polizia, nei carabinieri, ecc... dove ogni 5 anni di anzianità te ne danno uno aggiuntivo. ok, ma non è solamente nel settore dell'Arma che ci si usurà così tanto anima e corpo. Ci sono anche altri lavori dove è bene essere belli aitanti e prestanti.

Insomma, non sono molto contento come si capisce di come è gestito il mondo del lavoro e della pensione.

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2019 ore 23:04    

@ Alessandro
Certo i sistemi pensionistici nascono su un debito: quello generazionale.

Di sicuro l'INPS o meglio la politica non ha fatto nulla per ridurre tale debito, anzi, hanno fatto di tutto per incrementarlo e peggiorarlo:
- il sistema retributivo
- le baby pensioni (INPDAP)
- i prepensionamenti
sono tra i fattori che hanno distrutto il sistema.

Le baby pensioni per gli statali e parastatali sono nate nel 1973 con il governo Rumor e la cosa è andata avanti per oltre 20 anni.
Le donne andavano in pensione con 14 anni 6 mesi e 1 giorno di contributi versati.
Gli uomini con 19 anni 6 mesi e 1 giorno.
Si poteva riscattare il periodo universitario (5 anni) con quattro soldi.
Conseguentemente ci sono gentil signore che sono andate in pensione dopo 9 anni 6 mesi e 1 giorno all'età di circa 34 anni.
Meno di 10 anni di contributi e 50 anni di pensione.
Attenzione, la pensione media che questi signori percepiscono oggi è attorno a €/mese 1200/1400.
Ho calcolato che nell'arco dei primi 2/4 anni di pensione si erano già fumati i contributi versati.
La cassa pensionistica da chi prende i soldi per pagare i restanti 45/48 anni di pensione?

Questi fortunati sono circa 500.000 e ciascuno, mediamente, ci costa € 800.000 per l'intero periodo pensionistico.
Bene, il conto fa € 400 MILIARDI!!!

Ma la cosa scandalosa è che queste persone avevano pure il diritto di continuare a lavorare senza subire detrazioni.
Quindi ci sono miei ex professori che hanno continuato facendo i liberi professionisti, ferrovieri che hanno aperto officine, infermiere che sono andate a lavorare in case di riposo, signore che sono andate a lavorare nelle aziende di famiglia.
Senza contare coloro che si sono messi a lavorare in nero ...

user177356
avatar
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 0:08    

La speranza di vita a 65 anni (cioè, quanto mediamente puoi aspettarti di campare ancora) era di 15,4 anni nel 1992 e di 19,3 anni nel 2018 (dati Istat, che sono gli unici affidabili sull'argomento, tanto è vero che le compagnie di assicurazione e i fondi pensione fanno i calcoli basandosi su di essi, e se dovessero sbagliare sono dolori per loro).

Non ha MAI avuto una flessione nel periodo che ho indicato (1992-2018).

Il problema vero è che sono le pensioni ATTUALI ad essere troppo elevate (cioè, la prestazione erogata non è coerente con i contribuiti versati). Le vere pensioni d'oro sono quelle di milioni di pensionati che prendono 1200 euro e hanno versato contributi per 800.

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 0:15    

@ Ooo

Come c'è quello che vuole andare a 58 (magari con 32 anni di lavoro) c'è quello che si sente di lavorare fino a 78. Uno compensa l'altro.


Ed è giusto che una persona decida di andare in pensione quando lo ritiene opportuno.
Tolto un periodo minimo (15-20 anni) la persona deve avere il diritto di scegliere se andare in pensione o meno.

E' ovvio che questo è fattibile solo con il sistema "contributivo" per cui se tu decidi di andare in pensione dopo 20 anni di lavoro, all'età di 45 anni, avendo una aspettativa di vita residua di circa 40 anni, riceverai una pensione pari ai contributi che hai versato diviso gli anni che, statisticamente, ti rimangono da vivere.

La tua pensione sarà solo di €/mese 500 ?
Ti va bene ?
Affare fatto.

;-)

Aggiungo: l'aspettativa di vita, che si allunghi di sei mesi o si accorci di sei mesi, non è particolarmente influente nei bilanci del sistema pensionistico.

Quello che fa saltare il banco è il sistema retributivo.
Ci sono sindacalisti che, all'interno del sindacato, ricevono promozioni e aumenti considerevoli di stipendio negli ultimi anni di carriera perchè il sistema retributivo fa si che la loro pensione schizzi in alto ...

Bell'esempio da coloro che dovrebbero tutelare i lavoratori e la loro pensione ...




avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 0:21    

(dati Istat, che sono gli unici affidabili sull'argomento, tanto è vero che le compagnie di assicurazione e i fondi pensione fanno i calcoli basandosi su di essi, e se dovessero sbagliare sono dolori per loro)


I dati ISTAT vengono utilizzati anche per il calcolo del valore dell'usufrutto/nuda proprietà.


user111807
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 4:21    

Old_pentax totalmente d'accordo con te.
Due miei parenti impiegati nell'istruzione pubblica sono andati in pensione uno a circa 31 / 32 anni e l'altro a 37 con la pensione quasi uguale allo stipendio e uno dei due ha continuato a lavorare .Triste

user192226
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 7:00    

In un sistema dove la medicina afferma che ci verrà prolungata la vita e la politica è incapace di creare posti di lavoro per mantenere i pensionati fino a 82/85/87 anni...qualcosa non torna. O non ci stanno raccontando tutta la verità oppure semplicemente, le prossime intere generazioni di pensionati a divenire dovranno imparare a sopravvivere con una pensione da fame.

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 7:07    

Sui dati statistici sarebbe meglio non fare troppo affidamento. Che vengano usati per scopi normativi in alcuni casi è persino scandaloso. Ai più non sarà sfuggito che ad es. per il calcolo del pil sono state introdotte voci fantasiose (e nemmeno stimabili dal punto di vista contabile) o spostate voci di passività dello stato nelle attività, con l'unico scopo di mettere un segno positivo laddove sarebbe stato chiaro il trend negativo.

Interpolare i grafici precedenti equivale ad utilizzare un nesso non causale, cioè presuppone la conoscenza di un valore futuro, cosa molto comoda al legislatore ma priva di fondamento scientifico. L'unico dato utile per dire se l'aspettativa di vita si allunga o meno è la distribuzione dell'età su generazioni diverse. La media aritmetica da questo punto di vista è insignificante. Basta entrare in un ospedale per rendersene conto.

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 10:08    

Old,
perfettamente daccordo sul disastro delle baby pensioni.
15 o 20 anni di lavoro (quando non addirittura meno) e 50 anni di pensione.
Ci arriva anche il mio gatto che il sistema non regge.
Poi con la Fornero hanno voluto rimediare le porcate degli anni precedenti, come se Caio e Sempronio dividendo in modo equo un pollo vivo potessero ottenere mezzo pollo vivo a testa.
è ovvio che non puoi caricare su alcune generazioni il bengodi dei padri e dei nonni che hanno mangiato l'uovo in culo alla gallina. (quante metafore, sono diventato Bersani?MrGreen**).

Però tutta l'economia vive di statistica, il marketing e le proiezioni hanno valore grazie alla statistica che è una scienza.

Per tale motivo non si possono sottovalutare gli usi farlocchi dell'inps che dice che da un anno all'altro l'aspettativa di vita è 6 mesi in più, mentre in questa fase storica l'aspettativa di vita comincia il suo appiattimento con tendenze ad una parabola discendente.
Non facciamoci prendere in giro!

Che poi tutto ciò è controproducente in molte categorie:
lavoratori + vecchi = + fermi in malattia, + invalidità sul lavoro, + rischi di incidenti per sè e agli altri. Sai che resa...
A cavare sangue dalle rape poi il sangue te lo trovi nelle mani.Cool**


Altra cosa, ma me lo spieghi perchè un dirigente delle ferrovie (tanto per citare uno a caso, non è certo il solo) deve prendere + di 6000 euro di pensione? ecchecca22o.
La pensione è la pensione, un po' di differenza da uno all'altro va bene ma non che uno va con le pezze al culo e l'altro fa il nabbabbo.

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 10:22    

Il sistema pensionistico é in questo stato perché moltissimi se ne sono approfittati per anni, compresi quelli che hanno lavorato a nero tutta la vita e ora prendono la sociale. Questo é il paese dove si gira con il permesso invalidi in macchina senza nessun disabile a bordo, tutti hanno la 104 e poi usano i giorni ottenuti per tutto tranne che assistere parenti malati.
Tutto questo si ripercuoterà sui nostri figli e nipoti, che pagheranno le colpe della mia generazione e di quella dei miei genitori, quella dei diritti senza doveri.


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